Los Angeles Lakers vs Denver Nuggets capitolo terzo. Le franchigie della California e del Colorado si affrontano per la terza volta negli ultimi cinque anni. Nelle due sfide precedenti – entrambe alle Western Conference Finals – la squadra vincente ha poi vinto il titolo NBA.

Quest’anno si sfidano il primo turno dei Playoff, con i campioni uscenti nettamente favoriti. Cosa possono fare i gialloviola per ribaltare il pronostico? La crew di LakeShow ha cercato di rispondere alla domanda, oltre a presentare i fattori chiavi della sfida. Buona lettura!

🔝 La stagione dei Nuggets e i precedenti con i Lakers

di Simone Stefanini

I Denver Nuggets hanno iniziato la stagione 2023/24 con uno status unico nella loro storia: quello di Campioni NBA in carica. Ripresentandosi con lo stesso core che lo scorso giugno ha alzato il Larry O’Brien Trophy (ad eccezione di Bruce Brown e Jeff Green), le pepite hanno approcciato la stagione in maniera leggermente diversa rispetto alla precedente.

Con la consapevolezza derivante dal titolo in bacheca, Denver ha affrontato la Regular Season con l’obiettivo di arrivare sana ai Playoff. L’assenza di Brown ha ristretto le rotazioni e, come ha spesso ripetuto Malone nel corso della stagione, la priorità dei campioni in carica è stata quella di preservare la salute dei propri giocatori.

Nonostante questo, paradossalmente, i Nuggets sono riusciti a vincere quattro partite in più dello scorso anno, pareggiando il record di franchigia di 57 vittorie stagionali, terminando al secondo posto della Conference dietro agli Oklahoma City Thunder. A discapito di un Ovest duro come (forse) non mai, Denver ha sempre dato l’impressione di viaggiare a velocità di crociera, e raramente è sembrato che i campioni in carica premessero sull’acceleratore, rimanendo quindi costantemente un po’ sotto traccia.

Anche per questo, così come voleva Malone, la salute del roster è stata preservata, e i Nuggets si presentano all’inizio della post-season al completo. Un discorso a parte va fatto per Jamal Murray, che ha saltato 23 partite, sette delle quali tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, ma che sembra comunque in buone condizioni.

Denver ha chiuso la stagione con un record casalingo di 33-8, secondo solo al 37-4 dei Boston Celtics, ennesima riprova di quanto pesi il fattore campo a Mile High City. Inoltre, i Nuggets hanno chiuso nella top ten NBA per Net Rating (+5.5, quarto), Offensive Rating (117.8, quinto) e Defensive Rating (112.3 ottavo), sintomo indiscutibile di solidità e completezza.

Nikola Jokic è seriamente candidato a vincere il suo terzo MVP, Jamal Murray è reduce dalla miglior stagione al tiro della carriera. KCP, Gordon e Porter Jr. hanno confermato la loro solidità e Reggie Jackson si è dimostrato sempre più a suo agio nel dirigere la second unit.

I Lakers si troveranno quindi di fronte una squadra in salute, solida e consapevole dei propri mezzi. Una squadra con un fattore campo unico nella Lega e con un due (forse tre) volte MVP tra le proprie fila. La speranza è che la perdita di Brown si faccia sentire nei Playoff, dove le viti si stringono e le rotazioni si accorciano.

L’unico difetto di questi Nuggets sembra infatti essere la profondità del roster. Profondità che, di riflesso, non manca ai Lakers, che potranno contare su una rotazione più ampia e versatile rispetto a quella della passata stagione.

I precedenti storici

Lo sweep dello scorso anno è stata l’unica sconfitta subita dai gialloviola ai Playoff per mano di Denver, e fino ad allora, nei sette confronti precedenti, i Lakers erano sempre riusciti ad eliminare i Nuggets.

Eccezion fatta per il 1979 e il 2012, ogni volta che i gialloviola hanno eliminato Denver ai Playoff, sono poi riusciti ad arrivare alle NBA Finals. Il caso più recente è ovviamente quello della bolla, dove i Lakers eliminarono dei giovani ma promettenti Nuggets alle Conference Finals.

