Quando Luka Dončić ha lasciato Dallas per approdare ai Lakers, molti si sono chiesti se un talento così dominante avrebbe trovato spazio accanto a James. Qualche mese dopo, i dubbi sono stati spazzati via. In un’intervista concessa a Malika Andrews di ESPN alla vigilia dei Playoff, il fenomeno sloveno ha raccontato con sincerità il proprio percorso: dalla difficile rottura con i Mavericks all’entusiasmo per la nuova vita con i Lakers, passando per la complicità con LeBron, la leadership condivisa e persino la scoperta… della pasta alla bolognese.

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📱 Il telefono contro il muro: «Pensavo fosse uno scherzo»

Nel corso dell’intervista, Luka Dončić ha mostrato il proprio smartphone incrinato. Il motivo? L’istinto di scagliarlo contro il muro appena appresa la notizia della trade: «Ero a letto, la TV non funzionava. Stavo guardando un film sull’iPad e mi stavo per addormentare. Quando ho visto il messaggio, l’ho letto tre volte. Continuavo a ripetere: “È uno scherzo del primo aprile?”» Un gesto istintivo, che racconta quanto fosse profondo il legame con Dallas e quanto inatteso fosse l’addio.

La notizia della trade lo ha travolto emotivamente: «Mi sono seduto, ho guardato il telefono e ho iniziato a ricevere messaggi. Avevo le lacrime agli occhi. È stato un momento duro. Dopo sei anni lì, Dallas era casa.»

Un legame, quello con i Mavericks, che resta forte, come dimostra il suo pensiero per Mark Cuban: «È stato come un secondo padre per me. Gli voglio bene. Ho sempre detto che sarebbe stato difficile giocare per un’altra squadra». Ma poi è arrivata la chiamata che ha cambiato tutto: «LeBron mi ha detto solo “Preparati”. E da lì ho capito che dovevo andare avanti.»

🇸🇮 Luka Dončić: «Le parole di Harrison? Non ho voluto rispondere»

Dončić ha rivelato di non aver ancora parlato con il President of Basketball Operations e General Manager dei Dallas Mavericks, da quando è stato ceduto ai Los Angeles Lakers. Tuttavia, è a conoscenza delle dichiarazioni di Nico Harrison, che giustificano la decisione della dirigenza, e ciò ha deluso profondamente Luka, per sei stagioni e mezzo al centro del progetto della franchigia del Texas. «È semplicemente triste il modo in cui sta parlando adesso. Non ho mai detto nulla di male su di lui, e voglio solo andare avanti. I tifosi, i miei ex compagni di squadra, li porterò sempre nel cuore. È tempo di voltare pagina.»

All’inizio della settimana, Harrison e il nuovo CEO dei Mavericks, Rick Welts, hanno incontrato un gruppo selezionato di reporter per una sessione di un’ora, durante la quale hanno discusso della trade. IL GM dei Mavs ha affermato di non avere «rimpianti» riguardo alla trade, sottolineando più volte che la motivazione principale era la convinzione che «la difesa vince i campionati», insinuando che Dončić avesse difficoltà in quel lato del campo.

Poco dopo la trade, Tim MacMahon di ESPN ha riportato che i Mavericks avevano «preoccupazioni costanti sulla condizione fisica» di Luka, secondo fonti, e che la sua «mancanza di disciplina riguardo alla dieta» aveva contribuito ai suoi problemi di infortuni.

Dončić ha dichiarato di essere a conoscenza delle critiche, ma di aver mantenuto la concentrazione sul futuro. «Fanno male, dipende da come lo vivi. Sono arrivate principalmente da Dallas, quindi ho deciso di non rispondere. Ma non leggo molto queste cose. Sto solo cercando di concentrarmi sul mio percorso.»

Con più di due mesi trascorsi dal suo arrivo ai Lakers, Dončić ha ammesso di «stare iniziando ad abituarsi», poi alla domanda se avesse intenzione di trascorrere tutta la carriera con i Mavericks, ha risposto: «Certo. È una domanda facile.»

