Il ritorno di Lon Rosen ai Los Angeles Lakers non è soltanto un cambio dirigenziale. È, nelle intenzioni della nuova proprietà, un ponte tra passato e futuro della franchigia, ma anche tra due modelli sportivi che oggi convivono sotto lo stesso tetto: quello dei Lakers e quello dei Dodgers.
Nel suo primo incontro con un ristretto gruppo di giornalisti dopo la nomina a President of Business Operations (qui il comunicato ufficiale della franchigia), Rosen ha voluto chiarire subito un punto: non arriva per rivoluzionare una struttura già vincente. «I Lakers sono un’organizzazione di enorme successo. Basta guardare alla recente transazione: una valutazione da record significa che le cose stanno funzionando», ha spiegato. «Le cose evolveranno, certo, ma parlare di cambiamento oggi è difficile: questa è già una grande franchigia.»
⚾️🔜🏀 Lon Rosen
Per Lon Rosen, 67 anni, si tratta in realtà di un ritorno a casa. Il suo primo lavoro dopo il college fu proprio con i Lakers, al Forum, dove negli anni dello Showtime lavorò come direttore delle promozioni vivendo dall’interno l’epoca di Magic Johnson e Pat Riley. «È una sfida nuova, ma anche un ritorno dove tutto è iniziato», ha raccontato. «Sono sempre rimasto legato a quel gruppo, a Riley e ai giocatori dello Showtime. È davvero una famiglia.»
Dopo oltre un decennio ai Los Angeles Dodgers come Executive Vice President a Chief Marketing Officer, Rosen diventa oggi la prima figura chiave a collegare direttamente le due organizzazioni controllate da Mark Walter.
Il parallelismo tra Lakers e Dodgers non è soltanto geografico. Secondo Rosen, esiste una base strategica comune su cui costruire sinergie senza snaturare le identità. «C’è un grande team qui e un grande team ai Dodgers. L’idea è farli lavorare insieme e condividere competenze.»
Non si tratta di una fusione operativa, ma di uno scambio di “best practices”, un modello già utilizzato in altri grandi gruppi sportivi internazionali. «Entrambe le organizzazioni hanno cose che fanno molto bene. Impareranno l’una dall’altra.»

👀 I ruoli di Rob Pelinka e Magic Johnson
Rosen ha voluto sgombrare il campo da qualsiasi equivoco sul piano tecnico: la costruzione della squadra resta saldamente nelle mani di Rob Pelinka. «Io mi occupo del lato business. Rob è pienamente responsabilizzato per ciò che fa.»
A supportarlo, però, arriverà una collaborazione inedita con due dirigenti provenienti dal baseball, Andrew Friedman e Farhan Zaidi, che offriranno consulenza strategica. «Gli faranno da supporto, credo che Rob lo apprezzerà. È qualcosa di unico, ma alcune competenze sono trasferibili.»
Un approccio multidisciplinare che riflette la filosofia della proprietà Walter: strutture integrate, ma ruoli ben distinti.
Inevitabile anche un passaggio su Earvin “Magic” Johnson, figura centrale nella storia recente del club e legato da un rapporto personale di lunga data con Rosen. «Earvin è una persona unica, tra le migliori che abbia mai conosciuto. Saremo sempre vicini, ma non avrà un coinvolgimento quotidiano.»
La sua presenza resterà simbolica e rappresentativa, come dimostrato dalla partecipazione alla cerimonia per la statua di Pat Riley. «È un super tifoso dei Lakers e continuerà a esserlo.»

💵 Continuità anche nelle scelte commerciali
Sul piano operativo, Rosen ha confermato che i Lakers non cambieranno casa né partner televisivo. La crypto.com Arena resterà il palcoscenico della squadra: «È un edificio eccellente, funzionale, amato dai tifosi. Lo riempiono ogni sera.»
Allo stesso modo proseguirà il rapporto con Spectrum SportsNet: «È un grande partner. Ho una posizione particolare, perché lavoro con due squadre che collaborano entrambe con Spectrum.»
Un segnale chiaro: nessuna rivoluzione infrastrutturale, ma ottimizzazione dell’esistente.
Il nuovo presidente ha confermato le indiscrezioni di Dave McMenamin di ESPN, sui prezzi degli abbonamenti che cresceranno nella prossima stagione, riflettendo la forte domanda di mercato. «Guardate come vendono i biglietti, sia sul mercato primario che su quello secondario. La richiesta è altissima.»
Un adeguamento che la proprietà considera coerente con il valore globale del marchio Lakers.
🇸🇮 Luka Dončić come leva per l’espansione internazionale
Se l’esperienza con Shohei Ohtani ha trasformato i Dodgers in un fenomeno commerciale planetario, Lon Rosen vede in Luka Dončić un catalizzatore simile per i Lakers. «Quando abbiamo firmato Ohtani, il mondo si è ribaltato dal punto di vista del business model.»
L’obiettivo ora è amplificare la presenza internazionale della franchigia sfruttando l’impatto globale della stella slovena. «C’è un enorme potenziale di crescita all’estero. Avere Luka Dončić non guasta affatto: è uno dei giocatori più popolari al mondo.»
Anzi, Rosen ha ribaltato la prospettiva: «Seduto dalla mia “poltrona Dodgers”, posso solo sognare di avere la portata globale che hanno i Lakers.»
Pur mantenendo un ruolo ancora parziale con i Dodgers, Rosen dedicherà la maggior parte del suo tempo ai Lakers, con l’obiettivo di creare una contaminazione virtuosa tra le due realtà. «Vedremo dove ci porterà tutto questo. I Dodgers vengono considerati un gold standard, ed è vero che lì facciamo un ottimo lavoro. Ma anche qui il modello di business è estremamente solido.»
La missione, ha concluso con una battuta, è semplice quanto impegnativa: «Devo solo assicurarmi di non rovinarlo.»

📅 Next Game
I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (3:00 🇮🇹) tra Giovedì 26 e Venerdì 27 Febbraio per affrontare i Phoenix Suns al Mortgage Matchup Center.
In copertina: Lon Rosen (Credit: Kirby Lee, Imagn Images, elaborazione grafica di Leonardo Ferrero per LakeShow Italia)
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