In copertina: Anthony Davis festeggia con i tifosi al termine di Gara 6 tra Lakers e Grizzlies alla crypto.com Arena. (Adam Pantozzi, NBAE via Getty Images)

In attesa di conoscere l’avversario del prossimo turno, i Lakers si godono l’upset nei confronti di Memphis. Gara 6 è stata senza storia dall’inizio alla fine, con un Anthony Davis a dir poco dominante nella metà campo difensiva (16+14+5 stoppate). Molto bene anche D’Angelo Russell, autore del career high personale in post season (31 punti).

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🔋 Anthony Davis: «Ho dominato difensivamente grazie all’energia»

All’inevitabile domanda sulla sua prestazione difensiva, e sulle lodi di LeBron e coach Ham, Anthony Davis risponde così:

«È andata bene, abbiamo fatto bene in transizione e controllato i rimbalzi nel corso della serie. Loro erano disorientati quando dovevano attaccare a metà campo, e in questa situazione segnavano con difficoltà. Se non mi sbaglio, hanno segnato 49 punti in transizione nell’ultima partita. Volevo essere solido su entrambi i lati del campo, ho dominato difensivamente con energia, impegno e presenza sotto i tabelloni. Volevo rendergli difficile segnare.»

«Dopo l’intervallo ci siamo trovati nella stessa situazione di Gara 3, loro volevano ridurre lo svantaggio, quindi noi siamo scesi in campo pensando di essere ancora 0-0. Questo è stato il modo in cui abbiamo approcciato il terzo quarto, e così siamo stati in grado di aumentare il vantaggio. Loro potevano ovviamente segnare a ripetizione, ma noi non volevamo che ciò accadesse. Volevamo assicurarci di avere una presenza difensiva che potesse assicurarci punti in transizione.»

Alla domanda sugli atteggiamenti e sulle parole degli avversari, in particolare modo di Dillon Brooks, AD risponde che:

«C’è stato un po’ di trash talk in campo nel corso della serie, ma sapete tutti di cosa si è poi parlato nei media. Noi volevamo solo far parlare il campo e giocare il nostro basket. Abbiamo provato a non cadere nelle provocazioni, se qualcuno parla sempre di te e tu non gli rispondi, prima o poi smetterà. Questo è quello che è successo con Dillon Brooks. Noi volevamo solo far parlare il nostro gioco, ogni volta che mettevamo piede in campo volevamo solo pensare a giocare. Brooks ha provato a condizionare LeBron, non so quale fosse il suo obiettivo, ma LeBron non ci è cascato. I ragazzi hanno visto il suo atteggiamento (di LBJ) e non c’è stato bisogno di parlarne. LeBron ha dichiarato ai media di non voler parlare di questa questione e di voler solo giocare.»

Il numero 3 gialloviola commenta così la serie e la longevità di LeBron James:

«Basterebbe parlare della la fastbreak reverse (la schiacciata in Gara 3, ndr). Io ero lì e mi aspettavo di vedere una schiacciata normale. Quando visto quello che stava facendo ho pensato “Dannazione!”. È ovvio vederlo esausto dopo vent’anni nella Lega e dopo che ha dato tutto sé stesso in campo. Molti di noi erano esausti, e lui ha probabilmente più chilometraggio di tutti noi messi assieme. Abbiamo cercato di dare il massimo attorno a lui per rendergli il lavoro più semplice.»

Ritornando sulla difesa e sulla chimica difensiva di squadra, Davis sostiene che:

«È questione di comunicazione. Non abbiamo avuto molto tempo per allenarci insieme (con i nuovi arrivati alla deadline, ndr), ma parlando in continuazione durante le partite e avendo passato tanto tempo a vedere filmati, siamo rimasti costantemente in comunicazione tra noi. Tutti vogliono vincere e sono qui per aiutarsi. Ci fidiamo gli uni degli altri, e tutto inizia dalla comunicazione.»

Riguardo la propria crescita in fatto di leadership, The Brow spiega che:

«Provo a far crescere la mia leadership e la mia saggezza ogni anno. Voglio vincere. So che la mia voce è importante nello spogliatoio, al fianco di quella di LeBron. Questi ragazzi mi conoscono non solo per le mie performance in campo, ma anche perché parliamo. Mi vengono a fare domande su cosa voglio in campo, e io cerco di fare uno step ogni anno, specialmente in post-season, per far sì che la mia voce si senta sempre di più.»

Parlando della fiducia e dell’autostima necessarie per rimanere a questi livelli, Davis racconta che:

«Bisogna continuamente andare avanti. Non sempre, quando scendi in campo, giocherai come vorrai. Bisogna giocare con energia e controllare quello che si può controllare, giocare duro e con energia difensiva. Non posso avere sotto controllo ogni palla che va nel canestro, ma in difesa posso controllare molte cose. Questo va poi a spingere l’attacco. Non importa quello che sto facendo, voglio riuscire comunque a marchiare difensivamente la partita per poi ricaricare il mio attacco e quello della squadra. È questione di mentalità, bisogna andare avanti, continuare a giocare e prendersi cura di sé stessi.»

