Tra gli spettatori della gara persa dai Los Angeles Lakers contro i Rockets – primo match della NBA2K25 Summer League di Las Vegas – c’era anche JJ Redick. L’allenatore gialloviola era seduto al fianco del GM Rob Pelinka e degli assistenti Nate McMillan, Scott Brooks e Greg St. Jean.

Nel corso della partita, il coach losangelino ha parlato con Doris Burke e Mark Jones di ESPN dello sviluppo di Bronny James e Dalton Knecht, di come giocheranno i Lakers, della decisione di intraprendere la carriera di allenatore e del rapporto con LeBron James.

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🏀 JJ Redick su James Jr. e Knecht

Il neo allenatore gialloviola ha parlato dell’osservato speciale della squadra losangelina, Bronny James (15 punti con 6/26 dal campo nelle tre gare giocate):

«È uno small sample size, ma in difesa ha fatto delle ottime cose. Abbiamo apprezzato quello che ha mostrato durante gli allenamenti… e ci sta piacendo quanto stiamo vedendo durante la Summer League.»

«Credo debba lasciar perdere i risultati e godersi il momento di essere nella NBA… Ovviamente è il caso di studio numero uno. Bronny sarà un pezzo importante del nostro programma di player development. Investiremo molto su di lui. Deve innamorarsi di quel processo e lasciar perdere tutto il resto.»

Redick, poi, ha commentato le prestazioni di Dalton Knecht, 17esima scelta dei Lakers all’ultimo draft. Connect Four, contro i Rockets, ha messo a referto 25 punti, 6 rimbalzi e 4 assist.

«Sappiamo che è un ottimo tiratore. Ieri sono stato con lui una mezz’ora al termine dell’allenamento, abbiamo analizzato alcune situazioni e lavorato sul come creare separazione. Ha tirato davvero bene, questo lo sapevo. Sono rimasto sorpreso dalle altre parti del suo gioco: la difesa, i rimbalzi, i passaggi. Sono impressionato dalla sua comprensione del gioco.»

«Naturalmente, sappiamo che nella NBA occorre essere dei two-way player per avere un impatto, difensivamente deve migliorare, come ogni rookie.»

🆙 JJ Redick: «Voglio affrontare una sfida»

Il coach dei Lakers ha rivelato qualche dettaglio sul sistema di gioco che intende adottare, con una critica velata alla precedente gestione tecnica:

«Abbiamo LeBron e AD nella nostra squadra. Loro due saranno i nostri hub offensivi. Ma dovremo giocare con maggiore movimento e più tagli, per giocare in questo modo dovremo coinvolgere tutti i giocatori.»

«Lo scorso anno la squadra ha avuto una efficienza maggiore quando ha eseguito dei set rispetto a quando ha giocato in maniera casuale. L’idea è di andare verso quella direzione.»

Doris Burke è tornata sulla scelta di JJ Redick di intraprendere la carriera di allenatore:

«Ho sentito la vocazione. Sicuramente ha influito il fatto che… sono un malato. Sono un masochista e voglio affrontare una sfida con una posta in gioco alta, con tanta pressione. Inoltre, da quando mi sono ritirato, ho realizzato che la competizione e le performance sono le cose che mi danno maggiori soddisfazioni. La collaborazione, essere parte di una squadra. la cosa che mi dà maggiore soddisfazione è la competizione. Ho sentito tutto questo mentre lavoravo con i media.»

«Altri fattori, come ho detto nella conferenza stampa, sono la leadership e la voglia di mettersi al servizio. Per me è fondamentale poter aiutare le persone, i giocatori e gli allenatori. Voglio dare potere alle persone e aiutare i Lakers a tornare al top.»

Inevitabile, arriva la domanda sulla relazione con LeBron James:

«Questa è la cosa bella della relazione tra me e LeBron: negli ultimi sei mesi, siamo stati in grado di essere molto aperti l’uno con l’altro nelle nostre conversazioni durante i podcast.»

«Come ho già detto, non abbiamo parlato della questione finché non ho ricevuto l’offerta. Credo fosse Giovedì 20 Giugno, ero a Duke. Stavo pranzando con mio padre e gli ho detto che avrei dovuto fare una telefonata veloce. Ho chiamato LeBron e abbiamo parlato per venti minuti. Mi sentivo davvero bene ed ho accettato l’offerta.»

In copertina: Doris Burke, JJ Redick e Mark Jones (ESPN)


Ascolta Lakers Speaker’s Corner, il podcast italiano dedicato ai gialloviola, su:


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