Nel mio primo Plus & Minus settimanale mi trovo a commentare quattro partite dei Los Angeles Lakers che sono state una sorta di montagna russa, una visione sfocata di quello che può essere questa squadra.

Le due vittorie alla crypto.com Arena contro Clippers e Magic hanno mostrato una squadra che può essere versatile e combattiva anche in un momento non esattamente positivo per tanti singoli, Austin Reaves su tutti.

Di contro, le sconfitte contro Kings e Orlando on the road mi hanno lasciato molti dubbi, ma uno in particolare mi sta disturbando, una cosa semplice: la mancanza d’attenzione e la non-presenza in alcuni momenti, che è a mio modo di vedere inspiegabile.

Cerco di mettere in ordine questo mio ultimo pensiero.

🤔 Transizione si, transizione no

Da qualche anno, se ci seguite con costanza, avete sentito rant svariati sulla difesa in transizione dei Lakers. Al netto delle nostre overreaction, i losangelini sono stati nelle ultime due stagioni la diciannovesima e la ventottesima difesa NBA in transizione. E questo è un fatto.

Se avete guardato la squadra di Darvin Ham in questo inizio di stagione, avrete sicuramente negli occhi tanti easy basket dei nostri avversari e nella testa che anche quest’anno siamo tra i peggiori della lega.

Non è proprio cosí.

I gialloviola sono, per Cleaning the Glass, la sesta difesa NBA in transizione. Lascio stare il valore statistico poiché piuttosto contorto, ma se non vi fidate posso farvi uno “spiegone” in privato.

C’è una particolarità però: l’origine della transizione. Fa differenza se i Lakers devono correre all’indietro dopo un rimbalzo, dopo un turnover o dopo un canestro subito? Sì. Ed in particolare, in una di queste situazioni siamo disastrosi.

Partiamo da una clip dell’ultimo match giocato in Florida.

Tripla sbagliata da Reddish, rimbalzo di Paolo Banchero.

L’ex stella di Duke mette palla a terra e comincia a spingere il contropiede. Cam, James e Reaves corrono all’indietro per chiudere l’area, mentre Davis – andato a rimbalzo offensivo – e Russell – posizionato nell’angolo – sono più vicini al pallone.

I primi 2/3 secondi di una azione sono spesso confusi e non possono essere pianificati o allenati, spesso però sono regolati. I Lakers in questa situazione devono fare una sola cosa, e sono convinto che Ham lo dica di continuo: fermare il maledetto pallone.

Provate a riguardare la clip, intorno all’ottavo secondo si vede DLo indicare Jalen Suggs. Sa che non si potrà accoppiare con il suo assignment difensivo e chiede ad Austin di chiudere la linea laterale.

Quando la palla lascia le mani di Banchero, come Russell aveva previsto, Suggs riceve ed attacca l’area, restituisce a Paolo, che intanto aveva velocemente occupato il dunker spot.

Easy Deuce direbbe Stu Lantz.

Per come intendo io la pallacanestro, magari da vero boomer, DLo deve in qualche modo cercare di fermare il pallone prima, “blitzare” Banchero e rallentare l’offensiva dei Magic.

Un intervento di D’Angelo Russell avrebbe portato anche la palla a muoversi prima verso la linea laterale che è, sempre per come intendo io la pallacanestro, il secondo obiettivo che una difesa in transizione deve avere.

Il grande vantaggio di lateralizzare il pallone è la chiara definizione del lato da cui l’aiuto difensivo deve partire e quindi si facilita la lettura della situazione difensiva per tutti è cinque i giocatori.

Tornando alla domanda iniziale. I Lakers sono la sesta difesa assoluta in transizione ma solo la diciottesima quando la early offense nasce da un rimbalzo catturato dagli avversari.

Se miscelate questo dato con il numero di giocatori grossi – quindi quelli che controllano più rimbalzi – e che spingono il contropiede capite che la necessità di Ham di aggiustare il tiro delle nostre guardie che si troveranno sempre più spesso a dover cercare di arginare giocatori più grossi, ma non meno talentuosi di loro.

Ma è veramente Ham che deve aggiustare il tiro? Darvin Ham deve dare una regola, che probabilmente già esiste, ma devono essere i nostri giocatori ad essere pronti e metterci la dovuta attenzione.

Ho detto attenzione?

2️⃣ Second Chance Lakers

Il mio viaggio all’inferno continua.

