Con la stagione alle spalle, per molti giovani gialloviola è tempo di bilanci e proiezioni. Bronny James, Dalton Knecht e Jordan Goodwin hanno condiviso le loro impressioni dopo l’ultima gara, soffermandosi su crescita personale, momenti chiave e obiettivi per l’estate. Tre percorsi diversi, accomunati da una forte voglia di migliorarsi.
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🆙 Bronny James: «Ora voglio solo continuare a crescere»
Bronny James ha chiuso la sua stagione da rookie tra emozione, riflessione e tanta motivazione per il futuro. L’obiettivo? Migliorarsi ogni giorno. «Mi sento bene, sono orgoglioso di quello che sono diventato e della crescita che ho avuto. È stato un grande passo per me, ma voglio tornare subito al lavoro per il prossimo anno.»
Uno degli insegnamenti più importanti raccolti lungo la stagione è legato alla professionalità: «Essere un professionista, arrivare ogni giorno pronto a lavorare, completare i miei compiti quotidiani e prendermi cura del corpo. Dormire bene, mangiare sano… è stato il mio focus principale.»
Essere figlio di LeBron James è un privilegio e una responsabilità. Bronny ne è consapevole: «Mi ha aiutato molto, non solo quest’anno. Essere stato con lui fin dai tempi dei Cavs, anche se non ricordo tutto, mi ha permesso di osservare lui e altri pro, prendere appunti. È stato fondamentale.»
Il momento più rappresentativo? Nessun dubbio: «La partita contro Milwaukee. È stata una conferma di ciò che so di poter fare, mi ha dato molta fiducia. Quei momenti mi aiutano a credere sempre più in me stesso.» Sul piano personale, l’esperienza vissuta con suo padre sul parquet è stata indescrivibile: «Giocare con lui è stato surreale. Sembrava di tornare ai pick-up quando avevo 10 anni.»
Guardando alla prossima estate, il piano è già chiaro: «Voglio lavorare su tutto: sul mio gioco, ma anche sulla fiducia in me stesso. Le affermazioni personali e il mindset positivo sono fondamentali per me.»
🏀 Dalton Knecht: «Ora so cosa serve per restare»
Anche per Dalton Knecht la stagione da rookie è stata intensa e ricca di spunti. Tra uno scambio clamoroso, un nuovo ambiente e tante facce nuove, il giovane esterno ha saputo farsi spazio. «È stata una stagione folle, soprattutto con la trade nel mezzo. Ma sono stato fortunato: ho avuto tanti veterani da cui imparare, da AD a DLo, da LeBron a Vando, fino ad AR e Keef Morris.»
L’aspetto che più lo ha colpito in questi mesi riguarda la cura del corpo: «La cosa che ho imparato più di tutte è il recupero fisico. Guardare LeBron ogni giorno, come si prepara, come lavora e come si prende cura di sé, è stato un esempio continuo.»
Dal punto di vista tecnico, Knecht non ha dubbi sul proprio punto di forza: «Il mio tiro è sempre stato solido. Cash. Ma voglio migliorare ovunque, crescere come giocatore a tutto tondo.» In estate punterà su versatilità e adattamento: «Devo essere pronto a tutto: migliorare in generale e farmi trovare pronto per qualsiasi ruolo mi venga richiesto.»
💪 Jordan Goodwin: «Sono grato per quest’opportunità»
Jordan Goodwin ha affrontato una stagione particolare, con l’interruzione dovuta all’infortunio e il rientro nel finale. Ma la sua determinazione è rimasta intatta. «Personalmente è stato un anno discreto. Non posso lamentarmi, ma ora raddoppio gli sforzi per farmi trovare pronto la prossima stagione.»
A colpirlo nel finale è stata l’intensità mostrata dai Timberwolves: «Hanno giocato bene, sono stati aggressivi e hanno fatto canestro. Gobert? Dominante su entrambi i lati.»
Ora la priorità è usare l’estate per colmare il gap e provare a conquistarsi un posto: «Voglio lavorare su tutto: playmaking, tiro, condizione fisica. Il mio obiettivo è fare un grande salto il prossimo anno.»
E con uno sguardo riconoscente al passato recente, conclude: «Ero infortunato, ma Dio mi ha dato l’opportunità di tornare e rimettermi in gioco. Ora voglio fare di tutto per restare qui.»
📅 Next Game
Coming Soon, nel vero senso della parola.
In copertina: Bronny James prima di Gara 1 del primo turno della Western Conference tra Lakers e Timberwolves del 19 Aprile 2025 alla crypto.com Arena di Los Angeles. (Credit: Adam Pantozzi, NBAE via Getty Images)
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C’è solo un Capitano, anzi due.









