La stagione 2025/26 di Austin Reaves doveva essere quella della consacrazione definitiva. E per buona parte dell’anno lo è stata davvero.

Prima dell’infortunio patito nella gara di Natale contro i Rockets, HBK stava viaggiando a 26.6 punti di media, numeri da All-Star con un occhio ai quintetti All-NBA. Rientrato a febbraio, stava tornando a quei livelli, salvo fermarsi a inizio aprile nella sfida contro i Thunder a causa della lesione all’obliquo sinistro.

Il contemporaneo infortunio subito da Dončić lo ha costretto a un recupero forsennato: quattro settimane nella camera iperbarica dello UCLA Medical Center per forzare un rientro anticipato rispetto alle previsioni iniziali che lo davano fuori fino alle eventuali Western Conference Finals. «Uscivo di casa alle 7:30 per le terapie e non tornavo fino alle 8 di sera. Stavo impazzendo, volevo rientrare ero sempre in quella camera iperbarica.»

Il numero 15 dei Gialloviola è sceso in campo in Gara 5 contro Houston. Ma l’infortunio ha condizionato il resto della sua stagione, compresa la serie contro OKC.

🏀 La stagione di Austin Reaves

I numeri della Regular Season raccontano la miglior versione di Austin Reaves fino a questo momento. In 51 gare — il minimo in carriera — ha messo a referto 23.3 punti (64.1 di TS%), 4.7 rimbalzi, 5.5 assist e 1.1 recuperi di media con il 25.8 di USG%.

Le statistiche avanzate completano il quadro: con lui in campo i Lakers hanno avuto un Net Rating di +5.0 e il suo differenziale On/Off (+6.5) è stato il secondo dietro quello di Marcus Smart (+9.6).

I playoff contro gli ormai ex campioni NBA raccontano invece una storia diversa — e va contestualizzata.

In sei gare (due contro Rockets e quattro contro Thunder), Reaves ha chiuso con 20 punti, 4 rimbalzi, 5.8 assist e 4.5 turnover, tirando con il 40.7% dal campo e un pessimo 25.7% da tre. Con lui sul parquet, i Gialloviola hanno avuto un Net Rating di -13.7 (quello complessivo contro OKC è stato di -16.2).

Il commento di Sam Vecenie durante il suo Game Theory Podcast aiuta a mettere le cose in prospettiva. Pur riconoscendo le difficoltà di AR, ha sottolineato come la guardia dei Lakers non sia stata «una catastrofe» contro i Thunder: 21 punti, 4 rimbalzi e 7 assist di media con 43/30/83 al tiro. Una prestazione «non straordinaria, ma nemmeno terribile» — sufficiente, secondo l’analista, a smentire chi sosteneva che avesse danneggiato il proprio valore di mercato con una serie deludente.

Il messaggio è chiaro: l’obliquo ha lasciato il segno, ma non ha intaccato la reputazione contrattuale di Reaves.

🔍 Il valore tecnico di HBK

Per capire davvero il peso di Austin Reaves nei Lakers, i numeri aggregati non bastano. Bisogna guardare a come la squadra funziona con lui in campo — e a cosa succede quando non c’è.

I californiani hanno chiuso con un record di 23-4 nelle partite in cui il numero 15 ha superato quota 20 punti. Non è solo una statistica offensiva — è la misura di quanto la squadra dipenda dalla sua capacità di prendersi responsabilità nei momenti decisivi.

Nella propria metà campo, Reaves ha piazzato 22 deflection, subito 21 falli offensivi (primo dei californiani) e 15 sfondamenti (secondo dietro Smart, sesto assoluto NBA). Non è un difensore élite, ma è diventato un elemento affidabile dentro sistemi organizzati — capace di leggere il gioco e disturbare l’esecuzione degli avversari.

Il fit tecnico con Luka Dončić rappresenta però il vero elemento distintivo.

Austin è uno dei pochissimi giocatori della lega in grado di alternarsi efficacemente tra ruolo da creatore primario e secondario — una caratteristica rara e preziosa accanto a un fenomeno come lo sloveno. Sa giocare con e senza palla, si muove tra blocchi e spaziature senza perdere efficienza, e offre una soluzione credibile contro le difese che collassano sull’amico.

Non è un caso che Steve Kerr, che lo ha allenato con Team USA, abbia indicato Reaves come esempio raro di giocatore capace di unire amore per il gioco e capacità di migliorare i compagni.

