La ricerca della power forward titolare è stata il leitmotiv della offseason dei Los Angeles Lakers. Ora che Kuminga, Washington e soci non sono più una possibilità, JJ Redick dovrà guardare in casa e scegliere dal pool di nomi che si possono adattare a quel ruolo.
Dončić, Reaves, Grimes e Kessler sembrano essere parte dello starting five senza alcun dubbio. A mio modo di vedere, per l’ultimo posto in quintetto la corsa è a tre: Matisse Thybulle, Ziaire Williams e Jake LaRavia.
Per fare una valutazione che non fosse basata soltanto sulle sensazioni e sulla conoscenza — in qualche modo limitata, almeno per i due nuovi — ho passato le tre versioni del quintetto nel Lineup Estimator, lato offensivo e difensivo, per ottenere un riferimento numerico.
Una premessa necessaria. Nessuna di queste tre lineup ha mai giocato insieme. Le stime che seguono vengono dai profili individuali dei giocatori (dati NBA.com, stagione 2025/26; sol per Kessler 2024/25), pesati sul tipo di possessi che i Lakers giocano e subiscono. Sono proiezioni, non risultati.
Per maggiori informazioni potete consultare gli articoli già pubblicati su LakeShow.
👀 E Mamu?
Qualcuno noterà un’assenza: Sandro Mamukelashvili.
Per status e contratto, Mamu avrebbe tutte le carte in regola per essere considerato un candidato al quintetto. In questa analisi abbiamo scelto di non includerlo, e non per una questione di valore.
Il punto è il ruolo. Mamu è probabilmente più prezioso come primo lungo dalla panchina, l’uomo che aggiunge versatilità alle rotazioni. La sua capacità di giocare da “cinque” apre a JJ Redick la porta dei quintetti small: senza un centro di ruolo, con più tiro e più mobilità sul perimetro. È un’arma che in quintetto finirebbe in parte sprecata.
Questo non esclude qualche minuto accanto a Kessler, con Mamu da “quattro”. Sono spezzoni utili quando serve più taglia a rimbalzo o contro frontline più pesanti. Resta però una soluzione situazionale, non una struttura da proporre per 25 minuti a sera.
Per questo il suo nome resta fuori dalla corsa al quinto posto nello starting five, ma dentro qualsiasi discorso sulle rotazioni dei Lakers e, in particolare, su quelle che forse contano ancora più del «chi inizia»: quelle relative a chi chiude le partite.
📊 Il quinto starter dei Lakers: cosa dice il Lineup Estimator

La prima cosa che salta all’occhio è che in attacco le tre lineup sono praticamente identiche. Tra la migliore (LaRavia, 118.1) e la peggiore (Williams, 117.6) passa mezzo punto, dentro range larghi quasi tre. La partita si decide tutta in difesa, dove il quintetto con Thybulle concede circa sei punti e mezzo in meno ogni 100 possessi.
🏀 Attacco: tre modi diversi di arrivare allo stesso punto
Con Luka Dončić in campo il motore offensivo è lo stesso in tutte e tre le versioni. La primary creation dello sloveno vale da sola tra +2.8 e +3.4 punti di stima. Il quinto uomo è un giocatore di complemento, e ognuno dei tre lo fa in modo diverso.
Jake LaRavia ha il rating offensivo individuale più alto dei tre (116.1) ed è quello che tende a stabilizzare di più l’attacco: la lineup ha il TOV% medio più basso e il miglior ratio assist/palle perse (1.71).
Il rovescio della medaglia è lo spacing. Con 4.3 triple tentate ogni 36 minuti il modello non lo classifica come un tiratore credibile, e il quintetto scende da tre a due spacer rispetto alle altre lineup considerate. Il contributo delle spaziature crolla quasi a zero.
Ziarie Williams è l’opposto rispetto a Jake. Le 7.1 triple per 36 minuti potrebbero portare a spaziature migliori, ma l’ex Nets non ha la gravity che servirebbe (solo 41% nelle triple wide open) per essere considerato un lock. Difatti, ha il rating offensivo individuale più basso del gruppo (103.1).
Matisse Thybulle sta nel mezzo. Tira abbastanza (7.0 3PA/36) da tenere il campo aperto e lo fa con un’efficienza rispettabile (60% di True Shooting), con un usage molto basso (14.4%) che si sposa bene con l’usage potenzialmente altissimo di Dončić e Reaves.
In attacco, insomma, la scelta sposta pochissimo. Serve guardare dall’altra parte.
🛡 Difesa: dove si decide tutto
Gran parte della struttura difensiva è comune alle tre lineup. Walker Kessler fa da ancora al ferro in tutte (contro di lui gli avversari tirano il 53.7% sotto i due metri, oltre 10 punti sotto la loro media). Dončić, Reaves e Grimes danno lo stesso contributo in ogni versione. Le differenze vengono tutte dal quinto uomo, e i tre profili sono molto diversi.
Thybulle è un difensore d’élite sulla carta. Contro il portatore di palla nel pick-and-roll concede 0.541 punti per possesso, tra i migliori della lega nella sua categoria. Ha un rating difensivo individuale di 99.8 e 8.8 deflection per 36 minuti, un dato da specialista puro. Con lui in campo il modello conta un solo “anello debole” sul perimetro invece di due.
LaRavia porta in dote la taglia che agli altri due manca. Tra i quattro non-centri è quello che protegge meglio il ferro (gli avversari tirano il 69.1% vicino a canestro, meno peggio di tutti gli altri) e quello che fa più tagliafuori. In isolamento tiene bene (0.788 PPP concessi, 79° percentile). Soffre però sugli handoff (4° percentile) e quando deve seguire il rollante (9° percentile). Sul tiro da tre il suo impatto è sostanzialmente nullo.
