Marcus Smart è ancora in fase di adattamento alla nuova realtà losangelina, ma il suo entusiasmo è già alle stelle: «Sembra ancora un sogno… e il purple and gold mi dona, no?» Il nuovo numero 36 dei Los Angeles Lakers si è raccontato ai microfoni del canale YouTube dei Gialloviola nel format Get to Know, ripercorrendo momenti speciali della carriera e svelando curiosità sulla sua vita fuori dal parquet.

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🔄 Marcus Smart ai Lakers undici anni dopo

Il viaggio parte da una foto del pre-draft workout con i Lakers, uno dei più duri della sua carriera: «Era davvero competitivo, siamo andati in guerra. Ero a una sola scelta dal finire qui 11 anni fa, e ora esserci è surreale.» All’epoca i Lakers scelsero Julius Randle con la #7, mentre Marcus Smart finì ai Celtics con la #6.

Scoprendo un cartoncino con una frase di coach JJ Redick – «Lo adoro, se devo scegliere una squadra, lo voglio con me. Mette pressione agli avversari e compete.» – Smart sorride: «Dovevo immaginarlo. Sì, metto pressione e competo. Oggi la difesa non è così celebrata, quindi ricevere riconoscimenti da un coach che lo capisce davvero significa molto.»

Marcus Smart durante il workout con i Lakers nel giugno 2014. (Credit: Lakers.com)
Marcus Smart durante il workout con i Lakers nel giugno 2014. (Credit: Lakers.com)

🏆 Il Defensive Player of the Year 2022 e Kobe Bryant

Nella terza foto, il premio di Defensive Player of the Year vinto nel 2022: «Essere la prima guardia dopo Gary Payton a vincerlo è stato speciale. Ora posso dire ai miei figli di cercare il mio nome nei libri di storia.» Per Smart, difendere da esterno è un lavoro “sporco” ma fondamentale: «I lunghi hanno stoppate e rimbalzi, ma prima di arrivare a loro, gli avversari devono passare da noi. Servono più guardie in corsa per il premio.»

Tra i momenti più emozionanti, una foto che lo ritrae da rookie mentre difende su Kobe Bryant: «Onestamente tremavo. Tutto quello a cui pensavo era che mia madre e mio fratello mi stavano guardando. Ho cercato di vivere il momento: essere in campo con uno dei più grandi di sempre, e addirittura marcarlo, è un onore. Mamba Mentality: pazienza, astuzia e sangue freddo.»

Il motto personale di Smart è semplice: “Control what you can control”. Un principio che lo ha aiutato a superare momenti difficili: «Ci sono tante cose su cui non abbiamo potere, quindi perché sprecare energie? Questo approccio mi ha salvato la vita più di una volta.»

Il golf è una passione relativamente recente, nata grazie a Jayson Tatum e Sam Hauser: «Andavano sempre a giocare e io mi sentivo escluso. Ho deciso di provare e ora gioco quasi ogni giorno.»

Marcus Smart e Kobe Bryant durante la gara tra Celtics e Lakers del 30 Dicembre 2015 al TD Garden di Boston. (Credit: Winslow Townson, AP Photo)
Marcus Smart e Kobe Bryant durante la gara tra Celtics e Lakers del 30 Dicembre 2015 al TD Garden di Boston. (Credit: Winslow Townson, AP Photo)

👑 La scelta del #36 e Il “Trick Shot King”

Marcus Smart è il primo Laker della storia a indossare il 36: «Il mio compleanno è il 6 marzo, 03/06. A Boston non potevo prendere il 33 di mio fratello scomparso, così ho unito il 3 (numero che portavano tutti i miei fratelli) e il 6.»

Quello di “Trick Shot King” è un titolo che accetta volentieri: «Ne ho uno in particolare, da terra a metà campo usando solo gli addominali. Sembra facile, ma non lo è. In partita non ne faccio molti, ma nei pre-partita ho una tripla dietro la testa. Magari quest’anno ne vedrete altri.»

E sulla sfida a Luka Dončić in H.O.R.S.E.: «Sono di parte, dico che vincerei io… ma dobbiamo organizzarlo.»

Il messaggio finale ai tifosi dei Lakers è chiaro: «Aspettatevi energia, passione e che io lasci tutto quello che ho sul campo per voi. Siamo qui insieme.»

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (4:00 🇮🇹) tra Giovedì 3 e Venerdì 4 Ottobre per affrontare i Phoenix Suns alla Acrisure Arena di Palm Desert.

In copertina: Marcus Smart (Credit: Lakers.com)


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