Quando Shams Charania di ESPN ha riportato la notizia sul rinnovo di Jaxson Hayes con i Los Angeles Lakers, non ha indicato l’importo dell’accordo ma solo la durata (annuale), poi successive indiscrezioni hanno fatto chiarezza. Secondo Bobby Marks di ESPN e Eric Pincus di Bleacher Report, il centro avrebbe accettato un contratto da 3,45 milioni di dollari. La cifra corrisponde all’uso dei Non-Bird Rights, cioè il 120% del minimo salariale per un giocatore con sei anni di esperienza (2,87 milioni).
I Lakers avrebbero potuto rinnovare Hayes con un contratto al minimo salariale oppure investendo una quota della Bi-Annual Exception. I californiani matureranno gli Early Bird Rights sul giocatore, mentre Jaxson avrà diritto a una No-Trade Clause, prevista dal CBA, a meno che non scelga di rinunciarvi.
Aggiornamento: qualche ora dopo la stesura dell’analisi, Dan Woike di The Athletic ha riportato la rinuncia alla No-Trade Clause.
Questa struttura contrattuale ha sollevato alcune perplessità, sia per la valutazione tecnica del giocatore, sia per il potenziale vincolo (a questo punto non verificatosi) generato dalla clausola Il minimo salariale avrebbe potuto essere utilizzato per un altro profilo, anche se – a onor del vero – il mercato al momento offre ben poco. La possibilità di trovarsi bloccati da una No-Trade Clause avrebbe potuto complicare eventuali operazioni future.
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💸 Le ripercussioni per i Lakers
L’addio di Dorian Finney-Smith ha consentito ai Lakers di scendere sotto il primo apron, sbloccando l’utilizzo della Mid-Level Exception (MLE) da 14,1 milioni e della Bi-Annual Exception (BAE) da 5,135 milioni. La prima è stata usata per firmare Deandre Ayton e Jake LaRavia; la seconda è ancora a disposizione, ma potrà essere utilizzata per intero solo restando sotto al primo apron.
Dopo la firma di Adou Thiero tramite la Second-Round Pick Exception (1,27 milioni per il 2025/26), lo spazio residuo rispetto all’apron era pari a 4,36 milioni. Con l’ingaggio di Hayes, tale margine si è ridotto di circa 900.000 dollari – cifra che sarebbe stata prossima ai 2 milioni in caso di firma al minimo.
Nello scenario più favorevole, per sfruttare appieno la BAE i Lakers avrebbero dovuto tagliare Shake Milton (contratto da 3 milioni che diventerà garantito il 20 luglio). Dopo la firma di Hayes, però, servirebbe rinunciare anche a Jordan Goodwin (2,35 milioni di cui solo 25.000 dollari garantiti fino al 10 gennaio 2026). In ogni caso, è difficile trovare sul mercato nomi che giustifichino l’uso dell’intera BAE.
Diverso il discorso legato allo spazio salariale in senso stretto. Le operazioni degli ultimi anni – da Horton-Tucker a Reaves – dimostrano che anche differenze minime, da poche decine di migliaia di dollari, possono risultare determinanti per mantenere flessibilità nei momenti chiave.
- ➡️ Maggiori dettagli sulle pagine dedicate ai Lakers di Spotrac e Cap Sheets.
👀 Un’altra chiave di lettura
Tuttavia, a volte osservare uno scenario da lontano permette di cogliere meglio le dinamiche in gioco. Uno scambio di opinioni su X con Fabrizio Gilardi di Ball Don’t Lie ha offerto uno spunto interessante: secondo questa interpretazione, la firma di Hayes con i Non-Bird Rights – a una cifra superiore al minimo – rientrerebbe in una strategia più ampia, volta ad assecondare le richieste dell’agente Bill Duffy, lo stesso che rappresenta anche Deandre Ayton e Luka Dončić.
In sintesi, il rinnovo di Hayes può essere visto come una scelta “di sistema” anziché una valutazione individuale. Una mossa frutto di compromessi con uno degli agenti più influenti della lega, utile per portare a termine l’operazione Ayton. I Lakers si ritrovano con un lungo atletico, reduce da un buon finale di stagione, con continuità tecnica garantita e un contratto annuale. Il costo potrebbe sembrare eccessivo, ma è parte di un disegno più ampio.
Alla luce della scarsità di occasioni nel mercato free agent, i Lakers probabilmente non avevano alcuna intenzione concreta di utilizzare l’intera BAE in questa offseason, se non eventualmente per firmare qualche giocatore tagliato. La soluzione più plausibile per un innesto di valore resterebbe una trade o, appunto, del mercato dei buyout. Per il resto della rotazione, invece, si potrà attingere al mercato dei veterani rimasti, firmabili al minimo salariale.
Per cui è comprensibile che una parte della tifoseria storca il naso per un rinnovo sopra il minimo a un giocatore marginale come Hayes. Tuttavia, letta nel contesto delle dinamiche tra front office e agenti, l’operazione sembra inserirsi in una strategia più ampia: garantire l’arrivo di Ayton senza sacrificare flessibilità futura. In definitiva, il prezzo di certi affari si paga anche così.
In passato, si è parlato molto dell’influenza sulle mosse dei Lakers della Klutch Sports Group di Rich Paul, lo storico amico di LeBron James. Ora potrebbe essere il turno di Duffy e… Aaron Reilly, agente di Austin Reaves e Jack LaRavia. Soprattutto in vista dei prossimi rinnovi di Luka Magic e HBK.
📅 Next Game
I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (4:00 🇮🇹) tra Martedì 8 e Mercoledì 9 Luglio per affrontare i San Antonio Spurs al Chase Center di San Francisco.
In copertina: Rob Pelinka (Credit: Jayne Kamin, Oncea-Imagn Images)
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