In copertina: Austin Reaves durante Gara 4 tra Lakers e Nuggets alla crypto.com Arena di Los Angeles. (Ashley Landis, AP Photo)

Western Conference Finals dal sapore agrodolce per Austin Reaves. Alla delusione per la netta eliminazione subita dai Los Angeles Lakers per mano dei Denver Nuggets, il nativo di Newark, Arkansas ha abbinato gioia per aver dimostrato di essere un giocatore vero e non un feticcio del Ghetto Lakers.

Contro le pepite del Colorado, Reaves ha messo a referto 21.3 punti, 3.5 rimbalzi e 5.3 assist in 39.6 minuti di gioco con un differenziale On/Off di +20,9. Inoltre, Austin si è confermato chirurgico tirando con il 73.8% di true shooting, il 56.0% da tre (6.3 3PA) ed il 100% ai liberi (15 tentativi).

Consolidato il suo ruolo di leader del supporting cast di LeBron James ed Anthony Davis, Hillbilly Kobe è diventato una presenza fissa nelle conferenze stampa del post-partita.

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A meno di improbabile exploit realizzativi di Hauser (25 punti totali con i Celtics) o Yurtesen (2 punti con gli Heat), Austin Reaves chiuderà la postseason come miglior realizzatore tra i sophomore. All’esordio ai playoff il numero 15 gialloviola ha realizzato 16.9 punti in 16 partite, quasi il doppio di Evan Mobley (9.8 di media con gli Heat).

Una crescita e un impatto così evidente non possono che essere il punto di partenza della sua conferenza stampa, dove ha parlato di quanto appreso durante l’anno:

«Prima di tutto, ho imparato che non bisogna mai mollare. All’inizio della stagione abbiamo avuto molti bassi, poi negli ultimi mesi tanti alti: bisogna credere in sé stessi e nella squadra. Ho capito come essere un professionista, dentro e fuori dal campo. Giochiamo a basket per vivere, ma non bisogna mai darlo del scontato.»

«Questa sconfitta brucia, ma se a 15 anni mi avessero detto che avrei giocato le Western Conference Finals avrei reagito come se avessi visto un fantasma. Ho imparato molte lezioni e spero di perseguire nel corso della mia vita e della mia carriera.»

Reaves poi ha sottolineato l’importanza delle mosse di febbraio del front office dei Lakers:

«Anche prima della trade deadline eravamo fiduciosi di poter fare una striscia di risultati positivi, poi con gli scambi sono arrivati dei ragazzi con delle qualità che si adattavano bene con quelle del roster. Le cose hanno cominciato ad ingranare ed abbiamo raggiunto un risultato [le WCF] che non avrei mai sognato di ottenere prima di entrare in NBA.»

Austin poi non ha risparmiato elogi per i Nuggets:

«Sono una squadra davvero forte, non hanno falle nel loro sistema e sbagliano molto poco. Hanno due giocatori del livello di Murray e Jokic, un tagliante come Gordon, tanti tiratori e giocatori in grado di fare il lavoro sporco, come Bruce Brown e Jeff Green.»

«È un’ottima squadra e nelle quattro partite hanno dimostrato di essere la più forte, non posso che augurargli che il meglio.»

Anche in Gara 4 l’illusoria rimonta dei Lakers è stata alimentata dalle giocate di Reaves.

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I reporter poi hanno chiesto al beniamino della crypto.com Arena di parlare degli aspetti del gioco che intende migliorare per crescere ulteriormente. Reaves prima ha scherzato con i media, poi ha illustrato i suoi progetti per l’offseason:

«Spero di continuare nella mia crescita e che il mio swing [un movimento del golf] migliori. Ma lavorerò anche in palestra [ridendo].»

«Amo il gioco e mi piace lavorare sodo, ho trascorso tanto tempo in palestra con Phil [Handy] e Zack Gonzales [player development coach] per poter migliorare, ascolterò qualunque suggerimento vogliate darmi: palleggio, tiro, passaggio, difesa… Sono aperto a tutto [ridendo].»

«Dovrò prendermi cura del mio fisico, perché non avevo mai giocato così tanto prima d’ora. Lavorerò sul mio corpo e proverò a migliorare ogni aspetto del mio gioco.»

I cronisti poi sono ritornati sullo spirito competitivo di Austin e sulla sua determinazione per emergere:

«Come ho detto prima, non avrei mai pensato di ritrovarmi in questa posizione. Forse ci speravo, ma probabilmente solo due o tre persone al mondo pensavamo che avrei potuto contribuire a questo livello. Sono orgoglioso di me stesso.»

«Tante volte ho pensato che non avrei mai raggiunto il livello successivo. Dopo l’high schooll non avevo tante proposte, poi sono andato a Wichita State prima di trasferirmi in programma più importante [Oklahoma]. In uscita dal college non ho ricevuto molte telefonate, non sapevo se avrei giocato all’estero o in NBA. Quindi essere su questo palcoscenico e giocare, mi ha fatto sentire bene, essere orgoglioso di me stesso.»

Un altro dei marchi di fabbrica del #15 dei Lakers.

Infine, HBK ha rivelato la sua ricetta per superare la delusione per l’eliminazione, ovvero tornare a competere quanto prima:

«Ne ho parlato con ‘Bron durante la serie contro Memphis, questo è il basket più divertente che si possa giocare, quello più competitivo. Voglio farlo ancora e competere per vincere l’anello, anche se non l’ho mai vinto ovviamente sono certo che non ci sia sensazione migliore.»

«Ne ho parlato con ‘Bron e AD e tutti quelli che hanno vinto un anello, è qualcosa di speciale e spero di poterla provare anche io in futuro.»

Un’estate di lavoro ma non solo. Austin Reaves è restricted free agent ed i Lakers possono estenderlo con un quadriennale da 54 milioni di dollari. Ma a causa della Gilbert Arenas provision, una franchigia con spazio salariale potrebbe offrire un quadriennale da 100,4 milioni di dollari (circa 12 mln nei primi due anni, per poi salire a 36/38 negli ultimi due).

Essendo RFA, la franchigia di Jeanie Buss potrà pareggiare qualunque offerta dovesse arrivare all’ex Sooners. L’auspicio è che proprietà e front office proseguano nella strada iniziata alla trade dealine, senza “regalare” ai tifosi un remake di quanto già visto con rinnovo di Alex Caruso.

📅 Next Game

Coming Soon, nel vero senso della parola.


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NBA & Lakers on the couch, minors & post on the court. 1987, Showtime!

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