In copertina: D’Angelo Russell e Troy Brown (Adam Pantozzi, NBAE via Getty Images)

I Los Angeles Lakers chiudono il mini ciclo di cinque partite in casa consecutive contro i New York Knicks. I gialloviola non riescono a raggiungere per la prima volta in stagione il 50% di vittorie, in quanto la compagine della Grande Mela esce vittoriosa dalla Crypto.com Arena con il punteggio di 112-108.

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Nonostante la maggior parte dei giocatori a roster disputi una prova al di sotto delle proprie potenzialità individuali, la squadra ha il merito di restare in partita per oltre tre quarti di gioco contro un avversario di ottimo livello come i Knicks. Questo testimonia che l’effort generale non è mancato e il talento complessivo è di buon livello, aspetti che al netto del dispiacere per la mancata occasione devono far vedere a noi tifosi gialloviola il bicchiere mezzo pieno.

DLo

Il migliore tra i ragazzi di coach Ham è senza dubbio D’Angelo Russell, autentico mattatore dei primi tre quarti di gara.

DLo, reduce dallo straordinario finale di gara contro i Raptors, prosegue nel suo momento magico post rientro dall’infortunio alla caviglia ed è il principale terminale dell’attacco lacustre.

I numeri parlano per lui: 13-19 dal campo e 6-11 dall’arco a cui aggiunge 8 assiste e 5 rimbalzi. La sua capacità di segnare dalla lunga distanza in pull up rappresenta una nuova arma per l’attacco di coach Ham, infatti ben 5 delle triple mandate a segno nascono da tale situazione tecnica. Purtroppo il tiro non lo assiste nei momenti decisivi della partita, ma la sua resta comunque una grande prova.

Contro DLo la difesa non può permettersi di passare sotto ai blocchi. Con Davis e James in campo contemporaneamente le opzioni e gli spazi per l’attacco si moltiplicheranno.

L’aspetto che più mi fa guardare con ottimismo al futuro relativamente alla sua gara non sono però i canestri, ma l’intesa con Anthony Davis che mi pare in crescita. Degli 8 assist ben 4 sono per The Brow, e in tutte le occasioni ha servito The Brow all’interno dell’area. Un notevole passo avanti se pensiamo che nelle prime 5 gare del duo, DLo aveva assistito solo 6 canestri di AD.

L’intesa del pick and roll Russell-Davis pare in crescita.

La pericolosità di Davis al ferro può aprire spazio per il tiro da fuori di Russell, così come le abilità balistiche di DLo non possono essere ignorate dalle difese e The Brow può avere più spazio per attaccare il canestro. L’ex Wolves in carriera non ha mai avuto un compagno con le caratteristiche tecniche di Davis, in quanto Towns è un altro tipo di attaccante, mentre Allen ai tempi dei Nets era ancora un giocatore acerbo. Il futuro di DLo in gialloviola passa da quanto in fretta riuscirà a costruire la giusta chimica con il suo centro.

Rui Hachimura

Personalmente non ho ancora capito che tipo di giocatore sia Rui Hachimura e quale possa essere il suo ruolo all’interno di una squadra di alto livello, ma a mio avviso la sua prestazione con i Knicks va elogiata.

Il giapponese termina la gara con 12 punti frutto di 5-9 dal campo e 3 rimbalzi, ed è titolare del secondo miglior plus minus del roster con +8. In attacco offre una variazione sul tema a disposizione di Ham in quanto è l’unica ala in grado di tirare sulla testa degli avversari.

Il suo talento è importante soprattutto in situazioni di gioco rotto in quanto negli ultimi secondi dell’azione è in grado di ricevere e crearsi un tiro dal mid range.

L’unico canestro dal campo durante il parziale decisivo dei Knicks è suo ed arriva dopo che l’attacco non crea vantaggio nei primi 15 secondi dell’azione.

Una sfida per il coach sarà coinvolgerlo maggiormente, aumentando lo usage del 15.3% che è a mio avviso un po’ basso. Il suo punto debole è in difesa, ma nella partita è riuscito a tenere botta contro un ottimo Randle. Secondo i dati di nba.com i Knicks hanno tirato 3-11 contro di lui, dato da prendere con le pinze ma che testimonia come non sia un totale minus difensivo.

