Al termine della gara persa contro i Minnesota Timberwolves (leggi il racconto della partita), LeBron James ha parlato a lungo con i giornalisti. L’intervento del numero 23 dei Los Angeles Lakers ha toccato diversi temi: la stagione appena conclusa, la guida tecnica, il futuro del roster e il significato di aver condiviso il campo con il figlio. E, come accaduto più volte negli ultimi anni, ha lasciato aperta la porta a ogni scenario.

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👑 LeBron James: «Una delusione non competere per il titolo»

Parlando del significato della stagione appena conclusa e del suo approccio competitivo, LeBron James ha spiegato: «Da quando ho disputato le Finals per la prima volta nel 2007 ed aver avuto l’opportunità di vivere quell’esperienza e assaporare quella sensazione… da lì in poi, ogni stagione in cui non sono arrivato alle Finals o non ho vinto il titolo è stata una delusione. E anche questa lo è. Un’altra off-season all’insegna della delusione, perché non ho potuto competere per il Larry O’Brien Trophy.»

Il quattro volte MVP deve decidere se esercitare o meno la Player Option per la stagione 2025/26. Il ritiro non sembra all’orizzonte, poiché giocare la 23esima stagione della sua carriera gli consentirebbe di staccare Vince Carter e provare a superare Robert Parish, che ha disputato 1.611 gare di regular season, 49 in più del Prescelto.

Interrogato su quanto ancora intenda giocare, il numero 23 gialloviola ha ammesso di non averci ancora riflettuto: «Non ho la risposta a questa domanda. È qualcosa di cui parlerò con mia moglie, la mia famiglia e col gruppo che lavora con me. Ne discuteremo insieme, vedremo cosa succederà. Devo anche parlarne con me stesso, riflettere su quanto voglio ancora giocare. Al momento non conosco la risposta, vedremo.»

Poi ha ribadito che ogni decisione futura sarà solo nelle sue mani: «Dipende da me. Sono io che deciderò se continuerò a giocare e per quanto tempo. Dipende solo da me, non ha nulla a che fare con altri.»

L’intesa con Luka Dončić e il giudizio su JJ Redick

James ha anche parlato della stagione vissuta accanto a Luka Dončić, arrivato a stagione in corso: «Ogni volta che inserisci un giocatore importante a metà stagione, è sempre una sfida. Non solo per me, ma anche per Austin Reaves e per il resto del gruppo. Ci sono stati momenti in cui chiaramente non siamo sembrati una grande squadra, ma con il passare delle partite abbiamo iniziato a capirci meglio. Anche se non abbiamo avuto abbastanza tempo per costruire la giusta chimica, per il tempo che abbiamo avuto credo che abbiamo chiuso molto bene la regular season, finendo tra le prime tre a Ovest.»

A chi gli chiedeva un’opinione sulle aree di miglioramento della squadra, LeBron ha risposto in modo lucido ma distaccato, sottolineando l’incertezza che accompagna ogni off-season: «Non lo so. Voglio dire, chiaramente non sappiamo… amico, ascolta: questo è anche un business. Quindi non sai come sarà il roster l’anno prossimo, a parte i giocatori sotto contratto. Voglio dire, ca**o, ho molte cose su cui riflettere personalmente.»

Più caloroso il giudizio su JJ Redick e sul lavoro svolto al primo anno da head coach: «Penso che JJ continuerà a crescere. Ha avuto una grande stagione, essendo un rookie. È già difficile essere un allenatore esordiente nella NBA e lo è molto di più esserlo ai Lakers. È un altro livello. Credo che abbia gestito tutto estremamente bene. Ha imparato ogni giorno, ci ha tenuti responsabili, ci ha spinto. Penso che JJ e il suo staff siano stati ottimi per tutta la stagione. È stata una cosa bella. Una cosa è certa: è un grande allenatore emergente, destinato a fare grandi cose per tanti anni.»

Quando gli è stato chiesto quanto sia stato fisicamente impegnativo sostenere mesi di small ball senza un centro di ruolo, il numero 23 dei Lakers ha preferito non commentare, preferendo scherzare con un riferimento ad alcune dichiarazioni del passato che, a suo dire, hanno avuto conseguenze spiacevoli:
«No comment. Io non ho detto nulla, perché il mio amico AD ha detto [quello che voleva] da alta voce e la settimana dopo è stato ceduto.» ha affermato ridendo. «Quindi non ho nulla da dire. Indosso questa maglia ogni sera. Ho dato tutto quello che avevo. E questo è tutto ciò che conta.»

LeBron James: «Giocare con Bronny il traguardo più importante»

Infine, il quattro volte MVP ha riflettuto su quanto vissuto quest’anno accanto al figlio Bronny James, rispondendo con convinzione a una domanda molto personale: «Al primo posto, senza dubbio. È facile. Non è neanche una gara. Poter giocare il gioco che amo e farlo insieme a mio figlio… quest’anno è stato uno dei viaggi più gratificanti e soddisfacenti che abbia mai vissuto.»

«Vederlo crescere dal momento in cui è stato scelto, quando eravamo tutti a New York per il Draft, alla Summer League, dove ha fatto fatica all’inizio ma ha finito bene. Giocare con lui in preseason – credo a Palm Springs – e poi di nuovo in Gara 1 contro Minnesota. Vedere tutto ciò che ha fatto giorno dopo giorno, con impegno e concentrazione…»

«Sono stato orgoglioso anche dei suoi momenti difficili, come quando abbiamo giocato a Philadelphia. Credo che quello gli abbia costruito il carattere. E si è visto nella partita contro Milwaukee, quando molti titolari erano fuori. Ha un grande futuro davanti a sé. Non solo perché sa giocare, ma perché è un ragazzo fantastico. Potete chiederlo a chiunque: compagni, coach, tutti lo adorano. E sì, penso di avere qualcosa a che fare con questo.»

Proprio un siparietto tra padre e figlio ha chiuso simbolicamente la stagione losangelina. Bronny ha dichiarato che prenderà parte nuovamente alla Summer League di Las Vegas e LeBron, uscendo dallo spogliatoio, ha commentato così: «Va bene, buona offseason. Ci rivedremo, prima o poi.»

📅 Next Game

Coming Soon, nel vero senso della parola.

In copertina: LeBron James parla con i media al termine di Gara 5 del primo turno della Western Conference tra Lakers e Timberwolves del 30 Aprile 2025 alla crypto.com Arena di Los Angeles. (Credit: Lakers.com)


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LeBron James ha superato Kareem Abdul-Jabbar, diventando il miglior realizzatore della storia della NBA. Leggi gli articoli dedicati al record del quattro volte MVP scritti dalla redazione di LakeShow Italia:


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