In copertina: Austin Reaves e Darvin Ham a colloquio nel corso di Gara 6 tra Lakers e Warriors alla crypto.com Arena di Los Angeles. (Andrew D. Bernstein, NBAE via Getty Images)

I Los Angeles Lakers si impongono in Gara 6 per 122 a 101 sui Golden State Warriors e chiudono la serie sul 4-2. I gialloviola approdano così alle Western Conference Finals dove affronteranno i Denver Nuggets di Nikola Jokic, vittoriosi, anch’essi in sei partite, contro i Phoenix Suns.

Ecco le parole di coach Darvin Ham, Austin Reaves e D’Angelo Russell al termine della vittoria decisiva per il passaggio del turno.

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🆙 Ham: «È stata una vittoria di squadra, tutti hanno contribuito»

Un coach Darvin Ham raggiante in sala stampa ha spiegato le chiavi del successo della squadra e ha reso merito agli Warriors per una serie combattuta e piena di aggiustamenti:

«Una grande difesa è il migliore attacco. I nostri giocatori sono stati concentrati nell’analisi video e la comunicazione è stata ottima. Abbiamo cambiato diversi quintetti nel corso dei nostri walktrough (allenamenti senza contatto). Tutto questo è servito.»

«È stato importante lavorare duramente per essere tutti sul pezzo, ogni giocatore e ogni elemento del coaching staff. È stato un eccellente lavoro di squadra. Complimenti a Golden State, è stata una serie durissima. »

«Sono i campioni in carica e pluricampioni per una ragione. Sono una squadra tosta che ti impegna al massimo, non solo durante le partite ma anche tra le gare, a studiare i filmati per capire come difendere e attaccare contro di loro. Ti mettono molta pressione addosso, quindi complimenti a loro.»

L’allenatore gialloviola ha poi ricordato le difficoltà superate durante la stagione per arrivare a questo punto e ha ringraziato la dirigenza e il coaching staff per il lavoro svolto:

«Sono molto orgoglioso dei miei ragazzi, dei giocatori e degli allenatori. Sono contento per Rob [Pelinka] e Jeanie [Buss] e per l’intera organizzazione per essere arrivati a questo punto. È stato un anno complicato, ma alla fine abbiamo continuato a combattere rimanendo positivi e, cambiando qualche elemento, abbiamo trovato il giusto assetto. Sono contento di aver preso parte a questo processo.»

Ham ha poi commentato l’importanza di LeBron James (30 punti, 9 rimbalzi e 9 assist), non solo in campo, ma anche nella preparazione alla partita come guida per i compagni più giovani ed inesperti:

«È il nostro leader. Lui e AD sono i nostri punti di riferimento, non solo con le parole ma soprattutto con l’esempio, giocando al massimo nei momenti più importanti. Questi ragazzi hanno aiutato i ragazzi giovani e comunicato con il coaching staff. Si vede sul campo, con ognuno che parla e ha discussioni con i compagni per cercare la soluzione migliore per vincere.»

«[LeBron]Ha fatto un ottimo lavoro nell’attaccare il ferro, a solo un assist e un rimbalzo dalla tripla doppia. Ha lasciato la sua impronta sulla partita con stoppate e palle rubate e AD controllando i rimbalzi.»

L’allenatore ha poi elogiato tutti i giocatori per l’apporto dato alla vittoria della squadra:

«Dennis [Schröder] ha difeso alla grande su Steph [Curry] e D’Angelo è stato solido facendo un po’ di tutto. E poi Vando, Austin e Rui hanno tutti fatto ottime giocate con e senza palla, alcune che non entrano nel tabellino. È stata una solida e importantissima vittoria di squadra.»

Ham ha analizzato come l’approccio alla gara sia stato decisivo per incanalare la sfida sui giusti binari:

«Abbiamo fatto gestire a LeBron l’attacco all’inizio per scelta. Volevamo mettere pressione su Steph, Klay [Thompson] e Jordan [Poole] facendoli difendere per toglier loro un po’ di energie. Il nostro intento era isolarli e coinvolgerli in diverse giocate consecutive per costringerli a difendere sulla palla o farli passare attraverso una serie di blocchi per stancarli. Penso abbia funzionato bene.»

«C’è stata grande comunicazione tra giocatori e coaching staff, tra me e Bron, con noi che proponevamo idee e loro che rispondevano. Quando arrivavo nell’huddle loro avevano già un’idea precisa su come attaccare, e questo è fantastico. Avere una squadra con un così alto q.i cestistico fa la differenza.»

«In attacco non volevamo accontentarci, giocare in maniera soft e senza ritmo, desideravamo attaccare il ferro e il pitturato, e ciò si capisce dal numero di tiri liberi che abbiamo tirato. Volevamo restare aggressivi.»

Ham ha concluso la conferenza stampa glissando la domanda sulla prossima sfida contro i Denver Nuggets di Nikola Jokic, spiegando come voglia godersi la vittoria e il passaggio del turno. Solo a partire da domenica si occuperà di come affrontare, per sue stesse parole, il “mostro del Colorado”.

