Sconfitta di misura per i Los Angeles Lakers nella sfida al cardiopalma persa col punteggio di 106 a 108 contro i Minnesota Timberwolves, che hanno avuto la meglio nonostante le prestazioni brillanti di James e Davis – quest’ultimo ancora in doppia doppia – e la contestatissima decisione arbitrale su una tripla, poi giudicata da due punti, dello stesso LeBron.

Di seguito le dichiarazioni dei protagonisti, tra cui Darvin Ham, allenatore gialloviola che ha espresso le proprie impressioni nella conferenza stampa post-gara, ed il duo All Star, che invece ha parlato dagli spogliatoi. Ecco le loro opinioni a caldo.

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💬 Darvin Ham: «Dalla mia prospettiva era un tiro da tre, tuttavia dobbiamo accettare l’esito del campo»

La finestra mediatica di coach Darvin Ham è iniziata con un’analisi della sconfitta e soprattutto della chiamata arbitrale sul tiro di James, giudicato da due punti anziché da oltre l’arco.

«Dalla mia prospettiva quello di LeBron era chiaramente un tiro da oltre l’arco: per come l’ha preparato, si è levato da terra e per la traiettoria del pallone. Ma è stato rivisto in slow motion, per me ed i ragazzi era chiaramente fuori dal perimetro. Ci sono persone addette a svolgere questo lavoro e bisogna accettare il loro verdetto.»

«Abbiamo provato ad imporre il nostro ritmo con ogni giocatore sceso in campo. Il nostro avvio di gara è stato ottimo, poi siamo calati un po’ e dovrò capire bene i motivi. Abbiamo sbagliato alcuni tiri che normalmente vanno dentro, in altre situazioni, invece, non ci siamo fatti trovare pronti.»

«I nostri avversari ci hanno sopraffatto dal perimetro mentre noi stavamo cercando di trovare il nostro ritmo, quanto meno nelle prime tre frazioni di gioco. Anthony Edwards ha giocato una gran partita, ma possiamo solo rimproverare noi stessi per aver perso e concentrarci sulla prossima sfida contro New Orleans.»

Le domande dei giornalisti presenti si sono spostate sull’ultimo possesso, con il tentativo dello stesso LeBron non andato a buon fine e le successive proteste gialloviola per un mancato fischio arbitrale.

«C’era un’opportunità di poter riagguantare la partita con 1.4″ da giocare con LeBron: il difensore in marcatura gli ha concesso spazio prima che arrivasse il raddoppio, dopodiché non è chiaro se ci sia stato contatto con il difensore.»

«Per il metro di giudizio adottato fino a quel momento credevo che avrebbero fischiato il fallo e mandato LeBron in lunetta, mi sbagliavo. Una situazione in cui chi attacca si trova a saltare in anticipo tra due difensori: si può facilmente fischiare fallo.»

«Proverò a verificare anche questo in sala film, ma comunque dobbiamo accettare la decisione arbitrale. Volevamo provare a sfruttare lo spazio che gli era stato concesso.»

Infine, l’allenatore gialloviola ha espresso la propria opinione sulla condizione generale dei suoi ragazzi, dati anche i recenti cambi apportati in quintetto, soffermandosi sulle condizioni fisiche di LeBron James.

«Il nostro roster dispone di fisicità, stazza, atletismo per permetterci di dire la nostra in entrambe le fasi di gioco. Alcuni dei ragazzi stanno ancora lavorando per poter ottenere la loro forma migliore, in quanto reduci da problemi fisici o infortuni.»

«Per questo volevo e volevamo assicurarci di avere un ottimo approccio, per lo meno dal punto di vista difensivo. Stasera siamo stati anche influenzati negativamente da un pò di stanchezza residua dalla scorsa partita, specie in fase offensiva.»

«LeBron non è stato molto bene, ce l’ha messa tutta per poter essere a disposizione e scendere in campo. Penso sia stata una giornata difficile per lui. Come ho detto, difensivamente abbiamo giocato bene, ma non si vincono le partite senza fare canestro. Abbiamo sbagliato fin troppi tiri che di solito vanno dentro.»

👑 LeBron James: «Anche Stevie Wonder lo avrebbe notato…»

Visibilmente indispettito dalle decisioni arbitrali prese nel corso della sfida contro i Timberwolves, LeBron James ha rilasciato la sua intervista post-partita direttamente dagli spogliatoi. Il nativo di Akron, protagonista sia dell’episodio della tripla, convertita in tiro da 2 punti, che dell’ultimo, contestato possesso, ha iniziato a parlare proprio da questi due episodi chiave della sfida.

«Il mio piede è nettamente fuori dal perimetro. C’è chiaro spazio tra la mia scarpa e la linea dell’arco: è un tiro da tre punti. Anche Stevie Wonder lo avrebbe notato [scherza, ndr]. Non ho parlato con nessuno, non so cosa stesse facendo l’addetto ai replay mentre ha valutato quell’azione.»

«Per quanto riguarda l’ultimo possesso, pensavo di avere più tempo nell’eseguire il tiro, invece mi sbagliavo. Mi è già successo in passato, sopravviverò. Potevo eseguire meglio il tutto: sia nella percezione del tempo residuo, che nel ricevere il pallone e posizionarmi meglio nei confronti di Gobert.»

«C’è stato un contatto tra me ed il difensore in quell’azione, come ipotizzava coach Ham. E soprattutto: c’era chiaramente spazio tra il mio piede e la linea da tre punti. Lo ripeto, quello era un tiro da tre punti. Siamo frustrati: che senso ha l’utilizzo del replay, a questo punto?»

