In copertina: Dennis Schröder and Kendrick Nunn (Vaughn Ridley, NBAE via Getty Images)

Quarta partita del Road Trip ad Est per i Los Angeles Lakers che, fortemente rimaneggiati, si arrendo ai Toronto Raptors, imbattendosi nella seconda sconfitta consecutiva.

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✅ Raptors vs Lakers: i Plus

Vi è ben poco di positivo nella prestazione dei Lakers, privi sia di Anthony Davis, ancora influenzato, che di LeBron James, a riposo precauzionale in seguito al problema alla caviglia.

🇩🇪 Shade of Dennis

Nella pessimo primo tempo offensivo giocato dai gialloviola, incapaci di trovare il canestro dalla lunga distanza ed imbrigliati dalla fisicità avversaria, Dennis Schröder è l’unico giocatore ad aver avuto un rendimento sufficiente, nonostante all’intervallo i nostri beniamini si ritrovino in svantaggio di 23 punti.

L’assenza delle due superstar consegna per più tempo il pallone in mano al tedesco, che sceglie di andare alla ricerca di fortune nell’area canadese, riuscendo spesso a lucrare falli, convertendo poi tutti i liberi tentati.

Superato Trent dal palleggio, anticipa la chiusura di Koloko con un pregevole floater, una delle poche azioni offensive, anche se individuale, nel periodo del parziale dei Raptors.

La prova di Schröder va vista come una speranza per il futuro, perché se già in precedenti occasioni avevamo sottolineato come la sua capacità di mettere pressione difensiva fosse fondamentale all’interno degli schemi difensivi, una ritrovata continuità offensiva gli garantirebbe un maggiore utilizzo e permetterebbe a coach Ham di aver più spazio di manovra all’interno delle rotazioni.

🤝 La zona

Premetto che questo è un Plus di incoraggiamento.

L’ultima volta che ne avevo parlato, avevo posto questa scelta tattica di Ham tra i Minus, poiché era stata scardinata con facilità irrisoria da Poeltl.

Nella notte la scelta di difendere per larghi tratti a zona è stata obbligata dalle assenze, non solo quelle di Davis e James, ma anche quella di Wenyen Gabriel.

La mancanza di ben tre atleti sopra i due metri d’altezza e la contemporanea prestanza fisica del roster di Toronto ha costretto Darvin Ham a scegliere spesso di affidarsi ad una 2-3.

Se l’esecuzione è ancora abbastanza elementare ed i meccanismi evidentemente non sono ben oliati, il suo utilizzo ha portato ad alcuni risultati, in particolare verso la prima metà del secondo quarto, dove i Raptors si sono mostrati pigri nelle scelte offensive, accontentandosi di alcuni tiri dalla media distanza concessi dalla difesa gialloviola.

La zona porta Boucher ad accontentarsi di un tiro forzato e difeso da Jones.

Nel secondo tempo, che è stato in realtà un lunghissimo garbage time, i Lakers hanno riproposto questo schema difensivo con risultati alterni, dettati dallo scarso effort e dalla carente esecuzione.

Anche se ritengo ancora inefficiente questo schema, l’insistenza con cui Ham lo porta negli incontri fa pensare ad un obiettivo, come ad esempio quello di ampliare le carte tattiche a sua disposizione e dal mio punto di vista, in una partita ampiamente compromessa dopo ventiquattro minuti, ha fatto bene a sperimentare questa soluzione per ampi tratti, anche con risultati non sempre positivi.

Zona attaccata negli ultimi secondi dell’azione da FVV che in seguito al PnR con Boucher prende il centro dell’area. Viene preso in consegna da Jones e qui vi è il momento di confusione che fa crollare il castello difensivo. Russ non ruota, Jones rimane con Van Vleet con Nunn che arriva tardivamente in raddoppio. Il numero 23 prende la linea di fondo e scarica per OG solo nell’angolo, tre punti.

❌ Raptors vs Lakers: i Minus

I Lakers hanno dato l’impressione di essere scesi in campo pensando già di aver perso, con la mente rivolta al prossimo incontro contro Philadelphia, subendo non solo dal punto di vista sportivo ma anche emotivamente le assenze di Davis e James.

Sacrificabili

Direi che i minuti concessi in questa partita abbiano sancito in maniera definitiva l’inutilità di Damian Jones e Kendrik Nunn.

Il primo ha iniziato questa stagione con il ruolo di fake starter, condizione che è presto deragliata, a causa della sua inconsistenza, tanto da collezionare sette DNP negli ultimi dieci incontri.

