I Los Angeles Lakers arrivano all’estate 2026 in una posizione particolare.
Da una parte c’è una squadra che ha chiuso la Regular Season con un record di 53-29, superando quota 50 vittorie per il secondo anno consecutivo — traguardo che non veniva raggiunto dal 2011 — e terminando con 18 vittorie nelle ultime 23 gare. Dall’altra c’è una squadra uscita con uno sweep contro gli Oklahoma City Thunder nelle Western Conference Semifinals (qui l’analisi di Gara 4 e della serie contro i campioni NBA), una sfida che ha evidenziato limiti strutturali difficili da ignorare.
Per questo la domanda che accompagnerà l’intera offseason non sembra essere se i Gialloviola debbano cambiare, ma quanto debbano cambiare davvero.
Rob Pelinka e JJ Redick, nelle exit interview, hanno lasciato messaggi piuttosto chiari: più profondità, più atletismo, più gioventù. E soprattutto una costruzione sempre più orientata attorno a Luka Dončić, definito dal front office la vera «stella polare» della franchigia.
🏈 I «Tre Quarterback» dei Lakers
Tra i concetti espressi da Rob Pelinka (leggi le sue parole), ce n’è uno che potrebbe definire il futuro dei Lakers: i «tre quarterback».
Il presidente delle Basketball Operations ha utilizzato questa definizione per parlare di Luka Dončić, LeBron James e Austin Reaves, spiegando come il trio abbia attraversato un processo di crescita, adattamento e sacrificio reciproco.
Non è soltanto una narrazione: i numeri sembrano sostenerla.
Nei 520 minuti in cui Luka, LeBron e Austin hanno condiviso il parquet, i Lakers hanno fatto registrare un Offensive Rating di 122.1 e un Defensive Rating di 113.1, per un Net Rating complessivo di +9.0. Ancora più interessante il dato delle varianti del trio: con Dončić e Reaves in campo senza James, i gialloviola hanno prodotto un impressionante +14.5 in 468 minuti, mentre con lo sloveno e il Prescelto senza HBK il dato è rimasto comunque ottimo (+12.1).
Offensivamente, il fit sembra esistere già.
Il miglior periodo della stagione è arrivato tra fine febbraio e marzo, quando i gialloviola hanno costruito un record di 16-2, definito da Pelinka e Redick una sorta di «proof of concept».
Il messaggio emerso dalle exit interview sembra chiaro: il problema non è capire se il core dei Big Three funziona, ma individuare cosa manca attorno a quel nucleo.
🏀 Cosa ha mostrato la serie contro OKC
Lo sweep contro i Thunder non ha convinto il front office della necessità di rivoluzionare il roster. Piuttosto, Oklahoma City ha mostrato un modello.
Dopo l’eliminazione, JJ Redick ha parlato apertamente della necessità di avere 13 giocatori realmente utilizzabili, sottolineando le aree che i Lakers dovranno affrontare durante l’estate: profondità, versatilità, pressione costante al ferro e maggiore atletismo.
Anche i quintetti più efficaci della stagione raccontano qualcosa. Nei 176 minuti con Dončić, Reaves, Smart, James e Ayton contemporaneamente sul parquet, i gialloviola hanno registrato un Offensive Rating di 124.2 e un Net Rating di +13.8. Ancora più sorprendente la variante con Rui Hachimura al posto di LeBron: in appena 101 minuti ha prodotto un incredibile +28.5.
Il punto non riguarda la qualità del nucleo principale. La vera questione è ciò che c’è attorno: profondità, rotazioni, atletismo e la capacità di sostenere quel livello per 48 minuti e per un’intera run playoff.
💵 Il paradosso salariale dei Lakers
Le prossime settimane potrebbero aprire uno scenario piuttosto raro. Per la prima volta dal 2019, i Lakers potrebbero affrontare la free agency disponendo di un reale spazio salariale.
Ma c’è un paradosso.