L’highlight della serie rimane sicuramente il buzzer beater con cui Anthony Davis vince Gara 2, indirizzando definitivamente l’inerzia della serie. Sempre alle WCF, nel 2009, Kobe Bryant chiude il confronto con i Nuggets di Carmelo Anthony e Chauncey Billups con 34 punti di media. L’anno prima, al primo turno, si ferma a 33.5.

Nel 1987, sempre al primo turno, i Lakers dello Showtime spazzano via i Nuggets di Alex English per 3-0, portando ben sette giocatori in doppia cifra di media punti per partita. Due anni prima, nelle Conference Finals del 1985, nonostante un commovente English, Denver cede il passo ai futuri campioni NBA per 4-1.

È curioso notare come, in ben quattro occasioni (1985, 1987, 2008, 2009), quando i Lakers hanno battuto i Nuggets nei Playoff, la finale NBA sia poi stata Boston contro Los Angeles (3-1 per i gialloviola in questo speciale computo).

Per la nona volta nella storia, nonché la terza negli ultimi cinque anni, Lakers e Nuggets si sfideranno ai Playoff e come lo scorso anno, a dispetto del passato, il ruolo di favorita lo avrà la franchigia del Colorado.

⁉️ L’enigma difensivo

di Nello Fiengo

Dopo una lunga rincorsa ed il Play-In vinto contro i Pelicans, i Los Angeles Lakers si sono guadagnati la tanto attesa possibilità di un re-match contro Denver Nuggets.

Tutti abbiamo negli occhi la serie di playoff dello scorso anno: le sconfitte, le difficolta di D’Angelo Russell e Jarred Vanderbilit. Gli sfottò che sono seguiti da parte di Michael Malone e della fanbase dei Nuggets.

Tenere in conto quanto accaduto delle scorse Western Conference Finals è legittimo, ma occorre valutare lo stato attuale dei roster e i trend, offensivi e difensivi, di queste squadre.

Gli angeleni e le pepete, per quanto non abbiano rivoluzionato i loro roster, hanno fatto vedere cose diverse quest’anno ed è da questo che partirò per provare ad immaginarmi cosa possa mettere in campo Darvin Ham per far sì che il risultato questa volta sia diverso.

Trends

L’attacco dei Nuggets è una macchina molto molto efficiente – 117.8 di OffRtg – ed i due pilastri principali sono la presenza di Nikola Jokic ed i suoi giochi a due con Jamal Murray.

Prima di andare a puntare il fuoco sugli elementi appena menzionati, ho provato a capire dove fossero le differenze tra i Nuggets campioni e quelli attuali.

Guardando un po’ di numeri sui playtype di Synergy ho notato un primo trend interessante: gli uomini di Malone hanno abbassato la loro efficienza – con un volume costante – nell’attaccare in transizione rispetto allo scorso anno. In particolare i punti per possesso sono scesi da 1.20 ad 1.11.

Per quanto le scorse WCF siano finite con uno sweep, è vero anche che lo scarto medio tra le due squadre è stato di 6 punti a favore della squadra del Colorado. Non mi va di addentrarmi su quanto sia stata realmente competitiva la serie, ma con uno scarto medio così piccolo una variazione percentuale di un playtype dell’8% potrebbe essere uno degli indicatori per capire su quali sono i margini su cui puo’ lavorare Ham.

La riduzione dell’efficienza in transizione dei Nuggets è probabilmente figlia dell’uscita dal roster di Bruce Brown – 1.31 PPP lo scorso anno nel playtype – e del rimpiazzo in termini di slot da parte di Christian Braun, che è un giocatore diverso e mediocre nel fondamentale (1.07 PPP).

Sulla base di quanto scritto credo che un vecchio adagio riassuma il primo elemento della strategia “difensiva” gialloviola: l’attacco è la miglior difesa.

Nel tentativo di mettere in difficoltà Jokic e compagni, con questi dati, si puo pensare di attaccare i tabelloni per extra possessi che, secondo me, saranno un tema molto importante per l’equilibrio della serie, ma sono sicuro che qualcuno dei miei compagni ne parlerà nel dettaglio.

Fantastic Duo

Fatta questa considerazione generica è il momento di addentrarci nel famigerato Murray & Jokic two-men. Provo prima a definire quello che non farei mai in questa situazione: cambiare sul blocco, che sia il Joker palla in mano o il canadese, non è un’opzione.

