La corsa dei Los Angeles Lakers alla 2026 NBA Summer League si è fermata in semifinale contro gli Warriors, ma il percorso dei Gialloviola non si esaurisce nel risultato dell’ultima partita. Dopo la pesante sconfitta all’esordio nel California Classic di San Francisco, la squadra di Ty Abbott ha ottenuto sei vittorie consecutive, ha raggiunto le gare decisive di Las Vegas e ha offerto minuti veri a diversi giocatori in cerca di spazio, ruolo e continuità.

🏀 Bilancio positivo per i Lakers

Per il coach angeleno, il primo bilancio passa da un elemento semplice: l’impegno. Anche nella sconfitta contro Golden State, ha avuto nulla da rimproverare ai suoi sotto il profilo dell’energia. «In tutte le nostre partite l’impegno è stato eccellente. Come allenatore mi hanno semplificato il lavoro, perché non ho mai dovuto chiedermi se stessimo giocando abbastanza duro o se stessimo mettendo l’energia necessaria per vincere. Ogni volta che siamo scesi in campo, abbiamo dato lo sforzo richiesto per provare a vincere.»

La semifinale persa contro gli Warriors ha chiuso il torneo, ma ha anche offerto ai Lakers un contesto diverso rispetto alle vittorie nette ottenute nelle gare precedenti. Per la prima volta, i Gialloviola sono stati costretti a giocare possessi pesanti, gestire la pressione e provare a eseguire nel finale con la partita in bilico.

Abbott ha sottolineato proprio il valore di quel tipo di esperienza, soprattutto per giocatori come Cameron Carr e Chris Mañon, chiamati a prendere decisioni in situazioni ad alta pressione. «È un’esperienza di enorme valore. Eravamo una delle quattro squadre ancora in corsa per qualcosa. In quei momenti non c’è solo la pressione sul campo: sai che stai giocando per vincere, che o vinci o vai a casa. Avere la partita in equilibrio, dover gestire il pallone, organizzarci ed eseguire possessi solidi costruisce fiducia, a prescindere dal risultato.»

🆙 La crescita di Thiero e Kaluma

Uno dei nomi più in vista dell’estate dei Lakers è stato Adou Thiero. Dopo una stagione da rookie condizionata dai problemi fisici, il torneo estivo gli ha permesso di accumulare minuti, responsabilità e situazioni molto diverse tra loro.

Il sophomore gialloviola ha messo a referto 14.1 punti con il 48.5% dal campo, 5.4 rimbalzi, 2.7 assist e 2.1 recuperi in 25.5 minuti di media nelle sei gare giocate tra San Francisco e Las Vegas.

Abbott ha insistito proprio su questo aspetto: per svilupparsi, Thiero aveva bisogno prima di tutto di stare in campo. «Non averlo a disposizione nella sua stagione da rookie è stato difficile, perché la disponibilità è sempre la miglior abilità. Quando si parla di sviluppo, devi poter giocare. Quest’estate ha avuto l’opportunità di fare praticamente tutto: portare palla, bloccare, difendere sul punto d’attacco, lavorare nella shell defense, essere il low man e giocare anche da cinque in alcuni momenti.»

Per coach Ty, il passo avanti non riguarda solo la quantità di compiti assegnati, ma il modo in cui Adou è riuscito a incidere dentro quei compiti. «La crescita per lui è stata prima di tutto essere in campo, poi riuscire ad avere successo. Siamo stati una delle quattro squadre ancora in corsa per qualcosa, e lui ha inciso sulla vittoria in tutte quelle aree.»

Discorso diverso, ma ugualmente positivo, per Arthur Kaluma. L’ala aveva giocato in G League nel 2025/26, ma durante la Summer League ha consolidato il proprio profilo, fino a guadagnarsi un two-way contract.

