In copertina: Rui Hachimura, Austin Reaves e Stephen Curry nel corso di Gara 2 tra Warriors e Lakers al Chase Center (Ezra Shaw, Getty Images and Nhat V. Meyer, Bay Area News Group)

Si salva molto poco della prestazione dei Lakers: LeBron James, top scorer dei losangelini, aiutato quasi esclusivamente da Rui Hachimura. Pessima prova per Anthony Davis, mattatore in Gara 1 ma apparso ben lontano da quello visto nella prima sfida.

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✅ Warriors vs Lakers: i Plus

Ben difficile trovare dei lati positivi in questa partita: i Los Angeles Lakers sono apparsi stanchi e poco aggressivi, imprecisi al tiro e nella costruzione di gioco, complice anche forse una difesa dei Golden State Warriors ben più serrata di quella vista in Gara 1. L’MVP dei gialloviola, per impatto, è arrivato dalla panchina.

🎌 Rui Hachimura

di Gianluca Bortolomai

Avevo parlato pochi giorni fa del valore di Hachi come sesto uomo di lusso e questa notte il prodotto di Gonzaga è stato tra i pochi, forse l’unico oltre a LBJ, a non deludere. Per lui in 22 minuti di utilizzo sono arrivati 21 punti (unico insieme al Re a superare i 20 punti), 5 rimbalzi e una palla rubata con il 57% dal campo (il migliore della squadra) e 4/6 dall’arco per un ottimo 66%.

Le triple in particolare sono state fondamentali per tenere i Lakers a galla almeno nei primi due quarti prima di subire il parziale incolmabile dei padroni di casa. Rui ha dimostrato di essere perfettamente in grado di concretizzare le sue occasioni, sfruttando lo spazio lasciato dalla difesa degli Warriors particolarmente concentrata ad annullare Anthony Davis: proprio l’esca fornita da AD ha permesso ad Hachimura di trovarsi spesso poco marcato.

Davis penetra in area, Green e Wiggins convergono su di lui e il canadese è troppo lento a recuperare su uno smarcatissimo Hachimura quando riceve il passaggio di Schröder.
È sempre Davis a propiziare la tripla: Poole e Looney sono concentrati su di lui, DiVincenzo chiude su Brown Jr. che a quel punto scarica ad Hachi. Poole copre ma l’ala gialloviola lascia andare la sua prima tripla della serata.

Non c’è solo il gioco perimetrale per lui: il mismatch generato dalle marcature di Poole e Moody gli permette di trovare facili tagli in backdoor o penetrazioni di fisico, andando a sfruttare la maggiore stazza. I suoi 203 centimetri per 104 chili lo mettono in una posizione di assoluto vantaggio sulle guardie che si trovano a dover cambiare su di lui quando il difensore preposto va al raddoppio su una delle due stelle losangeline.

Poole perde completamente la marcatura sul taglio e Hachimura può andare al ferro in tutta tranquillità.
James guida l’attacco, va in penetrazione e Wiggins raddoppia su di lui in aiuto a DiVincenzo. A quel punto Rui è completamente libero sotto canestro per l’assist di LBJ.

Sfruttato troppo poco in Gara 1 (11 minuti, 6 punti), Hachimura potrebbe essersi nuovamente candidato ad un boost di minutaggio visto l’apporto qualitativo per offrire un’opzione ad Ham che sembra anche ben accoppiarsi con la difesa di Golden State.

Gli Warriors hanno mostrato una tendenza a concentrarsi, a giusta ragione, su Davis in particolare lasciando parecchio spazio ai role players: avere una freccia in faretra come il giapponese può essere sicuramente un vantaggio che i Lakers dovranno sfruttare in casa in Gara 3.

❌ Warriors vs Lakers: i Minus

Qui già sarebbe più facile indicare i fattori negativi che hanno condizionato il risultato. I Lakers sono sembrati esausti, disorganizzati e, specialmente nella seconda metà di gara, schiacciati dall’entusiasmo e dalla verve offensiva dei campioni in carica.

😵‍ Anthony Davis

di Gianluca Bortolomai

Tra i tanti gialloviola che non hanno trovato la quadra e si sono resi protagonisti di una serata disastrosa, il nome che spicca più di tutti è quello di Anthony Davis.

