La stagione dei Los Angeles Lakers si è chiusa con la sconfitta in Gara 4 contro gli Oklahoma City Thunder (qui il racconto della partita), ma al termine della partita tutta l’attenzione si è inevitabilmente concentrata su LeBron James e sul suo futuro.

Per la prima volta dalla sua firma con i gialloviola, infatti, il quattro volte MVP entrerà nella offseason senza contratto o player option, diventando unrestricted free agent dopo aver completato l’ottava stagione consecutiva a in Californias — la permanenza più lunga della sua carriera con una singola franchigia.

Dopo l’eliminazione contro i campioni NBA, il Prescelto non ha dato risposte definitive sul proprio futuro, spiegando di voler prima metabolizzare la fine della stagione insieme alla sua famiglia.

👑 LeBron James: «Non so cosa mi riservi il futuro»

Il numero 23 dei Lakers ha spiegato come il processo mentale dopo un’eliminazione sia sempre lungo e complesso, soprattutto dopo una stagione piena di cambiamenti e difficoltà. «Ovviamente è un processo. Non succederà tutto adesso. Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane ripenserò all’intera stagione, alle cose che abbiamo fatto bene, a quelle che non abbiamo fatto bene e a ciò che avrei voluto andasse diversamente. Ma alla fine puoi controllare soltanto ciò che puoi controllare.»

Nel corso della conferenza stampa, James ha poi affrontato direttamente il tema del possibile ritiro, senza però sbilanciarsi in alcun modo. «Penso che siate stati voi a chiedermi del ritiro e io ho semplicemente risposto alle domande. Non sono mai uscito dicendo: “Il ritiro è vicino”.» Poi la frase che ha inevitabilmente acceso il dibattito sul suo futuro: «Onestamente non so cosa mi riservi il futuro.»

LeBron ha spiegato di voler prendersi tempo prima di qualsiasi decisione: «È tutto ancora molto fresco dopo l’eliminazione. Mi prenderò del tempo, tornerò a casa, mi ricalibrerò con la mia famiglia, parlerò con loro e passerò del tempo insieme a loro. Quando arriverà il momento della decisione, tutti sapranno cosa farò.»

🏀 «Non sono mai stato una terza opzione»

Uno dei passaggi più interessanti dell’intervista è arrivato quando James ha riflettuto sul ruolo avuto durante parte della stagione accanto a Luka Dončić e Austin Reaves.

Nonostante l’errore nel finale di Gara 4 — un floater sbagliato a venti secondi dalla sirena con i Lakers sotto di un punto — LeBron ha difeso il proprio approccio durante tutta la postseason. «Ho lasciato tutto quello che avevo sul parquet. Ovviamente odio perdere, ma posso lasciare il campo sapendo di essere stato totalmente concentrato su ciò che dovevamo fare.»

Il veterano gialloviola ha poi spiegato come questa stagione lo abbia portato ad affrontare situazioni completamente nuove nella sua carriera: «Non sono mai stato una terza opzione in vita mia.»

James ha raccontato di aver dovuto adattarsi a un ruolo diverso per lunghi tratti dell’anno, soprattutto dopo l’arrivo di Dončić: «Per me è stato qualcosa di completamente nuovo. Però essere riuscito a prosperare in quel ruolo per un certo periodo e poi tornare al ruolo che ho sempre avuto nella mia carriera… riuscire a fare entrambe le cose è stato davvero interessante in questa fase della mia vita.»

LeBron ha anche sottolineato quanto abbia apprezzato la fiducia ricevuta dai compagni durante la stagione: «Il fatto che i miei compagni mi abbiano permesso di guidarli in circostanze così difficili è stato davvero speciale.»

🏆 Le Legacy ai Lakers: il titolo 2020

Interrogato sui momenti più importanti vissuti a Los Angeles, James ha indicato senza esitazioni il titolo vinto nella bolla nel 2020 come il punto più alto della sua esperienza in maglia Lakers. «Ce ne sono tanti, ma ovviamente il titolo del 2020 è in cima alla lista.»

LeBron ha spiegato che riportare i Lakers al vertice della NBA era esattamente il motivo per cui aveva scelto di firmare con la franchigia nel 2018: «Sono venuto qui per riportare questa organizzazione al livello che le appartiene, quello delle squadre che lottano per il titolo. Vincere un campionato con quel gruppo è stato esattamente ciò che avevo immaginato.»

