In copertina: Austin Reaves parla con i media nel corso delle exit interviews. (Lakers.com)

Dopo la cocente eliminazione avvenuta per mano dei Denver Nuggets, coi sogni di gloria distanti “solo” 14 partite (nella peggiore delle ipotesi), è giunto il momento delle Exit Interviews in casa Los Angeles Lakers.

Dopo quella criptica di LeBron James, avvenuta a pochi minuti dalla fine di Gara 4, si sono avvicendati in molti per dire la loro riguardo la stagione appena conclusa. Tra questi ci sono anche Austin Reaves, una delle note più liete sia in Regular Season che ai Playoff, il rookie Max Christie ed uno degli ultimi arrivati prima della trade deadline, Mo Bamba. A seguire le loro interviste.

Leggi le altre exit interviews:

💪 Austin Reaves: «L’aspetto mentale conta più del fisico, spero di rimanere ai Lakers»

Avendo svolto il corso dell’intera stagione in crescendo, conquistando prima la fiducia di coach Darvin Ham e poi il cuore di tutti i tifosi a suon di prestazioni importanti, Austin Reaves è una delle rivelazioni più liete della stagione gialloviola, se non dell’intera NBA. AR ha iniziato la sua conferenza paragonando le sue prime due annate nel massimo torneo cestistico statunitense, confrontando gli obiettivi di allora e quelli attuali e traendo le proprie conclusioni:

«L’obiettivo primario era vincere, e credo che dovrebbe esserlo per ogni membro del roster. Il secondo obiettivo che avevo era raggiungere il 40% nel tiro da oltre l’arco, vista la mia media inferiore nell’anno da rookie, credo di aver tirato col 32% l’anno scorso.»

«Col procedere della stagione la posta in palio è cresciuta e quindi ho cercato di migliorare a 360°. Ma comunque nella mia mente l’unico obiettivo, vero e proprio, era quello di ottenere il maggior numero di vittorie fino alla fine.»

«Quest’anno mi sono sentito un po’ più pronto: riuscire a comprendere le situazioni di gioco, quando spingere sull’acceleratore ed in generale a giocare molte più partite. Nel primo anno ho appreso queste cose, oltre che ad essere un professionista. Quest’anno le ho messe in pratica.»

Reaves è passato quindi ad analizzare le novità apportate dall’arrivo di Ham in panchina, di come sia stato affrontato l’arduo avvio di stagione e del suo rapporto con l’allenatore dei losangelini:

«Beh all’inizio era dura. Nessuno vorrebbe mai cominciare una stagione con un 2-10. Volevamo vincere e ricordo che una volta, in sala film ci disse che il Sole sarebbe sorto presto per noi. Ne parlavo anche poco fa: di coach Ham apprezzo la mentalità, il modo di osservare le cose ed affrontare la vita, non solo il mondo del basket.»

«Ci ha detto che avremmo avuto le nostre chance di lottare per vincere e di poter migliorare. Adoro la sua attitudine positiva che lo porta a migliorare di giorno in giorno. È come un effetto domino, si riflette sulle persone che ha attorno. Specie quando le cose andavano male è stato incredibile.»

«Riuscire a raggiungere le Western Conference Finals al primo anno parla per lui: dimostra la dedizione che ci mette, il suo credo sportivo e la sua mentalità. In sostanza, lo ritengo un grandissimo allenatore di basket.»

Un pensiero è stato rivolto anche a LeBron James, alle sue parole circa la presa in considerazione di ritirarsi ed al rapporto che lega il giovane Austin con il Prescelto.

«Beh in generale non si vorrebbe mai vedere un atleta del genere che smette di giocare. Anche solo per il valore che da, la presenza costante al vertice che spinge l’intera NBA a migliorarsi.»

«Secondo me, se non avesse vinto tutti quei titoli personali e di squadra, il rischio di diventare uno dei peggiori flop della storia era alto. Per com’è fatto, senza titoli la gente lo avrebbe considerato un fallito.»

«Per il valore che ha, il livello al quale riesce ancora a scendere in campo non vorrei mai che smettesse. Spero che, come negli ultimi 20 anni, a settembre ritorni a disposizione della squadra per poter giocare ancora al suo fianco.»

