Al termine della gara persa dai Los Angeles Lakers in casa dei New York Knicks (leggi il racconto della partita), LeBron James ha affrontato il post-partita con la consueta lucidità, partendo da ciò che ha realmente spostato l’inerzia della gara.
⭐️ LeBron James all’All-Star Game
Parlando con i reporter negli spogliatoi del Garden, LeBron James ha analizzato con franchezza quanto visto sul parquet, soprattutto dopo l’intervallo: «Ovviamente il tiro da tre punti. Non siamo riusciti a segnare con continuità da oltre l’arco e loro hanno avuto possessi extra. Hanno creato vantaggi, scaricato sul perimetro e segnato. La partita è stata lì.»
Poche ore prima della palla a due, è arrivata la notizia della sua nuova convocazione all’All-Star Game, l’ennesima di una carriera senza precedenti. Il quattro volte MVP ne ha parlato con tono sincero: «Parlandone con la massima umiltà, il fatto che siano stati i coach a votarmi significa molto. Il rispetto dei coach per come sto ancora giocando in questa fase della mia carriera è qualcosa che non do per scontato.»
Poi l’aspetto più personale: «Essere All-Star significa tanto per la mia famiglia, per le persone che mi hanno seguito in questo percorso, per i miei fan. È sempre bello essere riconosciuti per l’impegno che metti in quello che fai. È davvero una cosa speciale.»
Guardando al quadro generale dei Lakers, James ha scelto di restare sul concreto: «Posso parlare solo del gruppo che abbiamo qui. Siamo 29-19, abbiamo avuto ottimi momenti e altri meno buoni. Continueremo a costruire. Tutto il resto non rientra nel mio ruolo.»
Insistendo sul tema, ha aggiunto: «Mi piace questo gruppo, ma dobbiamo continuare a migliorare. È solo il primo febbraio. La Western Conference è durissima, la lega è dura. Abbiamo convissuto con tanti infortuni e continui cambi di rotazione.»
In questo senso, pesa anche l’assenza di Austin Reaves: «La nostra stella è fuori da un po’, ed è un pezzo enorme per noi. Senza di lui, è davvero difficile capire cosa possiamo essere.»
Alla domanda su una possibile interruzione della striscia All-Star dopo le partite saltate a inizio stagione, LeBron ha risposto senza esitazioni: «A dire il vero non ci ho pensato. Non era un obiettivo. Volevo solo tornare a giocare ad alto livello.» E ha spiegato: «Ho saltato preseason, training camp e persino gli allenamenti estivi — cose che non mi erano mai successe in carriera. Sapevo che, una volta tolta la ruggine, sarei tornato a essere me stesso.»
Sul suo stato fisico attuale, Il Prescelto ha lasciato spazio anche all’ironia: «Come sembro? Dannazione… direi piuttosto bene», ha scherzato. «Non ho appena superato tipo i 60.000 minuti giocati? Direi che dovrei sembrare abbastanza in forma.»
🍎 Il rapporto con New York e il Garden
Quando il discorso si è spostato sul Garden, il tono è cambiato. «Tutto», ha risposto a chi gli chiedeva cosa rappresenti giocare a New York. «È la Mecca del basket. Qui hanno giocato e camminato persone incredibili, dallo sport all’intrattenimento. Spero di aver lasciato anche solo una piccola traccia nel mio percorso.»
L’atmosfera resta unica: «È sempre elettrico qui dentro.» E non è un caso, come ha aggiunto con un sorriso, che molte apparizioni al Garden arrivino nei weekend: «Trovano sempre il modo di farmi giocare qui di sabato o domenica. È un bel regalo.»
L’ovazione ricevuta durante la presentazione dei quintetti non è passata inosservata: «È stato molto bello. Amo questi tifosi, amo New York. Hanno una grande conoscenza dello sport e sanno riconoscere quando vedono qualcosa di speciale. Ho semplicemente ricambiato il rispetto.»
Infine, una riflessione dal sapore malinconico: «Tutto, prima o poi, finisce. Arriverà il momento in cui penserò che non giocherò mai più qui, o in altri palazzetti, o che non giocherò più in generale. Quel momento farà male. Il Garden avrà sempre un posto speciale nel mio viaggio. Quel giorno arriverà? Sì, sicuro.»
Una notte di sconfitta, dunque, ma anche di consapevolezza: a 41 anni, LeBron James continua a vivere il presente con gratitudine, senza perdere di vista il valore — e la fragilità — di ogni palcoscenico. Anche, e soprattutto, quello più iconico di tutti.
📅 Next Game
I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (1:30 🇮🇹) tra Martedì 3 e Mercoledì 4 Febbraio per affrontare i Brooklyn Nets al Barclays Center.
In copertina: LeBron James durante la gara tra Knicks e Lakers del 1 Febbraio 2026 alla Madison Square Garden di New York. (Credit: Brad Penner, Imagn Images)
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- Gli asterischi di LeBron James by Claudio Pellecchia
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C’è solo un Capitano, anzi due.