Con il rientro di LeBron la sua crescita sarà importante per dare punti alla second unit e versatilità al roster, in quanto insieme al Prescelto potrebbe far parte di lineup small senza centro o quintetti big con i due ad occupare gli spot di ala.

❌ Lakers vs Knicks: i Minus

Le ragioni della sconfitta sono molteplici, in parte risiedono nei limiti strutturali della squadra e in parte nella giornata storta di molti uomini.

La difesa in transizione

Questo aspetto non è una novità in stagione, in quanto secondo Cleaning The Glass i gialloviola sono 27mi in stagione per efficacia in tale categoria.

Nel match contro i Lakers i Knicks sono andati in contropiede nel 20% dei possessi producendo 1.39 punti, dato ben peggiore rispetto agli standard lacustri. Ma in particolare salta all’occhio come New York sia stata efficace soprattutto dopo aver raccolto il rimbalzo difensivo portando a casa 1.64 punti per possesso. Per definire la prestazione di solito la squadra di Ham concede “solo” 1.24 punti per possesso in analogo contesto.

Una particolarità è che ben 19 dei fastbreak points dei Knicks arrivino da Randle, Barret e Toppin, ovvero dal reparto ali. Coach Thibodeau sfrutta a suo favore il tentativo di andare a rimbalzo offensivo dei pari ruolo gialloviola e decide di attaccare non appena possibile con i suoi pariruolo. La strategia ha successo perché gli esterni gialloviola sono troppo piccoli per contenere al ferro le ali avversarie.

Sia Davis che Hachimura vanno forte a rimbalzo offensivo, Troy Brown non rientra immediatamente e alla fine è DLo a dover affrontare uno contro uno Randle lanciato in corsa verso canestro. Due punti automatici e responsabilità che non possono di certo ricadere sulla point guard.

Se devo fare una critica ad Ham per la gara di ieri è proprio relativa a questo aspetto. Il coach deve trovare una soluzione ai numeri relativi alla transizione difensiva e forse è da rivedere il posizionamento di alcuni giocatori a rimbalzo d’attacco.

Troy Brown

L’ex Chicago Bulls è il giocatore che più mi rende felice ripensando agli ultimi due mesi di stagione regolare, ma la sua prestazione contro i Knicks è semplicemente terribile in entrambe le metà campo.

In attacco il suo ruolo è principalmente quello di tirare sugli scarichi e non segna letteralmente mai: 0-8 dal campo e 0-7 nelle triple.

Il tiro è costruito alla perfezione. Tutti i suoi errori arrivano da situazioni aperte e ben 3 sono da corner three

Se la serata storta al tiro è scusabile, lo è meno la prestazione in difesa. Coach Ham lo impiega all’inizio dei quarti dispari su Quickley e al rientro in campo principalmente su Barrett e il buon Troy non riesce bene in nessuno dei due compiti. I Knicks contro di lui tirano complessivamente 12-17 per ben 17 punti.

La point guard dei Knicks si accende nel secondo periodo e Brown ne soffre la velocità di base.

Non il Troy a cui siamo abituati, è in ritardo a chiudere sull’avversario e rispetto ai suoi standard non riesce a muovere i piedi in modo disciplinato.

RJ Barret invece è in grado di sfruttare la maggiore stazza e sono decisivi i suoi canestri nel quarto periodo. In particolare a mio avviso Troy sbaglia ad approcciare l’avversario, in quanto marca l’ala canadese come se fosse uno specialista nel tiro dalla lunga distanza e non un ottimo giocatore in avvicinamento al canestro.

In questa occasione Barret è molto bravo a segnare contro gli aiuti di Reaves e Davis, ma a mio avviso va sottolineato come Brown giochi troppo sull’anticipo per negargli il tiro da 3 punti.

