In copertina: LeBron James, Anthony Davis e Nikola Jokic, stelle di Lakers e Nuggets (NBA.com)

Il 26 Settembre 2020 si giocava Gara 5 delle finali della Western Conference nella bolla di Orlando tra i Los Angeles Lakers ed i Denver Nuggets. LeBron James metteva in piedi una tripla doppia leggendaria (38 punti, 16 rimbalzi e 10 assist) per mandare a casa la squadra di Malone.

La possibile vendetta dei Nuggets è uno dei tanti temi di questa serie, ma ora le squadre ed il contesto sono completamente diversi da quelli di tre anni fa. I Lakers arrivano a queste WCF da underdog ma con una certezza: solo la miglior difesa NBA può fermare Nikola Jokic, il giocatore offensivo più forte della lega.

🎢 La stagione dei Nuggets

by Gianluca Bortolomai

Finali di Conference al sapor di bei ricordi: l’ultimo incontro tra le due squadre risale, infatti, al 2020 nella bolla di Orlando. Un secco 4-1 per i losangelini pronti poi a sollevare il Larry O’Brien Trophy in finale contro gli Heat.

In quella circostanza l’ottimo lavoro difensivo dei gialloviola aveva provveduto a tenere Nikola Jokic ai suoi career-low ai Playoff in punti (21.8) e rimbalzi (7.2). L’eccellenza offensiva del serbo non è bastata per opporsi ad un Anthony Davis in stato di grazia sui due lati del campo: 31.2 punti, 6.2 rimbalzi, 2.6 assist e 1.4 steals nella serie ed un buzzer beater che è entrato nella storia dei Lakers. Strapotere mostrato anche da LeBron James e la sua proto-tripla doppia di media con 27 punti, 10.4 rimbalzi e 9 assist, culminata con un grandissimo closeout game in Gara 5.

Stiamo però parlando di altri Nuggets: a Jokic e Jamal Murray era affiancato tutt’altro supporting cast, con un Michael Porter Jr. ancora acerbo. Fast forward ad oggi e Denver può contare su tutta la sua potenza di fuoco al completo (recuperati MPJ e Murray dagli infortuni) e su Aaron Gordon nelle vesti di specialista difensivo, come mostrato nella serie contro i Suns con l’eccellente marcatura su Kevin Durant (tenuto a 3/13 dal campo, 0/6 da tre in Gara 2).

Anche i Lakers hanno cambiato molto: partita con pochi favori del pronostico, la squadra di Ham si è trasformata prima la trade deadline con l’arrivo di Russell, Vanderbilt, Hachimura, Beasley, Bamba e ha subito mostrato un cambio di marcia in grado di portarla al Play-In.

Pur essendo passati dalla porta di servizio, i losangelini non si sono fatti intimidire dai Grizzlies, ai limiti dell’arroganza nell’affrontare James e Davis, né dai campioni in carica in una serie quasi sempre sul filo. Contro gli Warriors, oltre a LBJ e AD, si sono messi in luce a turno i comprimari: Russell, Reaves e perfino Lonnie Walker con una sontuosissima Gara 4 (15 punti, 6/9 dal campo, 3 rimbalzi e 2 palle rubate), hanno mostrato di poter offrire un più che sufficiente contributo alle loro stelle

La classifica a questo punto vale veramente poco, coi primi della classe (Denver in testa alla Western con un record di 53-29) non necessariamente favoriti nell’affrontare la settima classificata (dieci vittorie stagionali in meno rispetto agli avversari). Gli accoppiamenti difensivi saranno materia di studio per entrambi i coach, che si troveranno a dover pesare ogni minimo dettaglio in una serie che vale di nuovo le Finals.

Come già detto, l’ultima serie si è risolta in favore del Re e della sua corte per poi mettere l’anello al dito. L’altra finale di Conference era Celtics-Heat, esattamente come quest’anno. Mai dire mai…

💥 Choose the Joker you like!

by Nello Fiengo

Mi va di cominciare con una considerazione: Nikola Jokic è oggi il miglior giocatore dei playoff NBA, credo inoltre che The Joker sia con Luka Doncic il matchup più difficile della lega per qualsiasi difesa.

