«Cerchiamo un lungo versatile, mobile, verticale, con un grande spirito competitivo.» Non possiamo dire che la descrizione di Rob Pelinka corrisponda esattamente al profilo di Mark Williams, ma di sicuro con lui i Los Angeles Lakers hanno acquisito un prospetto molto interessante: un centro grosso, atletico e dalle mani discretamente educate, che va a colmare – almeno in parte – il grande vuoto creato dalla partenza di Anthony Davis nel frontcourt gialloviola.
Non arriva sicuramente in saldo. Il prezzo pagato (Dalton Knecht, Cam Reddish, la prima scelta dei Lakers del 2031 e un pick swap 2030) è abbastanza elevato, ma al momento il mercato dei big sembra essere complesso e competitivo. E dopo la trade per Luka Doncic, percepita dagli altri GM della lega come un vero e proprio “regalo” a Pelinka e compagnia, era lecito aspettarsi di dover strapagare il lungo che mancava.
Adesso però i Lakers possono contare su star power di primissimo livello e un roster abbastanza completo. Manca probabilmente ancora un buon difensore sul punto di attacco, ma la sensazione è che i Lakers possano provare a giocarsela già quest’anno. Di sicuro le altre contender non vorranno incontrarli ai playoff.
✍️ La carriera di Mark Williams
Mark Williams è un centro di 213 centimetri per 109 kg. Classe 2001, è stato selezionato dagli Charlotte Hornets con la scelta numero 15 nel draft 2022 dopo aver trascorso due stagioni a Duke. Nella sua annata da freshman si è reso protagonista di una partita da 23 punti e 19 rimbalzi nel secondo turno dell’ACC Tournament contro Louisville. Nella sua seconda stagione a Durham, Williams ha tirato con un ottimo 72% dal campo.
Proprio la connection con Duke è uno degli aspetti più interessanti della trade. Come raccontato da Dave McMenamin di ESPN, infatti, JJ Redick è stato un vero e proprio mentore di Williams negli anni trascorsi in North Carolina. Adesso JJ sarà il suo coach, con il chiaro obiettivo di sviluppare un potenziale ancora acerbo, ma assolutamente intrigante.

💪 Che giocatore è Mark Williams?
Mark Williams è alla terza stagione in NBA e proprio quest’anno sta vivendo la sua campagna più produttiva. Nelle 22 partite sin qui disputate ha messo a referto 16 punti (59.7% al tiro), 9.8 rimbalzi e 1.2 stoppate di media, riuscendo a salire ulteriormente di livello dopo la trade che ha portato Nick Richards ai Suns e gli ha aperto le porte dello starting five (21.6 PTS, 12.9 REB, 3.2 AST, 1.7 BLK, 58.1 FG% negli ultimi nove incontri).
La sua caratteristica migliore è sicuramente la sua verticalità. Mark ha infatti un’incredibile standing reach: 297 centimetri, la migliore nella NBA e la più in alta in assoluta mai registrata alla draft combine. Parliamo, dunque, di un profilo atletico cinque stelle extra assoluto che potrebbe andare a nozze con Doncic e James.
They paired this guy with Luka and LeBron. pic.twitter.com/t1X41PFNdq
— Francesco Semprucci (@fra_sempru) February 6, 2025
Pare proprio che Luka abbia chiesto esplicitamente a Pelinka un lungo in grado di giocare sopra il ferro, quel lob threat interpretato a Dallas da Powell, Lively e Gafford e che ha semplificato la vita all’asso sloveno, regalando highlight dunks a profusione. Il centro ex Hornets non salta come i giocatori sopra citati, ma ha comunque la verticalità e i tempi di taglio giusti per essere un target costante dei passaggi di Doncic.
Quest’anno Williams sta viaggiando a più di un alley-oop dunk a partita grazie anche all’estro e alla creatività di LaMelo Ball. A Los Angeles troverà, se possibile, due giocatori (Luka e LeBron) ancora più dotati in termini di playmaking, tempismo e abilità nel creare punti facili al ferro per i propri lunghi. Doncic è probabilmente il miglior giocatore della lega a manipolare le difese sul pick-and-roll e a sfruttare la gravity del lungo che rolla per generare vantaggi.
Williams è sicuramente un buon finisher (69% al ferro), ma non ha l’esplosività dei migliori rollanti della lega (70 %ile in situazioni di roll). I Lakers pensano che possa far lievitare le proprie percentuali al ferro avvantaggiandosi della presenza di ball handler elite come Doncic, James e Reaves. Stiamo parlando, del resto, di un giocatore di 23 anni che ha appena 80 partite in NBA. Tradotto: se il fisico lo sostiene ha tutto il tempo per crescere e diventare uno dei migliori rolling big della NBA.