Per arrivare a circa 47 milioni di dollari disponibili, la franchigia dovrebbe rinunciare a gran parte dei propri free agent, compresi James, Hachimura e Kennard. Una cifra che potrebbe salire fino a circa 67 milioni qualora anche Reaves non dovesse rinnovare — uno scenario teorico e piuttosto aggressivo, che comporterebbe la perdita di diversi elementi importanti del roster.
È qui che entra in gioco un concetto spesso citato da Pelinka: optionality.
L’idea è mantenere il maggior numero possibile di opzioni aperte fino a quando il mercato non offrirà un quadro più chiaro. In un’estate che potrebbe essere caratterizzata da trade e movimenti inattesi, avere flessibilità potrebbe rivelarsi più importante dello spazio salariale stesso.
C’è inoltre un aspetto spesso sottovalutato: nella NBA moderna il cap space non viene utilizzato esclusivamente per inseguire una superstar in free agency. Sempre più squadre lo sfruttano per assorbire contratti, facilitare scambi o approfittare delle difficoltà di altre franchigie alle prese con le nuove restrizioni imposte dal CBA. Anche qualora i Lakers riuscissero a creare spazio significativo, non è detto che l’obiettivo finale sia una firma di alto profilo sul mercato aperto.
Se i gialloviola scegliessero invece di mantenere il gruppo che ha chiuso con 53 vittorie, avrebbero a disposizione la Full Mid-Level Exception da circa 15 milioni. Nel primo scenario, invece, l’eccezione disponibile sarebbe la Room Exception da circa 9.4 milioni.
Una decisione che potrebbe cambiare completamente la direzione dell’estate losangelina.
👑 LeBron James: il primo domino
LeBron James resta inevitabilmente il primo grande punto interrogativo dell’estate. Il Prescelto arriva alla free agency dopo una stagione da 20.9 punti, 6.1 rimbalzi e 7.2 assist di media. Dal 1 marzo i Lakers hanno chiuso con un record di 15-4 nelle gare giocate dal quattro volte MVP, mantenendo un differenziale di +7 con lui sul parquet. Inoltre, a 41 anni il numero 23 ha prodotto 343 punti in contropiede, secondo miglior dato dell’intera NBA.
Eppure il tema centrale non riguarda più i numeri.
«Non so cosa mi riserva il futuro.»
La frase pronunciata nelle exit interview continua a essere il tema principale dell’estate losangelina. Il messaggio emerso dalle sue dichiarazioni è però abbastanza chiaro: qualsiasi scelta sarà legata alla possibilità di competere per un titolo. E secondo diversi addetti ai lavori, il progetto potrebbe pesare quanto, se non più, della cifra finale del contratto.
I Lakers dovranno dimostrare di avere un piano credibile. Una volta chiarita la posizione di LeBron, sarà più semplice capire quali margini di manovra avrà la franchigia sul resto del mercato.
🤠 Austin Reaves: il perno della strategia
Se LeBron è il principale interrogativo dell’estate, Austin Reaves potrebbe essere la figura più importante dal punto di vista strategico.
Reaves ha chiuso la stagione con 23.3 punti, 4.7 rimbalzi, 5.5 assist e un eccellente 64.1 di True Shooting Percentage. Prima dell’infortunio all’obliquo viaggiava addirittura a 26.6 punti con il 50.7% dal campo. Un dato racconta bene il suo peso: i Lakers hanno chiuso 23-4 nelle partite in cui HBK ha superato quota 20 punti.
La sua player option da 14.9 milioni di dollari per la stagione 2026/27 appare destinata a essere rifiutata. La convinzione diffusa tra dirigenti e analisti è che Reaves possa cercare un accordo molto più ricco sul lungo periodo, con diversi osservatori che collocano il prossimo contratto nella fascia dei 30-40 milioni annui.
Dal punto di vista operativo, il suo cap hold stimato attorno ai 20.9 milioni di dollari consente ai Lakers di utilizzare lo spazio salariale nelle prime fasi della free agency prima di procedere con il rinnovo attraverso i Bird Rights. È una dinamica che rende HBK uno dei cardini dell’intera pianificazione estiva.
Pelinka, nelle exit interview, è stato diretto: «Austin vuole restare ai Lakers e noi vogliamo che continui qui.»
