I Los Angeles Lakers hanno piegato i San Antonio Spurs (leggi il racconto della partita) in una sfida tesa, piena di falli e dal ritmo più frammentato del previsto. Una vittoria firmata anche da Luka Dončić, che ha risposto con una prestazione comunque decisiva nonostante una serata storta al tiro (9/27 dal campo). Il fenomeno sloveno ha chiuso con 35 punti, 9 rimbalzi, 13 assist, 5 recuperi e 2 stoppate.

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🆙 Luka Dončić: «Devo smettere di fare falli stupidi»

Con la solita autoironia, Luka Dončić ha commentato così le sue statistiche difensive, frutto di una partita giocata con intensità e letture puntuali: «Finalmente. È l’unica cosa buona che ho fatto oggi.»

A dispetto dello score, il fuoriclasse sloveno è tornato sull’aspetto che più lo sta impegnando in questo inizio di stagione: l’impatto difensivo. «Prima di tutto, comunicazione. Spesso sono io l’uomo in aiuto, quindi devo chiamare le letture e posizionare i compagni. Penso di essere più attivo e concentrato. Devo solo continuare così… e smetterla di fare falli stupidi.»

Una crescita evidente, sottolineata già da JJ Redick (leggi le parole del coach gialloviola) nel post partita, che ha parlato di “resilienza” e “focus” nel suo lungo.

Nonostante l’assenza di Austin Reaves e l’ennesima partita disputata senza LeBron James, i Lakers hanno trovato il modo di reagire dopo un passaggio a vuoto nel terzo periodo. Luka ha espresso tutto il suo entusiasmo per la squadra e il progetto: «Mi sto divertendo molto a giocare con questi ragazzi. Come hai detto, AR non ha potuto giocare e ci manca ancora Bron. Ma questa squadra ha un potenziale enorme. Chiunque entra in campo dà il massimo, ed è bellissimo farne parte.»

Il gruppo c’è, e lo si nota anche fuori dal campo: Dončić lo conferma con il sorriso quando gli viene chiesto del “PechaKucha” voluto da coach Redick per cementare la chimica interna. «Non so se serva a qualcosa… è una cosa che ha in testa JJ. Il mio è stato il peggiore, lo dico chiaramente. C’erano cose davvero belle, soprattutto fatte dagli allenatori. Io non sapevo nemmeno come parlare! Devi chiedere a JJ cosa ne pensa del mio…»

🔝 Luka sulla sfida a Wemby: «È già da MVP»

Non poteva mancare un passaggio sul duello con Victor Wembanyama, protagonista di una prestazione in chiaroscuro, culminata con l’uscita per falli nei minuti finali. Luka, interpellato su una dichiarazione del francese della vigilia, ha ricambiato con stima e lucidità: «Cos’è questo, il suo terzo anno in NBA? Sta già giocando a livello da MVP, ed è pazzesco. Ho molto rispetto per lui, lo adoro. Difenderlo è molto difficile. E penso che migliorerà ancora. È bello giocare contro chi rispetti così tanto.»

Un riconoscimento importante, arrivato da uno dei cestisti più dominanti e complessi da marcare dell’epoca moderna.

Sorriso complice, ma parole piene di sostanza. Alla domanda su Rui Hachimura, Dončić scherza prima di elogiare in modo netto l’impatto del giapponese: «Rui mi ha detto che non gli passo la palla… e credo che abbia ragione! Devo lavorarci. Ma davvero, sta facendo un lavoro straordinario. Sempre pronto, sempre nel momento giusto. È una persona bellissima, ed è il tipo di compagno che vuoi avere in squadra. Il suo contributo è molto sottovalutato. E noi abbiamo bisogno di lui.»

JJ Redick lo aveva chiamato “l’uomo delle due giocate decisive” nell’ultimo quarto. Luka, semplicemente, lo considera fondamentale.

Tra i volti nuovi dei Lakers, Dončić non ha dubbi su chi abbia già lasciato un’impronta profonda sulla squadra: «Marcus fa delle cose che non ho mai visto in vita mia. Tuffi, recuperi, comunicazione, leadership. Porta un’energia che non sapevo esistesse. Averlo con noi è incredibile.»

Non è solo difesa, è identità: Smart si è già preso il ruolo di “quarterback” della metà campo difensiva (cit. Redick), e Luka lo sa bene.

🎤 Il PechaKucha: la Slovenia, la figlia e… le auto

Nel corso dell’intervista, Luka non è riuscito a sottrarsi al tormentone del momento nello spogliatoio Lakers: il PechaKucha. Dopo averlo accennato con divertita autoironia, Dončić ha raccontato com’è andata la sua presentazione, in cui ogni giocatore deve parlare di sé attraverso 5 slide. «Non ricordo tutto, ma la prima era sulla Slovenia, da dove vengo. Poi ho messo il mio campo da basket, perché è un posto speciale. Alla terza ho parlato di mia figlia: quella era facile. Nella quarta ho scelto la vittoria dell’Europeo con la mia Nazionale: è il mio momento preferito. E per l’ultima… ho messo le mie auto. Dicono che ho voluto flexare, ma non era quello: è il mio hobby, mi diverto.»

Una finestra sincera, leggera e personale sul mondo dietro il giocatore. E una conferma del clima affiatato creato da JJ Redick.

Dončić non è mai stato un giocatore particolarmente verbale, ma quest’anno sembra intenzionato a cambiare approccio. Una leadership più esplicita, matura e condivisa: «Sì, cerco di parlare di più per aiutare gli altri. Però la leadership non deve essere di un solo giocatore. Qui ci parliamo tutti, ognuno ha il suo ruolo. Mi sento che siamo tutti sulla stessa pagina.»

Alla domanda su com’è stato giocare una partita con 66 falli fischiati e 84 tiri liberi, Luka sorride: «È stato fischiato tanto. Per i tifosi forse non è stato bellissimo, ma abbiamo vinto, quindi mi sta bene.»

Infine, torna sul tema centrale – la difesa – già affrontato con JJ Redick: «Non è stata una cosa di critiche esterne. È venuto da me. Volevo migliorare e fare di più per aiutare la squadra a vincere.»

Cinque recuperi e due stoppate testimoniano che la risposta già c’è – non a parole, ma sul parquet.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (2:00 🇮🇹) Sabato 8 e Domenica 9 Novembre per affrontare gli Atlanta Hawks alla State Farm Arena.

In copertina: Luka Dončić durante la gara tra Lakers e Spurs del 5 Novembre 2025 alla crypto.com Arena di Los Angeles. (Credit: Harry How, Getty Images)


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