Netta battuta d’arresto per i Los Angeles Lakers, sconfitti per 135 a 119 sul campo degli Houston Rockets. Nonostante un accenno di rimonta tra la fine del terzo e l’inizio dell’ultimo quarto, i gialloviola hanno dovuto arrendersi sotto i colpi di Sengun e compagni, nonostante la doppia doppia messa a referto dal “solito” LeBron.

Al termine della sfida persa contro sono stati in quattro a presentarsi di fronte ai microfoni e rispondere alle tante domande poste. Come di consueto, infatti, coach Darvin Ham, scuro in volto, ha presenziato in sala conferenze, seguito da D’Angelo Russell, mentre LeBron James ed Anthony Davis hanno esposto le loro opinioni sulla sconfitta direttamente dalla locker room. Di seguito le loro parole.

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🏀 Darvin Ham: «Senza difendere non andremo da nessuna parte, forse anche Brooks andava espulso»

Visibilmente contrariato per il modo in cui si è evoluta la sconfitta, coach Darvin Ham ha affrontato varie e differenti tematiche nel corso della sua finestra mediatica. L’allenatore dei Lakers ha aperto la sua conferenza parlando proprio di tutto il corso della sfida contro i Rockets, soffermandosi sulla fase iniziale del match ed analizzandone gli aspetti negativi.

«Abbiamo concesso loro fin troppo sin dall’inizio. Parlo soprattutto delle marcature, lasciando loro troppo spazio di manovra. Nelle ultime sfide sono stati tra i migliori realizzatori dal pitturato e hanno messo a referto un gran numero di assist, perciò dovevamo essere aggressivi nel cercare di recuperar palla e in marcatura, ma non ci siamo riusciti.»

«Speravo di vedere una difesa migliore on-ball, con maggior comunicazione e supporto reciproco. Invece abbiamo concesso tanto, specie in transizione e nel pitturato, perdendo dei palloni in modo banale e permettendo loro di trovare il ritmo partita. Inoltre, non siamo stati efficaci nel prendere i rimbalzi, sia offensivi che, soprattutto, quelli difensivi.»

«Dobbiamo difendere. Poche chiacchiere, non ci sono strade secondarie per vincere. Dobbiamo mantenere alto il livello difensivo. Marcature, rimbalzi, comunicazione, concentrazione sui blocchi, questo deve essere il nostro pane quotidiano. Non andiamo da nessuna parte se non si difende per bene il pitturato.»

L’allenatore nativo di Saginaw, Michigan, ha proseguito la sua conferenza focalizzandosi sulla seconda parte della sfida, e sulla parziale rimonta messa in atto dai Lakers tra la fine del Terzo e l’inizio dell’ultimo quarto di gioco. Ham ha inoltre parlato dei motivi per cui Anthony Davis sia rimasto fuori nel finale del match.

«Ad un certo punto siamo riusciti a rimontare parecchio: con DLo, Max, Rui, LeBron e Jaxson. Avevo tolto AD perché c’era ancora tanto da giocare e nel mentre stavamo rimontando, ma è dura quando si è sotto di 30 punti. Per rimontare bisogna davvero giocare alla perfezione.»

«In quel frangente i ragazzi in campo hanno fatto bene, riuscendo anche a mettere tiri importanti. Ma serviva più resistenza e resilienza sotto il nostro ferro, provando a stopparli o a fermarli molto prima che arrivassero ad attaccarlo direttamente.»

«Nel terzo quarto i Rockets hanno comunque messo dentro canestri decisivi, mantenendo le distanze ed assicurandosi la vittoria. Come ho detto, per rimontare sarebbe servito giocare alla perfezione. Inoltre, AD ha avuto qualche problemino e ho preferito non rischiarlo negli ultimi minuti.»

Le domande conclusive all’allenatore dei Lakers hanno riguardato l’espulsione di Jarred Vanderbilt ed il modo di giocare – duro, arcigno e talvolta ai limiti del regolamento – di Dillon Brooks.

«Essere competitivi a volte ci fa perdere il controllo. Dillon Brooks è uno dei giocatori più competitivi che ci siano in NBA. Ma a volte esagera: in alcune giocate si è rischiata l’incolumità dei giocatori in campo.»

