Quentin Grimes conosceva già diversi volti dei Los Angeles Lakers. Luka Dončić, Jarred Vanderbilt, JJ Redick, Greg St. Jean, persino Kurt Rambis. Per questo, quando si è aperta la possibilità di firmare con i Gialloviola, la scelta ha avuto subito un senso preciso.

Non soltanto per il fascino della franchigia, ma per il ruolo che i losangelini gli hanno prospettato. «Credo che ogni giocatore voglia sentirsi desiderato. Tra me e i Lakers c’era interesse reciproco da tempo. Poi nessuno si aspettava che Luka arrivasse a Los Angeles: con lui avevamo già fatto un buon percorso a Dallas.»

Grimes ha spiegato che la familiarità con alcune figure interne alla franchigia ha reso la decisione ancora più naturale. «Conoscevo JJ, Vando, Kurt Rambis, Greg St. Jean e altri. Per me è stata una scelta quasi ovvia, un’ottima situazione.»

🏀 «Avrò responsabilità importanti in attacco e difesa»

Il punto decisivo, però, è stato il colloquio con JJ Redick.

Intervenendo a Mason & Ireland su ESPN LA 710, Grimes ha spiegato non cercava soltanto un contratto o una nuova squadra. Voleva una responsabilità chiara, soprattutto in una squadra che, attorno a Dončić e Austin Reaves, avrà bisogno di equilibrio, atletismo e difesa sul perimetro. «L’opportunità è stata una delle cose più importanti. Parlando con JJ e ascoltando il modo in cui immaginava il mio ruolo, ho capito che avrei avuto un peso offensivo importante, ma anche una grande responsabilità difensiva.»

È proprio quella responsabilità ad averlo convinto.

«Dovrò accettare la sfida ogni sera, marcare i migliori giocatori avversari. È una cosa che volevo. Volevo quella responsabilità.»

La difesa era uno dei temi più sensibili dell’offseason gialloviola. Con Marcus Smart passato ai Rockets, i Lakers avevano bisogno di un esterno capace di mettere pressione sulla palla e assumersi i matchup più difficili.

Grimes sente di poterlo fare. «Sarò il difensore sul punto d’attacco, come ho già fatto nei miei primi anni nella NBA. A New York ho imparato presto cosa significa essere un professionista e mi è stata data subito la sfida di difendere i migliori.»

Redick gli ha chiesto condizione, intensità e disponibilità a ripetere quel compito ogni sera. «Sarò preparato e pronto ad affrontare questa sfida.»

🤝 Quentin Grimes x Luka Dončić

Quentin Grimes è uno dei pochi giocatori che può raccontare Luka Dončić da entrambe le prospettive: da compagno e da avversario.

E la seconda, spesso, è stata complicata. «La cosa che lo rende unico è il ritmo. Nessuno nella NBA ha quella taglia, quel passo e quel controllo. Gioca con la sua cadenza, ti sposta con l’anca, ti spinge e poi tira in fadeaway. Oppure arriva fino al ferro e crea per gli altri.»

Per il texano, la combinazione tra fisico, pazienza e visione di gioco rende lo sloveno un giocatore irripetibile. «Ha una visione unica. La sua taglia e il suo ritmo sono qualcosa di diverso da tutti gli altri.»

Poi il ricordo più doloroso, raccontato con il sorriso. «Mi ha segnato 60 punti in faccia ero a New York, quindi sono felice di non essere più dall’altra parte.»

Dončić è stato anche uno dei primi a scrivergli dopo la notizia della firma. «Mi ha mandato un messaggio dopo cinque minuti. Siamo amici, abbiamo un grande rapporto. Sarà molto divertente giocare di nuovo insieme.»

🆕 Reaves, Kessler e il nuovo gruppo

Grimes ha già iniziato a guardare con attenzione il roster costruito dai Lakers.

Il primo nome, naturalmente, è Austin Reaves. «Ha avuto una stagione fantastica e il contratto che ha ricevuto è meritatissimo. È uno dei migliori realizzatori della NBA.»