Nei 1.092 minuti condivisi sul parquet dal duo AR-Luka, la squadra di JJ Redick ha avuto un Net Rating di +8.9, dato che fotografa l’efficacia del tandem. Un dato che non lascia spazio a interpretazioni.

Nonostante turnover, problemi difensivi e percentuali altalenanti, AR è riuscito comunque a creare vantaggi.

💬 Reaves: «Amo questa squadra»

Nelle ore successive all’eliminazione, Reaves ha scelto le parole con la stessa precisione con cui sceglie i tiri nei momenti decisivi (leggi l’exit interview di Austin).

Sul rapporto con LeBron James — e sulla possibilità di continuare a condividerlo — la risposta è stata immediata e senza filtri. «Significherebbe tutto per me.»

Poi, ha ricordato come il Prescelto lo abbia guidato fin dal primo giorno, quando era ancora un rookie undrafted con pochissima certezza sul proprio futuro NBA. «Non conosco niente di diverso. Durante il mio anno da rookie non avevo idea di cosa stessi facendo e lui praticamente mi ha preso sotto la sua ala. Mi ha dato ogni opportunità possibile, si è fidato di me. Abbiamo costruito una vera amicizia.»

Sul fronte free agency, ha mantenuto il tono diretto e disincantato che lo contraddistingue. «Onestamente non penso molto a queste cose. Prendo la vita giorno per giorno. Sono semplicemente grato di avere la possibilità di giocare per questa organizzazione.» Poi il sorriso: «Gioco a un gioco da bambini e vengo pagato bene per farlo.»

Le parole più significative, però, sono arrivate qualche settimana dopo, intercettato dai microfoni di TMZ all’aeroporto di Los Angeles. Alla domanda se volesse restare coi Gialloviola, la risposta è stata immediata e positiva. E quando gli è stato chiesto chi i Lakers dovrebbero andare a prendere sul mercato, Reaves ha sorriso: «Non lo so, non mi occupo di queste cose. Prima devo firmare… free agent.»

Una frase semplice, ma che lascia intendere una cosa abbastanza chiara: la player option per il 2026/27 è già mentalmente declinata.

💜 Dončić ha già deciso: «AR non si tocca»

Se le parole di Austin lasciano poco spazio ai dubbi, quelle di Luka Dončić non ne lasciano affatto.

Secondo quanto riportato da Dan Woike e Sam Amick di The Athletic, lo sloveno ha fatto sapere chiaramente alla dirigenza dei Lakers di voler continuare a giocare con Reaves. Non si tratta soltanto di un legame personale — e il rapporto tra i due, dentro e fuori dal campo, è ormai noto — ma di una valutazione tecnica precisa: Luka considera HBK un pezzo fondamentale del progetto a lungo termine.

Il segnale più eloquente è arrivato quando si è iniziato a parlare di Giannis Antetokounmpo. Secondo più fonti citate da Woike e Amick, lo sloveno avrebbe comunicato all’organizzazione di non voler includere il compagno in nessun eventuale pacchetto di scambio per il greco. Una presa di posizione netta, che racconta quanto lo sloveno tenga alla continuità del tandem.

La visione di Dončić, stando alle stesse fonti, è quella di costruire attorno a lui e Reaves — con l’aggiunta di un’ulteriore stella, non al posto di HBK.

A fine stagione, Rob Pelinka ha confermato questo scenario con parole che suonano quasi come una promessa reciproca (leggi le parole del PoBO dei Gialloviola). «Ha iniziato il suo viaggio qui e ci ha fatto capire chiaramente che vuole continuare a essere un Laker. Anche noi vogliamo che il suo percorso continui in gialloviola.»

Società, stella e giocatore sembrano parlare la stessa lingua. Il nodo, come sempre, è il contratto.

💵 Gli scenari contrattuali

Per comprendere cosa succederà nelle prossime settimane, è utile conoscere i meccanismi contrattuali che regolano il futuro di Austin Reaves.

👉 Per il quadro completo sulla situazione salariale dei Lakers, leggi la nostra guida all’offseason 2026.

✅ Esercitare la Player Option

Reaves possiede una player option da 14.9 milioni di dollari per la stagione 2026/27. In teoria potrebbe esercitarla, restando ai Lakers per un altro anno a quella cifra. In pratica, nessuno si aspetta che lo faccia: dopo la miglior stagione della carriera, esercitare la PO significherebbe lasciare sul tavolo decine di milioni di dollari. Questo scenario è citato per completezza, ma è considerato virtualmente impossibile.