Prima di andare alle strategie provo a fare un po’ di contesto su quanto il due volte MVP sia un giocatore offensivo potenzialmente inarrestabile.

Il centro serbo segna più di 1.1 punti per possesso in 6 differenti playtype: post-up, pick-and-roll, cut, transition, spot-up e putback. Qualcosa di sensazionale.

Come fermare questo fenomeno? Innanzitutto cercando di capire se questi numeri sono gli stessi ai playoff, quando in genere l’efficienza dei giocatori tende a diminuire. La media dei PPP nelle varie categorie scende a 1.0, ma le situazioni di gioco nelle quali segna 1 punto per possesso salgono addirittura a 7. Ancora una volta, miglior giocatore dei playoff.

Dunque? Che si fa?

Fermare Jokic è impossibile, ma si possono fare delle scelte per limitarlo.

The Joker può sia segnare che creare per gli altri, questo è l’elemento da valutare per le scelte difensive dei gialloviola. I Lakers devono decidere quale versione del loro nemico vogliono trovarsi contro. Personalmente sceglierei di fargli fare canestro e di non fargli creare per gli altri.

In stagione Darvin Ham ha spesso deciso di raddoppiare in post il numero 15 dal Colorado:

Reaves raddoppia, Brown aiuta.

A mio modo di vedere Nikola è un passatore troppo forte ed un giocatore troppo intelligente per non riuscire a trovare su sette potenziali partite una soluzione per i raddoppi, che questi arrivino dal lato forte o dal lato debole.

Si aggiunge inoltre un grado di complessità dovuto all’estrema arguzia dei giocatori di Michael Malone nel muoversi negli spazi: i Nuggets hanno segnato in stagione 1.36PPP nelle situazioni di taglio. Fossi io sulla panchina dei Lakers non andrei per i raddoppi, o comunque non in questo modo.

Dopo aver guardato centinaia di possessi di Jokic, specie dal post, ho notato che il nativo di Sombor cerca sempre e comunque il centro dell’area, soprattutto dal left block, per arrivare alla conclusione in avvicinamento con la mano destra.

In qualche modo la strategia scelta da Ham considera questa informazione, infatti i raddoppi sono quasi sempre arrivati dal lato forte per cercare di costringere The Big Tipper ad andare verso il fondo. Il lavoro però inizia dal marcatore in single coverage, che con ogni probabilità sarà Davis con qualche minuto di LeBron.

Ho trovato una clip che è un buon esempio del lavoro che penso i Lakers debbano fare:

Aiuto, contro aiuto e jumper dalla linea di fondo. I can live with it.

I Kings prima raddoppiano con Huerter che viene dal lato debole cercando di coprire, per quanto possibile, lo skip pass verso l’uomo nell’angolo. Quando Jokic fa uscire il pallone si resettano e portano poi l’aiuto dal lato forte – nonostante l’in-and-out con KCP – per spingerlo verso la baseline.

Intanto i secondi sono solo 8 ed il Joker deve andare a tirare un jumpshot che può mettere – 60% in stagione dal quella zona – ma che è sicuramente la tipologia di conclusione che accetti di contestare. Molto più dei tiretti a centro area.

A Two-Man Nightmare

L’altro elemento da arginare è sicuramente il two-man game con Jamal Murray.

Anche qui, l’idea di limitare questo gioco a due deve venire da una scelta specifica e dalla convivenza con essa, anche nei momenti in cui non funzionerà.

I numeri ci dicono qualcosa di diverso, ma Nikola è evidentemente più efficace quando, dopo il blocco, tende a rimanere vicino al pallone per uno short roll o un pop rispetto a quando va dritto verso il ferro. In questi ultimo caso i suoi limiti atletici possono tradirlo, specie se di contro c’è una squadra che concede pochissimo in questa situazione e che ha uomini per aiutare.

Delle due situazioni descritte sopra – al netto del 48% da tre in postseason – io cercherei di togliere a Jokic lo short roll ed accettare qualche pop, e quindi qualche tripla in più.

Davis ha mostrato nell’ultima serie di saper salire abbastanza in alto sui blocchi sulla palla, pur rimanendo sotto il livello del pick, per chiudere le situazioni collaborative verso il ferro.