Si è notato chiaramente come Damian non “comprenda il gioco” o, per lo meno, non con la velocità che è necessaria nella Lega. Senza timore di essere smentito, direi che il suo tempo in maglia Lakers è ampiamente scaduto.

La stagione di Nunn è forse la mia più grande delusione. Dopo un anno passato da oggetto misterioso infortunato ed un inizio di stagione tremendo, penso che sia quasi il momento di gettare la spugna.

Nella notte è stato tra l’inutile ed il dannoso in fase difensiva mentre in attacco si è limitato ad accumulare statistiche quando la contesa era oramai negli archivi ed il portarla a termine è stato un puro esercizio di stile.

Prima azione dopo esser entrato in campo, passi, l’ennesima infrazione della stagione.
Non si può chiudere su in tiratore in questo modo, MAI.

😣 I dolori del giovane Reaves

Non nascondo di essere stato scettico, ad inizio stagione, sulla possibilità che Austin Reaves potesse aumentare considerevolmente minuti ed importanza nelle gerarchie gialloviola.

Invece il prodotto di Oklahoma, dopo un periodo di assestamento, che è stato generale per l’intero roster, ha innalzato il suo livello di basket.

Se l’impegno e la disponibilità a sacrificare il proprio corpo in fase difensiva non erano mancati nemmeno nella scorsa stagione, ritengo che il salto di qualità maggiore sia giunto in fase offensiva.

Contestualmente all’assenza per infortunio di James, Reaves ha aumentato il numero di possessi dove orchestrare l’attacco, mostrando sia come le sue letture siano nettamente progredite sia come abbia affinato la capacità di concludere al ferro, grazie ad un magistrale utilizzo del perno.

Dopo i dovuti complimenti, la fredda analisi della partita con Toronto mi costringe ad affermare come Austin abbia subito la fisicità in particolare di Anunoby in attacco e la taglia fisica del roster canadese in difesa.

Una partita storta può capitare a tutti, soprattutto per uno come HBK, solo al secondo anno nella Lega e contestualmente anche l’unico gialloviola a non aver mai saltato un incontro.

P.S. Avrei potuto inserire in questo Minus anche la prova a dir poco orrenda di Walker, che nell’ultimo periodo ha mostrato una sinistra tendenza, ovvero quella di uscire prematuramente dalle contese se non riesce subito a marcare il cartellino.

Il parziale del secondo quarto.

Breve analisi del parziale di 24-6 che di fatto ha chiuso la partita già all’intervallo, il quale nasce essenzialmente da un’esecuzione offensiva approssimativa da parte dei Lakers, non in grado di segnare anche conclusioni aperte e dall’estrema porosità della fase difensiva, indipendentemente dallo schema adottato.

Sono stati sei minuti tremendi, un calo mentale non nuovo per la squadra gialloviola, forse il problema più impellente a cui Ham deve porre rimedio.

Vi è ben poca difesa in quest’azione, dove almeno tre giocatori in maglia gialloviola si limitano a guardare gli avversari.
Attacco alla zona troppo semplice. Blocco per VanVleet che trova Siakam dimenticato sulla linea di fondo, fin troppo semplice l’appoggio al vetro.
Rimessa di Russ, che vede la prima scelta, ovvero l’uscita di Walker, negata. Cerca Bryant, valvola di sfogo per far ripartire l’azione, ma la palla è anticipata da Koloko e questo genera due punti facili in transizione.
Anche quando il tiro è stato costruito decentemente la mira non ha aiutato. Bel passaggio in entrata di Dennis per Thomas che attira a se tre difensori e riapre, anche se in maniera non perfetta per Walker. Il tiro è aperto ma finisce sul ferro.
Westbrook spinge sull’acceleratore per provare ad attaccare la difesa di Toronto non ancora schierata. Contestualmente Walker taglia lungo la linea di fondo. Il tempo per il passaggio ci sarebbe se non fosse che Russ perde il controllo del pallone e si ritrova nel pitturato insieme a Lonnie. Lo scarico è a dir poco fortunoso e porta alla palla persa.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – alle 1:30 italiane – tra Venerdì 9 e Sabato 10 Dicembre per affrontare i Philadelphia 76ers al Wells Fargo Center.

Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports™ (SS), Cleaning The Glass (CTG), NBA Advanced Stats (NBA) e Basketball Reference (BR). Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.


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Universitario e calciatore cresciuto nelle nebbie ferraresi. Appassionato di qualsiasi sport che non necessiti un motore. Tifoso Lakers da quando a sette anni mi regalarono la canotta di Kobe.

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