✅ Estendere entro il 30 giugno

Austin potrebbe estendere prima della free agency firmando un contratto quadriennale da 87.4 milioni di dollari, con uno starting salary di 19.5 milioni (140% del salario 2025/26). Il vantaggio per i Lakers sarebbe quello di poterlo cedere senza restrizioni. Lo svantaggio per Reaves sarebbe significativo: accetterebbe circa 150 milioni in meno rispetto al massimo teorico. Difficile immaginare che i suoi agenti lo consentano.

✅ Declinare la Player Option

Lo scenario più probabile è che Reaves rifiuti la player option da 14.9 milioni, diventando unrestricted free agent dal 1 luglio. In questo caso il suo contratto verrebbe sostituito da un cap hold da 20.9 milioni di dollari, che occuperebbe spazio fino alla firma di un nuovo accordo — con i gialloviola o altrove. Grazie ai Bird Rights, i Lakers possono superare il salary cap per rinnovarlo, utilizzando lo spazio salariale disponibile prima di procedere con il nuovo contratto di Reaves.

✅ Un nuovo contratto

Con i Bird Rights, i Lakers possono offrire ad Austin Reaves un contratto quinquennale da 239.25 milioni di dollari, con uno starting salary di 41,25 milioni (25% del cap) e incrementi annui dell’8%.

La struttura anno per anno sarebbe la seguente (la percentuale è calcolate sulle stime di RealGM sull’evoluzione del salary cap): 41.25 milioni nel 2026/27, 44.55 milioni (25.9% del cap) nel 2027/28, 47.85 milioni (26.3% del cap) nel 2028/29, 51.15 milioni (26.8% del cap) nel 2029/30 e 54,45 milioni (27.1%) nel 2030/31.

Qualora HBK decidesse di accettare l’offerta di un’altra franchigia, il massimo che potrebbe ottenere sarebbe un quadriennale da 177.375 milioni, con uno starting salary di 41.25 milioni e incrementi annui del 5%.

In questo caso il cap hold da 20.9 milioni continuerebbe a pesare sui libri salariali dei Lakers fino alla firma di Reaves con la nuova squadra — momento in cui lo spazio si libererebbe, ma a costo di perdere HBK.

✅ Una Sign-and-Trade

Esiste un’altra via, tecnicamente percorribile: un sign-and-trade. Reaves firmerebbe prima con i Lakers per poi essere ceduto a un’altra franchigia, che sarebbe obbligata a onorare il contratto appena firmato.

Questa ipotesi apre scenari articolati — e torneremo su uno in particolare nella sezione dedicata al mercato. Vale però anticipare una cosa: secondo Eric Pincus di Bleacher Report, un sign-and-trade che coinvolga Reaves potrebbe essere la chiave per sbloccare operazioni di mercato più ampie, come l’eventuale acquisizione di una seconda stella.

🔜 Quanto vale Austin Reaves?

La domanda che tiene banco tra dirigenti, analisti e agenti è una sola: a quanto ammonterà il prossimo contratto di Austin Reaves? Le previsioni disponibili offrono una forchetta abbastanza chiara — ma con una variabile importante legata alla posizione degli agenti di HBK.

Secondo Tim Bontemps di ESPN, l’opinione prevalente tra scout ed executive è che Reaves resterà a Los Angeles. «Sarei piuttosto sorpreso se il primo anno iniziasse con un 3 invece che con un 4», ha dichiarato un scout della Eastern Conference, aggiungendo che i Lakers hanno bisogno di tenerlo e che, stando a tutto quello che si sente, entrambe le parti vogliono trovare un accordo.

La previsione più diffusa si colloca nell’area dei 200 milioni per cinque anni — una cifra significativa, ma inferiore al massimo sottoscrivibile.

Il più conservativo è Eric Pincus di Bleacher Report, che prevede un quadriennale da 156.8 milioni, con uno starting salary di 35 milioni (poco più del 21% del cap). Un contratto che rappresenterebbe il punto di compromesso tra le esigenze salariali di Reaves e la flessibilità che i Lakers vorrebbero mantenere attorno a Dončić.

Yossi Gozlan di Third Apron proietta il prossimo contratto di Austin nella fascia dei 35-40 milioni annui. L’analisi suggerisce che i Lakers potrebbero strutturare il contratto in modo discendente — partendo anche dal massimo di 41.25 milioni per poi scendere — ottenendo così flessibilità futura in un contesto di salary cap in crescita.

