Trascinati da Austin Reaves, i Los Angeles Lakers hanno battuto gli Indiana Pacers (leggi il racconto della partita), nonostante le assenze di LeBron James e Luka Dončić. Il numero 15 gialloviola ha messo a referto 45 punti, 7 rimbalzi e 7assist: era dall’ultima partita di Kobe Bryant (60 punti) che un esterno dei Lakers non segnava così tanto. Inoltre, negli ultimi vent’anni HBK è il più giovane losangelino a realizzare almeno 40 punti, 5 rimbalzi e 5 assist (sempre il Black Mamba, nel 2005).
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🆙 Austin Reaves: «Il mio percorso non è stato convenzionale»
Al termine della partita, Austin Reaves ha parlato del problema al gomito che ha rischiato di fargli saltare la gara: «Una volta che entri nel ritmo della partita, senti l’atmosfera e l’adrenalina inizia a scorrere, diventa tutto più facile. Ma quando mi sono svegliato sabato mattina, sentivo dolore dappertutto, soprattutto al gomito. Credo che abbiano deciso se giocassi o meno quando mancavano 60 secondi alla palla a due. Stavo camminando fuori dal campo, il mio trainer mi ha guardato e mi ha chiesto: “Dentro o fuori?”. E io ho risposto: “Facciamolo”. È dura, ma come ho detto, una volta in campo l’adrenalina prende il sopravvento e ti senti meglio.»
Il numero 15 gialloviola ha capito di essere in serata fin dai primi minuti della gara: «Ho iniziato il primo quarto segnando cinque tiri di fila. Quando succede, è una bella sensazione. È il frutto dell’atmosfera e della cultura che stiamo creando come squadra. Ad ogni timeout, i ragazzi in panchina – LeBron, Luka, Gabe – mi dicevano di continuare così. E questo è quello che ho provato a fare: scendere in campo e vincere la partita.»
Reaves poi ha elogiato la capacità della squadra di far fronte alle tante assenze: «Il nostro approccio è “Next Man Up”. Abbiamo avuto tanti giocatori fuori dalla rotazione, pezzi fondamentali per quello che stiamo facendo ora. Quindi ognuno deve farsi trovare pronto e fare la sua parte. Senza Luka, senza LeBron e con Davis ceduto, sapevamo che alcuni avrebbero dovuto fare di più. È un’opportunità. E credo che tutti la vedano in questo modo: scendere in campo e lasciare il proprio segno sulla partita.»
Austin ha sottolineato il contributo fornito dai compagni: «Ho parlato in campo di Gabe e Vando: portano una durezza e un’intensità che ci erano mancate negli ultimi anni. Grande merito a loro. E poi c’è Goody [Jordan Goodwin]: non aveva mai giocato con questa squadra, eppure è stato fondamentale nel finale. Quando un giocatore, senza aver mai messo piede in campo prima, chiude una partita così importante, capisci che hai un ragazzo che sa giocare nel modo giusto.»
Nella storia dei Lakers solo Elgin Baylor (10 volte), Jerry West (4), Magic Johnson (1), Kobe Bryant (6) e LeBron James (3) avevano messo a referto almeno 45 punti, 7 rimbalzi e 7 assist in una partita. Contro i Pacers c’è riuscito anche Austin Reaves: «È surreale. Sono cresciuto tifando per Kobe, quindi ero automaticamente un tifoso dei Lakers. Solo il fatto di poter indossare questa maglia e scendere in campo è speciale. E poi vedere il mio nome accostato a quei giocatori… È qualcosa che non darò mai per scontato. Anche se, onestamente, fa un certo effetto vedere il mio nome lì in mezzo.»
L’esterno gialloviola è il diciannovesimo undrafted nella storia della NBA a segnare almeno 40 punti. Più di lui ha segnato solo Fred VanVleet (54 punti nel 2021). Inoltre, è diventato il primo giocatore non scelto al Draft della shot-clock era (1954/55) a realizzare almeno 45 punti e 7 rimbalzi. «Ne ho parlato un milione di volte: il mio percorso non è stato convenzionale. Non credo che in molti avrebbero scommesso su di me. A scuola i professori mi dicevano di pensare a un Piano B, perché il Piano A non avrebbe funzionato. Ma io ero testardo e pensavo: “Al diavolo, ce la farò”. Non ho mai smesso di crederci.»
L’esterno dei Lakers è il diciannovesimo undrafted nella storia della NBA a segnare almeno 40 punti. Più di lui ha segnato solo Fred VanVleet (54 punti nel 2021). Inoltre, è diventato il primo giocatore non scelto al draft della shot-clock-era (1954/55) a realizzare almeno 45 punti e 7 rimbalzi. «Ne ho parlato un milione di volte: il mio percorso non è stato convenzionale. Non credo che in molti avrebbero scommesso su di me. A scuola i professori mi dicevano di pensare a un Piano B, perché il Piano A non avrebbe funzionato. Ma io ero testardo e pensavo: “Al diavolo, ce la farò”. Non ho mai smesso di crederci.»
Infine, Hillbilly Kobe ha parlato della vittoria sui Boston Celtics dello scorso anno, ottenuta senza LeBron James ed Anthony Davis: «Ha avuto una sensazione simile. Probabilmente non molti pensavano che avremmo vinto questa partita. I Pacers stanno giocando bene, corrono tantissimo, tirano da tre e attaccano il ferro come poche squadre in NBA. Il mio compito era scendere in campo e aiutare la squadra a vincere, in qualunque modo possibile.»
The second-highest scoring game by an undrafted player!
— Spectrum SportsNet (@SpectrumSN) February 9, 2025
Our studio crew breaks down Austin Reaves' performance against the Pacers. pic.twitter.com/XKWeYqateL
📅 Next Game
I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (4:30 🇮🇹) tra Lunedì 10 e Martedì 11 Febbraio per affrontare gli Utah Jazz alla crypto.com Arena.
In copertina: Austin Reaves e Rui Hachimura al termine della gara tra Lakers e Pacers dell’8 Febbraio 2025 alla crypto.com Arena di Los Angeles. (Credit: Juan Ocampo, NBAE via Getty Images)
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NBA & Lakers on the couch, minors & post on the court. 1987, Showtime!