Non esattamente un’idea brillante lasciare Jokic solo in punta.

Atlanta più che cambiare fa un disastro. Resosi conto della scelta folle di lasciare solo il serbo, Okongwu cerca di recuperare la posizione per oscurare la visuale al suo assignment difensivo. Troppo tardi. I Nuggets sanno che a quel punto basta muoversi un secondo per aprire un mondo di opportunità ed il taglio di Braun lascia a Kentavious Caldwell-Pope una comoda tripla dall’angolo.

Quello mostrato è un compito facilissimo per il fenomeno di Sombor, ma a partire da questo esempio va ricordato quello che ha detto recentemente LeBron James nel suo podcast con JJ Reddick: «He can make any pass.» Il senso è che Jokic, dopo un cambio, una volta accoppiato con un piccolo o vede troppo campo – come nella clip – o anche fosse in post necessita di un raddoppio con conseguente scramble difensivo che puntualmente riesce a punire, ma di questo parliamo tra un po’.

Il primo elemento da considerare per provare ad arginare le interazioni tra Jokic e Murray è relativo al ball handler canadese e su come nasce il gioco a due tra questi due “maledetti” (posso dirlo no?).

Provo a partire da un azione difensiva dei Knicks e dai riferimenti che una mente geniale, difensivamente, come quella di Tom Thibodeau ha partorito.

Quel diavolo di TT ed un Anunoby sontuoso fanno male ai Nuggets.

OG Anunoby sa che Murray cercherà di entrare nel gioco a due dall’hand off. L’ex Raptors cerca di essere sempre tra il suo uomo e la palla per negare ai Nuggets di iniziare quel complesso meccanismo di tagli e flare screen che partono ogni qual volta The Joker è nei suoi spot.

Lo stesso tipo di principio si può applicare se la palla è già nelle mani di Murray e Jokic va a bloccare: il famigerato ICE.

Autentico cavallo di battaglia di Thibodeau, il principio di “congelare” il blocco è quello di negare l’ingresso del gioco a due, cercando di “lateralizzare” quanto più possibile il pallone e indirizzando con una pressione sulla palla più o meno allungata. Nel momento in cui il bloccante approccia il compagno il difensore del ball handler cercherà di mettersi tra la palla ed il blocco lasciando spesso l’accesso alla linea di fondo.

Thibodeau voice: ICE! ICE! ICE!

Questo video è un pelo diverso da quello che vedremo perché il difensore del bloccante non si potrà permettere di staccarsi così tanto, ma il principio di negazione del blocco si vede benissimo: Gabe Vincent concede a CJ McCollum la linea di fondo ma non l’accesso al blocco di Zion.

Se da un lato questa soluzione potrebbe arginare il pick-and-roll e/o i dribble hand off di Denver, sarà importante avere un’organizzazione “dietro” al blocco in aiuto per provare a concedere la linea di fondo a Murray, ma non il ferro.

Sarà Anthony Davis a dover alzare il livello dell’aiuto per concedere a Murray il mid range, zona di campo dalla quale il canadese sta tirando bene (46%), ma siamo lontani anni luce dall’incredibile 71% della scorsa serie contro i Lakers.

Send help!

Negli ultimi giorni diversi analisti che seguono i Lakers hanno sottolineato un numero relativo all’efficienza di Jokic in post in situazione di single coverage o di raddoppio. Se siete curiosi riporto il numero per completezza: il serbo produce circa 0.22 PPP in più quando è in 1 vs 1.

Quindi è facile, si manda un aiuto ed è fatta. Assolutamente no.

Buona idea, pessima esecuzione dei Dubs.

Gli Warriors nella clip aiutano, questa tipologia di scelta difensiva viene definita weak double in quanto è un raddoppio che viene dal lato debole.

Ogni tipo di raddoppio può avvenire con o senza bump, che sarebbe quello che in Europa chiamiamo rimpiazzo: i due giocatori sul lato debole si mettono in modo da tenere i tre attaccanti che solitamente sono distribuiti tra la punta ed il lato debole.

Negli USA il bump, in questa tipologia di raddoppio, è solitamente orientato a portare immediatamente un uomo sul tiratore in angolo e ad avere il difensore in punta tra i due rimanenti. Io penso che Kerr volesse andare in questa direzione anche se l’esecuzione non è stata esattamente questa.