I minuti senza AD

Anthony Davis dopo la partita fa autocritica e si assume le responsabilità della sconfitta, ma al netto di una prestazione non perfetta (ne parleremo dopo), The Brow chiude la gara con +9 di plus minus, mentre la squadra perde di 13 il parziale nei 10 minuti con l’ex Wildcat in panchina.

Da un lato è fisiologico soffrire nei momenti in cui il proprio miglior giocatore è fuori, ma quanto visto è eccessivo anche alla luce della prova di Gabriel che non ritengo pessima.

Leggo critiche ad Ham a proposito della scelta di non staggerare DLo e Davis, ma personalmente capisco la decisione del coach. A mio avviso in ottica futura ci sta lavorare sulle rotazioni che vedremo in campo quando tornerà LeBron e allo stesso tempo Schroder e Reaves dovrebbero fornire sufficienti garanzie per creare attacco contro le second unit avversarie.

Se per l’attacco credo che possiamo parlare tranquillamente di giornata negativa, a lasciarmi perplesso è la difesa, che registra un Defensive rating pari a 130.4, segno che non si è mai riusciti a fermare la second unit avversaria, sia in transizione che a difesa schierata.

A mio avviso un problema risiede nell’utilizzo di Gabriel, come perno centrale di una zona 2-3 o come rim protector “tradizionale”. La qualità migliore di Wanyen risiede nell’abilità di cambiare su più avversari e nella rapidità con cui è in grado di effettuare closout sui tiratori. Forse nei minuti in cui lui è il 5 sarebbe meglio un sistema difensivo più aggressivo e più orientato a cambiare rispetto a una zona statica o una difesa che indirizzi i giocatori al ferro, perché in tal caso Gabriel manca di stazza.

Gabriel come centro in aiuto in area manca di centrimetri e chili per essere efficace.

L’attacco nel quarto periodo

Al netto dei problemi incontrati durante la gara, a 9 minuti dal termine rientrano Davis e Russell con i Knicks avanti di due sole lunghezza e la sensazione all’interno dell’arena è che i Lakers possano con le loro stelle vincere nel finale come contro Memphis e Toronto.

Purtroppo il risultato è diverso ed a tradire i gialloviola è l’attacco, come testimonia l’Offensive Rating della squadra da quel momento fino al termine della partita: 83.3, un dato decisamente negativo.

In questo stretch AD e compagni segnano solo 5 canestri dal campo su 14 tentativi, non muovono il pallone, nessun esterno riesce a mettere i piedi in area, nessuno fa canestro da fuori ed un paio di palloni persi regalano facili transizioni agli avversari.

Davis, come detto decisamente autocritico in conferenza stampa, segna solo 3 punti frutto di 1-4 dal campo e la qualità dei suoi blocchi non rispecchia il solito standard.

Duplice errore a centro area di AD e seguente transizione dei Knicks.

Il grande protagonista di serata, D’Angelo Russell, diventa improvvisamente freddo e non trova la via del canestro, solo 2 punti per lui con 1-5 dal campo e una sanguinosa persa.

L’attacco gialloviola non riesce a trovare Davis a centro area, DLo a fine azione forza il passaggio ma regala il pallone ad Hartenstein

Coach Ham tenta anche di riproporre la lineup con la tripla point guard con Reaves e Schroder, ma al netto di un paio di buone azioni anche loro due non riescono ad incidere e cambiare il volto alla gara.

L’augurio è che il brutto finale di gara dipenda esclusivamente da una serata storta delle due stelle, senza dubbio è un peccato sprecare così l’occasione di raggiungere il 50% di vittorie stagionali.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (1:00 🇮🇹) tra Martedì 14 e Mercoledì 15 Marzo per affrontare i New Orleans Pelicans allo Smothie King Center.

Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports, Cleaning The Glass, NBA Advanced Stats e Basketball Reference. Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.


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Torinese, consumatore seriale di eventi sportivi. Grazie a Magic Johnson nasce la passione per la pallacanestro, i Lakers e la costa Ovest degli Stati Uniti. Esperienza NBA trentennale dal divano di casa. Phil Jackson è la guida spirituale di riferimento.

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