Ma l’ultima parola, almeno per ora, spetta a Reaves e ai suoi agenti.

Secondo Brad Turner del Los Angeles Times, Austin punta al massimo: cinque anni con i Lakers o, in alternativa, quattro anni con un’altra squadra. «Basandomi su quello che capisco e continuo a sentire: Austin vuole il massimo. È disposto a fare uno sconto per restare ai Lakers? Non ne sono così sicuro. Forse sì, ma forse i suoi agenti non lo vogliono.»

Turner sottolinea un elemento importante: dal punto di vista operativo, il contratto di Reaves è probabilmente l’ultimo tassello che i Lakers sistemeranno nell’ordine delle operazioni estive. Grazie al cap hold basso, la firma di HBK non condizionerà le altre mosse della franchigia — condizionerà semmai quanto Mark Walter dovrà spendere in termini di luxury tax.

La forchetta reale, dunque, sembra collocarsi tra i 35 e i 41.25 milioni annui. Il punto di incontro dipenderà dal mercato — e da quante squadre saranno disposte a fare un’offerta competitiva.

🏙️ Il mercato: chi può farsi avanti?

La leva negoziale di Austin Reaves dipende da un fattore preciso: trovare almeno una squadra disposta a fare un’offerta competitiva. Senza concorrenza reale, i Lakers potrebbero trattare con più tranquillità. Con anche solo un pretendente serio, il prezzo potrebbe salire significativamente.

Il mercato, però, si preannuncia limitato.

La squadra da monitorare con maggiore attenzione sono i Brooklyn Nets. Per Keith Smith di Spotrac, i newyorchesi avranno a disposizione circa 47.7 milioni di dollari di spazio salariale — più che sufficiente per fare un’offerta a Reaves. La franchigia è in ricostruzione, e Austin potrebbe rappresentare un tassello ideale attorno al quale costruire — accanto a giocatori come Michael Porter Jr. e Nic Claxton.

I Chicago Bulls sono l’altra squadra con la maggiore disponibilità salariale: circa 55 milioni di dollari. In teoria potrebbero offrire il massimo a Reaves senza particolari difficoltà. In pratica, la situazione è più complicata. La franchigia dell’Illinois ha licenziato Artūras Karnišovas e non è facile capire quale direzione prenderà.

Gli Atlanta Hawks rappresentano una terza possibilità, ma per creare lo spazio necessario dovrebbero rinunciare all’opzione sull’ultimo anno del contratto di Jonathan Kuminga e compiere ulteriori mosse. Non è uno scenario impossibile, ma richiede una serie di condizioni che devono verificarsi in sequenza.

La concorrenza reale, almeno allo stato attuale, sembra limitata e questo teoricamente avvantaggia i Gialloviola nella trattativa.

Il rischio, però, esiste. Come ha scritto Tim Bontemps di ESPN, la leva negoziale di Reaves dipende dal trovare anche solo una squadra disposta a fare un’offerta aggressiva. Se i Nets o i Bulls decidessero di affondare il colpo, i Lakers si troverebbero costretti a pareggiare — o a lasciarlo andare.

Updated 2026 cap space projections post-Lottery:1. Bulls: $54.4M (down from $58.4M as a result of moving from #9 to #4 in Lottery)2. Lakers: $48.1M3. Nets: $47.7M (up from $44.6M as a result of moving from #3 to #6 in Lottery)4. Pistons: $26.9M

KeithSmithNBA (@keithsmithnba.bsky.social) 2026-05-10T20:07:44.506Z

🇬🇷 La suggestione Giannis

Esiste un terzo scenario, più complesso e potenzialmente dirompente, che potrebbe cambiare completamente le carte in tavola. Si chiama sign-and-trade. E al centro c’è Giannis Antetokounmpo.

Secondo Shams Charania di ESPN, i Lakers hanno espresso interesse per il due volte MVP dei Bucks già alla trade deadline di febbraio. L’ipotesi di un’acquisizione estiva è concreta: Antetokounmpo, 31 anni, ha vissuto una stagione travagliata con una franchigia che ha mancato i playoff e che si trova in una posizione difficile, e la sensazione diffusa è che verrà ceduto nel corso dell’estate.

I Lakers sarebbero tra le squadre che proveranno a inserirsi. L’idea base, secondo Charania, sarebbe assorbire il contratto di Giannis attraverso lo spazio salariale disponibile, offrendo tre prime scelte come compensazione ai Bucks. «Se sei Milwaukee, accetti semplicemente cap space e tre prime scelte? La mia sensazione è che possano ottenere di più sul mercato», ha però precisato l’insider di ESPN.