Come ho già detto prima, il serbo può fare arrivare la palla dove vuole e quando vuole, è quindi molto importante essere estremamente diligenti nel coprire immediatamente il campo dopo il raddoppio.

Un altro aspetto da considerare è che i raddoppi dal lato debole sono spesso “lenti” che avvengono quando l’attacco ha già messo in piedi qualcosa.

Per quanto io ritenga il weak double più bump la scelta più adatta, è importante considerare non solo il raddoppio come un elemento per contenere Jokic, ma anche per mettere dei granelli di sabbia negli ingranaggi generali del sistema.

Per questo motivo io mixerei i weak double con raddoppi veloci – con bump – sul lato forte per cercare di mettere in difficoltà anche il setup iniziale dei Nuggets ed impedirgli di far partire il frullatore in cui puntualmente ti mettono.

Un ultimo elemento che ho considerato per “preparare” la mia strategia difensiva è guardare un po’ da dove nascono i turnover di Jokic.

Ogni tanto perde la palla anche lui.

Nella clip gli Spurs fanno un lavoro di raddoppio che non so se definire misto o confuso ma che risulta efficace, Jokic vede lo spazio creato dall’aiuto ma la rotazione è abbastanza efficace da chiudere il taglio sulla linea di fondo di Aron Gordon che è il suo bersaglio preferito.

Sarà molto difficile, se non impossibile, fermare Jokic ma con la testa e con aggressività e concentrazione i Lakers possono pensare di rallentare il fenomenale Nikola, poi per vincere la serie servirà tanto altro ma rallentare il serbo deve essere l’obiettivo numero 1 della nostra difesa.

🆕 New Identity: come sono cambiati i Lakers rispetto all’anno scorso?

di Giuseppe Critelli

Nonostante gli interpreti principali siano gli stessi, quest’anno i Lakers si presentano alla rivincita contro i Nuggets con un’identità e una consapevolezza diverse. Basterà per rendere la serie più competitiva o addirittura a ribaltare il pronostico? I confronti diretti stagionali (3-0 Nuggets) ci dicono di no, ma ci sono comunque elementi che possono indurre ad un cauto ottimismo in casa gialloviola.

Firepower offensivo

L’anno scorso i Lakers rivoluzionarono completamente il roster alla deadline e furono costretti a scoprire la propria identità on the fly. Quest’anno, al netto delle decisioni cervellotiche di Ham nella prima parte di stagione, la squadra gialloviola ha trovato finalmente una sua stabilità e un quintetto a cui affidarsi nei momenti decisivi. In stagione lo starting five composto da DLo, Reaves, Hachimura, James e Davis ha un differenziale di +6.6 per cento possessi e un record di 22 vinte e 8 perse.

Nello sweep subìto contro Denver i Lakers cambiarono ben tre starting five in quattro partite, iniziando la serie addirittura con il famigerato three guard lineup, che era stato funzionale nel matchup contro gli Warriors, ma che fu prevedibilmente massacrato dalla fisicità imponente dei Nuggets.

Adesso è plausibile pensare che Ham insisterà con lo starting five introdotto ad inizio febbraio. Il quintetto menzionato sopra si è rivelato particolarmente adatto alla nuova strutturazione offensiva 5-out, una configurazione pensata per sfruttare al massimo i mismatch grazie a spaziature migliori e punire gli aiuti su LeBron e Davis con tagli puntuali e conclusioni spot-up.

I Nuggets formano una vera e propria gabbia attorno a Davis e il numero 3 dei Lakers sbaglia la lettura perdendo una pallone sanguinoso.
La palla di Reaves è pessima, ma le spaziature sono migliori così come sono migliori i movimenti off the ball e le letture di Davis.
Il sistema five out è pensato anche per ottimizzare queste situazioni, Hachimura, che sarà uno degli X Factori della serie, qui sfrutta il mismatch contro Murray. I Lakers dovranno forzare tanti cambi contro il canadese e provare a sfiancarlo.