Tenuto al 45% al tiro (4/11 dal campo, nessun tentativo dall’arco) dai due Green e da Looney, il prodotto di Kentucky non è stato in grado di replicare l’eccellente Gara 1 su entrambi i lati del campo. La grinta messa in mostra tre giorni fa ha lasciato spazio alla visione di un Davis abbastanza affaticato, in totale difficoltà nel trovare il ritmo partita.

La partita è comunque a tutto tondo ma gli 11 punti, 7 rimbalzi e 4 assist non sono stati assolutamente sufficienti per tenere i losangelini in partita. Si è vista una parvenza di AD con le consuete tre stoppate ma sono sembrate più un evento fortuito che non parte di un vero e proprio clinic sotto le plance. Per il resto la solita aggressività difensiva è venuta meno e si è ben visto in alcuni dei più facili canestri degli avversari.

Pessima comunicazione tra Davis e Reaves dopo che Vanderbilt perde l’equilibrio. AD lascia comunque troppo spazio a Jamychal Green perdendosi Draymond Green in penetrazione.
Anche qui canestro troppo facile per Draymond Green, lasciato libero di entrare in area senza opporre resistenza. Al di là dei problemi di comunicazione, Davis non prova neanche a chiudere un minimo la strada all’avversario.

Se l’aggressività difensiva non si è vista, non è stata da meno quella offensiva: in Gara 1 AD ha tirato diciannove volte dal campo e otto volte in lunetta; la scorsa notte undici tiri dal campo e solo uno dalla linea della carità. Sei su undici tiri sono arrivati fuori dalla “restricted area”, spazio nel quale ha dominato nella prima sfida. Dei sette rimbalzi quattro (difensivi) sono arrivati nel primo quarto, ovvero l’unico che ha visto i Lakers in vantaggio. L’unico canestro del secondo quarto è stato un tap-in su un errore, l’ennesimo, di Schröder

Il suo solito floater si è spento troppo spesso sul ferro, sia per una buona contestazione che proprio per una mancanza della solita precisione, le quattro palle perse sono arrivate probabilmente per mancanza di lucidità nell’ultimo passaggio. Una serata storta come ne possono capitare molte, ma che può pesare come un macigno sull’esito della serie.

Davis taglia approfittando dello spazio lasciato da Green in attesa della penetrazione di Russell. Il suo floater finisce sul primo ferro.
Il taglio di Reaves non viene premiato perché AD prova un bounce pass troppo lungo.

Come già detto, una serata sfortunata affrontata forse con troppa superficialità, cosa che contro i campioni in carica non ci si può permettere. Come nella serie contro i Grizzlies, starà ad Ham riportare la concentrazione al massimo e sfruttare il fattore campo.

🤕 Che succede Austin?

di Giuseppe Critelli

Dopo aver superato con il massimo dei voti il primo esame playoff, adesso Austin Reaves si trova ad affrontare un test molto più impegnativo nel secondo turno. Gli Warriors, infatti, richiedono una tenuta fisica e mentale diversa, soprattutto se ti tocca inseguire un campione del calibro Klay Thompson su e giù per il campo.

Se in Gara 1 avevamo avuto qualche piccolo campanello d’allarme sulle capacità di Hillbilly Kobe di inseguire Klay sui blocchi, in Gara 2 è stato quasi un no contest a favore del figlio del grande Mychal.

Austin rimane sul blocco di Poole e perde Thompson quella frazione di secondo necessaria per regalargli una corner three aperta.

Per tenere testa ad uno dei più grandi tiratori off the ball della storia del gioco devi avere innanzitutto un’agilità fuori dal comune e soprattutto devi sapere interpretare gli angoli e i momenti dei blocchi. Reaves è sicuramente un giocatore intelligente e disciplinato, ma probabilmente non ha ancora l’esperienza e la malizia per riconoscere alcuni trick di Klay.

Si fa spostare da Klay consentendo al prodotto di Washington State di creare separazione e costruirsi, grazie anche al seguente blocco di Green, un tiro piuttosto comodo per un giocatore come lui.

Il numero 11 degli Warriors sta tirando con il 50% contro Reaves in tutta la serie. Non sono numeri drammatici in chiave Lakers, ma l’eye test ci dice che le difficoltà di Austin probabilmente vanno oltre i numeri.

