Secondo quanto riportato da Marc Stein e Shams Charania di ESPN, Marcus Smart ha raggiunto un accordo di buyout con i Washington Wizards e intende firmare un biennale con i Los Angeles Lakers.
Stando alle fonti di Dan Woike di The Athletic e Khobi Price di The Orange County Register, il contratto prevede l’utilizzo della Bi-Annual Exception: 5,13 milioni di dollari per il primo anno e 5,39 per il secondo, con Player Option sulla stagione 2026/27. Per The Athletic, Smart avrebbe rinunciato a circa 6,8 dei 21,5 milioni previsti dall’ultimo anno di contratto con i Wizards.
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💵 Le mosse obbligate dei Lakers
A seguito della firma di Jaxson Hayes (leggi l’approfondimento sulle conseguenze della firma), i Lakers i hanno solo 909.000 dollari di margine sotto il primo apron. Essendo hard capped, non possono sforare il tetto. Per Yossi Gozlan, i Lakers dovranno scaricare almeno 4,23 milioni per restare sotto il primo apron da 195,9 milioni e poter firmare Smart utilizzando la Bi-Annual Exception. Inoltre, avendo 15 giocatori sotto contratto, sarà necessario liberare un posto a roster.
Come riportato da Shams Charania e Michael Scotto, la mossa più probabile sarà il taglio di Shake Milton, il cui contratto da 3 milioni di dollari per il 2025/26 diventerà garantito oggi. Anche Jordan Goodwin è tra i candidati a uscire: ha un contratto da 2,35 milioni, di cui solo 25.006 dollari garantiti. Il resto diventerebbe garantito solo a partire dal 10 gennaio 2026.
🛬 La trattativa e il ruolo di Luka Dončić
Come rivelato da Charania, i Lakers non erano gli unici interessati a Marcus Smart. Anche Phoenix Suns e Milwaukee Bucks hanno inseguito il veterano e hanno avuto colloqui con l’agente Jason Glushon. I Knicks si erano mossi in anticipo, ma — secondo Stefan Bondy del New York Post — Smart cercava una squadra in grado di garantirgli spazio in campo e un ruolo chiaro, opzione che New York non poteva offrire.
A convincere Smart a scegliere i Lakers sarebbe stato anche Luka Dončić, che ha preso parte al reclutamento dell’ex Cetlics. Secondo Shams, la stella slovena ha contattato direttamente Marcus, esprimendo il desiderio di giocare al suo fianco. Un messaggio forte, ribadito anche da Marc Stein, che parla di un vero e proprio “pitch personale” del numero 77.
Un gesto non scontato, ma perfettamente in linea con il nuovo status di volto della franchigia: dopo l’addio di LeBron James — sempre più vicino al ritiro — Dončić è diventato punto di riferimento tecnico e politico del progetto gialloviola. L’arrivo di Smart, difensore d’élite, si inserisce in questo contesto.
🏀 Chi è Marcus Smart?
Scelto con la sesta chiamata assoluta al Draft 2014 dai Celtics (una posizione prima di Julius Randle), Marcus Smart ha trascorso le prime nove stagioni NBA a Boston, diventando simbolo difensivo della squadra e contribuendo a cinque Finali di Conference e una Finale NBA nel 2022.
Con i Celtics ha vinto il Defensive Player of the Year nel 2022 (primo esterno a vincerlo dopo Gary Payton) ed è stato inserito tre volte nell’All-Defensive First Team (2019, 2022, 2023). Inoltre, ha giocato 108 partite di playoff, chiuse con 12.8 punti, 4.9 assist, 4.3 rimbalzi e 1.3 recuperi di media.
Dopo la trade che nel 2023 lo ha spedito a Memphis, Smart ha faticato a trovare continuità. Negli ultimi due anni, tra Grizzlies e Wizards, ha giocato appena 54 partite complessive, a causa di problemi fisici — in particolare a una mano — e di un minutaggio ridotto: nel 2024/25 ha chiuso con 20 minuti di media, il minimo in carriera.
A Memphis ha viaggiato a 11.6 punti con il 40.3% dal campo e il 31.7% da tre su 39 partite. A Washington ha migliorato le percentuali, ma si tratta di un campione ridotto (15 gare). In totale, Smart ha disputato 635 partite di regular season (387 da titolare) con medie di: 10.6 punti, 4.6 assist, 3.4 rimbalzi e 1.6 recuperi, tirando con il 38.4% dal campo e il 32.3% da tre in carriera.
📌 Cosa aspettarsi da Smart in maglia Lakers
L’arrivo di Marcus Smart rappresenta un’aggiunta importante per i Lakers, sia in termini di esperienza playoff che di identità difensiva, sempre più centrale nella costruzione del roster attorno a Luka Dončić. Il fit tecnico è chiaro: Smart può difendere su tre ruoli, gestire possessi secondari e alzare il livello fisico del backcourt.
Tuttavia, restano alcune incognite: la tenuta fisica, il calo produttivo degli ultimi anni e la necessità di adattarsi a un contesto offensivo guidato da Dončić. JJ Redick dovrà gestire minutaggi, gerarchie e rotazioni con attenzione. Se integro e motivato, Smart può essere il collante perfetto per un gruppo che punta a restare competitivo a Ovest senza sacrificare la flessibilità futura.
La sensazione? È un altro segnale chiaro: i Lakers non stanno aspettando nessuno. Stanno costruendo.
📅 Next Game
I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (4:00 🇮🇹) tra Giovedì 3 e Venerdì 4 Ottobre per affrontare i Phoenix Suns alla Acrisure Arena di Greater Palm Springs.
In copertina: Marcus Smart (Credit: G Fiume, Getty Images)
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