Dopo il girone della transizione da rimbalzo difensivo mi sposto poco lontano. Sono pronto per quello dei rimbalzi offensivi concessi.

La gestione dei tabelloni difensivi e la riduzione dei possessi aggiuntivi è uno dei target che una squadra grossa come i Lakers deve avere, senza se e senza ma.

I gialloviola sono ventesimi nella lega in questa statistica, concedono 11.8 rimbalzi offensivi per gara ai propri avversari. Se poi si considerano solo le ultime tre gare, i Lakers sono ventottesimi. Insomma una tragedia.

Ho riguardato tutti i rimbalzi offensivi che hanno concesso i gialloviola nelle ultime quattro partite e volendoli classificare ci sono due situazioni che non mi convincono: la gestione dell’uomo di Anthony Davis quando va in aiuto ed il taglia fuori preventivo delle nostre guardie.

Chiedere ad un giocatore come AD di chiudere al ferro non solo è energicamente dispendioso, ma può essere molto frustrante se il sistema intorno non lo “protegge” nel momento in cui lascia il proprio uomo.

Reddish non legge l’aiuto, non si muove in tempo per chiudere il pocket pass e di conseguenza per essere in posizione per recuperare il rimbalzo. Due punti facili per Goga Bitadze.

L’assenza di giocatori dal QI cestistico un pelo più alto di quello del buon Cam come Gabe Vincent e Tauren Prince è sicuramente un’attenuante, ma se Ham vuole continuare a chiedere a Davis di oscurare il ferro a chiunque voglia provarci è bene iniziare a porre il fuoco su questo tipo di situazioni.

Mi permetto di accodarmi anche al piccolo battibecco che c’è stato tra LeBron James e il coach angeleno. Penso sia vero che andare a rimbalzo è un qualcosa che non si allena ma che è in parte istinto e in parte attenzione (di nuovo), ma credo sia altrettanto vero che alcuni nostri giocatori non hanno principi base di difesa di squadra e che se dovessimo prendere canestri del genere con la squadra al completo ci sarebbe da preoccuparsi.

L’altra tipologia di rimbalzo che i californiani soffrono sono quelli “lunghi”.

I rimbalzi che cadono lontano dal ferro sono un problema per i Lakers, le ragioni sono sostanzialmente due: l’attenzione (…) e la mancanza di fisicità ed istinti di alcuni nostri giocatori perimetrali.

Rimbalzi come questo conquistato da Keegan Murray portano a tante seconde chance per i nostri avversari.

In questo momento i rimbalzi totali catturati da Prince, Reaves, Vincent e Russellil è inferiore alla decina (9.7). Dopo la pessima performance di Orlando, i gialloviola adesso sono ultimi nella lega per second chance point subiti, con 19.5 per gara.

🙄 So what?

Delle tante cose viste in questa settimana mi premeva focalizzarmi sulla mancanza di fuoco che ho visto, a mio modo di vedere la madre di tutti i problemi attuali dei Lakers.

Il sample è piccolo e la squadra ha quattro assenze importanti. Ma al netto di tutto ciò, credo che se ci fosse stata una presenza mentale maggiore dei ragazzi di Ham, adesso staremmo commentando quattro vittorie.

Mi va anche di chiarire che l’assenza dei “Plus” come siete abituati a leggerli non è dovuta alla mancanza di spunti positivi da discutere, ma più dalla voglia di chiarire certi elementi che oggi sono palesemente negativi. Tuttavia, vanno letti ed interpretati in considerazione del potenziale di questa squadra, che ha ancora tante soluzioni che sono convinto ne miglioreranno le prestazioni.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (1:30 🇮🇹) tra Lunedí 6 e Martedì 7 Novembre per affrontare i Miami Heat al Kaseya Center.

In copertina: Anthony Davis a colloquio con Darvin Ham. (Harry How, Getty Images)


Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports, Cleaning The Glass, NBA Advanced Stats e Basketball Reference. Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.


Ascolta Lakers Speaker’s Corner, il podcast italiano dedicato ai gialloviola, su:


LeBron James ha superato Kareem Abdul-Jabbar, diventando il miglior realizzatore della storia della NBA. Leggi gli articoli dedicati al record del quattro volte MVP scritti dalla redazione di LakeShow Italia:



Ingegnere, partenopeo disperso tra le Alpi svizzere, world traveler. Ho cominciato con Clyde Drexler per finire ai Lakers. Everything in its right place, no?

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