Nonostante una prestazione 26 punti, 3 rimbalzi, 6 assist, 3 recuperi, 1 stoppata e 10/21 al tiro, The Choosen One ha ammesso di non esser stato fisicamente al meglio nel pre-gara.

«Non ho riposato molto stanotte. Non credo di essere andato a dormire prima delle prime ore del mattino, perciò quando la sveglia ha suonato è stata un po’ dura abbandonare il letto. Ho dovuto fare qualche pisolino durante la giornata per non sentirmi troppo stanco.»

«Abbiamo un altro appuntamento importante domani contro New Orleans, perciò devo preservarmi per quella partita, ma non so ancora come [ride, ndr].»

Infine, le ultime domande rivolte a King James hanno riguardato gli accorgimenti apportati da coach Ham al quintetto iniziale ed in generale alle rotazioni dall’inizio della Regular Season NBA.

«Per noi, ogni partita rappresenta maggior esperienza di gioco insieme. Alcuni giocatori sono cambiati rispetto al passato, inoltre abbiamo cambiato il quintetto iniziale di recente e ci stiamo adattando a queste nuove scelte.»

«Abbiamo disputato 30-33 partite in stagione, stiamo ancora cercando di memorizzare gli schemi ed assimilare i movimenti per eseguire al meglio le giocate. Ognuno di noi sta cercando di ritagliarsi il proprio spazio nelle rotazioni, è una situazione in evoluzione.»

«Nel finale abbiamo cambiato 4 o 5 quintetti. Per me conta più chi termina la partita in campo e non chi inizia in starting lineup. E conta soprattutto come terminiamo la partita, l’esito che riusciamo ad imprimere. In generale, stiamo cercando di comprendere come integrarci al meglio, come sfruttare le nostre caratteristiche per poter vincere più partite. Stiamo utilizzando questo quintetto da poche partite, ci stiamo ancora adattando.»

〰️ Anthony Davis: «Perdere mi da sempre fastidio, penso sempre a cos’avrei potuto fare meglio»

Anche Anthony Davis, come il compagno LeBron James, ha rilasciato la propria intervista direttamente dagli spogliatoi. Le prime domande, come nelle interviste precedenti, hanno riguardato gli episodi arbitrali che hanno condizionato l’andamento della sfida tra Lakers e T-Wolves.

«Anche per me era una chiarissima tripla. Il piede di LeBron era nettamente dietro la linea da tre punti [scuote il capo sconsolato, ndr]. Abbiamo visto il replay svariate volte, anche tramite i social media: è evidente che ci sia spazio tra la scarpa di LeBron e la linea. Se fosse stato sulla linea non si sarebbe visto il parquet. Una sconfitta dura da digerire.»

I Lakers sono usciti sconfitti di misura, nonostante AD abbia messo a referto una doppia doppia da 33 punti, 17 rimbalzi, 8 assist, 4 recuperi, 2 stoppate e 12/17 al tiro. L’ex New Orleans ha espresso le sue opinioni al riguardo.

«Qualsiasi sconfitta è dolorosa per me, indifferentemente dal fatto che abbia giocato bene o male. E per quanto si possa dire che abbia giocato bene, mi viene da pensare agli errori che ho commesso: ad esempio, ho sbagliato due tiri liberi, che alla fine sono risultati decisivi.»

«Abbiamo perso di 2 punti: se avessi messo quei liberi saremmo potuti andare all’Over Time e la partita avrebbe preso un altro percorso. Dopo ogni sconfitta si pensa sempre a cosa si poteva fare meglio, sia come squadra che individualmente. Non mi tolgo dalla mente quei due dannati liberi: non li sbaglio quasi mai.»

«In compenso, so anche che ho fatto una buona prestazione, dalla quale estrapolare molte cose positive in vista del prossimo impegno contro NOLA, domani sera.»

Infine, The Brow ha affrontato la tematica degli infortuni e dei necessari aggiustamenti da apportare, anche in quintetto, in conseguenza delle assenze forzate. Inoltre, AD ha fatto una panoramica sulle sue prestazioni difensive in questo primo scorcio stagionale.

«Non è mai facile giocare a singhiozzo, specie se si viene tormentati da infortuni. Per chi sta fuori è sempre dura, chi va in campo sta ancora cercando di costruire spirito di squadra e di sacrificio per i compagni.. Insomma, non è una situazione semplice da affrontare.»

«Dovendo cambiare spesso quintetto per via degli infortuni, siamo ancora alla ricerca del perfetto equilibrio. Sia per chi va in campo che per chi rimane in second unit: si rischia di scendere in campo ed essere fuori ritmo. Possiamo solo cercare di rimanere in forma e farci trovare pronti.»

«Penso di aver giocato abbastanza bene fin qui: ho difeso bene sia sul perimetro che nel pitturato, contro avversari con caratteristiche quasi opposte tra loro. Mi sono trovato a marcare sia centri che ali, e per me è indifferente, devo sempre rendere al meglio. Finora ho fatto quanto in mio potere per difendere al meglio il nostro ferro.»

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (1:00 🇮🇹) tra Domenica 31 Dicembre e Lunedì 1 Gennaio per affrontare i New Orleans Pelicans allo Smoothie King Center.

In copertina: Jarred Vanderbilt, Taurean Prince e LeBron James discutono con l’arbitro Dannica Mosher nei minuti finali della gara tra Timberwolves e Lakers al Target Center. (Bruce Kluckhohn, USA TODAY Sports)


Ascolta Lakers Speaker’s Corner, il podcast italiano dedicato ai gialloviola, su:


LeBron James ha superato Kareem Abdul-Jabbar, diventando il miglior realizzatore della storia della NBA. Leggi gli articoli dedicati al record del quattro volte MVP scritti dalla redazione di LakeShow Italia:


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