Poi Walker Kessler, che cambierà anche il modo in cui gli esterni potranno difendere sul perimetro. «Quando è in campo è uno dei migliori rim protector. Nessuno vuole andare in area contro di lui. Sapere di avere Walker dietro ci permetterà di mettere ancora più pressione sulla palla.»

Quentin ha citato anche Collin Sexton e Sandro Mamukelashvili, già al lavoro a Las Vegas. «Collin è un mastino, anche Mamu è un tosto… Si stanno già allenando. Sarà divertente: credo che sorprenderemo parecchie persone quando saremo tutti sulla stessa pagina.»

In attacco, invece, l’obiettivo sarà sfruttare lo spazio creato da Dončić e Reaves, ma senza limitarsi a un ruolo statico.

«So che con Luka avrò tanti tiri dagli angoli, perché lui saprà trovarmi. Ma so anche che avrò la palla in mano e potrò creare. Negli ultimi due anni, tra Dallas e Philadelphia, ho potuto far vedere tutto il mio pacchetto offensivo: letture, creazione per me stesso e per i compagni.»

🔝 La mentalità playoff

Quenti Grimes arriva ai Lakers dopo aver vissuto una lunga corsa playoff con i 76ers, chiusa dopo una rimonta da 3-1 contro i Celtics e la successiva eliminazione per mano dei Knicks, poi campioni NBA.

Un’esperienza che gli ha confermato quanto la postseason cambi il ritmo e il peso di ogni possesso. «Nei playoff devi pensare una partita alla volta. Quando eravamo sotto 3-1, non potevamo pensare a gara 7. Dovevamo vincere gara 5, poi gara 6, e soltanto dopo riportare la pressione su Boston.»

La lezione è rimasta. «L’arbitraggio è diverso, tutti giocano più duro e devi arrivare con la mentalità giusta ogni sera. Se perdi una partita, è soltanto una partita. La serie si gioca al meglio delle sette.»

A Los Angeles, anche il colore verde è già diventato un piccolo tema.

Quando gli è stato ricordato che, da nuovo Laker, dovrà mettere da parte qualsiasi vestito verde, Grimes ha risposto ridendo. «Il problema è che il verde è il mio colore preferito. Ma per ora lo metto da parte.»

⛳️ Sole, famiglia e niente golf

Il passaggio a Los Angeles porterà anche qualche cambiamento pratico. Dopo anni tra New York e Philadelphia, il clima californiano è stato accolto con entusiasmo anche dalla famiglia. «La prima cosa che mi ha detto mia madre è stata: “Grazie al cielo, ora possiamo liberarci dei tuoi cappotti invernali.”»

T-shirt, pantaloncini e allenamenti al caldo: anche questo ha avuto il suo peso. «Essere di nuovo a Ovest è stato sicuramente un altro punto a favore.»

Nel finale, però, la conversazione si è spostata su un terreno più pericoloso: il golf.

A Quentin Grimes è stato chiesto se gioca.

La risposta è stata immediata. «No. Non mi vedrete là fuori, ve lo dico.»

A quel punto è arrivato il consiglio: attenzione ad Austin Reaves, perché potrebbe provare a coinvolgerlo. E spillargli tanti dollari: secondo John Ireland, il #15 è quasi un professionista del golf.

Grimes non sembra preoccupato. «Non sono uno che si lascia convincere facilmente. Starò bene. Magari guarderò dal cart.»

Per i Lakers, sarà molto più importante vederlo in un altro ruolo: sul perimetro, accanto a Dončić e Reaves, pronto a prendere tiri, difendere i migliori esterni avversari e portare equilibrio a una squadra costruita per tornare subito competitiva.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (4:00 🇮🇹) tra Giovedì 16 e Venerdì 17 Luglio per affrontare i Chicago Bulls al Thomas & Mack Center di Las Vegas.

In copertina: Quentin Grimes (Credit: Lakers.com, elaborazione grafica di Leonardo Ferrero per LakeShow Italia)


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