Murray ha pochi centimetri per far passare il pallone. Il secondo in più che attende per far uscire la palla è fondamentale per permettere a LeBron di aiutare.

Nella clip i Nuggets riescono a far ricevere palla al serbo tramite pocket pass ma la posizione di Anthony Davis è quella giusta: non troppo vicino, non troppo lontano. Dennis Schröder ha il tempo di recuperare e il passaggio per Jokic non è abbastanza veloce da impedire che il terzo uomo – LeBron James nel caso – arrivi in aiuto.

Avrei anche un’altra idea per difendere questo pick-and-roll ma è decisamente poco sostenibile.

In certi momenti si potrebbe pensare di avere LeBron e AD coinvolti come principali difensori di questo gioco a due. Questo risultato si otterrebbe solo nel caso in cui LBJ difenda per qualche possesso Jamal Murray.

Come già accaduto ai tempi della bolla, Davis non avrebbe problemi a “switchare” di tanto in tanto per prendere il canadese e James sarebbe in grado – per un tempo limitato – di impedire la ricezione al due volte MVP.

1 vs 1

L’ultimo punto da considerare è il single coverage.

Nella bolla Dwight Howard e Jamal McGee hanno difeso Jokic per tanti minuti, picchiandolo, innervosendolo, ma anche cascando tanto in quelle finte che non potevano sostenere per limitata mobilità.

Anthony Davis ha dimostrato di poter reagire alle finte di tiro, fermarsi e stare insieme all’attaccante anche contro giocatori più atletici e veloci del serbo e mi aspetto che a prescindere dal sistema sia lui a limitare il nostro incubo.

Come potete vedere il matchup è terribile, le strategie proposte sono tutte borderline e richiedono un livello di esecuzione altissimo ma d’altronde siamo alle WCF e non ci si poteva aspettare nulla di diverso.

〰️ Il fattore Anthony Davis

by Giuseppe Critelli

Il tema centrale della serie tra Nuggets e Lakers, anche nella testa dei due allenatori, è la battaglia tra quello che è al momento il miglior giocatore offensivo della lega, Nikola Jokic, e il difensore più impattante, Anthony Davis.

Non bisogna però sottovalutare quello che accadrà nella metà campo offensiva gialloviola, in particolare i compiti di AD. A partire dal secondo tempo di Gara 4 della serie contro gli Warriors, The Brow ha avuto un ruolo un po’ più marginale nell’attacco dei Lakers, lasciando tiri e responsabilità offensive ai vari Reaves, Russell, Walker e James.

Contro i Nuggets lo spartito potrebbe essere diverso, soprattutto perché Malone sarà costretto, con ogni probabilità, a mandare Jokic sulle tracce di Davis. Tutti quanti conosciamo i limiti di Joker in termini di mobilità laterale, sia in situazioni di pick-and-roll che in uno-contro-uno quando è accoppiato contro giocatori più veloci di lui.

In stagione il serbo si trova solo nel 12%ile come difensore in isolamento e nel 25%ile quando si trova a difendere sul rollante. Davis possiede tutte le caratteristiche per metterlo in difficoltà. Nella serie contro gli Warriors, AD è stato particolarmente efficiente quando ha ricevuto fronte a canestro e ha attaccato nei primi secondi dell’azione.

Davis dovrà mettere palla per terra contro Jokic prima che i Nuggets abbiano il tempo di portare un aiuto.
Anche Jokic come Looney è grosso e lungo, ma patisce sul primo passo l’agilità di Davis.
Questo set è stato una delle armi principali dell’attacco dei Lakers per innescare Davis nella serie contro gli Warriors. Mi aspetto di vederlo anche contro i Nuggets.

Un po’ come accaduto a Looney nel turno precedente, Jokic non ha il passo per stare con AD quando quest’ultimo non si accontenta del mid-range. Il due volte MVP, inoltre, commette spesso falli di frustrazione che lo condizionano e, nelle serate peggiori, addirittura lo mettono fuori dalla partita. I Lakers, allora, dovranno essere bravi a liberare spazio per gli uno-contro-uno di Davis contro Jokic ed alternare queste situazioni al loro proverbiale screen game.

Probabilmente Malone sceglierà di raddoppiare Davis per evitare anche che Jokic possa incorrere in problemi di falli e”sfidare” le letture di AD in uscita dai double team.