I Nuggets, soprattutto quando Jokic viene coinvolto nel pick-and-roll, tendono ad avere una difesa aggressiva sulla palla, confidando nelle rotazioni e nella size delle proprie ali. I Lakers oggi sembrano più attrezzati a battere questo tipo di aiuti, sia perché si muovono meglio in situazioni di 4 vs 3 sia perché, banalmente, stanno vivendo una stagione eccellente nel tiro da dietro l’arco.

I Nuggets proveranno a fare ice sul pick-and-roll dei Lakers. In questi casi Davis dovrà segnare quel tiro dal mid range o essere bravo a servire il tagliante sul lato debole con i tempi giusti. Hachimura è diventato molto bravo ad eseguire quel baseline cut che sarà fondamentale per punire la difesa alta sul pick-and-roll di Jokic.

Nel 2024 i Lakers hanno il sesto migliore attacco (119.5 punti segnati per 100 possessi) e sono terzi in tutta la NBA per percentuale da tre (39%), mentre nella passata stagione chiusero al 25° posto con il 34.6% dalla lunga distanza, curiosamente la stessa percentuale fatta registrare in finale di Conference contro Denver.

Quest’anno i gialloviola hanno addirittura tre giocatori – Russell, James e Hachimura – che tirano con più del 40% da tre. La speranza in casa Lakers è che anche ai Playoff possano confermarsi su questi livelli, aumentando leggermente il volume di triple tentate (i Lakers sono 28simi per frequenza di conclusioni da tre) e costringendo i Nuggets a dei closeout più forti.

Sarà fondamentale questo lavoro di Hachimura sui closeout per mettere pressione al ferro quando c’è Jokic in campo.

La condizione fisica di LeBron

Proprio la serie negativa al tiro di LeBron James e quella completamente abulica di Russell furono tra i fattori principali della sconfitta. Il problema al piede condizionò pesantemente il movimento di tiro e il rendimento generale di LBJ. Nelle prime due partite della serie, ad esempio, LeBron chiuse 0/10 da tre, consentendo a Denver di passare sotto i blocchi senza venire mai punita.

Quasi sfidato al tiro da Gordon e Green.

Oggi una scelta strategica di questo tipo sarebbe con ogni probabilità esposta da un LeBron molto più sicuro del proprio jump shoot. Come hanno dimostrato i match contro Clippers e Nets, James è in grado di entrare in the zone anche da dietro l’arco e cambiare rapidamente l’inerzia di una partita.

Il fattore Russell

Il giocatore però che l’anno scorso fece più discutere in senso negativo fu senza dubbio D’Angelo Russell. DLo venne esposto difensivamente da Bruce Brown e non riuscì mai a trovare fiducia nel suo gioco di pick-and-roll.

Quest’anno Russell è reduce dalla migliore stagione della sua carriera e pare, al netto degli immutati limiti difensivi, più pronto ad avere un ruolo importante nella serie. Se i Lakers vogliono avere una speranza devono provare a pareggiare il firepower offensivo dei Nuggets. E per farlo hanno bisogno del miglior D’Angelo Russell.

Non puoi giocare drop contro DLo (43% in stagione nei pullup da tre in uscita dal pick-and-roll).
Mi piacerebbe vedere qualche situazione off screen pensata per DLo e per fare uscire Jokic dalla propria confort zone.

La squadra allenata da Ham dovrà provare innanzitutto a sfiancare Jokic coinvolgendolo in tanti pick-and-roll e blocchi lontano dalla. Mi aspetto che i Lakers, ad esempio, giochino molti Spain Pick and Roll e Double Drag, ovvero situazioni che vedono coinvolti tre giocatori sulla palla e uno dei bloccanti è solitamente una guardia.

Dlo può essere usato anche come bloccante per facilitare le ricezioni dinamiche di AD. Una delle chiavi della serie sarà la capacità dei Lakers di sfruttare la gravity di Davis come rollante.
DLo dovrà anche mettere pressione al ferro per punire la difesa sul livello del blocco di Jokic.
Spain Pick-and-Roll. Qui Reaves fa “slip” e si apre per la tripla.

Quest’anno D’Angelo Russell è stato fantastico in tutte queste situazioni, che tra l’altro coinvolgerebbero due dei difensori peggiori dei Nuggets, Jokic e Murray, e costringerebbero il serbo a difendere nello spazio. Se quindi, come credo, DLo sarà preso in consegna da Murray, aspettiamoci anche tanti giochi a due con James per il proverbiale mismatch hunting del Prescelto.

