I Los Angeles Lakers hanno vinto dieci delle prime quattordici gare giocate senza LeBron James. Un record che non racconta solo un avvio sorprendente, ma la nascita di un’identità nuova: solida e coerente. Con Luka Dončić in versione «M-V-P! M-V-P!», Austin Reaves libero di esprimere tutto il suo arsenale offensivo e Deandre Ayton valorizzato come non accadeva da anni, i Gialloviola hanno costruito una base credibile mentre il quattro volte MVP recuperava dalla sciatica.
Ma il suo rientro apre un nuovo capitolo. Perché la domanda non è quanto la squadra di JJ Redick sia forte, piuttosto quanto cambierà ora che il numero 23 è tornato sul parquet?
🔜 L’equilibrio nel trio Dončić, James e Reaves
Le grandi prove di Luka Dončić e Reaves hanno caratterizzato l’avvio di stagione dei Lakers. Dal numero 77 ci si aspetta che continui a guidare la squadra: è il nuovo volto della franchigia, una superstar che in carriera ha dimostrato di poter reggere il peso di un attacco d’élite. Per questo, più che su di lui, è su Reaves che ricade la sfida dell’adattamento.
Nelle dodici gare disputate quest’anno, Austin Reaves ha messo a referto 28.1 punti, 5.1 rimbalzi, 7.6 assist e 1.3 recuperi in 36.1 minuti. Tutti career-high, così come la True Shooting (64.9%) e lo Usage (28.4%). Inoltre, HBK incide anche con le hustle plays: è nella top ten NBA sia per sfondamenti subiti (7) che per falli offensivi provocati (11).
Secondo Doc Rivers — interpellato da Dave McMenamin di ESPN — Reaves dovrà essere il più flessibile del trio: «Luka e Austin hanno una grande intesa e si sono abituati a giocare in un certo modo. LeBron è un altro giocatore che ha bisogno del pallone tra le mani. Per cui toccherà a Reaves trovare il modo di adattarsi. Per il terzo è sempre dura. Anche nell’epoca dei Big Three, il terzo era sempre quello che ci rimetteva. Doveva essere il più altruista del gruppo e, se non lo era, le cose non funzionavano.»
Il rientro di James cambia gerarchie, ritmo e responsabilità. Soprattutto per Reaves: rendimento da All-Star e la consapevolezza di trovarsi in un anno cruciale, dopo aver rifiutato un’estensione da 89 milioni per puntare al massimo salariale da 241 milioni (leggi tutti i dettagli sull’estensione contrattuale).
💪 Deandre Ayton e il ruolo del supporting cast
Le opinioni raccolte da ESPN su Deandre Ayton sono discordanti. Un executive della Eastern Conference sostiene che «Ayton è il giocatore che beneficerà di più dal ritorno di LeBron.» Un dirigente della Western Conference, invece, teme «che la sua incostanza possa frenare i Lakers nei momenti chiave.»
Il campo, però, ha parlato chiaro nella vittoria contro Utah: 20 punti a referto per DA, intesa naturale con James, alley-oop e presenza costante. Con LeBron ad aprirgli il campo, il centro bahamense potrebbe diventare l’ago della bilancia della stagione.
Il ritorno del Prescelto porta con sé un effetto inevitabile: meno palloni toccati per tutti gli altri. Secondo McMenamin, nel front office lo vivono come un test sulla mentalità della squadra: se i Lakers continuano a vincere, i malumori resteranno sopiti; se invece dovesse arrivare una fase complicata, saranno proprio i comprimari i primi a far emergere qualche crepa.
Giocatori come Jake LaRavia, Marcus Smart, Gabe Vincent, Rui Hachimura e Maxi Kleber diventano il termometro emotivo della stagione.
«Condividere il campo con LeBron è speciale. Vede cose che gli altri non vedono. È qui per aiutarci tutti.»
Luka Dončić
👑 Il ritorno di LeBron James
L’impatto di LeBron James non è più un tema solo tattico, ma numerico: alcuni dati dell’ultima stagione mostrano un paradosso difficile da ignorare. Nella stagione 2024/25, i Lakers hanno subito 54 punti in più con LeBron in campo, mentre hanno avuto un +154 nei minuti senza di lui.
Il differenziale On/Off del quattro volte MVP è stato di -6.2 punti per 100 possessi, la prima volta in una stagione completa in cui una sua squadra ha reso meglio in sua assenza.
E anche il trio James–Dončić–Reaves ha mostrato limiti evidenti: +2 complessivo in 423 minuti, ma con un Defensive Rating di 117.7 punti concessi per 100 possessi, pari alla 27ª difesa NBA.
Inoltre, per la prima volta dal suo anno da rookie, il Prescelto rientra in un sistema che funziona già senza di lui.