Il pick-and-roll game dei Lakers

Questa versione dei gialloviola possiede tanti giocatori capaci di giocare in maniera efficiente un pick-and-roll. Russell, Reaves e a tratti anche Walker e Schröder hanno fatto male agli Warriors sfruttando la gravity fornita dai blocchi di AD. Rispetto alla squadra del titolo del 2020, invece, i Lakers utilizzano con meno frequenza il pick-and-roll tra James e Davis, sia per una configurazione diversa del roster che per la perdita di esplosività del Prescelto, che lo rende meno pericoloso quando deve battere il proprio uomo dal palleggio.

Nella serie contro i Nuggets, però, potrebbe tornare in auge questa arma tattica. A differenza, infatti, dei Grizzlies e degli Warriors, Denver non può permettersi di switchare il two-man game tra LBJ ed AD e lasciare così Jokic da solo sull’isola contro LeBron. Se Malone deciderà di far alzare Jokic sul livello del blocco come ha fatto ad esempio nella serie contro i Suns, AD dovrà essere bravo a fare le letture corrette e sfruttare tutte i 4 vs 3 sullo short roll.

Se invece Denver dovesse scegliere di droppare, i Lakers avranno bisogno di un LeBron più aggressivo nell’attaccare il ferro. Jokic è sicuramente grosso e ha un buon senso della posizione, ma non è un rim protector del livello di JJJ e Green. In regular season, infatti, gli avversari di Jokic hanno tirato con il 68% al ferro contro lui, mentre i sopracitati Jackson e Draymond Green hanno fatto registrare una DFG% rispettivamente del 47% e del 51%.

Jokic ha molte difficoltà quando il portatore di palla rifiuta il blocco sul pick-and-roll.
Side pick-and-roll svuotando il lato forte, una soluzione che può rendere efficiente il two man game tra James e Davis mettendo in mezzo Jokic.

Ci sono quindi margini per creare punti nel pitturato e sfiancare sia fisicamente che mentalmente il serbo. Per sperare di portare a casa la serie i Lakers hanno bisogno di sfruttare al massimo tutti i mismatch, mettendo in difficoltà Jokic, Porter e in parte Murray.

👑 LeBron James vs Aaron Gordon

by Luca Novo

LeBron James si appresta a giocare le Finali di Conference per la dodicesima volta in carriera e come sempre il suo impatto potrà avere un ruolo decisivo nell’esito della serie.

Nella bolla di Orlando aveva chiuso il confronto contro i Nuggets con una delle migliori prestazioni in maglia gialloviola, risultando decisivo nel finale con ben 16 punti nel quarto periodo e lanciando i Lakers verso il diciassettesimo titolo.

Oggi, oltre alla condizione fisica precaria, il compito per il Prescelto si presenta decisamente più arduo rispetto a tre anni fa, in quanto tra le file avversarie gioca Aaron Gordon: uno dei migliori difensori sulle ali della NBA e il marcatore designato da coach Malone in stagione sul numero 6 losangelino.

James dovrà presumibilmente rinunciare alla bully ball, perché Gordon eccelle nella difesa in post in cui concede solo 0.69 punti per possesso (92%ile). Attaccarlo in uno contro uno è un’impresa complessa, non a caso nella serie precedente secondo i numeri di nba.com ha tenuto un certo Kevin Durant al 38.2% dal campo nei matchup diretti.

Come può quindi LeBron riuscire a incidere? A mio avviso sarà fondamentale in due situazioni: nel controllo del ritmo della gara e nel gioco lontano dalla palla nelle situazioni a metà campo.

Denver è una squadra che gioca a ritmo basso, 24esima per pace in stagione, ma è decisamente efficace in transizione, non a caso è seconda per punti segnati in contropiede con 16.4. Allo stesso tempo però è 23esima per punti per possesso subiti in tale situazione. In questo contesto mi aspetto un LBJ molto focalizzato nel tenere il ritmo alto e attaccare in velocità non appena possibile, ma focalizzato sul controllo del pallone e nell’evitare perse banali. Correre può dare un doppio vantaggio: avere tiri liberi dalla pressione di Gordon e stancare Jokic.