In isolamento tiene bene (0.788 PPP concessi, 79%ile). Soffre però sugli handoff (4%ile) e quando deve seguire il rollante (9%ile). Sul tiro da tre il suo impatto è sostanzialmente nullo.
Williams è il più attivo dei tre secondo gli indici hustle: 4.9 deflection e oltre 3 contest sul tiro da tre ogni 36 minuti. Quando però deve difendere uno-contro-uno, i numeri peggiorano: 14%ile in isolamento, 5%ile in post e il peggior dato al ferro dell’intero quintetto (74.2% concesso).
🤕 L’asterisco su Thybulle
Il vantaggio di Thybulle è reale nel modello, ma vale la pena guardare da dove arriva. Dei circa 6.5 punti di differenza difensiva, oltre cinque vengono da una sola voce: il rating difensivo individuale dei giocatori sul perimetro. Con Thybulle quella voce migliora la stima di mezzo punto; con Williams e LaRavia la peggiora di 4.6 e 5.1 punti. Su tutte le altre componenti (aiuto al ferro, rimbalzi, struttura della lineup) le tre versioni sono quasi indistinguibili.
Il problema è che quel 99.8 di Thybulle è costruito in 16 minuti a partita. Il rating difensivo individuale misura quanto concede la squadra quando un giocatore è in campo e, su un minutaggio da panchina, dipende molto dai compagni e dagli avversari che si trova davanti. Anche gli altri suoi dati sono sottili: il modello ha possessi difensivi Synergy solo su tre tipi di gioco, circa 50 tiri da tre contestati e appena 8 tiri difesi al ferro. Partire in quintetto significherebbe probabilmente raddoppiare i minuti, giocando inoltre contro i titolari avversari.
Se si neutralizza quella singola voce, le tre lineup finiscono in un fazzoletto su entrambi i lati del campo.
⁉️ Il verdetto: chi sarà il quinto starter dei Lakers?
Il modello sceglie Matisse Thybulle, e la lettura tecnica va nella stessa direzione, data la capacità dell’australiano di garantire difesa POA e, in generale, un innalzamento della qualità della difesa perimetrale.
Con l’ex Trail Blaers sul creatore avversario, Quentin Grimes e Austin Reaves possono spartirsi le guardie e le ali, e Dončić può difendere sui “quattro”. Per stazza è la collocazione posizionale corretta per lo sloveno, che a rimbalzo difensivo (19.4% dei rimbalzi disponibili) regge il confronto con molte ali forti.
Il rovescio della medaglia è il carico. Contro squadre con “quattro” atletici o bravi a mettere palla a terra, Luka si troverebbe a difendere possessi impegnativi per tutta la partita, e i suoi numeri al ferro (71.8% concesso) non autorizzano a farlo con leggerezza. C’è poi la domanda di fondo: il Thybulle da 16 minuti a sera regge a 28-30?
Spoiler: probabilmente no.
Jake LaRavia è il dark horse, mentre Ziarie Williams è quello più intrigante. Entrambi portano una variazione della “forma” della difesa dei Lakers, ma non nella sostanza.
Al netto della mia preferenza personale e della scelta del modello, una grossa differenza la farà anche il “defensive scheming” dei Lakers nella prossima stagione. Quanto switch, quanto drop faremo e quanta zona si deciderà di usare? Questi sono alcuni dei fattori che potrebbero far propendere l’ago della bilancia nella direzione dell’uno o dell’altro.
C’è poi un elemento che il modello non misura ma che pesa sulla scelta: la panchina.
Se Mamukelashvili è il lungo che entra a dare taglia e versatilità, sia da “cinque” nei quintetti piccoli sia da “quattro” accanto a Kessler, allora la stazza non deve per forza arrivare dal quinto titolare. Uno degli argomenti più forti a favore di LaRavia perde un po’ di peso, e un quintetto più piccolo e più aggressivo sul perimetro diventa più coerente con il resto della rotazione. In questo senso Thybulle non è solo la scelta del modello: è anche quella che si incastra meglio con il modo in cui Redick potrebbe usare Mamu.
In conclusione, io credo che ci sarà un pelo di variabilità nella scelta del quinto starter, specie considerando che Thybulle non giocherà 70 partite e, se lo facesse, sarebbe per me un placeholder starter da due/tre stint di massimo 5 minuti ciascuno. Ad oggi, se dovessi scommettere un euro, lo metterei su Williams, descritto egregiamente qui dal nostro Stuani (leggi il focus su Ziarie), che permetterebbe di dare alla squadra un quid di atletismo e hustle che nella NBA moderna non fa mai male.
📅 Next Game
I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (4:00 🇮🇹) tra Lunedì 5 e Martedì 6 Ottobre per affrontare i Sacramento Kings al Golden 1 Center.
In copertina: Matisse Thybulle, Ziaire Williams e Jake LaRavia. (Credit: Nick Tomoyasu, NBAE via Getty Images. Elaborazione grafica di Nello Fiengo per LakeShow Italia)
Ascolta Lakers Speaker’s Corner, il podcast italiano dedicato ai gialloviola, su:
Nota: Luka Dončić è spesso indicato anche come “Luka Doncic” nelle ricerche online.
Ingegnere, partenopeo disperso tra le Alpi svizzere, world traveler. Ho cominciato con Clyde Drexler per finire ai Lakers. Everything in its right place, no?









