In copertina: LeBron James ed Anthony Davis nel corso di Gara 3 tra Lakers e Warriors alla crypto.com Arena (Ronald Martinez, Getty Images)

I Los Angeles Lakers superano nettamente i Golden State Warriors in Gara 3, aggiudicandosi la partita con 30 punti di scarto. Dopo un primo quarto in cui non si è preso neanche un tiro dal campo, LeBron James ha chiuso la partita con 21 punti, 8 rimbalzi e 8 assist, dirigendo l’orchestra gialloviola in maniera impeccabile. Sugli scudi anche Anthony Davis, autore di una delle sue ormai solite prestazioni monstre in difesa e chiusa in doppia-doppia (25 punti e 13 rimbalzi con 7 stocks).

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⚓ LeBron James: «Siamo ancorati alla nostra difesa»

Ad un rilassato LeBron, viene chiesto un commento sulla crescita dello spogliatoio. Il Re risponde così:

«Impariamo ogni giorno. Ci conosciamo da poco e ogni occasione che abbiamo per stare insieme, che sia in palestra, sul pullman, in aereo o in partita, è un’opportunità in più per conoscerci reciprocamente e costruire la nostra chimica di squadra. Oggi ne è stato un altro esempio.»

Non poteva mancare la domanda riguardante il suo particolare approccio alla partita, in cui non ha tirato per l’intero primo quarto. James spiega che:

«Avete visto come D-Lo ha iniziato la partita (i primi 11 punti dei Lakers portano tutti la sua firma, ndr). Credo ne abbia messi 11, A.D. ne ha messi altri 7 e questo ha permesso di spostare il mio focus sui rimbalzi e rendere l’attacco più fluido. Non è stato l’approccio pianificato, è stata la partita ad andare così. Non sono uno che forza, aspetto che la partita venga a me e metto la mia impronta quando serve.»

Riguardo il blowout inflitto agli Warriors, LeBron James sostiene che:

«Non voglio dire che li abbiamo dominati, abbiamo giocato nel modo giusto. In Gara 2 abbiamo forzato, gli abbiamo permesso di pressarci. Siamo un grande team quando attacchiamo il pitturato, abbiamo anche le capacità per tirare da fuori, ma primariamente siamo una squadra interna. Stasera abbiamo giocato più un “Lakers’ basket”, e abbiamo controllato la partita.»

Tornando sulla costruzione di questo roster, il quattro volte MVP spiega che:

«Abbiamo avuto tanti infortuni, io stesso sono stato fuori qualche settimana. Quando D-Lo e gli altri ragazzi sono arrivati, abbiamo vinto tre partite, ma poi mi sono infortunato a Dallas. Sono rimasto ai box quattro settimane, ma notavo che la squadra aveva fatto “click” anche in mia assenza. Sapevo che una volta ritornato, il mio fit sarebbe stato buono e avremmo potuto giocare un grande basket. Lo sapevo, i ragazzi giocavano duramente gli uni per gli altri passandosi la palla. Abbiamo immaginato come i Lakers potessero giocare, e il risultato è che siamo al secondo turno di Playoff.»

Alla domanda sul suo impatto difensivo in Gara 3, LeBron risponde così:

«Dopo Gara 2 ho detto che indifferentemente da quello che accade, siamo ancorati alla nostra difesa. Siamo la migliore o comunque una delle migliori difese della Lega. Per raggiungere il massimo del nostro potenziale dobbiamo difendere al più alto livello possibile. Non c’è una squadra in questa Lega che ti permetta di testare la tua difesa come fa Golden State. Ci tengono in allarme per tutti i 48 minuti, ci fanno lavorare per tutti i 24 secondi di ogni possesso e su ogni tiro. Contro una squadra con questa potenza di fuoco, bisogna essere sempre all’erta.»

Riguardo gli alti e bassi durante una serie che possono condizionare una squadra giovane come i Lakers, James fornisce una risposta piena di saggezza:

«Credo per i ragazzi giovani che non hanno mai giocato in postseason o che non hanno molta esperienza in questo senso, sia importante stare lontano dalla TV e dai social media. Vinci una partita e per chiunque sei il miglior giocatore del mondo, perdi una partita e ti criticano duramente. È un meccanismo veramente semplice. Tutto sta nell’allenare la mente per la prossima sfida. La partita di stanotte è finita e abbiamo giocato bene. OK, fantastico, ma ne abbiamo un’altra lunedì. Chiunque avrà uno show preferito o un film da guardare, a qualcuno piace ascoltare la musica o leggere un libro o giocare a carte con la famiglia. Qualunque cosa sia, deve tenere lontano dai social media. Quando si guardano le altre partite di Playoff vanno guardate in muto e con della musica di sottofondo. Questo è quello che faccio.»