A metà campo invece mi aspetto il Prescelto lasciare spesso la palla a DLo e Reaves per agire sul lato debole. In questo modo può limitare il contributo di Gordon come help defender e allo stesso tempo attaccare quella che è forse la sua unica debolezza, ovvero qualche distrazione lontano dall’azione (non a caso è un difensore sotto media in situazioni di handoff e sui blocchi).

Gordon in questo caso è attratto dal pallone e perde di vista James.

Arriverà comunque nella serie il momento in cui ci sarà bisogno del suo contributo come creatore o scorer principale. E in questo caso mi aspetto la sua scelta sarà quella di giocare il pick-and-roll con Davis in modo da coinvolgere Jokic nell’azione, oppure di cercare Murray con il mismatch hunting. Joker è un difensore sotto media nelle situazioni di pick-and-roll come già ben descritto da Giuseppe nella sezione su AD. Mi aspetto che LeBron proverà a sfruttare tale debolezza nei momenti decisivi delle partite.

Situazione analoga a quella descritta da Giuseppe, in questo caso LeBron conclude in prima persona.
LBJ attacca nei primi secondi dell’azione e porta Murray verso il ferro.

Altrettanto interessante sarà la serie difensiva del nativo di Akron. In stagione si è sempre occupato dello stesso Gordon ed è presumibile possa accadere lo stesso. L’ex Magic tira con il 34.7% in stagione ed è presumibile LeBron lo sfiderà in tale fondamentale in modo da agire come difensore in aiuto.

In alcuni frangenti della serie inoltre mi aspetto che LeBron sia in marcatura su Jokic, e non solo nei momenti in cui Anthony Davis riposa in panchina. Giocare con AD a fare da battitore libero può essere un’opzione per limitare l’impatto di Joker come creatore per i compagni. Per effettuare tale mossa LBJ mi pare il Laker più affidabile, in quanto Jarred Vanderbilt manca di stazza per contenere il serbo, mentre Rui Hachimura è un difensore non affidabile in post. James è in grado di reggere l’impatto del centro avversario a livello fisico e tecnico nei limiti del possibile, ed inoltre è forse l’uomo sul pianeta con IQ cestistico equiparabile.

Nella partita di Dicembre in cui AD si è infortunato LeBron è riuscito a fare un discreto lavoro contro Jokic.

E’ una soluzione che non credo LeBron possa sostenere a lungo, ma di certo per dare fastidio a Jokic c’è bisogno di fargli vedere scenari diversi e questa può essere una soluzione nel cercare di contenere il due volte MVP.

🏀 Possession Game

by Simone Stefanini

Lakers e Nuggets sono due squadre agli opposti sotto molti aspetti. I due stili di gioco sono infatti diversi, e l’equilibrio che si verrà a creare determinerà probabilmente quale delle due squadre riuscirà ad approdare alle Finals.

La capacità di far valere i propri punti forti, costringendo così l’avversario a snaturarsi, dovrà essere un fattore che Darvin Ham da una parte e Michael Malone dall’altra, dovranno tenere in seria considerazione. Andiamo ad analizzare nel dettaglio.

La prima e forse più grande differenza tra le due squadre è la gestione dei possessi.

Come evidenziato nelle precedenti preview, i Lakers sono una squadra che vive di transizioni. Il PACE fatto registrare fin qui ai Playoff dai gialloviola è 99.88, contro il 96.27 di Denver.

Numeri che ricalcano quanto visto in stagione regolare, con i Lakers al quarto posto della Lega e i Nuggets al 24esimo. Questa “lentezza” dei Nuggets si traduce in un miglior trattamento di palla. Denver è infatti la squadra che perde meno palloni degli interi Playoff (11.5 a partita), mentre i Lakers ne perdono 12.8, dato che li assesta esattamente a metà in questa specifica voce.

Basta un’accelerata di Booker per mettere in difficoltà la difesa dei Nuggets, una situazione che i Lakers dovranno assolutamente cavalcare.

In questo, avere Nikola Jokic come principale catalizzatore di gioco, sicuramente aiuta.

Il Joker è leader NBA nei Playoff per usage (31.7%), ma il suo dato percentuale di palle perse tra coloro che giocano almeno 35 minuti a partita è nella media (9.2%). Per rendere l’idea, è la stessa percentuale di LeBron James, il cui usage è però del 25,7%.