Ed è qui che entra in gioco Reaves. Eric Pincus di Bleacher Report ha elaborato uno scenario dettagliato in cui Austin diventa il pezzo centrale di una sign-and-trade per Antetokounmpo.

Nell’ipotesi di Pincus, Reaves rinuncerebbe alla player option da 14.9 milioni per firmare un quadriennale da 172 milioni con i Lakers — per poi essere immediatamente ceduto ai Bucks insieme a Vanderbilt, LaRavia, Knecht e Smith Jr., più una prima scelta non protetta nel 2031 e uno swap protetto nel 2032.

L’analista ha elaborato anche una variante alternativa, in cui sarebbe Rui Hachimura ad essere ceduto dopo aver firmato un’estensione. I Lakers manterrebbero Reaves e potrebbero arrivare a offrire tre prime scelte e tre swap — una proposta potenzialmente più attraente per i Bucks sul piano delle risorse future.

Vale la pena sottolinearlo: l’ipotesi sign-and-trade non è legata esclusivamente a un’eventuale trade per Antetokounmpo. La stessa struttura potrebbe essere applicata per qualsiasi altra operazione di mercato che i Lakers volessero costruire.

🔮 Il futuro di Austin Reaves

Proviamo a mettere insieme tutti i pezzi.

La volontà di Austin Reaves è chiara: vuole restare ai Lakers. Quella della franchigia lo è altrettanto: vuole che resti. Luka Dončić avrebbe posto un veto esplicito su qualsiasi trade che lo coinvolga. Il mercato alternativo è limitato.

Tutti gli elementi sembrano puntare nella stessa direzione. Il nodo è uno solo: il contratto.

Gli agenti di HBK, logicamente, punteranno al massimo quinquennale da 239.25 milioni. Le previsioni degli analisti si collocano in una forchetta più bassa.

Il vero ago della bilancia sarà il mercato. Se Nets o Bulls decidessero di fare un’offerta aggressiva, i Lakers si troverebbero costretti a pareggiare — e a quel punto l’anno in più di contratto potrebbe essere la leva decisiva. Se invece la concorrenza restasse tiepida, c’è spazio per trovare un accordo leggermente al di sotto del tetto, con una struttura che soddisfi entrambe le parti.

🔜 La previsione di LakeShow Italia

Austin Reaves resterà ai Lakers.

Il matrimonio tra HBK e Los Angeles è troppo solido — sul piano tecnico, personale e narrativo — per essere messo in discussione da una trattativa contrattuale, per quanto importante. La variabile degli agenti è reale, ma anche loro sanno che cinque anni di stabilità accanto a Luka Dončić valgono più di quattro anni altrove, in una città senza storia e senza ambizioni immediate di titolo.

La nostra previsione: un quinquennale con uno starting salary intorno al 20-22% del salary cap — una forchetta che, con un cap proiettato a 165 milioni per il 2026/27, si traduce in circa 33-36 milioni al primo anno, per un totale compreso tra 191 e 210 milioni con incrementi annui dell’8%.

Una percentuale in linea con quella di giocatori come R.J. Barrett, Tyler Herro, Dejounte Murray e Jalen Suggs — profili che aiutano a contestualizzare il valore di mercato di HBK nel panorama NBA attuale.

Con uno starting salary più vicino al massimo, una struttura decrescente o costante garantirebbe ai Lakers la flessibilità necessaria per continuare a costruire attorno a Dončić negli anni successivi.

Un accordo che farà felici tutti. Soprattutto i tifosi gialloviola.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (4:30 🇮🇹) tra Sabato 4 e Domenica 5 Luglio per affrontare i Golden State Warriors al Chase Center di San Francisco.

In copertina: Austin Reaves durante la gara tra Lakers e Heat del 2 Novembre 2025 alla crypto.Com Arena di Los Angeles. (Credit: Adam Pantozzi, NBAE via Getty Images. Elaborazione grafica di Leonardo Ferrero)


Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports, Cleaning The Glass, NBA Advanced Stats e Basketball Reference. Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.


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LeBron James ha superato Kareem Abdul-Jabbar, diventando il miglior realizzatore della storia della NBA. Leggi gli articoli dedicati al record del quattro volte MVP scritti dalla redazione di LakeShow Italia:



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