In copertina: Lonnie Walker IV, Stephen Curry e Rui Hachimura durante Gara 4 tra Lakers e Warriors alla crypto.com Arena. (Noah Graham, NBAE via Getty Images)

I Los Angeles Lakers hanno sconfitto i Golden State Warriors con il punteggio di 104-101 in Gara 4 delle Western Conference Semifinals portandosi così avanti 3-1 nella serie. La partita, grazie al suo inaspettato eroe, passerà alla storia come “The Lonnie Walker IV Game”.

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La gara ha rappresentato al meglio la bellezza dei Playoff NBA e non ha fatto mancare nulla a noi spettatori: aggiustamenti tattici, grandi prestazioni individuali, giocate iconiche, un protagonista inatteso ed un finale incerto fino all’ultimo possesso.

La vittoria rappresenta chiaramente l’aspetto più importante per i ragazzi di coach Darvin Ham, che ora avranno a disposizione tre match point per cercare di avanzare al turno successivo.

🔥 Lonnie Walker IV

Chi legge queste righe senza dubbio sa già che razza di impresa sportiva sia stato capace di compiere Lonnie Walker IV. L’ex Spurs è stato l’hombre del partido nel quarto periodo, grazie a 15 punti che hanno permesso ai Lakers di rimontare lo svantaggio e vincere la partita e il parziale.

Non è stato solo il contributo offensivo di SkyWalker ad essere rilevante, ma anche il lavoro che ha fatto nella sua metà campo contro il pericolo pubblico numero uno: Stephen Curry.

Ad inizio stagione più volte abbiamo descritto Lonnie come un difensore accettabile sulla palla ed ondivago off the ball, in Gara 4 però il livello di attenzione e l’applicazione di Walker è stato superiore rispetto a quanto visto in regular season:

Lonnie fa un lavoro perfetto: quando Steph riceve l’handoff da Andrew Wiggins si posiziona già per indirizzare Curry verso la linea di fondo. Grazie a questo lavoro di Walker, AD può parzialmente seguire Wiggins e chiudere l’eventuale scarico ed essere pronto a staccarsi e chiudere il tiro.

Quando il numero 22 degli Warriors è oramai alle sue spalle, Davis è pronto a contestare il floater dell’ex Davidson che infatti è costretto a cercare uno scarico che poi non sarà intercettato dai Lakers ma è solo fortuna se alla fine la palla ritorna nelle sue mani con la possibilità poi di segnare.

L’attività di Lonnie, al netto delle distrazioni di cui ogni tanto è vittima, è stata fondamentale nell’annebbiare i pensieri degli Warriors che si sono completamente impantanati in attacco nella seconda parte della gara.

La clip parla da sola:

Skywalker è stato bravo a sfruttare la sua freschezza e lo ha fatto segnando in ogni modo e soprattutto lo ha fatto all’interno del piano partita di Ham e James nel finale di gara: attaccare e fare lavorare Steph Curry. I 6 canestri di Lonnie meritano tutti di essere rivisti, dalla prima tripla fino al canestro in pull up del sorpasso definitivo.

Mismatch hunting di LeBron James, Walker marcato da Curry viene lasciato libero da Wiggins. Tripla per i primi 3 punti.

Il secondo canestro del periodo lo abbiamo già mostrato mentre parlavamo della sua attività difensiva.

Coach Ham dimostra fiducia a Lonnie e chiama uno schema per lui sulla rimessa. Fiducia ripagata con il tiro a segno dal mid range.
Palleggio, arresto e tiro contro Steph Curry negli ultimi secondi dell’azione. Spoiler: non sarà l’ultimo.
Ancora gioco a due con LeBron per attaccare Steph, in questo caso è Lonnie il ball handler. Wiggins resta a metà strada attratto dalla gravity di LBJ, Lonnie lo punisce con il floater.
Il canestro del sorpasso. Il pick and roll James-Davis non crea vantaggi e allora si va negli ultimi secondi dell’azione da Lonnie che attacca Steph e segna con il pull up dal mid range. Questo è il sorpasso definitivo a cui seguiranno i due liberi del successivo +3 Lakers.

Il talento offensivo di Walker non è mai stato in discussione, ma il motivo per cui è finito ai margini della rotazione di Ham è la difesa. In gara 3 ha mostrato di poter stare in campo e non rappresentare un minus. In questa partita ha speso la maggior parte dei minuti ad inseguire Klay Thompson ed è stato bravo a non perdere mai contatto con l’avversario diretto, a passare sui blocchi e contestare il tiro nel miglior modo possibile.

Se in difesa riesce a confermare questo rendimento, i Lakers hanno una bocca da fuoco in più in attacco.

Details

Una delle cose che meno apprezzo nella narrativa attorno allo sport è la retorica attorno al cuore di una squadra o di un giocatore. Questa gara dei Lakers rientrerà certamente in tale categoria, ma secondo me, come in parte ha detto coach Ham, questa non è una vittoria fatta di grinta e attributi. Ma è una prestazione che definirei quasi zen (ogni riferimento è puramente voluto) per come la squadra ha saputo mostrarsi unita, coraggiosa, umile, lucida e presente nei momenti importanti della gara.

A livello numerico si sono alcuni dettagli che mi hanno impressionato. I Lakers sono riusciti a vincere di misura la battaglia dei rimbalzi offensivi (per Ctg 26.7% contro 21.3%), dei turnover (14.3% contro 16.5%), sono stati perfetti ai liberi (20-20) e hanno imposto alla gara un ritmo lento e poco congeniale agli avversari (pace 97.5, ben inferiore rispetto allo standard Warriors).

