In copertina: Anthony Davis, Troy Brown Jr. e Darvin Ham durante Gara 1 tra Warriors e Lakers al Chase Center. (Noah Graham, NBAE via Getty Images)

Seconda serie di Playoff e seconda vittoria in Gara 1 in trasferta per i Los Angeles Lakers. I gialloviola espugnano il Chase Center di San Francisco e sconfiggono i Golden State Warriors con il punteggio di 117 a 112 al termine di una partita bella e incerta.

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Per una squadra senza il vantaggio del fattore campo è fondamentale uscire dai primi due episodi della serie con almeno una vittoria e i Lakers sono riusciti nell’intento con una ottima prova. Con gli Warriors reduci dalla recente Gara 7 con i Kings, i ragazzi di coach Ham hanno capito che questa era la miglior occasione per uscire dalla Baia con un successo ed hanno centrato l’obiettivo.

🦄 Anthony Davis

by Luca Novo

Nella preview di LakeShow ho scritto che per sperare di superare il turno ci sarà bisogno che Anthony Davis sia il miglior giocatore della serie. Obiettivo centrato in Gara 1 ed ennesima enorme prestazione di AD, il quale ha postato numeri raggiunti nella storia solo da Tim Duncan.

The Brow in attacco è stato per oltre tre quarti il punto di riferimento del gioco gialloviola come ci si auspicava alla vigilia, mentre in difesa, nonostante le diverse caratteristiche dell’avversario, è comunque riuscito a incidere come nella serie contro Memphis.

Davis ha segnato 30 punti contro il duo Looney & Green, di cui 19 nel solo primo tempo. AD è stato bravo a leggere l’avversario e non intestardirsi con il gioco spalle a canestro o nel fermare il pallone. Il suo bottino infatti è principalmente arrivato da ricezioni dinamiche in cui ha preso in velocità l’avversario diretto. Quando la difesa era ben schierata invece ha saputo accontentarsi del cosiddetto short mid-range ed è stato efficace con morbidi jumper dai 4-5 metri.

Il primo canestro nasce da un set interessante in cui AD esce da un blocco portato da Reaves e immediatamente attacca in palleggio verso l’area.
Il jumper ha assistito AD e lui è stato bravo ad essere deciso nel prenderlo, soprattutto a farlo il più vicino a canestro possibile e non limitarsi a long two dai 6 metri.

Il risultato dice 6/8 nei tiri al ferro e 3/5 nelle conclusioni nel pitturato fuori dalla restricted area. Nel finale è stato poco cercato dai compagni e anche sfortunato in un paio di conclusioni, ma in ogni caso il fatturato è quello che ci si attendeva per avere un chance di vittoria.

Il meglio The Brow lo ha comunque regalato nella metà campo difensiva dove ha giocato l’ennesima gara irreale. In sede di preview abbiamo detto come gli Warriors tirino poco al ferro, ma lo facciano in modo molto efficace, infatti sono terzi nella lega per Cleaning the Glass nei tiri al ferro. AD ha negato tutto questo, mettendo a referto 4 stoppate e costringendo Curry e compagni a 13/29 al tiro negli ultimi due metri di campo.

Questa stoppata su Wiggins è senza senso. Prima ferma la transizione di Curry, poi recupera a centro area e stoppa Wiggo di lato.

Oltre a tutto questo, soprattutto nel secondo tempo è salito di livello nei closeout sui tiratori, andando a contestare ben 14 triple. il tutto senza far mancare l’apporto a rimbalzo dove ha tirato giù 23 rimbalzi di cui 19 in difesa, segno di una combinazione di agilità e rapidità nel leggere le situazioni che non ha uguali nella lega.

Doble drag per Steph, a cui segue il blocco di Green che libera Klay. AD legge alla perfezione e va a contestare la tripla inducendo il figlio del grande Mychal all’errore.

Ed infine la giocata che a mio avviso emotivamente chiude la gara e la indirizza verso i Lakers, ovvero la stoppata sul +2 contro lo scatenato Steph, autore di 14 punti nel quarto periodo.

The dagger!

✏️ Game Plan & Adjustment

by Nello Fiengo

Durante il podcast della scorsa settimana e nella preview che abbiamo preparato per la serie contro i Campioni NBA in carica abbiamo discusso a fondo delle opzioni a disposizione della difesa dei Lakers per “arginare” Stephen Curry.

Cerchiamo di capire cosa è stato scelto e come è andata.

Avevo proposto come strategia primaria quella di avere Dennis Schröder come primo difensore contro Curry per un motivo principale: la capacità di Dennis di lottare sui blocchi e stare più vicino allo scorso MVP delle Finals per contestare quanto più possibile il tiro.

Darvin Ham ha scelto di andare nell’altra possibile direzione paventata nel podcast: mettere size davanti ad SC30 e usare Jarred Vanderbilt come difensore primario.

Il lavoro di Vando su Curry è stato encomiabile, almeno per tre quarti:

La pericolosissima relocation di Steph e le ottime letture in inseguimento di Vanderbilt.

Vanderbilt è riuscito a lavorare bene quando Curry ha dato via il pallone: nella clip è chiaramente visibile come nonostante la moltitudine di blocchi e la velocità del pericolo pubblico numero uno.

L’ex Jazz ha mosso bene i piedi ed ha contenuto bene la sua irruenza che mi preoccupava e non poco nelle situazioni in cui avrebbe dovuto inseguire.

La situazione è cambiata quando Curry nel quarto periodo ha cominciato a giocare blocchi più alti con Kevon Looney e Draymond Green, che hanno messo in campo tutto il loro mestiere:

Forse la stanchezza, forse i blocchi più forti degli interni dei Warriors hanno acceso il motore della squadra della Baia.