Non poteva poi mancare la domanda su Bronny e la sua scelta di USC come college per la prossima stagione:

«Per prima cosa voglio congratularmi con mio figlio per la sua prossima avventura e per aver scelto una grande università come USC (University of Southern California, ndr). Sono orgoglioso di lui, è qualcosa di incredibile. Al netto di qualche parente alla lontana di cui non sono a conoscenza, credo che sia il primo James ad andare all’università. Ovviamente suo padre non è andato a scuola (lo dice sorridendo), sua madre non è andata all’università. Mia mamma ha dovuto saltare il college perché mi aveva sempre tra i piedi e non aveva molto tempo per studiare. Quando lei aveva diciannove anni io ne avevo tre! Sono molto molto eccitato, è un grande momento per la nostra famiglia.»

⛔ Anthony Davis: «Sono mentalmente settato per la difesa»

Presentatosi in sala stampa con indosso una vistosa maglietta di Marvin Gaye, Anthony Davis commenta così la vittoria in Gara 3:

«Abbiamo semplicemente provato a fare degli aggiustamenti. Ogni partita fa storia a sé, e si cerca di fare degli aggiustamenti per arrivare alla vittoria. In questo abbiamo fatto un buon lavoro stasera. Abbiamo switchato qualche mathcup e modificato piccole cose nel game plan. Riguarderemo tutto domani e cercheremo di apportare altri piccoli aggiustamenti in Gara 4.»

Riguardo l’attenzione dei media per questa serie e i commenti dopo Gara 2, A.D. risponde ricalcando quanto già detto da LeBron:

«Non sono sui social media (in realtà ha Twitter, ma non lo usa praticamente mai, ndr) e i miei compagni non ne parlano. Nella mia cerchia di persone non si parla dei social. È una Lega in cui bisogna segnare, in Gara 2 ho preso gli stessi tiri di Gara 1, la differenza è che in Gara 1 li ho messi e in Gara 2 no. Gli stessi tiri li ho presi in Gara 3 e li ho messi, a differenza della partita precedente. Non ho fatto nulla di differente e non ho cambiato nulla. Vado in campo e cerco di competere ogni sera al meglio delle mie possibilità per aiutare la squadra a vincere. A volte questo non funziona ma, specialmente in questo periodo dell’anno, lascio sul campo tutto quello che ho.»

Alla domanda riguardante il suo ruolo difensivo, Davis risponde così:

«Sono mentalmente settato per la difesa. Adesso cerchiamo di non fare fallo in generale, specialmente contro una squadra come questa (gli Warriors, ndr). Loro tirano molto e noi non dobbiamo concedergli di andare anche in lunetta. Cerco di essere l’ancora difensiva e di comunicare. Non ha importanza quale schema difensivo si mette in pratica, tutto si riduce alla comunicazione, ed è quello che abbiamo fatto dal Day-1 successivo alla trade. Tutto comincia da me e dalla mia comunicazione in back-line. Dico quello che credo dovremmo fare difensivamente come per esempio marcare qualche avversario. È divertente, ed è divertente switchare e cercare di capire come poter manipolare difensivamente la partita.»

📅 Next Game

Gara 4 tra Golden State Warriors e Los Angeles Lakers è in programma nella notte (4:00 🇮🇹) tra Lunedì 8 e Martedì 9 Maggio alla crypto.com Arena di Los Angeles.


LeBron James ha superato Kareem Abdul-Jabbar, diventando il miglior realizzatore della storia della NBA. Leggi gli articoli dedicati al record del quattro volte MVP scritti dalla redazione di LakeShow Italia:


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Classe 1993, giusto in tempo per vedere i Lakers di Shaq e Kobe. Da lì nasce un amore incrollabile per l’NBA e i Gialloviola. Lavoro, studio e scrivo. Nel tempo libero cerco di capire cosa sia passato nella testa di Ron prima di prendere QUEL tiro.

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