Nonostante sia un colosso di quasi due metri e quindici centimetri, Williams è sorprendentemente veloce ed efficiente in transizione. Secondo i dati di NBA.com si trova addirittura nell’98 %ile in situazioni di transizione, dove mostra lunghe falcate e un’ottima attitudine ad andare su e giù per il campo per ottenere punti facili. Una caratteristica che piacerà tanto a LeBron James, da sempre sublime nella ricerca del lungo con i suoi passaggi a tutto campo per sfruttare eventuali mismatch creatisi nei primissimi secondi dell’azione.
Un’altra skill potenzialmente molto utile è la capacità di Mark Williams di catturare rimbalzi offensivi. Nell’ultimo match contro i Nuggets ne ha raccolti ben 6 mettendo in difficoltà sotto le plance Nikola Jokic. Quest’anno Williams prende il 76% dei rimbalzi offensivi contestati, meglio di alcuni giocatori élite nel fondamentale come Steven Adams, Anthony Davis o Jarret Allen.
Il nuovo lungo dei Lakers è un armadio difficile da spostare quando prende posizione e ha ottime letture quando deve cercare la palla mentre è in aria. A queste caratteristiche aggiunge anche un’eccellente capacità di saltare più volte in poco tempo e di vincere così i duelli con i pari ruolo. Quest’anno ha già collezionato nove partite su ventidue disputate con più di 4 rimbalzi offensivi raccolti.
Di sicuro con Williams i Lakers non prendono un lungo capace di spaziare il campo. Il suo gioco lontano dal pitturato è pressoché inesistente, anche se ha dimostrato un’insospettabile delicatezza nel tocco dallo short mid range (40%) e delle più che discrete letture di passaggio sia sugli handoff che quando riceve palla sullo short roll.
🤔 I punti deboli di Mark Williams
Per analizzare le possibili red flag di Williams non possiamo che partire dalla sua salute. Come accennato in precedenza, nei primi tre anni di NBA non ha mai giocato più di 43 partite e ha patito problemi fisici di varia natura, tra cui una microfrattura al piede (senza operazione) e un infortunio alla schiena. Secondo le informazioni raccolte dalla dirigenza dei Lakers, i problemi alla schiena sarebbero ormai alle spalle, mentre quelli nella parte bassa del corpo sarebbero legati a normali contatti di gioco.
Insomma, i Lakers sono fiduciosi sul fatto che Mark Williams possa essere un giocatore sano da qui ai prossimi anni, seguendo così la stessa timeline di Doncic, Reaves e Hachimura (tutti giocatori tra i 25 e i 27 anni). Restano comunque dalle incognite fisiche non di poco conto, soprattutto per un lungo con quella struttura.
Ci sono poi tanti dubbi anche sul piano difensivo. Williams è un buon difensore in post e in aiuto, inoltre è uno shot blocker feroce. Le sue stoppate sono violente e rumorose.
I mezzi fisici gli consentono di essere positivo in alcune specifiche situazioni, ma non si può dire che Williams sia un buon difensore in senso assoluto, anzi tutt’altro. Marc fatica ancora quando deve fare delle letture e delle rotazioni più complesse e ha grandi limiti in termini di mobilità laterale per via di un baricentro molto alto che gli causa problemi nei cambi di direzione.
Non a caso quest’anno la difesa di Charlotte era 6 punti per possesso meglio con Williams in panchina. Il rischio concreto è che ai playoff venga costantemente puntato da guardie veloci ed esplosive e che il suo minutaggio possa ridursi in maniera sensibile per ragioni difensive.
Risulta quasi impossibile pensare che JJ Redick possa riproporre la sua difesa switch con lui in campo. Più probabile invece che sia costretto ad adottare una strategia più conservativa, facendo giocare Williams in drop o addirittura azzardare qualche difesa blitz sulle guardie top della lega, contando sul fatto che la standind reach di Williams possa oscurare la visuale al portatore di palla.
Al netto, però, dei punti deboli e del costo sicuramente elevato, i Lakers hanno trovato il proprio starting big, assicurandosi un giocatore lungo e grosso (caratteristica che mancava nel roster, anche prima della partenza di Davis). Un lungo dal potenziale interessante e dal fit tecnico indiscutibilmente buono.
Mark Williams got WAY UP for this block 🤯#KiaTipOff23 | Live on the NBA App
— NBA (@NBA) October 26, 2023
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📅 Next Game
I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (4:00 🇮🇹) tra Giovedì 6 e Venerdì 7 Febbraio per affrontare i Golden State Warriors alla crypto.com Arena.
In copertina: Center Mark Williams. (Credit: Rob Gray, Associated Press)
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Calabrese, gobbo, tifoso Lakers: insomma, una persona orribile. Ossessionato dallo sport in ogni sua forma, dopo aver visto Kobe e Shaq su Tele+ ho sviluppato una grave dipendenza dalla NBA.