Il numero 2 gialloviola si è fatto incartare più di una volta permettendo a Steph di puntare il cambio e di avere quei pochi centimetri in pù che contro uno cosi possono risultare fatali.

A causa di questo aggiustamento di Steve Kerr e data la difficoltà in attacco nella parte finale dell’ultima frazione, Vando è stato poi sostituito da D’Angelo Russell con Schröder che si è messo alle calcagna di Curry.

Un altro elemento che avevamo indicato come fondamentale era quello di cercare di eliminare i tiri al ferro di Golden State.

Il compito è stato eseguito alla perfezione con i Warriors che sono andati al ferro solo per l’11% delle loro conclusioni.

Curry stesso è stato tenuto a sole sei conclusioni nel pitturato di cui ne ha segnate solo 2.

Notevole la situazione nel pitturato di Steph

La presenza di Davis è stata ovviamente un deterrente importante ma il lavoro di tutta la squadra è stato notevole in questo senso.

Well done.

🤝 D&D: Dennis e DLo fanno la differenza

by Luca Novo

Una menzione speciale, oltre ad AD ed al piano gara di Ham, la meritano le prestazioni offensive di D’Angelo Russell e Dennis Schröder, entrambi autori di 19 punti. Per reggere la forza d’urto dell’attacco dei Warriors è necessario che gli esterni supportino James e Davis nella produzione offensiva, e le due point guard hanno risposto all’appello.

Dennis è stato particolarmente bravo a conquistare viaggi in lunetta, ben 10 per lui di cui 9 convertiti, sfruttando quella che è forse la principale debolezza della difesa dei campioni in carica.

Dennis attacca prontamente Poole in transizione e subisce fallo.

D’Angelo è invece stato fondamentale ad inizio di terzo periodo, con una delle sue sequenze di canestri in fila ha dato il via al mini allungo gialloviola. Ma soprattutto è l’autore della giocata più importante della gara, ovvero il canestro a un minuto dal termine dopo che nell’azione precedente Steph Curry aveva pareggiato la partita in seguito ad un airball dello stesso DLo. Se il talento non è mai stato in discussione, Russell ha mostrato anche di avere la capacità di salire di livello nei momenti in cui si decidono le partite.

DLo trova spazio nella zona all’altezza del tiro libero, finta il jumper, va ad attaccare Wiggins in palleggio e conclude con un morbido layup.

❌ Warriors vs Lakers: i Minus

by Nello Fiengo

Per 42 minuti i Lakers, al netto di alcune fisiologiche sbavature, sono riusciti ad eseguire il piano gara alla perfezione sia tatticamente che tecnicamente. Il finale però ha permesso ai padroni di casa di recuperare 14 punti di svantaggio e far prendere un grosso spavento a tutti i tifosi gialloviola.

⚫️ Il blackout nel finale

Il pullup di LeBron James per il più 14 a cinque minuti e quarantaquattro secondi dalla fine aveva dato ai Lakers ben 14 punti di vantaggio e la sensazione di avere in pugno la partita. Sbagliato.

I Warriors hanno cominciato dal momento indicato prima ad essere la squadra che abbiamo ammirato per tanti anni: difesa aggressiva, letture corrette e la palla che si muove a velocità supersonica, cosi è arrivato un parziale di 14-0 che ha portato il punteggio in parità e che quasi faceva venire un infarto ad i tifosi Lakers in visione.

Accoppiamenti saltati, si prende quello più vicino ma se la palla non si ferma è difficile e si finisce come nella clip.

Il primo elemento che è cambiato in questi pochi minuti di follia è stata la capacità dei Lakers di accoppiarsi velocemente in transizione.

Nella clip c’è una tripla di Klay Thompson in transizione ma giusto nel possesso precedente Curry era riuscito ad approfittare di un blocco profondo di Green per segnare un canestro con fallo.

Un altro elemento che ha favorito al run dei Warriors è stata la gestione del pallone da parte dei Lakers.

Non ci sono stati molti turnover ma le scelte delle nostre guardie in questo stretch è stata quanto meno rivedibile.

Bad choice Dennis.

Nella clip, presa come esempio, c’è Schröder che sul blocco alto di Davis si trova a centro area con Green che lo stoppa agevolmente.

Con 13 secondi sul cronometro e tanti punti di vantaggio ci si aspetta che la point guard legga il vantaggio e che faccia una scelta diversa: palla nell’angolo opposto ad Austin Reaves ad esempio oppure resettare, riuscire e provare ad attaccare Green che è sicuramente un difensore élite ma che non ha le gambe per stare con Dennis sul perimetro.

In generale, i Lakers devono cercare di leggere queste sfuriate dei Warriors ed applicare due regole semplici: fermare sempre il pallone prima possibile e gestire la palla anche a rischio di tirare al limite del cronometro ma con la sicurezza che l’attacco sia bilanciato in modo da coprire i potenziali contropiedi.

📅 Next Game

Gara 2 tra Golden State Warriors e Los Angeles Lakers è in programma nella notte (3:00 🇮🇹) tra Giovedì 4 e Venerdì 5 Maggio al Chase Center di San Francisco.

Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports, Cleaning The Glass, NBA Advanced Stats e Basketball Reference. Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.


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Ingegnere, partenopeo disperso tra le Alpi svizzere, world traveler. Ho cominciato con Clyde Drexler per finire ai Lakers. Everything in its right place, no?

Torinese, consumatore seriale di eventi sportivi. Grazie a Magic Johnson nasce la passione per la pallacanestro, i Lakers e la costa Ovest degli Stati Uniti. Esperienza NBA trentennale dal divano di casa. Phil Jackson è la guida spirituale di riferimento.

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