Dopo la pesante sconfitta incassata contro i Portland Trail Blazers (leggi il racconto della partita), JJ Redick ha provato a mettere ordine tra assenze, improvvisazioni forzate e scelte tecniche necessarie per restare a galla in un momento complicato della stagione dei Los Angeles Lakers.
🔄 JJ Redick: «Il compito dello staff e dei leader è restare lucidi»
Nel post partita, JJ Redick ha evidenziato anzitutto alcuni aspetti positivi, a partire dalle soluzioni sperimentate per necessità: più zona, più responsabilità per Drew Timme e un Maxi Kleber finalmente coinvolto. «Abbiamo fatto alcune cose buone in difesa. Abbiamo usato Drew da cinque e abbiamo giocato più zona. Ci sono state cose davvero interessanti da quel set-up» ha spiegato, evidenziando lo “spirito competitivo” della squadra nonostante il risultato.
L’allenatore dei Lakers: ha poi citato una manciata di prestazioni individuali: «Maxi e Drew sono stati ottimi. Smart è stato un guerriero. LeBron dopo un inizio lento si è acceso. Rui ha segnato. Ci sono cose buone da cui ripartire.»
La frase chiave arriva quando gli viene chiesto come si gestisce un flusso di 82 gare con una rotazione continuamente spezzata da infortuni. Redick non usa alibi, ma fotografa la situazione con realismo: «Non entriamo mai in una partita pensando che sarà dura o che non possiamo vincere. Le nostre aspettative e i nostri standard non cambiano. Ma questa è stata la nostra stagione: un giocatore rientra, un altro si fa male. Recuperi qualcuno e ne perdi due. Stasera senza i nostri due centri. È stato così tutto l’anno.»
Un concetto ribadito anche sul piano emotivo: «È normale sentirsi sconfitti quando perdi di 16. Credo abbiamo una sola sconfitta in singola cifra. Ma il compito dello staff e dei leader è restare lucidi. Le montagne russe della stagione sono una sfida, e questa stagione è sembrata una sfida costante.»
La domanda successiva lo collega alle parole di Marcus Smart dopo la gara contro gli Hornets (leggi le parole dell’ex Celtics), quando il numero 36 aveva ribadito la necessità di “dettere la fisicità” da subito. Contro i Trail Blazers, invece, il primo quarto si è trasformato in una grandinata di tiri liberi: 22 tentativi, season-high NBA in una singola frazione.
Redick non ha cercato scuse, ma ha descritto una serata complicata per entrambe le parti: «Ci saranno sempre falli. A volte rivedi le clip al rallentatore e dici “ok, lì c’era fallo”. Ma gli arbitri non hanno quel lusso. Mi hanno detto che sono partiti male e lo hanno ammesso. Poi però sono andati un po’ ovunque: fischiano e poi non fischiano. Ci sono state diverse azioni in cui abbiamo dovuto chiedere “qual è la chiamata?”. La comunicazione di Pat (Fraher, il crew Chief) non è stata buona.»
Coach JJ ha aggiunto che l’episodio non è il motivo della sconfitta: «Non è per mettere in evidenza questo aspetto o dire che abbiamo perso per questo. Ma credo che, se chiedete agli altri 29 allenatori, la discrepanza tra una gara e l’altra e all’interno della stessa partita sia stata un tema per molti.»
In sintesi, l’allenatore ha mandato un messaggio in linea con quello espresso da Smart: niente alibi e niente attese provvidenziali. Se i Lakers vogliono uscire da questo momento, dovranno farlo con ciò che hanno e con chi hanno.
📅 Next Game
I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (3:30 🇮🇹) tra Domenica 18 e Lunedì 19 Gennaio per affrontare i Toronto Raptors alla crypto.com Arena.
In copertina: JJ Redick durante la gara tra Trail Blazers e Lakers del 17 Gennaio 2026 al Moda Center di Portland. (Credit: Tom Hauck, Getty Images)
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C’è solo un Capitano, anzi due.