Uno scout della Western Conference — interpellato da ESPN — lo ha spiegato così: «La lega è cambiata. Lui è cambiato. È per questo che è ancora qui, alla sua ventitreesima stagione NBA dopo un’annata da All-NBA. È sempre stato capace di adattarsi. Voglio dire, ha un figlio in squadra, e se guardi il roster, a parte Maxi Kleber e Marcus Smart, quasi tutti sono più vicini all’età di Bronny che a quella di LeBron.»
Ma JJ Redick non ha dubbi: «È uno dei giocatori con più capacità di adattamento della storia NBA.»
La prima partita con il terzetto Luka–LeBron–Austin sembra dargli ragione. Contro i Jazz, i primi due hanno continuato a produrre (37 punti per lo sloveno, 26 per Reaves), mentre James si è messo al servizio dei compagni: 11 punti, 12 assist e un solo turnover.
Secondo GeniusIQ, LeBron ha avuto una media di 2,46 secondi per tocco, il valore più basso da quando il player tracking esiste (2013/14). La sua rapidità nelle letture ha alimentato un attacco che ha chiuso con il massimo stagionale di punti.
«LeBron James sta saltando su un treno in corsa.»
Law Murray, The Athletic
🏀 Spacing, rotazioni e punti deboli
Secondo Kevin Pelton di ESPN, il problema principale è lo spacing: i Lakers sono 23esimi per percentuale da tre e 27esimi per tentativi. Dončić e Reaves sono entrambi sotto il 33%, mentre Jake LaRavia (34.0%) e Dalton Knecht (32.6%) stanno rendendo meno di quanto previsto.
Il rientro di LeBron — 39% da tre nelle ultime due stagioni — è essenziale. Ma non basta. Pelton è diretto: «A Los Angeles serve uno specialista difensivo che tiri da tre.» Marcus Smart (23.2%) e Jarred Vanderbilt (28.6%) offrono energia e versatilità, ma la loro inconsistenza al tiro pesa.
Il ritorno di LeBron, oltre alle sfide di integrazione, porta anche soluzioni immediate. L’anno scorso, con James in campo, i Lakers hanno dominato le transizione (866 punti realizzati contro gli 847 concessi), mentre senza di lui sono crollati a (-166 il differenziale segnati/subiti).
Anche le rotazioni restano un rebus: la vittoria contro Utah è stata la prima partita con tutti e 14 i giocatori a disposizione. Una fonte interna lo ha confermato: «Manca ancora una grande quantità di dati per capire davvero quale sia la nostra forma finale.»
Il percorso, quindi, è chiaro: integrare LeBron senza frenare la crescita di Luka e Austin; elevare Ayton a punto di forza stabile; aumentare il volume da tre; definire una rotazione che possa reggere da aprile in avanti. E soprattutto, testare la sostenibilità di quanto visto nelle prime 15 gare della stagione.
🔮 Il futuro dei Lakers
Secondo Bobby Marks di ESPN, la strategia dei Lakers dipenderà molto da quanto la franchigia vorrà preservare lo spazio salariale in vista dell’estate.
Con oltre 100 milioni di contratti in scadenza (James, Hachimura, Vincent, Kleber), Los Angeles potrebbe arrivare ad avere quasi 50 milioni di spazio salariale. Ma al momento, essendo hard capped al primo apron, può assorbire solo 1 milione in più rispetto ai salari ceduti nelle trade.
Le operazioni che hanno portato Dončić e Finney-Smith ai Lakers hanno ridotto sensibilmente gli asset disponibili: resta una prima scelta scambiabile (2031 oppure 2032) e una sola seconda scelta nei prossimi sette anni. Ci sono anche cinque swap utilizzabili.
Tradotto: i Lakers possono muoversi, ma serve chirurgia di precisione.
Il record costruito senza James è una base solida. Ma la vera storia inizia adesso: con LeBron che torna, Luka che domina, Reaves che deve ridefinire il proprio ruolo e Ayton che può sbloccare il potenziale dell’intera struttura.
La sensazione — dentro e fuori dalla franchigia — è che questo non sia solo un buon inizio.
È l’inizio giusto.
📅 Next Game
I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (2:00 🇮🇹) tra Domenica 23 e Lunedì 24 Novembre per affrontare gli Utah Jazz al Delta Center di Salt Lake City.
In copertina: LeBron James. (Credit: Gina Ferazzi, Los Angeles Times via Getty Images, elaborazione grafica di Leonardo Ferrero per LakeShow Italia)
Nota: Luka Dončić è spesso indicato anche come “Luka Doncic” nelle ricerche online.
Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports, Cleaning The Glass, NBA Advanced Stats e Basketball Reference. Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.
Ascolta Lakers Speaker’s Corner, il podcast italiano dedicato ai gialloviola, su:
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- Gli asterischi di LeBron James by Claudio Pellecchia
- Le 5 partite migliori di LeBron James in maglia Lakers by Nello Fiengo, Luca Novo, Giovanni Rossi, Giuseppe Critelli e Simone Stefanini
NBA & Lakers on the couch, minors & post on the court. 1987, Showtime!









