In copertina: Austin Reaves and Patrick Beverley, Los Angeles Lakers vs Detroit Pistons at Little Caesars Arena (Nic Antaya, Getty Images)

W doveva essere e W è stata. Il duo carica i Pistons ed il supporting cast risponde presente, in particolare in un finale dove Austin Reaves si dimostra ancora una volta un giocatore che DEVE chiudere le partite.

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✅ Pistons vs Lakers: i Plus

Due star, un fan favorite e tanta tanta pressione al ferro. Cosi si è vinto nel Michigan.

💥 Clutch

Austin ReavesBang!

Ho già detto Bang?

2️⃣ Duo

69 punti in due con il 50% dei tiri di squadra. LeBron James ed Anthony Davis hanno deciso che questa contro i Pistons la avrebbero vinta loro, almeno in attacco.

Nella prima frazione James ha preso in mano l’attacco dei Lakers, giocando 24 minuti offensivamente lucidi ed efficaci. Degli 8 canestri realizzati solo 2 sono puro isolamento, mentre il resto delle realizzazioni del Prescelto vengono fuori da giochi a due e movimenti senza palla, che danno ragione a qualcosa che il nostro Stuani dice da un po’: oggi LeBron è più efficace quando gioca off the ball.

Blocco, pazienza e backdoor. Certe letture per LBJ sono elementari.

Nella seconda frazione i Lakers, anche spinti da Bojan Bogdanovic, hanno giocato una pallacanestro meno fluida e maggiormente tendente all’isolamento e la qualità dei tiri di ‘Bron e di conseguenza la sua efficienza si è abbassata.

Davis ha sostanzialmente operato al contrario rispetto al compagno di merende.

Nonostante nella prima frazione abbia comunque contribuito è nel terzo quarto che The Brow ha realmente fatto la differenza. Mentre Bogey bombardava da ogni punto del campo Davis ha cercato ricezioni in zone normalmente molto presidiate, che hanno costretto Detroit a fare delle scelte infelici in termini di aiuto sulle penetrazioni dei piccoletti gialloviola.

Dennis attacca il drop di Bagley, non profondo abbastanza per inibire il taglio di West che regala ad AD l’highlight della partita.

Diverse sono state le situazioni in cui i lunghi Pistons sono rimasti troppo attaccati ad AD post blocco o mentre si aggirava in area, in queste situazioni diversi assist sono arrivati al numero 3 losangelino da tagli e penetrazioni addirittura finite sotto al tabellone, zona in cui normalmente la difesa ha vita facile a recuperare il pallone, quando hai questo Davis però la cosa è un pelo diversa.

🆗 Easy Basket

25.9 tiri liberi tentati a partita, i Lakers sono primi in stagione per tentativi medi dalla linea della carità.

Si possono fare tante chiacchiere su arbitraggi ed affini e sulle nuove regole. Ma la realtà è che Ham ha costruito un meccanismo che ci può garantire una ventina di punti facili per partita se si continua a tirare come stiamo facendo oggi (80.3% dalla lunetta).

8 liberi a partita con l’80%. Tanta roba AD.

Prima di parlare dei giocatori che ci portano a questo incredibile numero ho menzionato Ham perché la sua scelta specifica di restringere il campo di azione dei pick-and-roll per la maggior parte dei nostri ball handler sta pagando dividendi incredibili.

Russell Westbrook e James non giocano più pick-and-roll con i piedi fuori dalla linea da tre punti e questo costringe le difese avversarie ad adeguarsi diversamente ed a rischiare di trovarsi una vera e propria valanga muoversi verso il ferro.

Se guardiamo la top 10 dei giocatori NBA per numero di liberi tentati nessun angeleno è presente, e se togliamo AD nessuno dei Lakers rientra nei primi 40!

Sui tiri liberi si può discutere tanto, star power et simila, quello su cui non si può discutere è l’enorme pressione al ferro che i Lakers stanno portando in ogni singola partita.

I gialloviola tirano 36.7 volte a partita entro i due metri e sono primi nella lega per volume per questa statistica. Le difese che affrontano i Lakers sanno che dovranno prepararsi ad una serata dove il campo di battaglia sarà quello preferito da AD e LeBron.

La differenza in questi termini però la stanno facendo anche le guardie: Wesbtook, Lonnie Walker IV e Dennis Schröder stanno andando al ferro con la seguente distribuzione: 47, 36 e 29% dei tiri di questo trio avviene al ferro e da li scaturiscono moltissime situazioni che costringono la difesa a collassare ed in molti casi a fare falli che poi si tramutano nei tiri liberi menzionati prima.

Dennis attacco il pitturato sfruttando la voragine che si apre dopo il blocco a centro area.

❌ Pistons vs Lakers: i Minus

Qualche scelta scellerata e qualche prestazione sottotono, si deve cominciare a pensare seriamente alla size di questa squadra.

😱 Incubi

A volte ritornano. Dovessi fare un cortometraggio del terzo quarto dei Lakers lo intitolerei proprio cosi.

I 41 punti subiti non sono solo figli dell’incredibile prestazione di Bogdanovic, ma anche di una difesa sul perimetro vomitevole.

Il 60% al tiro dei Pistons nella terza frazione ha dato il giusto spacing al croato per palleggiare in giro e scegliersi la zona del campo da dove voleva tirare sulla testa di Patrick Beverley.

Darvin, Darvin.

In stagione tante volte abbiamo sentito il racconto: «Beverley can play big, bigger than he is.»

Mi spiace Darvin ma ieri non ha funzionato: quando Pat ha marcato Bojan non solo il croato ha segnato 17 punti, ma i Pistons hanno segnato 41 punti. Mai nella vita potremmo affrontare un giocatore dell’abilità del croato nel trovare delle zone da cui colpire e con quel jump shot con un “nanetto” come Beverley.

La facilità con cui Bogdanovic scocca il tiro è disarmante.

I dubbi salgono anche perché invece Troy Brown Jr., in un campione limitato ma significativo (18%) ha fatto discretamente meglio di Beverley e di Westbrook che sono stati i due difensori primari dello sharpshooter in casacca Pistons.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (4:00 🇮🇹) tra Martedì 13 e Mercoledì 14 Dicembre per affrontare i Boston Celtics alla crypto.com Arena.

Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports™ (SS), Cleaning The Glass (CTG), NBA Advanced Stats (NBA) e Basketball Reference (BR). Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.


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Ingegnere, partenopeo disperso tra le Alpi svizzere, world traveler. Ho cominciato con Clyde Drexler per finire ai Lakers. Everything in its right place, no?

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