La sfida da dentro o fuori contro i Phoenix Suns si è conclusa con una vittoria al cardiopalma in favore dei Los Angeles Lakers. Il punteggio di 106 a 103 per i gialloviola racconta solo in parte il livello di agonismo e lotta sportiva espressi dagli uomini in campo, per cui lasciamo spazio alle parole di coach Darvin Ham, LeBron James ed Anthony Davis per un resoconto ancor più dettagliato della sfida tra Suns e Lakers.

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🔝 Darvin Ham: «Una sfida straordinaria, ci dà l’idea del livello che troveremo ai Playoff»

La partita vinta contro i Phoenix Suns ha lasciato molta soddisfazione in coach Darvin Ham. L’allenatore dei Lakers ha sottolineato l’importanza di questo risultato lungo tutto il corso dell’intervista. E proprio dalla preparazione di eventi simili e dalle impressioni a caldo ha avuto inizio la conferenza stampa del coach gialloviola.

«Potrei avere due secondi di respiro, per favore? [Darvin Ham ha iniziato l’intervista ironizzando ed enfatizzando le fatiche comportate dal match appena concluso]. Che partita! Per poterne uscire vincitori bisogna rimanere concentrati ma non farsi prendere dalle emozioni. Pensare sempre alla giocata successiva.»

«La partita si è evoluta in base a scoring run delle due squadre: prima noi, poi loro, poi di nuovo noi. Abbiamo perso qualche pallone di troppo, ma siamo riusciti a far rimanere i ragazzi positivi e concentrati sull’obiettivo, facendoli pensare a come sviluppare meglio la giocata nel possesso successivo. Ed ha funzionato.»

«Ne avevamo parlato nel pre-partita: era necessario che i ragazzi riuscissero ad essere produttivi su molteplici aspetti e mantenere una mentalità positiva per tutto il corso della partita. Purtroppo siamo anche stati condizionati da alcuni falli spesi male, se non di troppo.»

Dopo aver analizzato il match nel complesso, coach Ham è passato ad elogiare le singole prestazioni dei suoi ragazzi, in particolar modo quelle di Austin Reaves e LeBron James, di cui l’allenatore ha sottolineato la grandezza ed importanza per la squadra.

«Austin è un giocatore da grandi palcoscenici, ed è il motivo per cui gli è stato prolungato il contratto. I Lakers puntano tanto su di lui ed il suo talento. Tutti hanno potuto ammirare le sue gesta la scorsa estate, sia con indosso la canotta dei Lakers che quella di Team USA. Sta crescendo a vista d’occhio, prendendosi sempre più responsabilità in campo. Stasera ne ha dato prova, in parte.»

«Senza mancare di rispetto a nessuno, LeBron è il migliore. Riesce a leggere le situazioni di gioco, specie quando nell’ultimo quarto la palla scotta di più, molto meglio di chiunque. Sa e comprende perfettamente quando bisogna premere sull’acceleratore o quando è necessario abbassare il ritmo.»

«Il suo essere molto comunicativo ci aiuta molto. Ci permette, ad esempio, di impiegare al meglio le nostre forze in fase di difesa, specie per controllare il pitturato. Lo fa e lo ha fatto dall’inizio della sua carriera perché questo è ciò che è LeBron. Si tratta di avere strategie e piani riguardo ad esempio sul punto d’attacco, difendere in un certo modo, notare determinate propensioni negli avversari e fare accorgimenti. Lui è questo e molto altro.»

Infine, la finestra mediatica del coach dei losangeleni si è chiusa parlando del valore degli avversari e delle motivazioni che sfide come quella ai Suns possono rappresentare, anche in vista dei Playoff.

«Per certe partite non servono particolari riunioni o discorsi, basta guardare il roster avversario per trovare motivazione a scendere in campo. Affrontare gente come Kevin Durant e Devin Booker dà una motivazione in più a far meglio.»

«Coach Frank Vogel ed il suo staff stanno facendo un lavoro strabiliante, è molto motivante poterci confrontare con loro. Ero sicuro che sarebbe stata una partita aperta e combattuta fino all’ultimo.»

