Tre partite per i Los Angeles Lakers: due successi contro Grizzlies e Trai Blazers con in mezzo un tonfo decisamente rumoroso contro i Kings. Nonostante non siano arrivate le tre vittorie tanto attesa, secondo me è stata una settimana positiva.

Per me il record di 7-6, come già detto in altre sedi, è linea con quello che dovrebbe essere. Il ritorno di Jarred Vanderbilt e Gabe Vincent nelle prossime settimane ci dirà se abbiamo ancora qualche marcia da ingranare. Nel frattempo, guardiamo a chi ha messo piede in campo.

👑 Lethal Shooter

Nelle partite di Ottobre i numeri al tiro di LeBron James non erano stati buoni: 85% al ferro, 17% al mid-range e 31% da tre punti. L’attacco dei Lakers dipende tantissimo dalla vena al tiro del Prescelto e se a Novembre non fossero arrivate risposte i gialloviola probabilmente avrebbero un record peggiore.

Nelle ultime due settimane James ha cambiato marcia al tiro e questo è uno dei motivi per cui ad oggi il record dei gialloviola non mi preoccupa ma non mi soddisfa: con LeBron che tira con il 44% da tre si doveva vincere qualche altra partita.

Dall’1 al 19 Novembre la statline recita: 81% al ferro, 42% dal mid-range e 44% da oltre l’arco.

Massima resa, minimo sforzo.

Nella clip James segna il tiro che sta mettendo con maggiore continuità: la tripla above the break in catch-and-shoot. LeBron genera 1.34 punti per possesso quando tira senza palleggiare – i PPP salgono a 2.0 se ungauarded – mentre se invece tira pullup il valore si attesta a 0.89, sostanzialmente league average.

Questo numero ci dice come per i Lakers sia fondamentale che uno tra Austin Reaves, D’Angelo Russell e Gabe Vincent sia capace di creare, per concedere a LBJ queste opportunità di tiro che possono tenere alta la sua produttività, al netto di un carico inferiore.

Questi numeri hanno poi un side effect nei gamplean avversari.

Sicuramente gli allenatori avversari continueranno a preferire che James stia quanto più lontano possibile dal ferro, ma sicuramente non potranno fare closeout troppo morbidi se il re navigherà su percentuali di questo tipo.

Closeout forti, alti fino ai tre punti comportano maggiori rotazioni e di conseguenza tiri a percentuale più alta se la palla si muove veloce.

Se uno dei migliori passatori di tutti i tempi tira il 44% da tre, sei costretto a fare closeout profondo.

In questa analisi del momento al tiro di LeBron non ho toccato il discorso ferro, e non credo ci sia molto da dire. Ma ho trovato una curiosità spulciando Cleaning the Glass: a Novembre il numero 23 dei Lakers rientra nel 95%ile per accuracy al ferro, meglio di lui solo due giocatori. Sapete che c’è? Vi svelo chi sono nella prossima puntata del podcast, che se non faccio tardi uscirà due giorni dopo questo articolo.

🔛 Per i Lakers è una.. “Questione di feeling” (cit.)

Nella settimana in analisi i Lakers hanno sbattuto il muso per l’ennesima volta contro i Sacramento Kings, venendo sconfitti in back-to-back dopo il comodo blowout inflitto ai Grizzlies.

Nell’overraction generale che caratterizza spesso le sconfitte degli angeleni non ho letto/ascoltato nessuno contestualizzare l’accoppiamento contro la squadra di Sactown, che era brutto lo scorso anno ed è ancora peggio in questa stagione.

Sacramento è delle squadre con la frequenza di esecuzione in transizione più alta della NBA – 18.4%, quinti – anche se l’efficienza non è esattamente di prim’ordine.

Ci sono però dei momenti dove la squadra di Mike Brown riesce ad eseguire in transizione non solo primaria ma anche secondaria ed a quel punto possono generare facilemente tiri e farti la faccia come un pallone, cosa a noi successa nell’ultima sfida.

I Lakers riescono sempre a permettere ai Kings a mostrare la migliore versione di loro stessi.

Turnover, fastbreak, scelta intelligente di Fox di tornare verso l’esterno quando i Lakers avevano occhi solo per lui e tripla aperta di Murray.