- 👉 Il futuro di Austin Reaves sarà oggetto di un approfondimento dedicato.
💸 Le scelte dei Lakers
Oltre ai casi di LeBron e AR, i Lakers dovranno prendere decisioni importanti su diversi elementi del roster. Il ranking dei 65 migliori free agent stilato da Eric Pincus di Bleacher Report offre una fotografia interessante: James occupa il primo posto, Reaves è terzo, Ayton nono, Hachimura quindicesimo, Smart ventunesimo e Kennard ventiquattresimo. Tradotto: alcuni dei giocatori potenzialmente più appetibili sul mercato estivo sono già a roster.
🇯🇵 Rui Hachimura
Rui Hachimura è reduce da quella che probabilmente è stata la stagione più completa della sua esperienza losangelina. L’ala giapponese ha chiuso a 11.5 punti di media e il 44.3% da tre in Regular Season, salendo addirittura a 17.5 punti con il 56.9% dal oltre l’arco ai playoff. Rui è inoltre salito all’ottavo posto nella storia Lakers per triple realizzate nella post season.
Il suo contratto da 18.26 milioni scade il 30 giugno e si aprono due scenari distinti.
Nel primo, Hachimura potrebbe estendere il contratto entro il 30 giugno applicando la 120% Rule: il nuovo accordo triennale sostituirebbe il cap hold da 27.4 milioni e lo renderebbe immediatamente scambiabile senza limitazioni — uno scenario che offrirebbe ai Lakers flessibilità operativa già durante l’estate.
Nel secondo scenario, se non dovesse rinnovare entro quella data, diventerebbe unrestricted free agent dal 1 luglio. I Lakers potrebbero offrirgli un quinquennale — grazie ai Bird Rights, mentre le altre franchigie potrebbero proporre al massimo un quadriennale — con incrementi annui dell’8% rispetto al 5% delle concorrenti. In questo caso il cap hold occuperebbe spazio fino alla firma di un nuovo accordo. Qualora rinnovasse con i losangelini, Rui poi non potrebbe essere ceduto per tre mesi dalla firma o fino al 15 gennaio, a seconda di quale termine risulti più tardivo.
Una decisione che potrebbe avere un impatto significativo sulla flessibilità operativa dei Lakers nelle prime settimane della free agency.
🆙 Deandre Ayton & Jaxson Hayes
Deandre Ayton rappresenta uno dei casi più particolari. Il centro bahamense dovrà decidere sulla player option da 8.1 milioni dopo una stagione da 12.5 punti e 8 rimbalzi con il 67.6 di TS%, accettando spesso un ruolo meno centrale dal punto di vista offensivo. La scelta appare in bilico e potrebbe dipendere dalle opportunità sul mercato: qualora la esercitasse, sarebbe immediatamente cedibile e i Lakers potrebbero aggregare il suo contratto in una trade di consolidamento.
«Mi piace stare qui.»
Una frase semplice, ma che lascia aperto uno scenario da monitorare.
Jaxson Hayes è stato forse il più esplicito di tutti durante le exit interview: «Vorrei restare ai Lakers.»
Dopo una stagione da 7.5 punti con il 75.6% dal campo e un career high playoff da 18 punti in Gara 4 contro OKC, il centro ha lasciato pochi dubbi sulle proprie preferenze. La sua situazione contrattuale offre ai Lakers una flessibilità interessante: il cap hold da 6.5 milioni potrebbe essere utilizzato in scenari di sign-and-trade, anche se le limitazioni della Base Year Compensation restringerebbero l’importo aggregabile.
💪 Marcus Smart & Luke Kennard
Marcus Smart ha avuto un impatto immediato sull’identità della squadra. I suoi numeri non raccontano tutto: 9.3 punti, 3 assist e soprattutto un +9.6 di differenziale On/Off, miglior dato del roster. Nei playoff è salito a 12.9 punti e 5.1 assist, aggiungendo leadership e durezza difensiva. Il veterano difensivo dispone di una player option da 5.4 milioni: uno scenario plausibile prevede che possa uscire e firmare un nuovo accordo pluriennale leggermente più ricco, eventualmente con una player option sul secondo anno che gli consentirebbe di rinegoziare nel 2027 con gli Early Bird Rights.