In definitiva quest’anno i Lakers sono una squadra molto più efficiente nella metà campo offensiva e capace di eseguire meglio nel clutch, mentre hanno perso qualcosa dal punto di vista difensivo. Al netto dell’assenza di Vando, però, sono curioso di vedere come se la caveranno Vincent, Dinwiddie e magari LeBron nei finali di gara, in single coverage su Murray. Cercare di arginare il canadese, infatti, sarà l’imperativo categoria per provare ad avere una serie.

👑 La serie di LeBron James

di Alberto Marzola

Ritorniamo indietro nel tempo, precisamente al 23 maggio scorso, quando Denver completava lo sweep ai danni dei Lakers e si preparava a vincere il primo titolo della sua storia. Quella sera, al termine do Gara 4, che aveva visto la squadra californiana farsi rimontare un vantaggio di 15 punti accumulato all’intervallo lungo, la delusione era palpabile nello spogliatoio gialloviola.

Attorniato dai microfoni, LeBron James parlava in maniera sibillina di un possibile ritiro, lasciando i suoi tifosi in uno stato di incertezza. Tuttavia, il presente ci mostra una storia diversa il nativo di Akron ha deciso di proseguire la sua straordinaria carriera nel basket professionistico continuando a firmare record.

James ha concluso un’altra stagione ampiamente positiva, nonostante uno sciopero nel mese di gennaio e nonostante le sfide legate all’invecchiamento e ai problemi fisici, in particolare quello alla caviglia iniziato nella scorsa stagione.

Se nella restante parte della preview si è ampiamente ed in maniera dettagliata trattato di aspetti tecnico-tattici, è importante sviscerare anche gli aspetti emotivi di questa corsa ai playoff.

Nella redazione di LakeShow vi è una sensazione diffusa che questa potrebbe essere l’ultima occasione in cui James può essere protagonista in una squadra con ambizioni da contender.

Questo sentimento è alimentato non solo dall’avanzare dell’età e dalle sfide fisiche che James deve affrontare, ma anche dal suo impegno estivo con Team USA per le Olimpiadi di Parigi, che probabilmente gli regalerà l’ennesima medaglia ma che gli impedirà di recuperare appieno dalla stagione appena conclusa.

La serie contro Denver non rappresenta solo una sfida sportiva, ma anche un’opportunità per LeBron di affrontare demoni passati.

Le WCF e lo sweep subito contro i Nuggets è ancora fresco nella memoria dei giocatori e dei tifosi dei Lakers. C’è un desiderio bruciante di rivalsa, di dimostrare che quelle sconfitte non sono frutto di un’esistente inferiorità ma dettate da pochi dettagli.

Inoltre, c’è l’ennesima battaglia contro Nikola Jokic, un avversario rispettato e ammirato da James.

Nonostante la rivalità sul campo, LeBron ha sempre avuto parole di stima per il talento e l’abilità del centro di Sombor, definendolo a più riprese come uno dei migliori giocatori al mondo.

Ma non sono solo le sfide sportive a motivare LeBron. Ci sono anche spinte extra-campo, come lo sberleffo subito durante la parata per la vittoria da parte di coach Malone.

In conclusione, la corsa ai Playoff per LeBron James e i Lakers non è solo una questione di basket. È un viaggio emotivo, un’opportunità per affrontare le sfide, vendicare le sconfitte passate e dimostrare al mondo intero di essere ancora il Re.

X Factor: i minuti senza Jokic

di Luca Novo

I gialloviola sono decisamente sfavoriti nella serie, di conseguenza per rendere credibile la possibilità di upset è necessario curare ogni dettaglio e lavorare alla perfezione sui margini.

In questo senso, a mio avviso, saranno fondamentali i minuti in cui I Nuggets saranno in campo senza Jokic: per alimentare la speranza di avere una serie combattuta i Lakers dovranno vincere, e possibilmente non di poco, tali parziali.

In stagione regolare i ragazzi di Malone, quando il due volte MVP riposa, per Claning The Glass hanno Net Rating di -11.1 su 2.165 possessi. Di conseguenza l’obiettivo può sembrare piuttosto agevole, ma un’analisi più attenta evidenzia come sia un po’ più complesso di così (semicit).