Potrei mettere video in cui i losangelini prendono contropiede da palla persa, da canestro segnato e tanto altro, ma ve lo risparmio. Potrei parlarvi della capacità di Sacramento di aggredire i tabelloni e le linee di passaggio, del Lakers-Killer De’Aaron Fox, ma ve lo risparmio.

Ciò che dovrete sorbirvi anche questa settimana è il watch sulla situazione rimbalzi dei gialloviola.

La mia teoria è sempre la stessa: non controllando i propri tabelloni ci si espone a troppe situazioni di transizione. Certo, ci palleggiassimo un pelo meno sui piedi anche aiuterebbe, ma magari ne parliamo un altro giorno.

Eppure i numeri dicono che i Lakers tirano giù il 59% dei rimbalzi “disponibili”, terzi nella lega non male. Per disponibili si intendono quei rimbalzi dove c’è un giocatore gialloviola nei paraggi che abbia la possibilità di recuperare il pallone. E qui, che abbiamo un problema.

I californiani sono ventinovesimi per rebound chances – ovvero le possibilità di catturare un rimbalzo – con 73.5, contro le 88.5 dei Celtics numeri uno della NBA (e favoritissimi). LBJ e soci semplicemente non vanno abbastanza a rimbalzo.

Facendo una semplificazione estrema: in media i Lakers tirano 84.8 volte a partita, i loro avversari 94.4. Peggiori nella lega in tutte e due le voci. Vincere tante partite quando il tuo avversario tira mediamente dieci volte più di te è un impresa.

🔋 Loading

Dopo il match contro i Grizzlies mi sono soffermato su diversi punti nel thread post gara, ma un elemento secondo me merita di essere approfondito: la stagione di D’Angelo Russell.

Al momento del tweet il valore era di 3.89, dopo due partite il numero è calato a 3.40 – 4 TO a Portland – ma resta buono. Per dare un riferimento, DLo è quattordicesimo nella lega tra i giocatori che hanno giocato almeno 25 minuti e 10 gare.

Questa nuova dimensione di Russell gestore del pallone – sì, ma a basso rischio – può aiutare l’attacco dei Lakers quando LeBron James ed Austin Reaves non saranno accoppiati al numero 1 dei Lakers.

Se LeBron tira con il 40% da tre e Russell è abbastanza paziente, tiri come questi arriveranno spesso.

Certo avere James come bloccante porta dei vantaggi intrinsechi. Tuttavia, nella clip quello che mi piace è la scelta di Russell di controllare il ritmo e cercare di abbassare la difesa dei Kings per aprire spazio ai tiratori.

Sembra quasi una ovvietà, ma le letture di D’Angelo sul pick-and-roll mi sono sembrate sempre un poco cervellotiche. Banalmente, quando a bloccare sono star del calibro di LBJ o AD aiuta.

Nell’ultima puntata avevamo affrontato il tema The Brow come finalizzatore, l’elemento che manca per ottimizzare, quando serve, questa situazione è avere un giocatore di pick-and-roll che sia scaltro abbastanza da poter leggere le molte opzioni che Anthony Davis offre quando va verso il ferro.

Buona lettura dell’aiuto e della posizione del recupero. +1 assist per DLo.

Se l’efficienza di Russell da ball handler si dovesse confermare e Vincent portasse garanzie anche minime palla in mano da spalla a LeBron, potremmo permetterci il tanto invocato quintetto composto da Reaves, Russell, Hachimura, Davis e l’atteso Vando. Quella che potrebbe essere l’arma giusta per vincere i minuti senza il Re.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (3:30 🇮🇹) tra Domenica 19 e Lunedì 15 Novembre per affrontare gli Houston Rockets alla crypto.com Arena.

In copertina: Kevin Huerter e D’Angelo Russell durante la gara tra Lakers e Kings alla crypto.com Arena di Los Angeles. (Adam Pantozzi, NBAE via Getty Images)


Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports, Cleaning The Glass, NBA Advanced Stats e Basketball Reference. Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.


Ascolta Lakers Speaker’s Corner, il podcast italiano dedicato ai gialloviola, su:


LeBron James ha superato Kareem Abdul-Jabbar, diventando il miglior realizzatore della storia della NBA. Leggi gli articoli dedicati al record del quattro volte MVP scritti dalla redazione di LakeShow Italia:



Ingegnere, partenopeo disperso tra le Alpi svizzere, world traveler. Ho cominciato con Clyde Drexler per finire ai Lakers. Everything in its right place, no?

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