Brutta sconfitta per i Los Angeles Lakers in casa degli Orlando Magic. I gialloviola, mai realmente in partita e parecchio svogliati, subiscono l’atletismo e l’intensità dei padroni di casa. La buona prova di Austin Reaves (20 punti con 7/11 al tiro) è probabilmente l’unica nota positiva della serata, mentre sia LeBron James che Anthony Davis sono stati autori di prestazioni opache, nonostante i buoni numeri messi a referto.

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😡 Darvin Ham: «La partita di stasera deve servirci da lezione»

Il coach dei Lakers commenta così la predominanza fisica ed atletica dei Magic:

«È solo questione di effort ed energia. La partita si è decisa sull’approccio mentale, ci hanno sopraffatto con energia e effort, hanno fatto un gran lavoro giocando continuamente in maniera veloce, coprendosi reciprocamente in difesa e andando a rimbalzo. Per noi è un enorme passo indietro in termini di rimbalzi difensivi.»

«Abbiamo iniziato l’anno evidenziando due aspetti del gioco: rimbalzi in difesa e transizione difensiva. Stasera abbiamo controllato la transizione difensiva, anche se verso la fine della partita loro ci hanno puniti. Per quanto riguarda i rimbalzi, loro hanno avuto troppe seconde e terze opportunità. Non abbiamo fatto tagliafuori, non abbiamo combattuto sulle palle contese e abbiamo perso palloni. Siamo solo alla sesta partita, ma quella di stasera deve servirci da lezione.»

Commentando la prestazione della panchina (solo 16 punti realizzati), Darvin Ham sostiene che:

«Quando ti mancano pezzi importanti e devi rincorrere l’energia messa in campo dagli avversari, tutto si complica. I tiri diventano più difficili, ci sono più pressioni. I ragazzi che sono scesi in campo normalmente non hanno questi minutaggi e un paio di loro hanno avuto problemi di falli (Hayes e Reddish, ndr). Alla fine tutto si riduce ad energia ed effort, e l’effort non si può allenare.»

Incalzato sulla questione rimbalzi, Ham risponde (leggermente innervosito, ndr) che:

«Non si possono allenare i rimbalzi. Bisogna andare a prendere quella dannata palla, è semplice. C’è un tiro e c’è un avversario nella tua area, devi mettere il corpo ed essere più aggressivo per prendere la palla. Solo questo. Non si possono disegnare schemi per prendere più rimbalzi. I ragazzi sanno farlo e lo hanno dimostrato contro i Clippers.»

Riguardo i minuti concessi a James nell’ultimo quarto, a partita già ampiamente compromessa, il coach sostiene che:

«Sono lezioni che vanno imparate, specialmente quanto ci si auto-infligge le ferite. Insisto nel dire che concedere rimbalzi offensivi e perdere palloni sia auto-infliggersi dei danni. Sono aspetti che si possono controllare. Gli errori di stasera sono imperdonabili. Non possiamo gettare la spugna già alla sesta partita. Ho parlato con LeBron e gli ho detto di ricucire lo svantaggio.»

😤 LeBron James: «Il coaching staff non dovrebbe lanciare messaggi ai veterani»

Intervistato negli spogliatoi dell’Amway Center, anche LeBron James commenta la brutta prestazione a rimbalzo dei gialloviola:

«Ormai sta diventando un trend, e dobbiamo capire il perché. Abbiamo fatto un buon lavoro difensivo sui primi possessi, ma poi abbiamo concesso troppi rimbalzi offensivi e gli abbiamo permesso di segnare. Dobbiamo lavorarci. Non è semplicemente questione di quanto siamo grossi, si può comunque fare tagliafuori anche su qualcuno che è più grosso di te. Sicuramente l’assenza di tre corpi grossi (Hachimura, Vanderbilt e Prince ndr) non aiuta. Averli ci darebbe una mano, ma dobbiamo comunque fare un lavoro migliore. A volte siamo semplicemente fermi a guardare la palla.»

Riguardo il proprio minutaggio, ed in particolare sugli otto minuti giocati nel quarto periodo sul -19, il Re risponde in maniera velatamente polemica:

«Molti ragazzi sul parquet erano veterani, e spero non ci sia bisogno di messaggi particolari per i veterani. Austin (Reaves, ndr) era l’unico giovane. Sappiamo che ci hanno presi a calci in c**o sotto i tabelloni e che abbiamo perso dei palloni che loro hanno convertito in punti. Il coaching staff non dovrebbe mandare messaggi ai veterani.»

Incalzato nuovamente sulla questione rimbalzi e sull’andamento della squadra, LeBron chiosa con un paragone particolare:

«Attualmente siamo come i Pittsburgh Steelers. Sapete cosa significa? Gli Steelers finora non hanno travolto nessun avversario, ma hanno comunque un record vincente.»

👊 Davis e Reaves non cercano scuse

Nemmeno Anthony Davis può sfuggire alla domanda riguardo la pessima prestazione sotto i tabelloni:

«Stasera è stato un problema collettivo, non stiamo parlando di qualcosa che non sappiamo fare. Loro hanno fatto le stesse cose che hanno fatto in casa nostra qualche giorno fa. Le palle perse ci hanno ucciso. Ci hanno messo subito dei tiri che gli hanno dato fiducia, hanno creato un buco che non siamo più riusciti a chiudere.»

Sempre sulla questione rimbalzi, Davis non usa giri di parole:

«Non abbiamo scuse. Non possiamo appigliarci ai ragazzi infortunati, al viaggio sulla costa est e al diverso fuso orario. I ragazzi che hanno giocato sono nella Lega da abbastanza tempo per scendere in campo e vincere. Se non vogliamo avere un record negativo, dobbiamo iniziare meglio le partite.»

Anche Austin Reaves conferma quanto detto da compagni e allenatore:

«Credo che non abbiamo fatto abbastanza tagliafuori, specialmente dalle posizioni di guardia. Credo che AD e i lunghi abbiano fatto un buon lavoro nel deviare o stoppare i loro tiri. Ci servirà da lezione. Il problema è parzialmente questione di effort, credo c’entri anche la tecnica nel saper fare un tagliafuori. Bisogna sacrificare il proprio corpo, metterlo al servizio della squadra.»

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (1:30 🇮🇹) tra Lunedì 6 e Martedì 7 Novembre per affrontare i Miami Heat al Kaseya Center.

In copertina: Darvin Ham durante la gara tra Magic e Lakers all’Amway Center di Orlando, Florida. (Gary McCullough, AP Photo)


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LeBron James ha superato Kareem Abdul-Jabbar, diventando il miglior realizzatore della storia della NBA. Leggi gli articoli dedicati al record del quattro volte MVP scritti dalla redazione di LakeShow Italia:


Classe 1993, giusto in tempo per vedere i Lakers di Shaq e Kobe. Da lì nasce un amore incrollabile per l’NBA e i Gialloviola. Lavoro, studio e scrivo. Nel tempo libero cerco di capire cosa sia passato nella testa di Ron prima di prendere QUEL tiro.

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