💪 Reaves: «Siamo una squadra difficili da battere in sette partite»

Austin Reaves ha ha risposto alle domande dei cronisti sulle emozioni a scendere in campo al fianco di James contro gli Warriors di Steph Curry:

«È stato speciale. Ho ricevuto un messaggio da un mio amico prima dell’inizio della serie con scritto: «Nessuna pressione ma stai per entrare a far parte di una delle rivalità più sentite della tua vita.» È dal 2015 che Steph e LeBron si sfidano, ed è stato bello far parte della squadra che ha sconfitto una franchigia capace di vincere quattro anelli negli ultimi dieci anni. È venuto anche mio fratello [Spencer] dalla Germania, quindi è stato speciale per me.»

Austin ha poi commentato come avere LeBron in squadra porti molte attenzioni al team, aiutandolo ad affrontare le pressioni dei playoff:

«Sì, di sicuro. Iniziare 2-10 non è stato divertente, e quando fai parte di un’organizzazione così ti aspetti di vincere, giustamente. Già il mese precedente all’inizio del primo turno è stato basket da Playoff per noi. Siamo stati per molto tempo nella situazione in cui eravamo obbligati a vincere. Esserci dovuti concentrare al massimo sui dettagli già prima della postseason è stato un beneficio per noi.»

La guardia dei Lakers ha poi risposto alle domande su LeBron James, alla prima gara da 30 punti di questi playoff:

«Ogni volta che scendo in campo con lui mi aspetto che faccia qualcosa di spettacolare. La sua efficienza è stata incredibile, ma come ho detto ogni qual volta gioco con lui mi aspetto sia straordinario, è quello che fa da tutta la carriera.»

«Lui può essere grande ma la gente continuerà a criticarlo per quello che era nel 2013. Il suo approccio alla gara è stato speciale e la sua attenzione ai dettagli è sublime dalla prima gara contro Memphis. Sono felice per lui, so che teneva molto a vincere questa serie.»

Reaves ha poi minimizzato l’importanza del seed di ingresso (#7) dei Lakers alla postseason:

«Non dobbiamo dimostrare nulla. Il numero di ingresso ai playoff è solo un numero. Quando hai compagni come LeBron, AD e anche Tristan [Thompson] che sono stati in finale e hanno vinto titoli senti sempre di avere una chance, specialmente con il talento che abbiamo a disposizione.»

«In Gara 4 è entrato Lonnie [Walker IV] e ha fatto uno show, e nelle tre partite prima non ha giocato. Per noi l’importante era entrare ai playoff, una volta dentro anche da settimo seed sappiamo di essere difficili da battere in una serie su sette partite.»

Il numero #15 gialloviola ha poi commentato il canestro da metà campo che ha chiuso il secondo quarto sul +10 per i Lakers:

«L’ho sentito bene. Non si segnano molti tiri del genere ma quando ho rilasciato il pallone ero fiducioso.»

💬 Le parole di Russell al termine di Gara 6

D’Angelo Russell, nella conferenza stampa post partita, ha ammesso di non aspettarsi di arrivare alle Western Conference Finals una volta tornato ai Lakers alla trade deadline:

«Devo essere onesto, e Rob [Pelinka] può confermare, non mi aspettavo tutto questo, mentirei se lo facessi. Quando scendiamo in campo però si vede che vogliamo giocare insieme e l’energia è contagiosa. Tutti vogliamo competere e vincere ogni sera. Abbiamo una chance e cercheremo di sfruttarla.»

«AD e LeBron sono pronti ad ogni marcatura. Sono un passo avanti perché hanno già affrontato ogni tipo di difesa. Erano già preparati e hanno consentito a noi di seguirli»

La point guard gialloviola ha dato i giusti meriti al GM Rob Pelinka per aver assemblato una squadra così unita e coesa:

«Voi avete snobbato Rob per il premio di executive. Ha dovuto sacrificare pezzi importanti per creare il giusto gruppo di giocatori: ragazzi altruisti arrivati senza aspettative, che hanno lavorato per trovare spazio.»

«Oltre a questo abbiamo anche una certa intesa, il che rende tutto più facile. Essere in campo con un gruppo di ragazzi con cui ho un legame. Questo ha fatto sì che anche i giocatori che erano già qui avessero più fiducia in sé stessi. Avere la giusta chimica con i compagni rende più facile scendere in campo ogni sera.»

DLo ha rivelato di non aver avuto alcun dubbio sulla presenza di AD per questa gara nonostante il duro colpo ricevuto in Gara 5:

«È un campione, non salta una gara del genere. È il momento dell’anno in cui anche se il tuo corpo è provato e dolorante scendi comunque in campo.»

📅 Next Game

Gara 1 tra Denver Nuggets e Los Angeles Lakers è in programma nella notte (2:30 🇮🇹) tra Martedì 16 e Mercoledì 17 Maggio alla Ball Arena.


LeBron James ha superato Kareem Abdul-Jabbar, diventando il miglior realizzatore della storia della NBA. Leggi gli articoli dedicati al record del quattro volte MVP scritti dalla redazione di LakeShow Italia:


Ascolta Lakers Speaker’s Corner, il podcast italiano dedicato ai gialloviola, su:


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