Con la partenza di Jeff Green, la maggior parte dei minuti nel ruolo di back up center sono stati coperti da Jordan e Nnaji, due giocatori che però quasi certamente non scenderanno in campo nella post season per evidenti limiti di età o tecnici.

La soluzione più probabile sarà quella di vedere Aaron Gordon da “cinque” e in questo caso i numeri sorridono ai Nuggets: +4 di NetRtg in 440 possessi. Queste lineup sono particolarmente veloci e aggressive, non particolarmente efficaci in attacco (109.3 PPP prodotti, 18%ile) ma decisamente ostiche in difesa (105.9 PPP subiti, 98%ile), dove hanno un DefRtg che sarebbe il migliore della lega.

Jokic per abitudine riposa per 4-5 minuti all’inizio dei quarti pari, ovvero lo stesso tipo di rotazione di Anthony Davis. Di conseguenza sarà la second unit guidata da LeBron a giocare questo prezioso stretch di partita in cui provare a fare la differenza. Il Prescelto sarà sicuramente l’uomo più importante sul parquet, ma per aiutarlo a nell’intento a mio avviso sarà fondamentale il contributo di due role player angeleni: Hayes e Vincent.

Il backup di The Brow

Jaxson Hayes negli ultimi mesi è stato il backup di Anthony Davis, ma non è scontato sarà lui a stare in campo nei 7-8 minuti di riposo di AD, in quanto è possibile coach Ham possa essere tentato da una struttura small con LeBron da “cinque” visto che Malone non andrà ad utilizzare un centro di ruolo.

Secondo la mia opinione, per tentare di scardinare la tenace difesa avversaria, sarebbe importantissimo che Hayes riuscisse a dare un contributo di livello nella serie. Aaron Gordon è il marcatore designato di James, di conseguenza se il buon Jaxson riuscisse a stare in campo si troverebbe accoppiato ad ala di ruolo. La sua verticalità può dare problemi sia a Watson per una questione di centimetri che a Porter Jr, il quale non è particolarmente a suo agio quando coinvolto nel pick-and-roll. Inoltre l’ex prima scelta dei Pelicans può fare la differenza a rimbalzo offensivo, come avvenuto nella sfida di Febbraio in cui ne ha catturati 5 nel solo quarto periodo.

Hayes in stagione produce 1.44 punti per possesso in situazioni da rollante sul pick-and-roll (90%ile)

Per riuscire ad averlo in campo sarà però fondamentale la sua sostenibilità in difesa contro una lineup small. L’accoppiamento naturale potrebbe essere Gordon, che è l’avversario più fisico e da cui ci si può staccare più facilmente per fungere da aiuto al ferro. Ma questo non è scontato, perché l’ex Magic è un ottimo trattatore di palla e potrebbe attaccarlo dal palleggio. Inoltre potrebbe essere cercato da Murray sul pick and roll.

Il suo livello di attenzione in difesa sarà un fattore importante, anche perché è possibile nel corso della serie si trovi a giocare qualche minuto contro Jokic stesso, sia per problemi di falli di AD che per tentare una lineup fisica. Per citare il nostro Nello, c’è bisogno di avere Hayes nelle due settimane in cui capisce la pallacanestro.

La salma di DeAndre Jordan aiuta, ma va comunque applaudita la disciplina in aiuto di Hayes. La second unit avrà bisogno di questo tipo di contributo

Il fattore Gabe Vincent

Il dente avvelenato contro i campioni Nba non ce l’hanno solo i reduci della serie dello scorso anno, ma pure Gabe Vincent, fermato con i suoi Heat nell’atto conclusivo della stagione. Le NBA Finals di Gabe son state a due facce, ottimo nelle prime due gare (21 punti e 34 minuti di media) ed in difficoltà quando la serie si è spostata a Miami (5 punti in 24 minuti).

Coach Ham nelle ultime uscite lo ha messo in campo proprio nella second unit guidata da LeBron e a mio avviso in questi quintetti sarà fondamentale il suo contributo.

Vincent è la miglior risposta che i Lakers hanno per contenere gli uno contro uno di Murray. Nelle scorse Finals, è stato sulle tracce del canadese soltanto in Gara 1. Ha sofferto in modo particolare i giochi a due con Jokic, in cui i Nuggets lo hanno esposto con tagli lontano dalla palla e lo han forzato a trovarsi sotto canestro contro avversari più grossi.