James ha poi definito la stagione dei Lakers come “più stagioni dentro una sola stagione”, facendo riferimento agli infortuni, ai continui cambiamenti di lineup e alle difficoltà affrontate dal gruppo.

Secondo LeBron, la vera identità costruita dalla squadra è stata la resilienza. «All’inizio della stagione sono stato io a fermarmi. Poi è toccato ad Austin Reaves. Poi Luka. Abbiamo dovuto cambiare quintetti continuamente e tanti giocatori hanno dovuto fare un passo avanti.»

Il quattro volte MVP ha voluto sottolineare soprattutto la risposta mostrata dalla squadra contro Houston, quando Dončić e Reaves erano entrambi indisponibili: «Ci siamo ritrovati ad affrontare una serie playoff contro Houston senza Luka e senza AR per diverse partite. Eppure il gruppo ha reagito. Vincere quella serie è stato enorme per noi.»

Per LeBron, quello spirito di adattamento è stato il vero tratto distintivo della squadra: «La resilienza è stata la nostra identità.»

👏 L’elogio ad Austin Reaves

Nel corso della conferenza stampa, James ha parlato anche della crescita di Austin Reaves, che poco prima aveva spiegato come continuare a giocare con LeBron “significherebbe tutto”.

Il numero 23 ha evitato di commentare direttamente la situazione contrattuale della guardia gialloviola, ma ha speso parole molto importanti sul suo percorso. «La parte economica non riguarda me. Lui e il suo team gestiranno quella situazione.»

Poi l’elogio: «Vederlo crescere in questi cinque anni è stato incredibile. È un lavoratore straordinario, ama il gioco e vuole sempre migliorare.»

LeBron ha spiegato di aver capito fin dal primo momento che Reaves avesse il carattere giusto per emergere in NBA: «Avevo visto il talento, ma soprattutto avevo visto che non aveva paura del momento.»

🔄 Il processo più importante del risultato

Uno dei temi centrali dell’intera conferenza stampa è stato il rapporto di LeBron con il “processo” quotidiano necessario per continuare a giocare a questo livello anche a 41 anni.

James ha spiegato che la vera domanda sul suo futuro non riguarda tanto il livello di gioco, quanto la volontà di continuare ad affrontare ogni giorno la preparazione richiesta per restare competitivo. «Per me è tutto legato al processo. Se riesco ancora ad amare il fatto di arrivare in arena cinque ore e mezza prima della partita per prepararmi, buttarmi sui palloni vaganti e fare tutto ciò che serve per competere.»

LeBron ha raccontato nel dettaglio la routine che accompagna ancora oggi ogni allenamento e ogni gara: «Se abbiamo allenamento alle undici, io sono in palestra alle otto per preparare il corpo e la mente. Sono sempre stato innamorato del processo, non del risultato.»

Poi la riflessione più significativa dell’intera conferenza: «Se smettessi di amare il processo, significherebbe che ho smesso di amare il gioco.»

James ha spiegato che il rispetto per il basket passa proprio attraverso quella preparazione quotidiana: «Se iniziassi ad arrivare in arena due ore prima della partita invece di prepararmi come ho sempre fatto, significherebbe che sto tradendo il processo. E allora qualcosa sarebbe cambiato davvero.»

🏚 La famiglia al centro della decisione

LeBron James ha infine ribadito che qualsiasi decisione sul proprio futuro passerà inevitabilmente attraverso la famiglia. «Mia figlia di 12 anni sarà una parte importante della decisione. Mio figlio Bryce sta entrando al secondo anno ad Arizona. E poi mia moglie. Sono sempre stati fondamentali in ogni decisione della mia carriera.»

Nonostante i dubbi sul futuro, però, ha chiarito un aspetto: «L’amore per questo gioco non sparirà mai.»

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (4:30 🇮🇹) tra Sabato 4 e Domenica 5 Luglio per affrontare i Golden State Warriors al Chase Center di San Francisco.

In copertina: LeBron James parla con i reporter al termine di Gara 4 tra Lakers e Thunder dell’11 Maggio 2026 alla crypto.com Arena di Los Angeles. (Credit: Luke Hales, Getty Images)


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LeBron James ha superato Kareem Abdul-Jabbar, diventando il miglior realizzatore della storia della NBA. Leggi gli articoli dedicati al record del quattro volte MVP scritti dalla redazione di LakeShow Italia:



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