La moderata soddisfazione generata dalla bella vittoria dei Los Angeles Lakers contro i Grizzlies è stata spazzata via dal cappotto rimediato in back-to-back contro i Kings. Ma come recita un proverbio «Non c’è mai fine al peggio» e i proverbi, si sa, spesso ci prendono. Ma andiamo con ordine.

Darnell Mayberry e Shams Charania di The Athletic hanno inserito i gialloviola – con Heat e 76ers – tra le franchigia interessate a Zach LaVine. Nulla di nuovo: in passato l’esterno dei Bulls era già stato avvicinato ai losangelini, inoltre il binomino ex Bruins e “stella scontenta” rende quasi automatico l’inserimento di L.A. tra le pretendenti. LaVine, poi, è rappresentato dalla Klutch Sports Group di Rich Paul.

Purtroppo – per chi scrive – oggi è arrivata un’altra conferma: secondo Jovan Buha di The Athletic l’interesse dei Lakers per il prodotto di UCLA «…esiste davvero, al giusto prezzo». Secondo l’insider, in aggiunta, nel caso in cui Chicago decida di smantellare i californiani sarebbero interessati anche a DeMar DeRozan e Alex Caruso.

In ogni sessione di mercato LaVine e DeRozan sono stati sempre avvicinati ai Lakers. Zach nel 2022 dichiarò di essere sempre stato un grande tifoso gialloviola, mentre nel 2021 il ritorno di DeMar (nativo di Compton) è stato vanificato dalla sciagurata trade Westbrook.

Dell’ingratitudine della franchigia dei Buss nei confronti di The Bald Mamba aka CaruShow, invece, ne abbiamo abbondantemente scritto e parlato nel podcast.

Per Buha, la maggiore preoccupazione del front office angeleno riguarda il contratto di LaVine: 40.1 milioni di dollari quest’anno seguiti da un triennale da 138 milioni con player option per il 2026/27. Quantomeno, l’accordo di Zach prevede un trade kicker (ne parlammo con Fabrizio Gilardi in vista della trade Davis) del 15%. DeRozan (28.6 milioni quest’anno) diventerà free agent nel 2024, mentre Caruso percepirà 9.6 milioni nel 2023/24 e 9.9 nel 2024/25 (di cui solo 3 milioni sono garantiti).

Il 28enne Young Hollywood (…) porterebbe scoring nel backcourt (20.5 punti di media in carriera), atletismo (due Slam Dunk Contest vinti) e tiro da tre (38.2% dall’arco con 5.8 3PA). Destano dubbi i tanti infortuni subiti in carriera e la difesa mediocre, in particolare sul punto d’attacco.

💵 L’offerta dei Lakers

L’operatività dei californiani può essere limitata dalle tempistiche con cui possono presentare un’offerta ai Bulls. Al momento i losangelini possono cedere solo LeBron James, Max Christie, Jalen Hood-Schifino e Maxwell Lewis oltre ai two-way player (Colin Castleton, Alex Fudge e D’Moi Hodge).

Dopo il 15 Dicembre potranno essere scambiati anche D’Angelo Russell, Gabe Vincent, Taurean Prince, Cam Reddish, Christian Wood e Jaxson Hayes. A partire dal 15 Gennaio potranno essere inclusi anche Austin Reaves e Rui Hachimura. Jarred Vanderbilt, invece, non potrà essere ceduto quest’anno.

Secondo le «molteplici fonti» vicine alla squadra citate da The Athletic, i Lakers non sono intenzionati ad inserire nelle trattative Austin Reaves. Pertanto, la trade più verosimile vedrebbe coinvolti D’Angelo Russell (17.3 milioni), uno tra Rui Hachimura (15.7 milioni) e Gabe Vincent (10.5) oltre ad un terzo atleta per far quadrare i salari. In aggiunta, dovrebbe essere inserita una prima scelta – si spera protetta – 2029 o 2030.

Per Buha, i gialloviola preferirebbero allargare l’operazione includendo Alex Caruso, nel caso in cui diventi effettivamente disponibile. In tal caso potrebbe essere aggiunta l’altra prima scelta (con un pick swap) e qualcuna delle quattro seconde scelte disponibili. A causa del nuovo salary cap, i Lakers potranno ricevere non più di 4.9 milioni di dollari di salari addizionali e dovranno avere comunque 14 atleti a roster.

Ovviamente i losangelini non sarebbero gli unici interessati a Caruso. Per l’insider Marc Stein de #thisleague UNCUT podcast, su i Bulls mettessero Alex sul mercato le pretendenti raggiungerebbero la doppia cifra.

🤔 I dubbi sull’operazione

Viste le premesse, è improbabile che lo scambio possa concretizzarsi nelle prossime settimane. Pertanto il rendimento dei giocatori e i risultati di squadra potrebbero spingere il front office a fare movimenti marginali piuttosto che una blockbuster trade.

Anche Shams Charania, durante Run It Back, ha espresso qualche perplessità sull’intera operazione. Secondo le sue fonti avere una terza opzione offensiva del livello di LaVine interessa ai Lakers, ma l’insider solleva un fondato interrogativo:

«Il punto è che LaVine è nel secondo anno di un contratto quadriennale da 250 milioni di dollari. Serviranno diversi contratti [per pareggiare i salari]. I Lakers hanno solo una prima scelta da poter cedere, vuoi davvero utilizzarla per Zach LaVine

Mettendo da parte per un attimo gli aspetti tecnico e tattici della vicenda, Charania arriva dritto al punto: ne vale davvero la pena?

Il GM Rob Pelinka e il front office dei Lakers con la cessione di Russell Westbrook, seguita dall’ottima free agency, hanno – in parte – rimediato agli errori delle sessioni precedenti. In parte, perché le due stagioni sprecate dell’eterno LeBron James e del Paolino Paperino Anthony Davis non potranno essere recuperate. Lo scenario, le dinamiche dell’ipotetica trade (LaVine per tre giocatori) hanno troppe analogia con quella per Brodie. E non è detto che stavolta si possa rimediare nelle finestre di mercato successive.

Inoltre, tutti gli asset o quasi verrebbero investiti per una trade che potenzialmente avvicinerebbe i Lakers alle contender (Nuggets, Celtics e Clippers) ma non abbastanza. Non una mossa saggia. Compromettere la flessibilità e il futuro prossimo della franchigia, considerata l’età e la storia degli infortuni delle due superstar, è una strada che deve essere percorsa – secondo chi scrive – solo per un’operazione che cambi sul serio lo status dei Lakers.

Diverso il discorso per DeRozan e Caruso. Per DeMar (scorer più che discreto) la contropartita è meno onerosa e il suo contratto è in scadenza. Alex costerebbe ancora meno e il suo approdo tapperebbe la falla angelena nella difesa sul punto d’attacco.

Senza contare che la California e gli All-In (Payton & Malone, Howard & Nash, Westbrook & Melo) non sono mai andati molto d’accordo…

In copertina: Alex Caruso, DeMar DeRozan e Zach LaVine durante una gara tra Bulls e Pacers allo United Center di Chicago. (Gary Dineen, NBAE via Getty Images)


Ascolta Lakers Speaker’s Corner, il podcast italiano dedicato ai gialloviola, su:


LeBron James ha superato Kareem Abdul-Jabbar, diventando il miglior realizzatore della storia della NBA. Leggi gli articoli dedicati al record del quattro volte MVP scritti dalla redazione di LakeShow Italia:


NBA & Lakers on the couch, minors & post on the court. 1987, Showtime!

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