In copertina: LeBron James, Alperen Sengun e Thomas Bryant nel corso della gara tra Los Angeles Lakers e Houston Rockets alla crypto.com Arena.(Ronald Martinez e Adam Pantozzi, NBAE via Getty Images)

I Los Angeles Lakers hanno interrotto la striscia di tre sconfitte ritrovando la vittoria contro i modesti, a dir poco, Houston Rockets.

La gara tra californiani e texani è stata giocata con un effort degno di una sgambata di inizio stagione di un qualunque campionato minors. Pertanto, l’analisi del match non può essere particolarmente raffinata dal punto di vista tecnico-tattico.

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Una longevità senza precedenti e il buon momento di un role player meritano di essere elogiati.

👑 Don’t Stop the Party

Lo scorso 30 Dicembre LeBron James ha compiuto 38 anni. Nelle sette gare giocate da quel momento, ha messo a referto 37 punti con 55.4% dal campo, 9.7 rimbalzi e 8.6 assist in 38.2 minuti a partita. Un rendimento mai visto prima a quest’età, persino superfluo da commentare.

Nonostante l’amarezza per la sconfitta subita la sera prima contro Philadelphia, il quattro volte MVP parte forte sfruttando i mismatch per arrivare al ferro o servire i compagni. Poi negli ultimi possessi del primo tempo soccorre Bryant (si vedano i Minus) e Gabriel, mettendo in riga Sengun e Smith Jr.

Rimbalzo, transizione, and-one.
Dicevamo: rimbalzo, transizione e… slam dunk!

La produzione di James è stata costante per tre quarti di gara, salvo impennarsi durante l’ultima frazione. LeBron ha segnato 20 punti (con 9/9 dalla lunetta) assistendone altre 10, praticamente l’80% dei punti realizzati dai Lakers nel quarto periodo quando ha giocato per diversi minuti come unico lungo.

I losangelini hanno vinto ogni singolo stretch giocato dal Prescelto: +3 nel 1Q, +8 nel 2Q, +2 nel 3Q e +6 nel 4Q. Ovvero, +19 nel 36 minuti giocati contro il -11 registrato nei 12 minuti in cui ha riposato. James ha anche ritrovato il tiro da tre (5/10 dall’arco), in controtendenza con le pessime percentuali delle ultime cinque gare (10.7% con 5.6 triple tentate a partita).

Per non farsi mancare nulla, nell’ultimo minuto LeBron ha anche segnato il canestro che ha chiuso la gara.
Pare che dopo il canestro abbia esclamato «Stuani!! LDC!! This is for You!!!»
(Inside Joke per gli ascoltatori e i lettori di LakeShow)

Con i 48 punti segnati LeBron James raggiunge quota 38.072 punti segnati in carriera, avvicinandosi sempre di più a Kareem Abdul-Jabbar (38.387). Il nativo di Akron e Michael Jordan sono gli unici 38enne ad aver segnato 45 o più punti in almeno due occasioni.

Inoltre, James può vantare una gara da almeno 40 punti contro ogni franchigia della NBA ad eccezione dei Clippers, contro i quali giocherà tra una settimana. A buon intenditor…

🆙 Up Man

Nelle 15 gare giocate senza AD, Wenyen Gabriel sta giocando il miglior basket della sua carriera: 8.5 punti con il 65.1% dal campo e 4.7 rimbalzi di cui quasi la metà in attacco. Restringendo il range, nelle ultime 3 uscite – in concomitanza al calo di Bryant – il sud-sudanese ha messo a referto 14 punti e 5.7 rimbalzi in quasi 28 minuti.

Gabriel attacca l’area, scarica su Nunn e cattura il rimbalzo offensivo, completando poi il gioco da tre punti. Hustle.

Contro i Rockets, nonostante sia uscito per falli, ha chiuso i 24 minuti giocati con 14 punti e 9 rimbalzi, con +15 di Plus/Minus.

In attacco ha funto da terminale degli scarichi di James e Westbrook, rollando con decisione verso il canestro dopo il blocco. Inoltre – come evidenziato da Giuseppe in un precedente Plus & Minus – il miglioramento nelle corner three costringe i difensori a stargli più vicino e questo gli consente di andare a rimbalzo offensivo in maniera dinamica.

Nella gara contro Houston ha pareggiato il career-high conquistando cinque carambole sotto il canestro dei texani. Wenyen ha svolto anche un discreto lavoro come bloccante (11 screen assist points generati)

Il fisico non imponente non gli consente di piazzare blocchi granitici, ma quando il ball handler è LeBron James anche un roll non perfetto consente di finire comodamente a canestro.

Nella propria metà campo Gabriel ha comunque sofferto Sengun, ma quantomeno – a differenza del compagno di reparto – ha cercato di stare più vicino al centro turco, provando a negargli facili drive verso il canestro.

Ma la qualità che caratterizza maggiormente la fase difensiva di Wenyen è la caparbietà con cui prova a contestare ogni conclusione e la verticalità con cui prova – e spesso riesce – a farlo. La buona mobilità laterale, poi, gli consente di aiutare e/o recuperare senza mandare fuori giri la difesa.

