La trade dealine si avvicina (le 21:00 italiane di Giovedì 5 Febbraio) e, stando alle ultime indiscrezioni, la sensazione è che i Los Angeles Lakers non saranno tra i protagonisti di questa sessione. Negli ultimi giorni sono emersi ulteriori dettagli su alcune trattative mai decollate, utili a chiarire il quadro: i Gialloviola stanno monitorando il mercato, ma senza alcuna intenzione di compromettere la flessibilità costruita in vista della free agency estiva.

🧭 I nomi sondati e le trattative mai decollate

I Lakers avevano discusso con i Cavaliers una trade che avrebbe coinvolto Rui Hachimura e Dalton Knecht in cambio di De’Andre Hunter. Era stata valutata anche la possibilità di allargare lo scambio inserendo i Nets come potenziale salary taker in cambio di scelte al Draft (ne abbiamo scritto in questo approfondimento).

Secondo Brett Siegel di ClutchPoints, il punto di rottura non è stato tecnico ma strategico: cedere due contratti gestibili per assorbire l’ultimo anno di Hunter, senza ottenere asset aggiuntivi o compensazioni future, è stato giudicato negativamente. La successiva trade che ha portato Hunter ai Kings, in cambio di Keon Ellis (altro nome accostato ai Gialloviola), ha fatto svanire in un colpo solo due ipotesi molto chiacchierate negli ultimi mesi.

Lo stesso Siegel ha poi ridimensionato anche l’ipotesi Andrew Wiggins. Nonostante l’interesse da parte dei Lakers, gli Heat non avrebbero mostrato alcuna apertura sulle proposte messe sul tavolo

Discorso simile per Naji Marshall: il giocatore piace a diverse squadre che puntano ai Playoff, ma Dallas continua a chiedere una prima scelta per il 28enne e, secondo Christian Clark di The Athletic, non appare realmente intenzionata ad aprire una trattativa.

Tra i tanti nomi accostati ai losangelini nelle ultime settimane, Evan Sidery ha segnalato un nuovo profilo: Saddiq Bey dei Pelicans. Knicks, Suns e Lakers avrebbero effettuato sondaggi con New Orleans, attratti dal rendimento recente dell’ala, in forte crescita nell’ultimo mese. Anche in questo caso, però, si tratta di interesse esplorativo, non di una trattativa avanzata.

📊 La deadline dei Lakers vista da Windhorst

A dare una cornice più ampia a queste manovre è stato Brian Windhorst. Intervenuto a Get Up!, ha spiegato come i colloqui avviati dai Lakers ruotino quasi esclusivamente attorno ai contratti in scadenza, senza disponibilità a includere future prime scelte né ad assorbire salari oltre la stagione in corso.

Secondo Windhorst, questa linea è coerente con quanto fatto negli ultimi mesi: Los Angeles sta di fatto “prendendo tempo”, in attesa di poter rifondare il roster attorno a Luka Dončić quando il quadro degli asset sarà più favorevole. Oggi i Lakers possono muovere una sola prima scelta; nell’estate del 2026 ne avranno tre a disposizione, oltre a margini salariali ben più ampi.

Intervenendo anche a SportsCenter, l’opinionista di ESPN ha definito l’approccio dei Lakers come una forma di bargain shopping: ricerca di piccoli miglioramenti difensivi sul perimetro o al ferro, ma solo se raggiungibili usando gli expiring e senza intaccare i giocatori ritenuti parte del futuro. Una strategia che richiama quanto fatto la scorsa estate, quando opportunità nate da buyout o contesti favorevoli hanno permesso di rinforzare il roster senza sacrifici strutturali.

⏳ La lettura di Fischer: pazienza come scelta attiva

La stessa interpretazione è stata ribadita da Jake Fischer. Secondo The People’s Insider, il mancato arrivo di Ellis rappresenta un ulteriore indicatore del fatto che Rob Pelinka non stia operando in modo aggressivo alla deadline. Non per mancanza di ambizione, ma per una chiara gerarchia di priorità.

Fischer ha sottolineato come i Lakers non vogliano assorbire contratti con salario futuro, citando esplicitamente i casi Hunter e Michael Porter Jr., né spendere scelte per farlo. L’obiettivo è piuttosto quello di “lavorare ai margini”, cercando miglioramenti limitati ma sostenibili, rimandando le mosse più incisive all’estate.

In quest’ottica si inserisce anche l’attenzione verso alcune ali giovani che potrebbero diventare restricted free agent nei prossimi mesi, come Peyton Watson (ne abbiamo scritto in questo articolo), Bennedict Mathurin o Tari Eason. Profili che interessano sul piano tecnico, ma la cui disponibilità resta tutt’altro che garantita, vista la possibilità per le squadre attuali di pareggiare eventuali offerte. Resta però da capire quanto questi scenari siano realmente praticabili: secondo Tim Bontemps di ESPN, ad esempio, cresce l’aspettativa che Indiana possa muovere Mathurin già entro la deadline.

🧩 Lakers lontani da Giannis, LeBron verso l’addio?

Il quadro strategico si completa con due temi già emersi nelle scorse settimane. Sul fronte Giannis Antetokounmpo, Fischer è stato netto: al momento non ci sono indicazioni che i Lakers si considerino un player realistico nella corsa al greco. A Los Angeles c’è una valutazione lucida del proprio posizionamento nel mercato NBA, e l’idea di un all-in immediato non sembra all’ordine del giorno.

Più delicata, invece, la questione LeBron James. Sempre Fischer ha parlato di un sentimento ormai diffuso all’interno dell’ambiente: la separazione tra LeBron e i Lakers viene vista come uno scenario probabile, con tempistiche collocate attorno a giugno. Entrambe le parti, secondo l’insider, sarebbero pronte a voltare pagina, con la franchigia orientata a costruire il prossimo ciclo attorno a Dončić e Austin Reaves.

Del futuro di Giannis e LeBron, ne abbiamo parlato in un approfondimento specifico, con l’analisi dei rumor tra ipotesi di mercato, limiti dei Lakers reali e scenari possibili.

🔮 Uno sguardo oltre la deadline

Alla luce di tutto questo, la relativa quiete dei Lakers sul mercato assume un significato preciso. Febbraio non è il traguardo, ma un passaggio intermedio. Le scelte — o le non-scelte — di Pelinka raccontano una strategia coerente: evitare scorciatoie, preservare flessibilità e arrivare all’estate con il massimo margine di manovra.

La vera partita, per Los Angeles, non sembra destinata a giocarsi nei prossimi giorni. E il silenzio alla deadline, più che un segnale di immobilismo, rischia di essere la conferma di un piano già tracciato da tempo.

In copertina: Rob Pelinka (Credit: Jayne Kamin, Oncea-Imagn Images)


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LeBron James ha superato Kareem Abdul-Jabbar, diventando il miglior realizzatore della storia della NBA. Leggi gli articoli dedicati al record del quattro volte MVP scritti dalla redazione di LakeShow Italia:


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