Nei Mock Draft di Sam Vecenie di The Athletic e Jonathan Givony di ESPN, Dalton Knecht era proiettato alla sesta scelta (Hornets). In quello di Kevin O’Connor di The Ringer all’ottava. Tuttavia, col susseguirsi degli annunci di Adam Silver prima è uscito dalla top ten, poi dalle lottery pick (le prime quattordici).

Per cui, dopo aver indugiato su Matas Buzelis – atteso tra le prime cinque e scelto alla #11 dai Bulls – la regia dell’evento si è concentrata sulla guardia uscita dall’Università del Tennessee. L’attesa è durata poco, poiché il SEC Player of the Year è stato selezionato con la #17 dai Los Angeles Lakers

Subito dopo aver indossato il cappello dei Lakers e stretto la mano al Commissioner, l’ex Volunteers – visibilmente emozionato – è stato intervistato da Monica McNutt di ESPN:

«È un sogno che si realizza, un’opportunità unica nella vita. È davvero una benedizione, è tutto quello che riesco a dire. Sono senza parole, ma sono pronto per mettermi al lavoro. Sono un gran lavoratore, andrò in palestra ogni giorno.»

🆙 La voglia di rivalsa di Dalton Knecht

Ritrovata la calma, Dalton Knecht ha parlato con i giornalisti presenti al Barclays Center. Il 23enne nativo di Fargo, North Dakota si è messo in luce all’Università del Tennessee dopo quattro anni trascorsi in due atenei minori del Colorado. Con i Volunteers ha giocato 36 gare in quintetto, chiuse con 21.7 punti (39.7% con 6.5 triple tentate di media), 4.9 rimbalzi e 1.7 assist in 30.6 minuti a partita. Inoltre, a fine stagione è stato nominato SEC Player of the Year ed inserito nel 2024 Consensus All-America First Team.

Knecht ha detto che il draft ha rispecchiato il suo percorso scolastico:

«Mi sento come se fossi stato sottovalutato per tutta la mia vita, fin da quando ho terminato l’high school. Quindi… Ho sempre avuto un po’ il dente avvelenato. Anche adesso: avrò sempre in testa l’obiettivo di dimostrare a tutte quelle persone che si sbagliavano.»

«Ogni volta che toccherò un pallone da basket o entrerò in palestra, avrò la sensazione di dover dimostrare qualcosa e non importa dove sarò. Questa sorta di risentimento dovuta al fatto di essere stato sempre sottovalutato. È qualcosa che mi accompagnerà per tutto il resto della mia carriera.»

Dalton poi ha ringraziato i suoi genitori, Corey e Carrie, che tante volte lo hanno aspettato in auto in parcheggi desolati del Colorado, mentre lui era impegnato in sessioni di tiro extra. Il papà ha registrato tante partite dell’high school, per inviarle ai parenti e – soprattutto – dissezionarle insieme.

«È stato sempre duro, ma nel senso buono. Voleva spingermi ad essere migliore. Quando hai una persona come lui, che vuole il meglio per te dentro e fuori dal campo, è grandioso.»

🔝 I Lakers, Kobe e LeBron

Ai microfono di The Players’ Tribune, Knecht ha parlato della sua prima canotta, la White Mamba di Kobe Bryant: «La canotta di Kobe. Era… La Christmas Special, quella tutta bianca con degli accenni viola.» Il più classico dei sogni che diventa realtà.

Stando alle parole di Rob Pelinka, subito dopo averlo selezionato, coach JJ Redick ha iniziato a disegnare degli schemi per Dalton, per capitalizzare le sua qualità di tiratore. Il diretto interessato non può che esserne entusiasta:

«Questo è davvero emozionante. A Tennessee, insieme a coach Rick Barnes, ho guardato tanti filmati di JJ Redick e il suo modo di muoversi in campo e crearsi dello spazio. Sentire questo è fantastico, una cosa davvero speciale.»

Lo scorso aprile, al termine della gara contro gli Wizards, LeBron James – commentando le allora imminenti Final Four dei tornei NCAA, le dichiarazioni complete sono disponibili in questo articolo – ha citato la sfida tra Knecht e Zach Edey di Perdue. Quelle parole sono diventate virali subito dopo il draft e il rookie gialloviola le commenta soddisfatto:

«Mi ricordo di quella clip. Mi ero appena svegliato ed alzato dal letto, ero convinto che fosse un fake perché tantissime persone mi stavano scrivendo. Pensavo… ‘Non è possibile.’ Poi ho visto il video e un sorriso ha illuminato la mia faccia. E quella dei miei genitori, che mi hanno telefonato immediatamente.»

«Sarà davvero speciale e divertente poter condividere il campo con loro, Anthony Davis e LeBron. Lui è uno dei più grandi… Sarà fantastico.»

Dalton poi è passato da un microfono all’altro, parlando della Summer League e della prima volta che potrà entrare nella palestra dei Lakers. Poi ha abbracciato la sua famiglia, i suoi amici e coach Rick Barnes.

«È pazzesco…»

Pazzesco, ma reale. Benvenuto ad Hollywood, Dalton.

In copertina: Dalton Knecht (Lakers.com)


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