Gabe si stampa contro il blocco di Gordon e per Jokic è un gioco da ragazzi liberare Murray al ferro. Per tale motivo ritengo possa essere più utile quando The Joker non è sul parquet.

Per tali motivi non mi aspetto mosse a sorprese quali Vincent in quintetto, ma penso il suo contributo contro Murray possa darlo soprattutto quando non c’è Jokic.

Il già citato Nello ci ha spiegato come Denver non sia particolarmente efficace in transizione, ma senza il serbo il vero problema è l’attacco a metà campo, in cui la small lineup produce solo 93.7 PPP (dato che sarebbe il 27mo Nba). In questi momenti toccherà a Murray sfruttare le sue capacità di giocare in uno contro uno e creare per se stesso e proprio qui Vincent dovrà fare la differenza nel limitare l’avversario grazie alla sua forza e tecnica difensiva. Tutti abbiamo ancora negli occhi il finale di Gara 2 con i 23 punti nel quarto periodo del numero 27, toccherà a Gabe impedire che accada di nuovo.

In uno contro uno Gabe ha il passo e la forza fisica per evitare che Murray possa creare separazione. Il canadese è poi in grado di segnare canestri impossibili, ma rendergli la vita complicata è il primo passo

Per essere realmente efficace servirà però anche un contributo consistente in attacco. Se Murray sarà in campo, LeBron vorrà senza dubbio cercarlo con il suo match up hunting, quindi la qualità dei blocchi di Vincent sarà fondamentale, così come dovrà riuscire anche a dare un contributo come scorer, esattamente come nella scorsa run Playoff agli Heat e come nel match di Play-In contro i Pelicans.

Le opportunità di tirare spot up marcato da Murray non mancheranno: sta a Gabe segnare le triple aperte a disposizione.

Arrivare a pari punti a cinque minuti dal termine contro Jokic è quasi certamente sinonimo di sconfitta. Riuscire a piazzare un parziale con il serbo fuori, può dare ai gialloviola il cuscino di vantaggio necessario per contenere l’avversario nel clutch e tentare di vincere.

📅 Game 1: Nuggets vs Lakers

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (2:30 🇮🇹) tra Sabato 20 e Domenica 21 Aprile per affrontare i Denver Nuggets alla Ball Arena nella Gara 1 del primo turno degli NBA Playoff.

In copertina: Nikola Jokic e LeBron James. (Elaborazione di Nuggets e Lakers)


Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports, Cleaning The Glass, NBA Advanced Stats e Basketball Reference. Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.


Ascolta Lakers Speaker’s Corner, il podcast italiano dedicato ai gialloviola, su:


LeBron James ha superato Kareem Abdul-Jabbar, diventando il miglior realizzatore della storia della NBA. Leggi gli articoli dedicati al record del quattro volte MVP scritti dalla redazione di LakeShow Italia:


Universitario e calciatore cresciuto nelle nebbie ferraresi. Appassionato di qualsiasi sport che non necessiti un motore. Tifoso Lakers da quando a sette anni mi regalarono la canotta di Kobe.

Calabrese, gobbo, tifoso Lakers: insomma, una persona orribile. Ossessionato dallo sport in ogni sua forma, dopo aver visto Kobe e Shaq su Tele+ ho sviluppato una grave dipendenza dalla NBA.

Torinese, consumatore seriale di eventi sportivi. Grazie a Magic Johnson nasce la passione per la pallacanestro, i Lakers e la costa Ovest degli Stati Uniti. Esperienza NBA trentennale dal divano di casa. Phil Jackson è la guida spirituale di riferimento.

Ingegnere, partenopeo disperso tra le Alpi svizzere, world traveler. Ho cominciato con Clyde Drexler per finire ai Lakers. Everything in its right place, no?

Classe 1993, giusto in tempo per vedere i Lakers di Shaq e Kobe. Da lì nasce un amore incrollabile per l’NBA e i Gialloviola. Lavoro, studio e scrivo. Nel tempo libero cerco di capire cosa sia passato nella testa di Ron prima di prendere QUEL tiro.

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