«Gli ho scritto ieri sera per ringraziarlo per quanto fatto in questa stagione e per avermi accettato, dandomi fiducia e l’opportunità di poter essere me stesso e giocare al meglio per poter aiutare la squadra a vincere.»

Il discorso è virato sui piani del giovane nativo di Newark, Arkansas riguardo la prossima offseason e di come ci si senta ad essere un volto noto ai tifosi ed alla gente in generale:

«Per quanto riguarda l’offseason e quest’estate, non ho ancora pianificato molto a dire il vero. L’idea iniziale era di riuscire a fare varie esperienze da poter portare con me in vita. Vedremo.»

«Non sono proprio una persona che ama si parli molto di sé. Preferisco rimanere nelle retrovie, più sulle mie. Però ad un certo punto ho avuto sempre maggior spazio in campo e già solo il fatto di affrontare dei giocatori che fino a qualche giorno prima ammiravo in TV è stato incredibile. Sentirsi dire da loro di essere un gran giocatore riempie d’orgoglio.»

«Anche se, specie dopo le partite, preferisco rimanere a casa a riposare e recuperare le energie, mi fa piacere quando la gente mi riconosce. Cerco di rimanere sempre concentrato, ma come ho detto, ogni tanto fa piacere l’affetto della gente.»

https://platform.twitter.com/widgets.js

Alcune domande hanno toccato il tema della prossima free agency, dato che Austin Reaves sarà Restricted Free Agent, e le possibili offerte che potrebbe ricevere:

«Vorrei continuare a rimanere qui. Mi sento a casa, anche se Los Angeles è un pò più caotica della mia città d’origine. Ma per tutto l’affetto dei tifosi, il rapporto con i compagni e con lo staff, certamente vorrei rimanere. Vedremo.»

«Per quanto riguarda il compenso, beh, se sarà alto entrerò certamente in un golf club (ride, ndr). A parte gli scherzi, non sono un tipo da macchine sportive o vestiti di lusso, prima di tutto bado alla mia famiglia.»

«Quindi, prima di tutto cercherò di badare ai bisogni della mia famiglia sostenendola al massimo. Poi c’è il golf, ma dipende dal costo dell’iscrizione al club (ride ancora, ndr). Non penso che la mia vita cambierà di molto a parte famiglia, basket e golf. Oh, ed i videogames!»

Reaves ha proseguito la conferenza parlando del ruolo che potrebbe assumere all’interno del roster sin dalla prossima stagione:

«Penso che il contratto influirà poco sul mio ruolo in roster. Ci saranno sempre persone che crederanno in me come chi dirà che non sia un buon giocatore: l’importante è rimanere motivato per poter esprimere al meglio tutto il mio potenziale.»

«Ho imparato tanto da questa stagione: come prendersi cura del proprio corpo, mantenersi concentrati e fisicamente pronti a giocare ogni due giorni. A fine anno si arriva scarichi mentalmente, ma bisogna mantenersi forti per avere sempre tutto sotto controllo.»

«A volte, quando si è stanchi psicologicamente si vuole solo andare avanti, quasi per inerzia, e poi andare a dormire. Perciò posso dire che una delle lezioni che ho imparato è che mantenere allenata la mente è più difficile che allenare il corpo.»

Infine, AR ha chiuso la propria Exit Interview parlando della visione di sé stesso nel futuro ed i miglioramenti che può apportare:

«Penso che non sarò mai uno di quelli che in campo gridano ai compagni per motivarli a correre di più, sono più uno che ti prende in disparte e ti parla con calma. Espongo le mie opinioni e ascolto. Spero di aumentare il mio QI cestistico e migliorare la mia visione di gioco.»

