Con la trade deadline alle porte, la percezione è che sarà meno esplosiva rispetto alle precedenti. I grandi nomi (Antetokounmpo, Morant, Towns) sembrano destinati a spostarsi in estate, per cui la sessione invernale pare destinata a movimenti tattici più che strutturali.
Per i Lakers, la finestra di mercato ha una funzione ulteriore, poiché si colloca tra le necessità di competere adesso e costruire per la prossima stagione. Inoltre, sullo sfondo si è riaperto un tema che fino a un mese fa non era centrale: il futuro di LeBron James.
🔜 Le ultime voci su LeBron James
Nelle ultime 72 ore, la questione LeBron James è tornata su tre piani. Jake Fischer ha riportato il rinnovato interesse degli Warriors in vista dell’estate, con l’obiettivo di «essere presenti» qualora il quattro volte MVP dovesse diventare unrestricted free agent. Il destino del Prescelto è tornato protagonista sulla scena NBA dopo il report di Baxter Holmes sulle frizioni tra il numero 23 e la proprietà.
Chris Haynes ha aggiunto una chiave di lettura durante SiriusXM NBA Radio: quando escono report di quel tipo «di solito qualcosa si sta muovendo.» È un riferimento non tanto al contenuto, quanto al tempismo.
Shams Charania ha poi spostato il discorso sul piano tecnico-strutturale: secondo l’insider, la franchigia ha «voltato pagina» orientando la propria costruzione attorno a Luka Dončić, considerato la pietra angolare della franchigia.
Brian Windhorst ha infine definito gli scenari per il 2026/27 riducendoli a tre vie realistiche: restare ai Lakers con un ridimensionamento salariale, firmare altrove in free agency o ritirarsi. La possibilità di un sign-and-trade è stata virtualmente esclusa, perché richiederebbe una cooperazione che oggi non appare in linea con il contesto.
Sean Deveney ha sintetizzato il punto operativo: «sarebbe la finestra perfetta per una trade in uno scenario normale, ma con i Lakers e LeBron non è mai uno scenario normale», alludendo a una lista di destinazioni molto ristretta. Il tema non è la rottura, né la soap opera: è che la finestra dello sloveno non è più quella futura, ma la presente.
👀 Nic Claxton torna nel radar
Sul fronte tecnico, uno dei nomi più citati nelle ultime due settimane è Nic Claxton. Nel suo substack, Matt Moore ha segnalato una traccia Lakers–Nets, accostando il lungo a Porter Jr. come profili monitorati dai Lakers.
Evan Sidery di Forbes ha dato ulteriore conferma definendo Claxton un «trade target» e contestualizzando la struttura di un potenziale scambio: Dalton Knecht, Gabe Vincent e Maxi Kleber. Il centro dei Nets ha un contratto quadriennale da 97 milioni, con una caratteristica che piace ai Lakers: è discendente.
Il costo del pacchetto includerebbe una prima scelta. È qui che emergono i limiti strutturali: ad oggi i Gialloviola possono cedere solo un pick (2031 o 2032), con Rob Pelinka impegnato nell’esplorare strumenti di “conversione” per ampliare la flessibilità (leggi tutti i dettagli).
Dal punto di vista del fit tecnico, il profilo risponde a tre bisogni chiave: verticalità, rimbalzo difensivo e protezione del ferro. Tre elementi che oggi mancano in modo tangibile.
L’altro nome citato da Moore, Michael Porter Jr., è stato invece rapidamente accantonato. Secondo Brett Siegel di Clutch Sports, da parte dei Lakers non c’è un «reale interesse» ad avviare una trattativa, principalmente per due ragioni: costo salariale elevato, caratteristiche tecniche non prioritarie.
L’aggiunta di un realizzatore non risolve infatti i nodi attuali (point-of-attack, fisicità verticale, rim protection). Per cui la questione MPJ è al momento rimandata — non esclusa a priori, ma fuori dalla geometria della deadline.
📰 Kuminga, Jones, Murphy e Miles Bridges
Sul mercato delle ali la situazione resta aperta, senza nessuna accelerazione. Jonathan Kuminga è stato nuovamente accostato ai Lakers da Sam Gordon del San Francisco Chronicle, insieme a Kings, Mavericks e Bulls. La situazione resta però complessa: rapporto deteriorato con Kerr, rientro temporaneo in rotazione dopo tanti DNP e successivo stop per un problema al ginocchio.
Come riportato nelle scorse settimane, i Pelicans non hanno aperto realmente delle trattative per Trey Murphy III e Herb Jones, non per mancanza di mercato — per il primo servono almeno due scelte, per il secondo potrebbe bastarne una — ma per tempistica decisionale. Secondo Sean Deveney di Heavy Sports, il rendimento delle ultime settimane (solo tre vittorie nelle ultime 17 gare) potrebbe far cambiare idea a New Orleans .
Deveney ha citato anche Miles Bridges, uno dei casi più complessi della deadline. Sul piano tecnico offre fisicità perimetrale, rimbalzo e creazione secondaria. Il contratto non è dispendioso (25 milioni quest’anno, poco meno l’anno prossimo), per cui il problema è la reputazione.
L’insider ha riportato come alcuni dirigenti considerino il profilo «troppo tossico» per mercati mediaticamente esposti. La citazione indiretta ai Dodgers e alla gestione del caso Trevor Bauer è un riferimento trasparente al tema extra-cestistico: non è solo fit, è governançe.
In conclusione, a due settimane dalla deadline, la domanda non è “chi arriva?”, ma “quando conviene intervenire?” Lo scenario oggi più razionale è quello di una deadline tattica e un’estate strategica, con in mezzo la variabile LeBron.
📅 Next Game
I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (2:00 🇮🇹) tra Lunedì 26 e Martedì 27 Gennaio per affrontare i Chicago Bulls allo United Center.
I Lakers verso la trade deadline: il futuro di LeBron James, l’opzione Nic Claxton e il caso Miles Bridges. Le ultime news su Jonathan Kuminga, Herbert Jones e Trey Murphy III. Piace Michael Porter Jr. ma non è una priorità. In copertina: LeBron James e Miles Bridges durante la gara tra Lakers e Hornets del 15 Gennaio 2026 alla crypto.com Arena di Los Angeles. (Credit: Harry Howe, Getty Images)
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LeBron James ha superato Kareem Abdul-Jabbar, diventando il miglior realizzatore della storia della NBA. Leggi gli articoli dedicati al record del quattro volte MVP scritti dalla redazione di LakeShow Italia:
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- Le 5 partite migliori di LeBron James in maglia Lakers by Nello Fiengo, Luca Novo, Giovanni Rossi, Giuseppe Critelli e Simone Stefanini
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