«Adoro questo tipo di eventi: permette di avere prova del fatto che si stia lavorando bene. Riuscire a portare a casa una vittoria di questo genere è un fattore importante per la squadra. Aver giocato a questi ritmi ci permette di avere un assaggio dell’intensità di gioco che ci aspetta ai Playoff. Vincere queste partite fa decisamente bene alla squadra.»

👑 LeBron James: «A questo punto della carriera contano solo le motivazioni»

Giunto al primo appuntamento da dentro o fuori, LeBron James ha risposto con una prestazione monstre da 31 punti, 8 rimbalzi, 11 assist e 5 recuperi, con 12 su 25 dal campo. Come spesso accaduto in passato, in particolar modo durante la scorsa edizione dei Playoff, LBJ ha condiviso la conferenza stampa post-partita con il compagno ed All Star, Anthony Davis.

Le domande inizialmente poste a The Choosen One hanno riguardato proprio il compagno seduto al suo fianco e l’importanza delle sue prestazioni difensive per la squadra.

«AD è la nostra ancora difensiva. Ha i mezzi per fare veramente tutto in campo e non penso ci sia un altro giocatore con caratteristiche simili alle sue. Può difendere indifferentemente su ogni avversario, è davvero un’arma in più. E non mi riferisco solo alle stoppate.»

«Può far saltare i piani offensivi dei nostri avversari in vari modi. Inoltre, può difendere sul perimetro in maniera esemplare. Siamo tra i più apicali maschi alfa al mondo, se ci viene data l’opportunità di competere per qualcosa è proprio ciò che aspettiamo, per cui viviamo.»

«Conosco bene il mio livello di competitività e quello di Anthony, qui al mio fianco. Questo torneo ci permette di giocare ad alti livelli, per vincere qualcosa d’importante in rappresentanza delle nostre famiglie, comunità, tifosi. E per ora va bene così [ride insieme ad Anthony Davis, ndr]. Inoltre, giocare contro gente del calibro di KD e DBook da sempre un motivo in più per giocare bene.»

Il prosieguo dell’intervista a King James ha invece toccato la tematica dell’interminabile sfida intavolata tra lo stesso LeBron e Father Time, con il nativo di Akron che ha espresso le sue impressioni al riguardo, rivelando il suo modo di affrontare stress fisico e mentale.

«In questo periodo della mia carriera si tratta più del fattore fisico e della tenuta. Mi preparo mentalmente ore ed ore in anticipo rispetto ad ogni partita, per essere pronto ad affrontare ogni singola situazione che può venir fuori nel corso dei match.»

«Ho messo a referto fin troppi minuti per non rendermi conto di cosa serva a me ed alla squadra. So bene quanto conti la motivazione in un gruppo e che lo stress mentale sia più duro da affrontare rispetto a quello fisico.»

«Continuare a mantenermi mentalmente fresco e fluido mi permette di fare ciò che ancora faccio. E mi sorprendo spesso di ciò che riesco a fare e dove riesco a spingere il mio corpo. Ho questa disputa con Father Time, che ognuno di noi sa bene sia imbattuto ed imbattibile, ma io continuo a tener duro. Provo a fargli annoverare la prima sconfitta [sorride, ndr].»

Infine, riallacciandosi alle domande precedenti, The Choosen One ha parlato delle motivazioni che lo spingono a mettere a referto prestazioni tanto rilevanti, senza dimenticare le proprie impressioni sui tumultuosi minuti finali ed il tanto recriminato time out.

«L’energia che sprigiono proviene dalla forza che mi conferisce la mia famiglia, la mia gente. Qualcosa che sento dentro, nella mia anima. E appunto, loro sono ciò a cui tengo di più e per cui tutto questo è possibile per me: alleviano le mie fatiche mentali e corporee.»

«Avere dei capisaldi solidi a casa, qualcosa di importante per cui lottare, rende molto più facile la via per trovare le motivazioni in ognuno di noi.»

«Sull’azione del time out finale, ho semplicemente visto DBook andare forte su AR e fargli perdere il controllo. Non appena ho realizzato quanto stesse accadendo ho impiegato ogni singolo muscolo per far capire all’arbitro che volessi chiamare un time out. A prescindere dal possesso perso o meno, era chiaro il mio intento di chiamare il time out.»