Chi scrive era (…e parzialmente è) tra i più tiepidi della redazione di LakeShow nei confronti di Wenyen Gabriel, ma solo gli stolti non cambiano mai opinione (cit.). È The Up Man visto nelle ultime settimane è sulla buona strada per causare un ribaltamento della valutazione.

❌ Lakers vs Rockets: i Minus

Le due contendenti hanno omesso la fase difensiva per tutta la gara, ma l’incapacità dei Lakers di contenere il peggiore attacco della NBA non è tollerabile.

🥊 Hard-Fought Win

Nelle 16 gare disputate nell’ultimo mese i Rockets hanno vinto solo contro i Bulls, nettamente il peggior record della NBA (nello stesso periodo Spurs e Hornets hanno vinto quattro partite). Eloquenti il Net Rating (-12.6) e la percentuale da tre (31.3%) dei texani nello span in questione.

Tuttavia, quella che sembrava l’occasione ideale per mettersi alle spalle le brucianti sconfitte patite contro Mavericks e 76ers ha messo comunque a repentaglio il sistema nervoso della Lakers Nation.

Jalen Green attacca a testa bassa e per fortuna dei Lakers il possesso del potenziale sorpasso Rockets si trasforma nella transizione con cui Westbrook chiude emotivamente la partita.

I losangelini hanno condotto per tutta la gara, tirato meglio e perso meno palloni (appena 2 turnover, nuovo record storico della franchigia). Gli angeleni hanno dominato in transizione (27-7), venendo surclassati solo a rimbalzo (17 rimbalzi offensivi per 21 seconde chance points).

Se i problemi a rimbalzo sono frutto, anche e non solo, delle carenze strutturali del roster, come altre volte in stagione si è palesata l’incapacità di Darvin Ham di incidere sul leitmotiv della gara. Houston ha spadroneggiato con Sengun dall’inizio alla fine e quando ha scelto di puntare sulla zona ha risvegliato i tiratori di Stephen Silas.

Troy Brown Jr. non completa l’aiuto e recupero, lasciando una tripla wide open a Tari Eason.
Un semplice blocco sul perimetro ha consentito a Jalen Green di segnare tre volte in quattro possessi.

James segna il layup del +14, Silas chiama timeout e LeBron si accomoda in panchina. Ham sceglie la zona 2-1-2 mal eseguita e subito travolta dai Rockets. Le quattro triple a segno e l’and-one di Jae’Sean Tate riducono di dieci lunghezze il vantaggio dei Lakers.

L’unico aggiustamento degno di nota dell’allenatore gialloviola è stato quello di affidarsi alla cara e vecchia Small ‘Bron Five Lineup, anticipata in tempi non sospetti dal nostro Stuani. Un po’ poco. Nel post partita il quattro volte MVP ha dichiarato di aver valutato di saltare il back-to-back, se lo avesse fatto probabilmente staremmo commentando un esito differente.

🚂 Thomas the Tank

Nelle ultime tre uscite Dennis Schröder (8 punti con il 29% dal campo) e Thomas Bryant (9 punti e 6 rimbalzi) hanno accusato il peso dell’enorme contributo dato alla squadra nel post infortunio di Davis.

Se il tedesco ha cercato comunque di contribuire nella propria metà campo (Green ha banchettato in sua assenza), il centro ex Wizards è stato tramortito dal repertorio in post old-school di Alperen Sengun (33+15+6). Secondo i dati sui matchups della NBA, il sophomore ha messo a referto 23 punti e 2 assist con 10/11 al tiro quando marcato da Bryant.

Sengun riceve in post e batte Bryant con appena due palleggi. Il recupero di Thomas viene eluso dalla finta di Alperen.

Il turco ha stravinto il duello costruendo la sua gara sulle lacune più evidenti di Bryant: mobilità laterale e posizionamento a rimbalzo. Col suo gioco di finte e l’ottimo footwork ha mandato fuori giri Thomas, perennemente in ritardo e mal posizionato.

Sengun non è un tiratore temibile (28.6% in stagione), ma considerate le sberle prese per tutta la sera sarebbe stato lecito attendersi da Bryant un closeout più convinto.

In stagione, con Thomas Bryant in campo (659 minuti) il Defensive Rating dei Lakers peggiora di 7.4 punti ogni cento possessi. Per contestualizzare, con Davis (836 minuti) e Gabriel (554 minuti) migliora rispettivamente di 4.8 e 4.9 punti per cento possessi.

Il differenziale On/Off rilevato da Cleaning The Glass (depurato dal garbage time) lo colloca nel 22%ile NBA. Il futuro dei Lakers e dello stesso nativo di Rochester passa, anche, dalla sua sostenibilità difensiva.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (4:30 🇮🇹) tra Mercoledì 18 e Giovedì 19 Gennaio per affrontare i Sacramento Kings alla crypto.com Arena.

Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports™ (SS), Cleaning The Glass (CTG), NBA Advanced Stats (NBA) e Basketball Reference (BR). Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.


Ascolta Lakers Speaker’s Corner, il podcast italiano dedicato ai gialloviola, su:


NBA & Lakers on the couch, minors & post on the court. 1987, Showtime!

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