In copertina: Austin Reaves, Klay Thompson e Jarred Vanderbilt durante Gara 5 tra Warriors e Lakers al Chase Center di San Francisco. (Godofredo A. Vásquez, AP Photo)

I Golden State Warriors sono ancora vivi e battono i Los Angeles Lakers in Gara 5 grazie alle ottime prove di Wiggins e Green e ad un’altra prestazione solida di Steph Curry. In casa gialloviola c’è ansia e preoccupazione per le condizioni fisiche di Anthony Davis dopo il colpo alla testa subito all’inizio del quarto periodo.

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Non è mai semplice trovare motivi per sorridere dopo una sconfitta, ma il vantaggio di 3-2 nella serie è certamente il primo aspetto positivo da considerare, unito al discreto effort ed alla voglia di competere mostrata dai gialloviola dopo il parziale iniziale degi Warriors. Non abbiamo assistito ad un’altra Gara 5 in stile Memphis e – considerando il valore dell’avversario – era importante giocare una partita comunque solida in vista del prossimo match point casalingo.

💪 L’effort di Austin Reaves

by Luca Novo

Il giocatore che maggiormente ha rappresentato la voglia di non arrendersi dei gialloviola è ancora una volta Austin Reaves. Nelle ultime partite mi sorprende come la maggior parte dei suoi canestri e delle sue giocate arrivi sempre nei momenti di maggior difficoltà della squadra o in frangenti che possono svoltare l’inerzia del match. 15 punti su 12 tiri e 5 assist è il fatturato che ci si attende da lui nella serie e puntualmente non è venuto meno.

La prima azione offensiva in seguito all’infortunio di Davis è un suo canestro a centro area, a dimostrazione di non voler mollare di fronte alle avversità.

Inoltre, è da sottolineare il suo lavoro a rimbalzo in una serata in cui la squadra ha sofferto molto nel fondamentale. I suoi 5 in difesa e 2 in attacco pesano molto in quanto coach Ham è costretto a giocare molti minuti small e AD è attirato fuori dal pitturato. Di conseguenza è fondamentale il lavoro delle guardie sotto i tabelloni.

Per portare a casa Gara 6 tutti e quattro gli esterni dovranno avere una simile attenzione e cattiveria.

Sfrutta l’accoppiamento con Steph e porta a casa il rimbalzo offensivo.

❌ Warriors vs Lakers: i Minus

La sconfitta era abbastanza prevedibile. Ci sono però alcune situazioni da correggere se i Lakers vogliono chiudere la pratica già in Gara 6.

😴 Sloppiness

di Giuseppe Critelli

Prima della partita di stanotte la squadra di Ham era la migliore del secondo turno di playoff insieme ai Suns per turnover ratio (solo 11%). Per avere una chance concreta contro gli Warriors è essenziale non regalare possessi capaci di innescare le transizioni letali di Curry e compagnia.

Nei primi episodi della serie, fatta eccezione per Gara 3, i Lakers erano riusciti a controllare il pace e a non concedere troppi easy points a Golden State. In Gara 5 è andata peggio a causa dei 14 turnover che sono costati punti sanguinosi ai gialloviola. Come prevedibile gli Warriors hanno alzato ancora di più il ritmo provando ad attaccare nei primi secondi dell’azione, anche da canestro subito, ma sono stati letali soprattutto ogni volta che i Lakers hanno perso una palla banale o effettuato una scelta di tiro poco saggia.

Dennis cerca un angolo di passaggio pressoché impossibile.
Gli Warriors leggono con anticipo il roll di LeBron e piazzano davanti un vero e proprio muro contro il Prescelto.
Russell si palleggia sui piedi e in questo caso Davis ha un rientro molto pigro in transizione.

Molte di queste palle perse sono errori banali da parte dei Lakers, ma in alcuni casi sono la conseguenza di un piano partita migliore dei ragazzi di Steve Kerr, che sono riusciti a limitare le conclusioni al ferro dei Lakers, specie nei minuti con Vando in campo.

In Gara 5 il 50% delle conclusioni gialloviola è arrivato dal mid range, mentre i tiri al ferro hanno rappresentato solo il 18% dei tentativi dal campo. Se a questo aggiungiamo il dato dei liberi (entrambe le squadre ne hanno tirati 15) e il pace elevato capiamo che gli Warriors hanno giocato il tipo di partita difensiva che preferiscono.

In Gara 6 i Lakers dovranno necessariamente tornare a vincere la battaglia dei possessi e quella dei viaggi in lunetta, cercando di abbassare il pace e far valere quella bully ball che è sempre stata la caratteristica principale della squadra da quando James e Davis sono arrivati a Los Angeles.

😕 Out of the Paint

by Giuseppe Critelli

Se per i Lakers l’enigma più grande della serie è Stephen Curry, per gli Warriors il problema più grosso è rappresentato dall’impatto difensivo di Anthony Davis. Steve Kerr sta provando in tutti i modi a portare AD fuori dall’area, cambiando ad esempio lo starting five (i minuti di Looney + Green sono ormai pochissimi) ed implementando diverse situazioni tattiche originali e in grado di sfruttare le debolezze della back-line defense gialloviola.