Luke Kennard potrebbe essere uno dei casi più sottovalutati. Diventerà unrestricted free agent con un cap hold da 13.2 milioni, ma i Lakers potrebbero rinunciarvi per creare spazio salariale aggiuntivo, valutando un eventuale rinnovo a cifre inferiori. Ha chiuso con 9 punti di media e il 44.8% da tre, salendo ulteriormente nei playoff. Il dato più interessante riguarda il suo fit con Luka: dopo la deadline i Lakers hanno prodotto 128.4 punti su 100 possessi con Kennard e Dončić contemporaneamente sul parquet.
🔜 I Lakers e Luka Dončić
Se c’è una certezza emersa dalle ultime settimane riguarda Luka Dončić.
Pelinka ha definito lo sloveno il volto del futuro e diversi segnali indicano un coinvolgimento crescente nelle discussioni sul roster.
Le migliori versioni delle squadre guidate da Dončić hanno sempre condiviso alcune caratteristiche. Un lungo capace di proteggere il ferro e rappresentare una minaccia verticale nel pick and roll — un giocatore in grado di trasformare i suoi passaggi in punti facili vicino al canestro. Tiratori affidabili sul perimetro, perché Luka genera una quantità enorme di vantaggi offensivi che vanno sfruttati. Ali atletiche capaci di coprire più ruoli e sostenere il peso delle responsabilità difensive in una lega sempre più orientata verso versatilità e cambi sistematici.
Più che inseguire nomi specifici, i Lakers dovranno concentrarsi sugli archetipi giusti
📊 Asset, Draft e la finestra del futuro
Dal punto di vista delle risorse, i Lakers non hanno una situazione semplice — ma rispetto a molte recenti offseason si presentano con una dotazione più interessante.
La franchigia possiede la scelta numero 25 del Draft 2026 e due future prime scelte realmente cedibili: 2031 e 2033. Sono disponibili swap in cinque stagioni differenti: 2028, 2030, 2031, 2032 e 2033.
Non sono disponibili la prima scelta 2027 (top-4 protetta) ceduta a Memphis e quella 2029 (non protetta) ceduta a Dallas.
Non deve essere sottovalutato un limite strutturale: i pochi giocatori a roster firmati con contratti da rookie. Gli unici sono Dalton Knecht (4.2 milioni), Bronny James (2.3 milioni) e Adou Thiero (2.1 milioni). Filler, in sostanza.
Le prossime settimane saranno decisive.
Il Draft NBA rappresenterà il primo banco di prova per il nuovo assetto dirigenziale, mentre l’apertura della free agency chiarirà rapidamente quali opportunità saranno realmente disponibili sul mercato. Nel frattempo continueranno i workout pre-Draft, le valutazioni interne e le discussioni contrattuali con i principali protagonisti del roster.
Molte delle risposte che oggi mancano arriveranno tra la fine di giugno e l’inizio di luglio.
📅 Next Game
I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (4:30 🇮🇹) tra Sabato 4 e Domenica 5 Luglio per affrontare i Golden State Warriors al Chase Center di San Francisco.
In copertina: Luka Doncic, Austin Reaves, Rob Pelinka, Mark Walter e LeBron James. Credit: Allen Berezovsky (Getty Images), Marcin Golba (NurPhoto via Getty Images), Keith Birmingham (Pasadena Star-News via Getty Images), Adam Pantozzi (NBAE via Getty Images) e Jim Poorten (NBAE via Getty Images). Elaborazione grafica di Leonardo Ferrero per LakeShow Italia.
Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports, Cleaning The Glass, NBA Advanced Stats e Basketball Reference. Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.
Ascolta Lakers Speaker’s Corner, il podcast italiano dedicato ai gialloviola, su:
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- Gli asterischi di LeBron James by Claudio Pellecchia
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NBA & Lakers on the couch, minors & post on the court. 1987, Showtime!









