Da Craig’s a Beverly Hills, passando per dichiarazioni sibilline e mancate estensioni: nei Los Angeles Lakers la transizione da LeBron James a Luka Dončić è già iniziata. E rischia di diventare la più tesa dell’era moderna. Ramona Shelburne e Brian Windhorst ne hanno scritto in lungo approfondimento su ESPN, di seguito i passaggi più importanti.
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👑 Un tavolo per quattro, senza il Re
Lo scorso 3 maggio, quattro giorni dopo l’eliminazione al primo turno contro i Timberwolves, Luka Dončić ha cenato con Rob Pelinka, JJ Redick e la sua agente Lara Beth Seager in uno dei ristoranti più celebri di Los Angeles: Craig’s.
Il dettaglio più significativo? L’assenza di LeBron James. Una scelta simbolica, suggellata dalla decisione di uscire tutti dalla porta principale, dove ad attenderli c’erano paparazzi e fan.
Quella serata ha sancito ufficialmente l’inizio dell’era Dončić: il nuovo volto della franchigia. Tra un calice di Opus One e una pila di documenti firmata Pelinka, si è discusso di CBA, secondo apron, cap space e futuri partner ideali per l’asso sloveno. Un tipo di briefing che, fino a pochi mesi fa, era riservato a LeBron.
💵 L’obiettivo prioritario dei Lakers: l’estensione di Luka
La missione dei Lakers è chiara: ottenere l’estensione contrattuale di Luka il prima possibile. Dal 2 agosto, Dončić sarà eleggibile per firmare un quadriennale da 229 milioni, oppure un triennale con player option, aprendo alla possibilità di un contratto quinquennale da 418 milioni nel 2028 (leggi tutti i dettagli sull’estensione dello sloveno).
Tuttavia, lo scenario più probabile è che il numero 77 rimandi ogni decisione a dopo EuroBasket, in programma fino a metà settembre.
Nel frattempo, Pelinka e Redick stanno lavorando per convincere Luka a legarsi a lungo termine, pianificando anche una visita in Europa. «Il management dei Lakers ci ha accolto con entusiasmo e grande supporto» ha dichiarato Seager a ESPN. «Abbiamo costruito un ottimo rapporto di lavoro: tutti condividiamo lo stesso obiettivo, vincere un titolo NBA.»
🔚 LeBron: una stagione da addio?
Due mesi dopo quella cena, è arrivato un messaggio altrettanto pesante, stavolta da Rich Paul: «Vogliamo valutare cosa sia meglio per LeBron in questa fase della sua carriera. Ogni stagione che gli resta è importante.» Parole che, pur accompagnando la notizia dell’opzione da 52.6 milioni esercitata da James, hanno subito acceso speculazioni sul suo futuro.
Per la prima volta in carriera, LeBron sarà una expiring contract. Un’anomalia per un giocatore del suo calibro, ma anche un segnale chiaro: i Lakers stanno pianificando il futuro senza di lui.
Dietro le quinte, però, Paul ha cercato di raffreddare gli animi, contattando Seager per rassicurarla sul rispetto reciproco tra LeBron e Luka. Tuttavia, il punto è chiaro: dopo sei stagioni in cui la squadra è ruotata attorno al numero 23, ora la priorità è altrove.
⛓️💥 Segnali di una frattura crescente?
Le tensioni tra LeBron e i Lakers non sono esplose apertamente, ma si stanno manifestando sotto forma di segnali sempre più espliciti:
Trade senza preavviso. James non è stato informato in anticipo dello scambio che ha portato all’addio di Anthony Davis e all’arrivo di Luka. Lo ha accettato per rispetto verso lo sloveno, ma ha comunque registrato il colpo.
L’arrivo di un lungo. Pelinka ha provato a portare Mark Williams a L.A., esaudendo un desiderio di Dončić che James e AD chiedevano da anni senza successo.
La cessione della franchigia. Quando la famiglia Buss ha deciso di cedere le quote di maggioranza della franchigia a Mark Walter (leggi tutti i dettagli sulla più grande transazione dello sport professionistico) nordamericano), Luka ha postato le sue congratulazioni sui social media. Dopo la pubblicazione dell’articolo di ESPN, una fonte vicino a LeBron ha riferito che il quattro volte MVP è stato informato dell’affare. Tuttavia, ad oggi non ha commentato in nessun modo la vicenda.
Nessuna estensione: A differenza delle stagioni precedenti, i Lakers non hanno nemmeno avviato discussioni su un nuovo contratto per LeBron.
Ayton, sì. LeBron, no. Dopo l’acquisto di Deandre Ayton, Luka ha inviato subito un messaggio di benvenuto. James, no.
James ha reagito a modo suo: no comment post-gara, riferimenti social alla sua Cleveland e una serie di video “casuali” girati in Ohio con cappellini “Welcome Home”. «Niente di ciò che fa LeBron è un caso» ha detto una fonte a ESPN. E in effetti, anche se non esiste ancora un piano ufficiale, il contesto lascia pochi dubbi: James sta ragionando sulla sua uscita di scena. Forse lontano da L.A.
📄 I Lakers voltano pagina. E lo fanno apertamente
Il front office ha smesso di forzare il presente per compiacere James, preferendo costruire attorno a Dončić. Un processo inevitabile, ma anche inedito per il quattro volte MVP, abituato a decidere il destino delle franchigie per cui ha giocato.
Ora, per la prima volta, è spettatore di una narrazione che non controlla.
Le costruzioni, anche quelle simboliche, contano: LeBron sta ultimando la sua casa a Beverly Hills. I figli vanno a scuola a L.A. Gli affari sono tutti lì. Ma i Lakers gli hanno fatto capire che l’orizzonte è altrove.
E questa volta, forse, è davvero la fine.
In copertina: LeBron James e Luka Dončić. (Credit: Glenn James, NBAE via Getty Images)
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C’è solo un Capitano, anzi due.