🔝 Luka Dončić: «Adoro Los Angeles, il clima, la gente»

Fin dal primo giorno in maglia gialloviola, Luka ha trovato un ambiente che gli ha permesso di sentirsi a casa. Merito di JJ Redick, ma soprattutto di LeBron James: «Nella prima riunione di squadra mi ha detto: “Luka, non cercare di integrarti. Distinguiti. Sii un leader”.» Un momento che Dončić ricorda sorridendo: «Mi ha lasciato essere me stesso. E questo lo apprezzo tantissimo.»

Il rapporto tra i due, costruito negli anni a distanza fatta di reciproca stima, ha trovato una dimensione perfetta in campo: «Quando io e LeBron siamo concentrati, siamo al nostro meglio anche in difesa. La comunicazione con lui e con la squadra è stata incredibile. Quando parliamo in campo, siamo tutti allineati.»

Redick, dal canto suo, ha avuto un impatto altrettanto decisivo: «Da giocatore era piuttosto silenzioso, ma da allenatore parla tantissimo! Ama il basket, guarda filmati di continuo, cerca di correggere ogni dettaglio. Si vede quanto ci tiene.»

Ma oltre al parquet, a conquistare Dončić è stato lo stile di vita californiano: «Adoro vivere a Los Angeles. Il clima, il mare, la città. È fantastico.» E poi c’è anche una passione gastronomica inaspettata: «Mi sono innamorato della pasta alla bolognese! Non so perché, ma la prendo quasi ogni volta. Forse ho un’anima italiana.» Se a Dallas aveva trovato casa, a Los Angeles sembra aver trovato una nuova dimensione: più libera, più matura, più sua.

Dončić, che guadagnerà 46 milioni di dollari la prossima stagione e ha un’opzione da 48.9 milioni per il 2026/27. Potrà firmare un’estensione a partire dal 2 agosto, quando i Lakers potranno offrire un contratto quadriennale da 229 milioni di dollari, secondo Bobby Marks di ESPN. Quando la Andrews gli ha chiesto se rimanere nella Città degli Angeli fosse ciò che desidera, la sua risposta è stata concisa e diretta: «Sì.»

🏀 Lo scontro con i Timberwolves e la voglia di riscatto

In vista della sfida contro Minnesota Timberwolves di Anthony Edwards, Luka ha sottolineato quanto lui e LeBron saranno chiamati a guidare il gruppo: «Nei Playoff conta ogni singolo possesso. E ogni dettaglio farà la differenza. Io conosco bene i Wolves, sono una squadra tosta, con tante armi. Ant è fortissimo, ma non c’è solo lui.»

Uno dei duelli più attesi è quello con Rudy Gobert, già protagonista delle sfide passate: «Mi piace affrontare i centri nei pick-and-roll, chiunque essi siano. Rudy è un difensore incredibile. Ma quando sfido i migliori, tiro fuori il meglio di me. È questo che cerco.»

Il coach Redick ha dichiarato che «nessuno al mondo può marcare Luka.» La reazione del numero 77 è stata da manuale: «Lui l’ha detto, non io. Ma quando l’avversario è forte, ti costringe ad alzare il livello. E io cerco sempre di farlo.»

Dončić non ha nascosto il peso della sconfitta dello scorso anno: «Dopo una Finale persa, passi l’estate a pensare a quei volti, a quei momenti. È stato devastante. Soprattutto la prima settimana. Avevamo la possibilità di vincere, ma non ce l’abbiamo fatta.»

Ma oggi, Luka sente di avere un’altra occasione, più grande, più complessa, più significativa: «La maglia dei Lakers ha una storia. Ogni volta che la indosso, sento una responsabilità diversa. Non è solo un’altra squadra. È una leggenda da portare avanti.»

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (3:30 🇮🇹) tra Venerdì 25 e Sabato 26 Aprile per affrontare i Minnesota Timberwolves nella Gara 2 del primo turno degli NBA Playoff al Target Center di Minneapolis.

In copertina: Luka Dončić (Credit: Malika Andrews, Instagram)


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