Abbott ne ha valorizzato soprattutto continuità e adattabilità. «Ha mostrato una grande versatilità ed è stato costante per tutta la Summer League. Tiro, difesa, capacità di fare più cose: il suo ruolo è cambiato con il passare delle partite. All’inizio produceva senza che chiamassimo azioni per lui, tra rimbalzi offensivi, transizione, deviazioni e difesa che diventava attacco. Poi abbiamo iniziato a costruire qualcosa anche per lui e ha continuato a rendere.»

👀 Chris Mañon: «Devo controllare meglio la mia fisicità»

Se Abbott ha offerto il quadro generale, Chris Mañon ha raccontato dall’interno cosa abbia significato questa Summer League. Il two-way ha giocato otto partite tra San Francisco e Las Vegas con 12.6 punti, 6.2 rimbalzi, 2.4 assist e 1.4 recuperi in 23.9 minuti di media, tirando con il 54.0% dal campo e il 38.5% da tre.

Il bilancio personale resta positivo, anche se Mañon ha ammesso di non aver chiuso il torneo come avrebbe voluto. «Penso di aver disputato una buona Summer League. Mi sono sentito un po’ più a mio agio offensivamente rispetto al passato. Nell’ultima partita sono regredito un po’, ma fa parte del gioco. A volte capitano serate storte. Nel complesso penso sia stata un’estate discreta.»

La familiarità con il sistema ha avuto un peso. Chris conosce già lo staff, sa cosa i Lakers vogliono da lui e ha potuto giocare con maggiore libertà. «Sì, sicuramente. Penso che anche lo staff sia molto a suo agio con me. Sanno come gioco e chi sono, quindi da quel punto di vista mi hanno lasciato giocare abbastanza libero. Sono grato per questo e spero di continuare a migliorare.»

Il punto centrale resta la difesa. JJ Redick aveva già indicato Mañon come un possibile difensore di alto livello, e la Summer League ha confermato l’impatto fisico del giocatore. Ma il margine di crescita è nella gestione: essere aggressivo senza perdere lucidità, soprattutto sui falli. «Nel complesso penso di aver fatto un buon lavoro, ma ci sono ancora cose su cui devo lavorare. Devo essere un po’ più intelligente con i falli, magari controllare meglio la mia fisicità. A volte non è facile, ma sto ancora imparando. Il limite è alto, quindi devo continuare a migliorare.»

La semifinale contro Golden State ha lasciato anche una lezione diversa. Gli Warriors, già vincenti contro i Lakers all’esordio nel California Classic, hanno nuovamente costretto L.A. a una partita sporca, equilibrata e piena di dettagli. «Sono una squadra molto buona e disciplinata. Avevano un buon piano partita e hanno fatto aggiustamenti durante la gara. È stata una bella battaglia. Purtroppo ci hanno preso le misure e non possiamo più affrontarli, ma magari in futuro, in G League o in NBA, avremo l’occasione di rifarci.»

Per Mañon, proprio quei minuti finali hanno dato valore alla sconfitta. Non per consolare il gruppo, ma perché quel tipo di pallacanestro è quello che più si avvicina alle partite vere. «È molto prezioso. Quello è basket vero. Nella maggior parte dei casi ti ritrovi in partite equilibrate, devi restare calmo e devi saper eseguire. È un peccato aver avuto una sola partita così e averla persa, ma resta comunque una buona esperienza da cui imparare.»

Ora, per Chris, il lavoro continuerà lontano dalle luci della Summer League: tiro, trattamento di palla, decision-making e situazioni live. Per i Lakers, invece, resta un quadro più ampio. La semifinale persa contro gli Warriors ha chiuso il torneo, ma non ha cancellato ciò che Abbott e il suo staff cercavano: impegno costante, ruoli messi alla prova, giocatori valutati in contesti diversi e un gruppo capace di crescere partita dopo partita.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (4:00 🇮🇹) tra Lunedì 5 e Martedì 6 Ottobre per affrontare i Sacramento Kings al Golden 1 Center.

In copertina: Adou Thiero durante la gara tra Lakers e Warriors del 18 Luglio 2026 al Thomas & Mack Center di Las Vegas. (Credit: Tom O’Connor, NBAE via Getty Images)

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