I Los Angeles Lakers hanno superato gli Washington Wizards dopo un tempo supplementare, grazie – anche – ai 31 punti messi a referto da LeBron James, vicinissimo a scollinare quota 40.000. Parlando con i media al termine della partita, il quattro volte MVP non ha nascosto la soddisfazione per il traguardo che si appresta a raggiungere.

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Reduci dall’incredibile rimonta contro i Clippers, i Lakers, in back-to-back, hanno sofferto più del previsto per battere gli Wizards. Dalle parole di LeBron James pare evidente che la stanchezza abbia pesato sulla lucidità dei gialloviola:

«Avremmo dovuto contenere il loro attacco ed eseguire meglio, non perdere palloni. È una lega difficile e, dopo la vittoria di ieri sera, abbiamo affrontato una squadra giovane e combattiva. Non ambiscono a nulla, però sono atletici, giocano duro e con molta velocità. Ci sono voluti 53 minuti per portare a termine il lavoro.»

Adesso, solo nove punti dividono il Prescelto dal diventare il primo giocatore nella storia della NBA a raggiungere quota 40.000 punti segnati nella regular season.

«Non posso sedermi qui e dire che non conta nulla, ovviamente. Nessuno lo ha mai fatto. Essere in questo punto e momento della mia carriera, credo sia davvero bello. È in cima alle cose che ho fatto nella mia carriera? No. Ma significa qualcosa? Ovviamente. Assolutamente. Perché non dovrebbe?»

«Aver potuto realizzare certe cose, essere al fianco dei più grandi giocatori che abbiano mai giocato nell’NBA, raggiungere risultati e traguardi durante la mia carriera, ha significato molto per me. Assolutamente. Ovviamente, esiste un ordine gerarchico in cui alcune sono più in alto di altre, senza dubbio. Mentirei se dicessi che non significa nulla. Perché assolutamente è così.»

Lo scorso 7 febbraio James ha superato Kareem Abdul-Jabbar (38.387 punti), diventando il miglior realizzatore della storia della NBA. Adesso, partita dopo partita, sta migliorando il suo record che potrebbe raggiungere un totale inimmaginabile fino a qualche anno fa. LeBron non ha fissato un obiettivo:

«No. Non avrei mai pensato di raggiungere il record. È successo in modo organico. Ho giocato a basket nel modo migliore, sono sceso in campo e ho lasciato che il gioco venisse da me. Il record è stata una conseguenza, non è mai stato uno dei miei obiettivi quando sono arrivato nelle lega. Ma sto ancora giocando e sono ancora in grado di segnare, quindi salirà finché non smetterò di giocare.»

Il numero 23 dei Lakers ha segnato tanto nelle ultime due gare (34 contro i Clippers, 31 contro gli Wizards) ma è stato decisivo anche nella propria metà campo. Nel derby ha difeso contro Kawhi Leonard, contro Washington ha rimediato ad una palla persa piazzando una stoppata clamorosa a Jordan Poole:

«Mi è stato insegnato in giovane età che quando perdi il pallone devi tornare velocemente in difesa. Io e AD abbiamo avuto un’incomprensione su quella lettura e ho tentato il pocket pass prima che si aprisse. E una volta che ho visto Tyus Jones che ripartiva, ho provato a vedere se potevo tornare indietro e fare una giocata difensiva. Ovviamente è stata un momento decisivo e sono felice di essere riuscito a stopparlo.»

Non male, per un giovane 39enne alla 21esima stagione nella NBA.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (2:30 🇮🇹) tra Sabato 2 e Domenica 3 Marzo per affrontare i Denver Nuggets alla crypto.com Arena.

In copertina: LeBron James stoppal termine della gara tra Lakers e Wizards alla crypto.com Arena di Los Angeles. (Adam Pantozzi, NBAE via Getty Images)


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LeBron James ha superato Kareem Abdul-Jabbar, diventando il miglior realizzatore della storia della NBA. Leggi gli articoli dedicati al record del quattro volte MVP scritti dalla redazione di LakeShow Italia:


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