Tali numeri a mio avviso sono frutto delle scelte dello staff tecnico e della prova delle stelle. Ham, James e Davis hanno saputo reagire al meglio agli aggiustamenti proposti da Kerr, il quale con Payton in quintetto ha allontanato AD dal canestro, e alla grande prestazione di Steph Curry.

La risposta di Ham è stata nel secondo tempo mettere The Brow in marcatura su Wiggins, questo di fatto ha portato gli Warriors a usare meno come bloccante l’uomo di AD. Il risultato è stato che dopo i 32 punti del primo tempo in area ne sono seguiti solo 20 nel secondo.

La squadra inoltre ha seguito alla perfezione il piano di attaccare Curry in attacco e nel finale ha messo una serie impressionante di giocate intelligenti. Le star non sono state perfette, in particolar modo LeBron ha tirato male e Davis ha sofferto nel finale la marcatura di Green, ma il loro contributo è stato decisivo.

Il mismatch hunting con Steph non ha portato a un buon tiro, ma LeBron riesce grazie a tale situazione a conquistare il rimbalzo offensivo, procurarsi due liberi e accorciare sul -1.

Più volte abbiamo sottolineato come contro campioni come Curry sia importante poter variare tema in difesa per non dargli riferimenti. Nel finale i Lakers sono ricorsi al cambio sistematico su ogni blocco e di fatto hanno rallentato l’attacco degli Warrios. Il capolavoro lo ha fatto AD con la difesa in uno contro uno contro la star avversaria.

AD accetta il cambio: il miglior difensore al mondo contro il miglior attaccante al mondo. Per due vote costringe Steph all’errore e i Warriors alla resa.
James legge subito l’hammer play degli Warriors chiamando il cambio a Davis. Gioco, partita, incontro.

Austin Reaves

Infine merita una menzione speciale Austin Reaves. Per HBK finora non è stata una serie semplice, sia a causa dei problemi fisici che soprattutto per la qualità degli avversari diretti.

Ma la capacità di reagire alle avversità e di farsi trovare pronto di fronte a qualsiasi situazione non dovrebbe più sorprendere, ed è per questo che nel podcast di lunedì dissi che mi attendevo una partita in cui l’ex Sooners sarebbe stato in grado di contribuire in attacco.

L’eroe del giorno è senza dubbio Lonnie, ma con Davis e James contenuti da difensori come Green e Wiggins, con DLo e Schroder in serata non brillante al tiro, era necessario avere un terzo scorer in grado di dare punti e Austin non si è tirato indietro: 21 punti con 7-15 dal campo e 4-4 dalla lunetta.

In particolar modo hanno pesato moltissimo i suoi 10 punti e 2 assist nel terzo periodo, ovvero il momento di massima difficoltà dei Lakers e quello in cui son riusciti a restare a contatto apparecchiando la tavola per il finale punto a punto.

LeBron è un maestro a mettere in ritmo i compagni. In questo caso Austin inverte i ruoli e sblocca LBJ mandandolo a canestro.
-12, massimo vantaggio Warriors. Austin risponde pochi secondi dopo ricucendo subito lo strappo

❌ Lakers vs Warriors: i Minus

Dopo una simile vittoria è davvero brutto dover pensare a cosa non ha funzionato. Ma la serie è tutt’altro che finita ed è bene sottolineare quali possono essere i temi che ci fanno preoccupare per le prossime gare.

DLo and Rui

A livello individuale tocca sottolineare le difficoltà di D’Angelo Russell e Rui Hachimura, seppur di diversa natura.

La point guard ex Wolves a mio avviso ha disputato una discreta partita ad eccezione dell’esecuzione al tiro. Quindi va nei minus la prestazione da 1-10 per soli 4 punti, ma non credo ci sia da allarmarsi per il prosieguo della serie. DLo non brilla per continuità, è incappato in una serata no al tiro e per fortuna Lonnie ne ha ampiamente fatto le veci nel finale.

Diverso il discorso di Hachimura. La strutturazione small dei Warriors lo rende difficilmente impiegabile se non come backup di James e Davis e nei momenti in cui uno tra Steph e Klay riposa. In poco più di 4 minuti la lineup con il giapponese insieme alle due stelle ha collezionato -7 nel plus minus e nella serie il terzetto è -13 in 18 minuti. Per l’attacco gialloviola sarebbe importante poter avere 25-30 minuti Rui in campo per il mix di fisicità e spaziature, ma al momento, salvo intuizioni che non riesco a immaginare da parte di coach Ham, questo non pare possibile.

Not over yet

La mia sensazione è che la serie non sia chiusa e che gli Warriors siano lontani dall’essere battuti.

I ragazzi di Kerr hanno margini, senza dubbio Thompson e Poole possono fare meglio e lo stesso Draymond Green, per quanto grande in difesa, ha giocato una partita piuttosto confusionaria in attacco.

Gli aggiustamenti proposti da Kerr, su tutti allontanare Davis dal ferro, sono stati abbastanza efficaci e per portare a casa l’ultima vittoria, servirà un’ennesima grandissima prova corale di LeBron e compagni. Non è scontato possa arrivare possa bastare.

📅 Next Game

Gara 5 tra Golden State Warriors e Los Angeles Lakers è in programma nella notte (4:00 🇮🇹) tra Mercoledì 10 e Giovedì 11 Maggio al Chase Center di San Francisco.

Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports, Cleaning The Glass, NBA Advanced Stats e Basketball Reference. Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.


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Torinese, consumatore seriale di eventi sportivi. Grazie a Magic Johnson nasce la passione per la pallacanestro, i Lakers e la costa Ovest degli Stati Uniti. Esperienza NBA trentennale dal divano di casa. Phil Jackson è la guida spirituale di riferimento.

Ingegnere, partenopeo disperso tra le Alpi svizzere, world traveler. Ho cominciato con Clyde Drexler per finire ai Lakers. Everything in its right place, no?

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