«In questo momento ho accanto due esempi di leader eccezionali: AD e LeBron. Hanno vinto moltissimi titoli e continuano a motivarci a spingere al massimo. Certo, ancora non sarò al loro livello in quanto a carisma, ma penso di poter migliorare. A maggior ragione se continuerò ad averli al mio fianco.»

https://platform.twitter.com/widgets.js

☝️ Max Christie: «Voglio migliorare per avere la chance di giocare ai Playoff»

Dopo una stagione suddivisa tra Los Angeles Lakers e South Bay Lakers in G League, anche il rookie Max Christie ha partecipato alla finestra mediatica delle Exit Interviews. Inizialmente ha dichiarato la sua certa presenza in Summer League, pronto a dimostrare il suo valore. Ha inoltre affermato di voler trascorrere parecchio tempo in palestra in estate, per migliorare sotto ogni aspetto del gioco.

«Sicuramente quest’estate scenderò in campo in Summer League. I tifosi potranno vedere coi loro occhi il mio valore. Inoltre, sono molto concentrato sugli allenamenti che voglio intraprendere: voglio farmi trovare pronto per diventare parte integrante delle rotazioni nella prossima stagione, quindi voglio migliorare in tutto, partendo dai fondamentali.»

Il rookie ha inoltre parlato della sua esperienza al fianco di LeBron James, che ha trascorso in NBA tanti anni quasi quanti ne abbia Christie stesso:

«Vorrei imparare innanzitutto da lui come fare per poter giocare quanto più a lungo possibile a basket. Ovviamente averlo in squadra è un valore aggiunto per me. Ho modo di imparare dal migliore come e su cosa lavorare per essere il migliore.»

Altre domande hanno riguardato il proprio approccio al suo anno da rookie e cosa migliorerà rispetto ad un anno fa per potersi ritagliare un posto in squadra:

«Come ho detto, voglio far parte stabilmente delle rotazioni a farmi trovare pronto da coach Ham, cercando di imparare da tutti i miei compagni, come Lonnie, Troy, tutti più esperti di me. Avrei voluto esserci ai Playoff e farò di tutto per avere la mia chance in futuro. L’anno scorso avevo bisogno di più forza fisica, quest’anno sono migliorato sotto quest’aspetto ma dovrò farlo anche in altri.»

https://platform.twitter.com/widgets.js

👍 Mo Bamba: «In estate dovrò lavorare duro per farmi trovare pronto e ripagare la fiducia»

Dopo una stagione tribolata per via di alcuni infortuni che ne hanno limitato l’impiego, Mo Bamba si è seduto in sala conferenze per la sua Exit Interview e discutere della sua esperienza ai Los Angeles Lakers. E proprio dagli infortuni è iniziata la conferenza del centro gialloviola:

«Per quanto riguarda il contratto, io e Rob (Pelinka, ndr) abbiamo parlato poco degli infortuni. Anche perché ci sarà modo di sederci nuovamente a un tavolo da qui a fine giugno. Però è ovvio, in generale ho tanto da lavorare ed è per questo che l’estate sarà un periodo fondamentale per me. Dovrò preparare il corpo a giocare 82 partite. Quest’anno ho avuto sfortuna.»

«Per quanto si possa essere previdenti in offseason, a volte accadono imprevisti: a me è atterrato un giocatore sulla caviglia, facendola ruotare in modo innaturale. Gli infortuni alla caviglia sono brutte bestie, ma Rob e coach Ham hanno dimostrato pazienza e fiducia con me, quindi cercherò di allenarmi per ripagarla.»

L’ex Orlando Magic ha inoltre parlato dell’importanza di avere in roster giocatori del calibro di Anthony Davis e LeBron James:

«Sono stato spesso a lavoro in disparte per recuperare dal mio infortunio. Per le partite previste per le 7 di sera di solito mi recavo al palazzetto alle 3 circa e trovavo già le automobili di LeBron, AD, Dennis tutte parcheggiate lì da chissà quanto tempo. Da loro ho appreso il valore della routine, che secondo me è la ragione per cui sono così forti ed ammirati in NBA. Non sono mai sazi, sono sempre i primi ad arrivare e gli ultimi ad andare via.»


LeBron James ha superato Kareem Abdul-Jabbar, diventando il miglior realizzatore della storia della NBA. Leggi gli articoli dedicati al record del quattro volte MVP scritti dalla redazione di LakeShow Italia:


Ascolta Lakers Speaker’s Corner, il podcast italiano dedicato ai gialloviola, su:


Categories:

Our Podcast
Most Recent