💪 Russell: «Cerco di essere il miglior giocatore possibile»

Autore della sua miglior prestazione offensiva ai Playoff, D’Angelo Russell commenta così sia Gara 6 che la sua performance:

«Abbiamo avuto una buona partenza. Ogni volta che una squadra inizia bene la partita ha migliori chances di vittoria. Questa notte volevamo essere sicuri di iniziare bene e lo abbiamo fatto. È una bella sensazione ogni volta che si segna un tiro pesante in una partita importante. Il pubblico ha giocato un ruolo importante nel darci energia. Forzare gli avversari a chiamare timeout quando la folla è così partecipe è importante, e noi abbiamo i migliori tifosi del mondo. Dobbiamo sfruttare questo vantaggio quando giochiamo in casa.»

Commentando Anthony Davis e il suo dominio difensivo, Russell dichiara che:

«È stato enorme. Non voglio che passi inosservato tutto quello che sta facendo. A volte non ha segnato tanto, ma il suo dominio difensivo è enorme per la nostra squadra. Siamo migliori con lui in campo.»

In ultimo, DLo commenta il suo ruolo all’interno della squadra:

«Cerco di trarre vantaggio da ciò che la partita mi concede. Se l’andamento della partita mi consente di segnare, segno come una scoring guard. Se invece l’andamento del gioco mi spinge a dover passare la palla, distribuirò 10 assist essendo più point guard. Indipendentemente da come mi marcano, io cerco di essere il miglior giocatore possibile. A volte mi raddoppiano, a volte non mi marcano duramente, a volte mettono il miglior difensore su di me. Bisogna lasciare che il gioco venga da te, ed è quello che faccio.»

👼 Reaves: «LeBron sembra un diciottenne»

Anche Austin Reaves è ovviamente raggiante in sala stampa. Il numero 15 gialloviola commenta così il passaggio del turno:

«È incredibile, avremmo voluto chiudere la serie in Gara 5 in casa loro, ma farlo qui davanti ai nostri tifosi è molto divertente. A.D. ha fatto una grande prestazione su entrambi i lati del campo, più di quanto dicano le statistiche, ha reso loro la vita difficile nel pitturato, Ja ha chiuso 3/16, Bane con 5/16. Quando loro sono così in difficoltà, si ha la possibilità di vincere, e come ho detto è stato grande farlo qui.»

Parlando della Euro Dance con LeBron, Reaves racconta con il sorriso sulle labbra che:

«Questa partita è stata carica di emozioni. Questo accade quando ti diverti giocando, quando il gioco ti consente divertirti. L’ho ringraziato (parla di LeBron, ndr) per essere venuto con me sulla linea di fondo e non avermi lasciato solo nell’esultare. Quando si è avvicinato gli ho detto “Fallo con me” e lo abbiamo fatto insieme, è stato molto divertente. È la mia prima volta ai Playoffs, LeBron ci ha detto che ogni step sarà più duro di quanto ci aspettiamo. Non dobbiamo perdere troppo tempo a festeggiare, c’è ancora molto lavoro da fare.»

Alla domanda sulla “vecchiaia” di LeBron, Reaves risponde sorridendo che:

«Sembra un diciottenne. Agisce come un diciottenne, è molto infantile, in senso buono. Sono cresciuto guardandolo giocare. Quando torno a casa i familiari e gli amici mi chiedono di lui. Quando rifletto sua questa cosa, mi sembra incredibile che giochi da così tanto tempo e al contempo sembri così giovane.»

🏆 Schröder: «Per noi Anthony Davis è il Difensore dell’Anno»

Intervistato negli spogliatoi, con l’ormai iconica cuffia addosso, Dennis Schröder commenta così Gara 6:

«Abbiamo fatto un gran lavoro in difesa. A.D. e J.V. (Jarred Vanderbilt) erano dappertutto, tutti eravamo attivi e scattanti. In attacco abbiamo mosso la palla e segnato i tiri che dovevamo. Abbiamo tanto talento offensivo, non dobbiamo preoccuparci se le cose non vanno bene e i tiri non entrano, perché grazie alla nostra difesa rimaniamo sempre in partita.»

Alla domanda su chi preferirebbe incontrare nel prossimo turno, Schröder risponde chiaramente che:

«Non importa, noi dobbiamo rimanere concentrati su noi stessi e cercare di fare il meglio che possiamo provando a giocare come stasera. Sono entrambe in grande forma, ma come ho detto, non importa chi passerà. Probabilmente domenica guarderemo la partita.»

Riguardo la difesa di Anthony Davis, Schöder è categorico nel sostenere che:

«Gioca così da tutto l’anno, per noi è il Difensore dell’Anno. Fin dalla prima partita della stagione gioca in questo modo, adesso è ad un livello altissimo e credo che l’abbia presa sul personale contro Jaren Jackson Jr.»

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (4:00 🇮🇹) tra Martedì 3 e Mercoledì 2 Maggio per affrontare in trasferta la vincente della serie tra Warriors e Kings.


LeBron James ha superato Kareem Abdul-Jabbar, diventando il miglior realizzatore della storia della NBA. Leggi gli articoli dedicati al record del quattro volte MVP scritti dalla redazione di LakeShow Italia:


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Classe 1993, giusto in tempo per vedere i Lakers di Shaq e Kobe. Da lì nasce un amore incrollabile per l’NBA e i Gialloviola. Lavoro, studio e scrivo. Nel tempo libero cerco di capire cosa sia passato nella testa di Ron prima di prendere QUEL tiro.

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