Nel finale della vittoria dei Los Angeles Lakers contro i Denver Nuggets (qui il racconto della partita), una delle immagini più sorprendenti è stata il tuffo di LeBron James su una palla vagante con meno di un minuto da giocare nel quarto periodo.
Un gesto che persino JJ Redick ha definito qualcosa di mai visto prima nella carriera del numero 23 (leggi le parole del coach dei Gialloviola).
Per il quattro volte MVP, però, la spiegazione è molto semplice. «Bisogna vivere il momento. Capire l’importanza della partita, le implicazioni della gara, l’avversario che hai di fronte e quello che stiamo cercando di costruire. Ogni possesso conta.»
👏 LeBron James «Il libero sbagliato da Austin è stato perfetto»
Il finale del quarto periodo è stato segnato anche dalla giocata incredibile di Austin Reaves, che ha sbagliato volontariamente un tiro libero, recuperando il rimbalzo offensivo e segnando il floater del pareggio che ha mandato la gara all’overtime.
Una giocata tutt’altro che semplice, come ha spiegato James.
«È stato un errore perfetto», ha detto LeBron. «In quel momento devi sbagliarlo nel modo e con il tempismo giusto. È riuscito a far rimbalzare il pallone sul lato sinistro del ferro, recuperarlo e segnare comunque un floater difficilissimo. Un’esecuzione perfetta.»
James ha anche sottolineato quanto sia complicato preparare una situazione del genere. «È qualcosa che non si vede spesso, anche perché nessuno si allena a sbagliare i tiri liberi.»
Per i Lakers, la vittoria contro i Nuggets rappresenta un passaggio importante nella costruzione della squadra in vista dei playoff. «Vogliamo continuare a costruire buone abitudini e giocare nel modo giusto. Denver è una squadra campione. Quel gruppo con Gordon, Murray e Jokić ha vinto un titolo e ha quel DNA.»
Secondo il veterano dei Lakers, sfide come questa servono proprio per testare la crescita del gruppo.
👀 Il game-winner di Luka
All’overtime è stato Luka Dončić a decidere la partita con il tiro della vittoria, il suo primo game-winner in maglia Lakers.
Per LeBron, non è stata affatto una sorpresa. «È stato un tiro incredibile di fo**uto giocatore generazionale. È semplicemente un grande giocatore.»
Il piano della squadra di Redick era chiaro: «Volevamo l’ultimo tiro e volevamo la palla nelle mani del nostro uomo. L’azione è partita da Austin, che è riuscito a trovarlo. Luka ha evitato il raddoppio e ha tirato uno step-back che conosce benissimo.»
Poi il Prescelto ha aggiunto una previsione destinata a far sognare i tifosi dei Lakers. «Questo sarà solo il primo di tanti game-winner così in maglia Lakers.»
Il gesto che ha fatto più discutere, però, resta il tuffo sul parquet per fermare l’azione dei Nuggets nel finale. James ha spiegato che la decisione è arrivata quasi in automatico. «Penso che tutti noi lo abbiamo sentito dire quando eravamo piccoli: il primo che si butta a terra di solito prende la palla. In quel momento mi è tornata in mente quella cosa.»
Infine, James ha scherzato su un momento curioso visto durante la partita alla crypto.com Arena. «Quel ragazzino sul jumbotron…», ha detto ridendo. «L’ho visto mentre guardavo il maxischermo. Credo che sia lui il motivo per cui abbiamo vinto stasera.»
📅 Next Game
I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (2:30 🇮🇹) tra Lunedì 16 e Martedì 17 Marzo per affrontare gli Houston Rockets al Toyota Center.
In copertina: LeBron James, Christian Braun e Jamal Murray durante la gara tra Lakers e Nuggets del 14 Marzo 2026 alla crypto.com Arena di Los Angeles. (Credit: (Gina Ferazzi, Los Angeles Times)
Nota: Luka Dončić è spesso indicato anche come “Luka Doncic” nelle ricerche online.
Ascolta Lakers Speaker’s Corner, il podcast italiano dedicato ai gialloviola, su:
LeBron James ha superato Kareem Abdul-Jabbar, diventando il miglior realizzatore della storia della NBA. Leggi gli articoli dedicati al record del quattro volte MVP scritti dalla redazione di LakeShow Italia:
- Gli asterischi di LeBron James by Claudio Pellecchia
- Le 5 partite migliori di LeBron James in maglia Lakers by Nello Fiengo, Luca Novo, Giovanni Rossi, Giuseppe Critelli e Simone Stefanini
C’è solo un Capitano, anzi due.