Se ai numeri élite di Jokić aggiungiamo quelli di Jamal Murray, poi, ci accorgiamo in fretta di come le due principali fonti di gioco dei Nuggets siano estremamente solide. Murray ha infatti uno usage del 27.7%, (ovviamente secondo della squadra dopo il serbo) e una percentuale di palle perse del 7,5%, numeri migliori di Devin Booker e Kevin Durant, giusto per citare giocatori con usage simile.

Un altro confronto interessante tra Lakers e Nuggets è quello sotto i tabelloni.

I gialloviola hanno chiuso la regular season con una media di 45.7 rimbalzi a partita (6° miglior dato della Lega). Denver fa appena peggio – 43.0 in RS – ma in questo caso i numeri assoluti non dicono tutto.

I Nuggets hanno infatti chiuso al quarto posto in stagione per percentuale di rimbalzi catturati (51,4%), ma soprattutto sono al primo posto ai Playoff. Con il 54,1%, la franchigia del Colorado è nettamente la miglior squadra della postseason, e se si confronta questo numero con il 50.2% dei Lakers, ci si accorge di come Denver sia molto più efficiente dei gialloviola sotto ai tabelloni.

La percentuale di rimbalzi offensivi presa dai Nuggets è del 31.1%, contro il 26.6% dei gialloviola. Quattro punti e mezzo percentuali in più. Difensivamente, questo scarto è ancora più marcato. Denver cattura infatti il 76,9% dei palloni sotto i propri tabelloni, contro il 70.5% angeleno. Inutile dire che, anche qui, l’impronta del Joker è determinante. Il serbo ha la seconda miglior percentuale dei Playoff (18% sul totale di squadra) tra coloro che giocano almeno 30 minuti.

Il pick and pop tra Jokić e Green permette a Denver di levare un lungo dall’area, creando un grande vantaggio sotto il tabellone per l’eventuale rimbalzo offensivo.

Un’altra situazione all’opposto tra Lakers e Nuggets riguarda difesa e attacco in transizione.

Uno dei maggiori punti deboli di Denver è  infattila difesa in transizione. Come detto precedentemente, i Nuggets sono una squadra lenta, e per questo attaccabile una volta che i ritmi si alzano. Ai Playoff concedono 15.5 punti in contropiede, quarto peggior dato della Lega. Di contro, i Lakers sono terzi per punti segnati in questa fattispecie di gioco (il 14.5% del totale), e su questo il coaching staff giallo-viola dovrà insistere parecchio.

📅 Next Game

Gara 1 tra Denver Nuggets e Los Angeles Lakers è in programma nella notte (2:30 🇮🇹) tra Martedì 16 e Mercoledì 17 Maggio alla Ball Arena.

Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports, Cleaning The Glass, NBA Advanced Stats e Basketball Reference. Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.


LeBron James ha superato Kareem Abdul-Jabbar, diventando il miglior realizzatore della storia della NBA. Leggi gli articoli dedicati al record del quattro volte MVP scritti dalla redazione di LakeShow Italia:


Ascolta Lakers Speaker’s Corner, il podcast italiano dedicato ai gialloviola, su:


Calabrese, gobbo, tifoso Lakers: insomma, una persona orribile. Ossessionato dallo sport in ogni sua forma, dopo aver visto Kobe e Shaq su Tele+ ho sviluppato una grave dipendenza dalla NBA.

Torinese, consumatore seriale di eventi sportivi. Grazie a Magic Johnson nasce la passione per la pallacanestro, i Lakers e la costa Ovest degli Stati Uniti. Esperienza NBA trentennale dal divano di casa. Phil Jackson è la guida spirituale di riferimento.

Ingegnere, partenopeo disperso tra le Alpi svizzere, world traveler. Ho cominciato con Clyde Drexler per finire ai Lakers. Everything in its right place, no?

Classe 1993, giusto in tempo per vedere i Lakers di Shaq e Kobe. Da lì nasce un amore incrollabile per l’NBA e i Gialloviola. Lavoro, studio e scrivo. Nel tempo libero cerco di capire cosa sia passato nella testa di Ron prima di prendere QUEL tiro.

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