«Riguardando i replay, prima di venire qui, ho visto la spinta a Vando. Ed anche su LeBron, mentre puntava il canestro, ha difeso in maniera molto dura e dubbia, rischiando più volte di colpirlo seriamente ed anche al volto. Probabilmente anche Dillon Brooks andava espulso.»

«Mi dispiace per Vando: so quanto sia stata dura per lui dover abbandonare i suoi compagni in un momento tanto difficile. Non posso far altro che accettare ciò che è avvenuto»

💬 D’Angelo Russell: «Potevamo fare di più per vincere, non vogliamo tornare dal road trip con un record negativo»

Autore di una prestazione da 23 punti, 1 rimbalzo e 5 assist, con 8 su 19 al tiro, anche D’Angelo Russell ha esposto le sue opinioni al termine dalla partita. DLo ha iniziato la sua conferenza parlando degli errori gialloviola, che hanno permesso ai texani di costruire il loro vantaggio.

«Sicuramente dovevamo giocare meglio in fase difensiva. Loro hanno tratto vantaggio da alcune situazioni dubbie e vincendo diversi singoli duelli in marcatura. Da parte nostra, certamente abbiamo comunicato poco e male in fase difensiva e dovremo migliorare quest’aspetto.»

«Ciò ha permesso loro di metter dentro canestri con continuità e trovare il ritmo. Una volta raggiunta questa trance agonistica è stata dura doverli affrontare. Abbiamo concesso troppo in difesa.»

«Questo è ciò che non bisogna assolutamente fare contro una squadra come i Rockets: non attendevano altro per poter sfoderare tutte le loro potenzialità offensive.»

Proseguendo la sua intervista, DLo ha parlato del calendario dei Lakers – con il road trip in corso che li vedrà affrontare nei prossimi giorni Hawks, Celtics, Knicks ed Hornets – e delle scelte fatte da coach Ham negli ultimi minuti di gioco.

«Il nostro calendario è alquanto ostico per ora. Ma vogliamo affrontare una sfida per volta, e certamente non vogliamo tornare in California con un record negativo da questo road trip. Dobbiamo superare i problemi e provare a tornare a vincere sin dalla prossima partita.»

«Ritrovare la vittoria è importante, ovviamente vincere aiuta a vincere. Come ho detto, non vogliamo tornare a casa con un record negativo, perciò dobbiamo trovare un modo per uscire da questo pantano.»

«Nell’ultimo quarto forse si poteva provare a fare qualcosa in più per vincere. Io ci proverei sempre. Ma probabilmente, essendo sotto di 30, il coach ha preferito pensare anche al back-to-back ed alla partita contro Atlanta, una decisione che comprendo e condivido.»

Continuando a parlare delle scelte fatte da coach Ham, il nativo di Louisville, Kentucky non ha voluto addossare le colpe della sconfitta su alcun compagno di squadra, ammettendo che l’intero gruppo deve lavorare e migliorare. Infine, l’ultima domanda ha riguardato il Black History Month ed il suo eroe, Mohammed Alì.

«Alla fine del terzo quarto abbiamo giocato abbastanza bene. Stavamo raggiungendo un certo ritmo e bisogna anche tener conto delle condizioni fisiche di chi era in panchina. Anche queste sono state comunque scelte del coach.»

«Abbiamo provato a trovare varie soluzioni, senza però venirne a capo. Dovremo lavorarci su. Non è stata colpa di nessuno in particolare, dovremo riguardare tutto per comprendere i nostri errori e lavorarci su.»

«Alì è stato mio eroe sin da piccolo. Veniamo entrambi da Louisville, ho fatto la sua stessa scuola e questo mi ha reso davvero fiero di essere un suo fan. Per me è stato da sempre una guida e fonte d’ispirazione. Non ho una vera e propria lista di nomi in vista del Black History Month, in compenso Mohammed Alì è stato da sempre il mio eroe.»