In questo momento il prodotto di Oklahoma sembra avere qualche difficoltà dal punto di vista fisico. Non sappiamo se sia la normale conseguenza di una stagione logorante per un giocatore al secondo anno in NBA o se ci sia un problema di natura muscolare. Quel che è certo, però, è Reaves fatica un po’ a tenere il passo di Klay lontano dalla palla (al netto dello shot making incredibile di Thompson) e in attacco fatica a produrre.

Un tiro wide open sbagliato malamente da Reaves.

Vedremo se il ritorno a Los Angeles gli farà bene. Solitamente il role player riescono ad avere un boost delle proprie performance nelle gare casalinghe, la speranza è anche per Hillbilly Kobe possa accadere lo stesso.

🤔 L’enigma pick-and-roll

di Giuseppe Critelli

In Gara 1 i Lakers avevano svolto un ottimo lavoro su tutte le situazioni di ball screen che coinvolgono Steph. La strategia di Ham è stata quella di fare top lock lontano dalla palla, cioè posizionare il difensore a metà strada tra il bloccante e il giocatore in uscita dai blocchi; per quanto riguarda invece i pick-and-roll i Lakers hanno eseguito un high drop, facendo uscire Davis più alto rispetto alla drop tradizionale ma comunque in una posizione tale da negare la ricezione al rollante.

Questa strategia confida nelle capacità di Dennis di passare sopra il blocco e di Davis di contestare comunque il tiro grazie alle sue braccia lunghe.

In Gara 2 Ham ha deciso di mischiare un po’ le carte. Come amano dire i nostri Luca e Nello, è importante variare la strategia difensiva contro i grandi giocatori per impedire loro di adattarsi facilmente nel corso della serie. Forse anche per questo motivo il coaching staff ha deciso di cambiare il proprio coverage vs Steph, specie nel secondo tempo.

Non escludo che Ham possa aver deciso di effettuare qualche esperimento constatando che il linguaggio del corpo e l’intensità dei suoi non fosse esattamente quella dei giorni migliori.

Così i Lakers hanno deciso di “lateralizzare” maggiormente il pick-and-roll di Curry facendo ice o di fare uscire AD più alto sui blocchi (hedge), attivando i 4 vs 3 degli Warriors con Green sullo short roll.

Green esegue queste letture alla velocità della luce.
Mettere due uomini sulla palla ti espone a queste situazioni, anche se l’uomo a protezione del ferro è Davis.

I Lakers sono riusciti ad ottenere una gara tranquilla di Steph sul piano dello scoring, ma il cambiamento della propria strategia difensiva, unito all’effort scadente quando si trattava di ruotare in fase di scramble, ha attivato le doti di playmaking di Curry e messo in ritmo tutti gli altri Warriors.

Qui addirittura i Lakers decidono di “blitzare” Curry con 12 secondi sul cronometro. Pessima idea ed esecuzione ancora peggiore.

Sappiamo tutti come il two-man-game degli Warriors sia un rebus pressoché irrisolvibile per tutte le difese. Kerr non ama giocare tanti pick-and-roll per ragioni filosofiche, ma nelle ultime partite della serie contro i Kings e in Gara 2 ha utilizzato maggiormente questa arma tattica. Dopo aver giocato 22 pick-and-roll nel primo episodio della serie, Steph ne ha giocati 24 in Gara 2 rimanendo in campo otto minuti in meno.

Aspettiamoci, quindi, un Curry maggiormente sulla palla e degli aggiustamenti da parte del coaching staff gialloviola, consapevoli del fatto che una soluzione vera e definitiva probabilmente non ci sarà mai.

📅 Next Game

Gara 3 tra Golden State Warriors e Los Angeles Lakers è in programma nella notte (2:30 🇮🇹) tra Sabato 6 e Domenica 7 Maggio alla crypto.com Arena di Los Angeles.

Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports, Cleaning The Glass, NBA Advanced Stats e Basketball Reference. Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.


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Calabrese, gobbo, tifoso Lakers: insomma, una persona orribile. Ossessionato dallo sport in ogni sua forma, dopo aver visto Kobe e Shaq su Tele+ ho sviluppato una grave dipendenza dalla NBA.

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