〰️ Anthony Davis: «Stiamo ancora cercando di capire dove possiamo arrivare»

In condivisione con LeBron, anche Anthony Davis si è presentato in conferenza stampa post-partita, sfoggiando un look stravagante ed alla moda. La sua prestazione da 27 punti, 15 rimbalzi, 1 assist e 2 stoppate, con 10/26 FG ha certamente spinto i Lakers verso la vittoria ed il passaggio del turno, ma nonostante ciò le sue prime parole sono volte a lodare il compagno LeBron ed il suo stile di gioco.

«Abbiamo tratto vantaggio dal fatto che LeBron gestisse il possesso, segnando o assistendo qualcuno di noi. Lo fa sempre, ogni sera. Inoltre, quando si arriva nel clutch time dobbiamo sfruttare le nostre armi migliori e più consolidate.»

«Insieme abbiamo collaborato bene sugli switch nei pick-and-roll per rendere Nurkic meno efficiente per i Suns, ci siamo riusciti bene. Specialmente nell’ultimo quarto siamo riusciti a mettere in pratica un gran lavoro per chiudere la partita e portare a casa la vittoria.»

«Ha fatto un gran lavoro, letteralmente plasmando la partita. Con LeBron si ha sempre la sensazione di andare sul sicuro: qualsiasi volta gli si passi il pallone, sappiamo sempre che farà la giocata giusta per la squadra.»

“Rimbalzando” tra le domande poste dai giornalisti, The Brow ha toccato proprio la tematica degli extra possessi generati da rimbalzo offensivo.

«Gli extra possessi generati da rimbalzo offensivo sono tra le principali tematiche di cui parliamo tra noi. Avere in roster tanti giocatori dotati di un fisico imponente è una risorsa enorme. Chiunque sia il nostro avversario sotto canestro, abbiamo sempre l’opportunità di creare qualcosa in più per la squadra.»

«Che sia una tripla o un possesso da cui si genera un appoggio al tabellone, è sempre un vantaggio generato per la squadra. Da più opportunità ai nostri tiratori di poter colpire gli avversari.»

«A maggior ragione, quando sono coinvolto in uno switch o se in generale sono costretto a muovermi dal pitturato, avere al mio fianco giocatori del loro calibro ci permette maggior equilibrio e capacità di adattarci alle varie situazioni offensive proposte dagli avversari.»

Infine, Anthony Davis ha chiuso la sua intervista post-partita elogiando la prestazione di alcuni compagni di squadra, in particolare quella di Austin Reaves nonché dell’apporto offerto da Cam Reddish e Jarred Vanderbilt sotto il tabellone avversario.

«Austin ci da una grossa spinta con le sue abilità al tiro. Ha nel suo repertorio giocate importanti e noi ne siamo consapevoli, fidandoci di lui e passandogli la palla nei momenti chiave delle partite.»

«Parlavamo proprio di questo prima [indicando LeBron, ndr]: c’è stato un possesso in cui io e lui abbiamo switchato, LeBron si è trovato Austin davanti e lo ha servito, per poi regalarci una tripla. La consapevolezza nei nostri mezzi ed in quelli di tutto il roster cresce di giorno in giorno e ci permette di attuare queste giocate.»

«Stiamo ancora cercando di capire di cosa siamo capaci e dove potremo arrivare. Avere nuovamente a disposizione Vando e Cam ci conferisce maggiori soluzioni per attuare i nostri schemi. Ci permette di adattarci al meglio ai roster avversari. Anche Max Christie ci ha dato una grossa mano, dandoci molte soluzioni di gioco.»

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (3:00 🇮🇹) tra Giovedì 7 e Venerdì 8 Dicembre per affrontare i New Orleans Pelicans alla T-Mobile Arena di Las Vegas nella seconda semifinale dell’NBA In-Season Tournament.

In copertina: Devin Booker, LeBron James ed Austin Reaves durante la gara tra Lakers e Suns alla crypto.com di Los Angeles. (Ronald Martinez, Getty Images)


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LeBron James ha superato Kareem Abdul-Jabbar, diventando il miglior realizzatore della storia della NBA. Leggi gli articoli dedicati al record del quattro volte MVP scritti dalla redazione di LakeShow Italia:


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