👉 LeBron James ed Anthony Davis: «Dobbiamo lavorare duro e migliorare»

Infine, LeBron James ed Anthony Davis hanno risposto alle domande direttamente dagli spogliatoi, come di consueto. LeBron e Davis hanno parlato innanzitutto degli errori commessi dai gialloviola, che hanno facilitato il lavoro alle offensive dei Rockets. AD si è soffermato anche sull’espulsione di Vanderbilt, sulle sue condizioni fisiche e sugli aspetti fondamentali che hanno fatto maturare la sconfitta contro gli Houston Rockets.

«Hanno fatto tantissimi canestri, specialmente da oltre l’arco. Sono stati molto aggressivi sotto entrambi i ferri, in particolare sotto il nostro. Noi non siamo riusciti a difendere al nostro solito livello ed io ho avuto qualche problemino che mi ha limitato un po’. Loro hanno giocato molto bene, noi no.»

«Avevamo tutte le risorse per poter far bene stasera, specialmente in difesa. Chiaro che aver perso Vando ci ha limitati un po’, come anche l’assenza di Cam. Ma abbiamo un roster abbastanza ampio per poter fare molto meglio. Vando è un giocatore molto competitivo, ha provato a difendere per come poteva, poi probabilmente ha perso il controllo.»

«Come detto, non potevo muovermi come al solito, su entrambi i versanti di gioco. Ho avuto un po’ di gonfiore all’inguine ed insieme con lo staff ed il coach abbiamo preferito che rimanessi in panchina negli ultimi minuti.»

Nel pomeriggio italiano è arrivata l’indiscrezione di Shams Charania sull’assenza di The Brow per la gara di stanotte contro gli Hawks.

LeBron ha invece iniziato la sua finestra mediatica parlando degli aspetti difensivi da migliorare per i suoi Los Angeles Lakers, che hanno influito pesantemente sul risultato odierno.

«Nel primo quarto abbiamo concesso davvero troppo ai nostri avversari, specialmente in transizione. Troppi errori in fase difensiva. Nel resto della partita non abbiamo mostrato interesse.»

«Dobbiamo essere una squadra migliore. Bisogna lavorare duro e migliorare per poter tornare a vincere le partite. E stasera non siamo stati una buona squadra.»

«La comunicazione è importante nel corso di una partita. Se si fanno dei cambi o si apportano aggiustamenti è necessario che sia chiaro per tutti, che tutti siano al corrente di ciò che sta avvenendo in campo. »

The Brow e The Choosen One hanno concluso la loro intervista parlando del Black History Month. King James ha inoltre mantenuto la concentrazione in vista dei prossimi impegni previsti dal road trip.

«[AD] Per quanto riguarda il Black History Month ho solo un esempio da seguire e da menzionare: mio padre. Mio padre, perché è mio padre, per quello che ha vissuto ed ha fatto per me e la mia famiglia.»

«[LeBron] Non dobbiamo pensare alle prossime sfide ma concentrarci su quella che stiamo per affrontare. Ogni partita è una storia a sé: ho giocato in gare in cui ero sotto di 30 punti ed ho vinto in rimonta, altre volte ero io in enorme vantaggio, che poi è andato in fumo. Una partita non è mai vinta o persa fin quando il cronometro non segna lo zero.»

«[LeBron] La famiglia è il mio punto di riferimento per il Black History. Tutto ciò che riguarda la famiglia è ciò che più conta per me: mia madre, Bronny, Bryce, Zhuri, Savannah sono la mia forza e il mio punto di riferimento. Perciò, se mi si chiede del Black History Month dico solo: Famiglia.»

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (1:30 🇮🇹) tra Martedì 30 e Mercoledì 31 Gennaio per affrontare gli Atlanta Hawks alla State Farm Arena.

In copertina: LeBron James durante la gara tra Rockets e Lakers al Toyota Center di Houston. (Michael Wyke, AP Photo)


Ascolta Lakers Speaker’s Corner, il podcast italiano dedicato ai gialloviola, su:


LeBron James ha superato Kareem Abdul-Jabbar, diventando il miglior realizzatore della storia della NBA. Leggi gli articoli dedicati al record del quattro volte MVP scritti dalla redazione di LakeShow Italia:


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