L’idea principale è far bloccare l’uomo marcato da Davis (in questo momento della serie Wiggins) e dare a quest’ultimo la responsabilità di fare delle scelte in situazioni di 4 vs 3. Wiggo non è un giocatore noto per le sue letture, ma in Gara 5 ha avuto il merito di essere aggressivo e soprattutto sfruttare il mismatch generati dal pick-and-roll tra lui e Steph.

Un aggiustamento interessante di Kerr da tenere d’occhio in vista di Gara 6. Pick-and-roll invertito tra Wiggins e Curry per forzare uno switch contro Dennis. Bravo l’ex Minnesota a sfruttare la differenza di taglia contro il tedesco.
Queste situazioni di 4 vs 3 dopo lo scarico di Steph stanno facendo molto male ai Lakers. Qui Vando è in ritardo su Wiggins, probabilmente perché teme lo scarico per Green.

Gli Warriors sono riusciti a generare tanti tiri agevoli nei pressi del ferro. Non a caso hanno segnato ben 50 punti nel pitturato, solo due in meno dei Lakers. Per farlo, oltre ad utilizzare il pick-and-roll tra Steph e uno tra Wiggins e Green, hanno scelto anche di coinvolgere Davis nei ball screen con altri giocatori (su tutti Poole e Thompson) e attaccare l’area sui ribaltamenti.

Rui non ha molte speranze di impensierire Steph al ferro.

Vedremo quali aggiustamenti porterà Ham in gara 6. Di sicuro Kerr sta tirando fuori tutte le proprie armi offensive per limitare l’impatto di quello che, al momento, è il difensore migliore della NBA.

😵 Big Lineup

by Luca Novo

La mossa di Steve Kerr di inserire Gary Payton II nello starting five in Gara 4 e di giocare 48 minuti con lineup piccole, non solo è stata funzionale a portare Anthony Davis fuori dal pitturato come ha descritto Giuseppe, ma di fatto ha reso inutilizzabili i quintetti con Vanderbilt o Hachimura vicini alle due stelle.

I numeri sono impietosi. Il quintetto dei Lakers con Vando vicino alle due stelle nelle ultime due partite in 22 minuti di utilizzo ha totalizzato -21 di Plus/Minus, 65 di Offensive Rating, 128 di Defensive Rating con 109 di pace e un pessimo 36.1% dal campo.

La lineup a tre composta da James-Davis-Hachimura ha numeri altrettanto disastrosi: 10 minuti di utilizzo, -12 di Plus/Minus, 90 di OffRtg, 133 di DefRtg (155 nella sola Gara 5), 50% al tiro e 101 di pace.

Jarred Vanderbilt di fatto obbliga i Lakers ad attaccare 4 contro 5 in quanto non viene considerato e permette inoltre a Curry di riposarsi in marcatura, mentre in difesa l’ex Wolves e Jazz sta faticando a giocare lontano dal pallone e in aiuto al ferro, dopo che Steve Kerr ha deciso di coinvolgere Davis in ogni pick-and-roll.

Vando è totalmente ignorato da Curry che gli concede la tripla dall’angolo.

Rui Hachimura senza dubbio può dare più soluzioni a livello offensivo e nei momenti in cui una delle due star riposa la sua fisicità unita alla capacità di attaccare il ferro ha anche dato qualche buon risultato. Il problema però risiede nei quintetti big, in cui lui deve accoppiarsi in difesa con un esterno. In questa situazione emergono le sue lacune nel giocare sui blocchi lontano dalla palla e la sua carenza di agilità nei movimenti laterali nel contenere i piccoli avversari.

Hachimura è in marcatura su Thompson e cerca di negargli la ricezione. Ma Klay porta un blocco per Poole e Rui non riesce a leggere l’azione degli avversari.

Il rebus è di difficile soluzione per Ham, in quanto senza il contributo delle due ali la coperta diventa molto corta. Il giapponese è risultato piuttosto efficace come backup delle stelle, infatti i Lakers nelle ultime gare non hanno sofferto troppo i minuti di riposo dei big. Ma in un mondo ideale dovrebbe stare in campo 20-25 minuti e se è insostenibile la lineup con Bron e AD diventa un problema.

Discorso simile per Vanderbilt. Presumo Ham sia tentato di escluderlo dalle rotazioni, ma questo vorrebbe dire dare 40 o più minuti a Schroder, Russell e Reaves, con tutti i problemi che ne derivano in termini di fatica e gestione dei falli.

La coperta è corta, come è normale che sia quando si arriva agli atti conclusivi di una serie equilibrata contro una grande squadra. Sarà interessante vedere la risposta gialloviola.

📅 Next Game

Gara 6 tra Golden State Warriors e Los Angeles Lakers è in programma nella notte (4:00 🇮🇹) tra Venerdì 12 e Sabato 13 Maggio alla crypto.com Arena di Los Angeles.

Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports, Cleaning The Glass, NBA Advanced Stats e Basketball Reference. Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.


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Calabrese, gobbo, tifoso Lakers: insomma, una persona orribile. Ossessionato dallo sport in ogni sua forma, dopo aver visto Kobe e Shaq su Tele+ ho sviluppato una grave dipendenza dalla NBA.

Torinese, consumatore seriale di eventi sportivi. Grazie a Magic Johnson nasce la passione per la pallacanestro, i Lakers e la costa Ovest degli Stati Uniti. Esperienza NBA trentennale dal divano di casa. Phil Jackson è la guida spirituale di riferimento.

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