Poco prima della trade deadline i Nets hanno ceduto Spencer Dinwiddie ai Raptors, che lo hanno tagliato subito dopo. Nelle stesse ore, The Mayor ha avuto un colloquio con Mark Cuban al Madison Square Garden di New York durante la gara tra Maverics e Knicks, poi è tornato a Los Angeles per assistere alla gara tra Pelicans e Lakers al fianco di Rob Pelinka.

L’indomani, l’accordo tra il losangelino e la franchigia della sua città natale è stato prima anticipato da Shams Charania, poi ufficializzato dal General Manager gialloviola. Lo scorso lunedì la guardia uscita dall’Università del Colorado ha partecipato al primo allenamento con la sua nuova squadra, al termine del quale ha parlato per la prima volta con i reporter. Di seguito i passaggi più interessanti della conferenza stampa.

💬 Spencer Dinwiddie: «I Lakers come un padre»

Spencer Dinwiddie era una dei migliori free agent disponibili sul mercato dei buyout ed ai repoter ha spiegato perché ha preferito l’offerta dei Lakers a quella dei Mavericks:

«Una delle cose che erano nei miei pensieri era il fatto che Rob [Pelinka] ha chiamato per primo. E questo è molto importante. Poi ho considerato la configurazione delle squadre, la possibilità di poter dare un contributo ed essere d’aiuto per vincere il titolo.»

«Essere a casa. È un sogno d’infanzia che diventa realtà. Ci sono molto aspetti dietro la scelta, ma avere la possibilità di aiutare la squadra a vincere è semplicemente qualcosa di speciale.»

Dinwiddie ha firmato un contratto per il resto della stagione 2023/24 da 1,55 milioni di dollari, ovvero la quota della non-tax mid-level exception non spesa per la firma di Gabe Vincent. Con i media ha provato a motivare ulteriormente la sua scelta con un’analogia divertente:

«Vi racconto una cosa simpatica che ho raccontato ai miei, perché sono piuttosto sincero. Questo è quello che ho sentito circa le due opportunità. Quando eri piccolo i bulli ti facevano il cu*o, Dallas sarebbe stata come una mamma che ti dice: “Va tutto bene piccolo, non preoccuparti.” I Lakers sono come tuo padre: “Nah, è meglio che tu vada là fuori e ti batta finché non vinci”.»

«Ho sentito che quello era ciò di cui avevo bisogno. Sono uno che crede molto nel fare ciò che è necessario in qualunque momento. Queste sono le sensazioni che ho provato.»

Tornare in Texas sarebbe stata una scelta semplice. Nel febbraio del 2022 è stato ceduto dagli Wizards ai Mavericks, con cui ha raggiunto le Western Conference Finals. Spencer è stato decisivo al fianco di Luka Doncic, nella decisiva Gara 7 delle WCSF ha messo a referto 30 punti in casa dei Suns.

Approdare in California è una scommessa: nella squadra di LeBron James e con una tifoseria molto esigente, giocare per la prima volta nella sua città natale dai tempi della William Howard Taft High School. L’ex Toreadors è pronto ad affrontare la sfida:

«Essenzialmente, questa è una franchigia che quando c’è tutto in gioco, riesce ad elevarsi a livelli che nessun’altra può raggiungere. Hanno vinto l’In-Season Tournament, hanno giocato un’ottima pallacanestro negli anni scorsi. Ovviamente a volte è difficile mantenere un certo livello per un’intera stagione ma in fin dei conti, sanno come vincere. Questo è ciò che si sa.»

«Ogni sera sono in grado di far rendere al meglio qualcuno solo perché c’è quel nome sull’uniforme.»

L’accoglienza ricevuta dai Lakers è stata all’altezza delle aspettative. Dopo aver firmato il contratto, Dinwiddie ha raggiunto il campo d’allenamento insieme al figlio Elijah. Padre e figlio hanno trovato due canotte gialloviola con il numero 26: una per il padre, l’altra per il ragazzo.

«Si è messo la casacca e ha iniziato a correre lungo i corridoi, io ero dietro di lui e guardavo la scritta “Dinwiddie 26” e ho pensato “Dannazione… È tutto vero”. L’averlo realizzato con mio figlio ha reso il momento ancora più speciale.»

Ad agevolare ll suo inserimento nella squadra sono stati i tanti legami costruiti nel corso della sua carriera. Ha condiviso l’esperienza ai Nets con D’Angelo Russell, Taurean Prince e l’assistente Jordan Ott, negli Wizards ha giocato con Rui Hachimura, nei Mavericks con Christian Wood. Ma Spencer ha voluto chiarire che questi legami – in particolare quello con Wood – non hanno influenzato la sua scelta:

«Come si fa a dare credito a C-Wood? Guardalo…. È stato sicuramente impattante… [ridendo] Il merito è tutto di ‘Bron!»

A causa delle di Max Christie, Cam Reddish, Jarred Vanderbilt e Gabe Vincent (saranno tutti rivalutati dopo l’All-Star Break), Spencer Dinwiddie ha esordito nel back-to-back contro Pistons e Jazz. Contro Detroit ha messo a referto 6 punti con 2/6 dal campo, 2 rimbalzi e 7 assist con 4 perse in 31 minuti. A Salt Lake City ha chiuso con 10 punti (4/6 al tiro), 4 assist e 2 recuperi in 28 minuti.

Welcome back to L.A. Spencer!


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