In copertina: Troy Brown Jr. e Malik Beasley (Sue Ogrocki, AP Photo)

Vincere aiuta a vincere e farlo quando i tuoi big dog sono fuori è ancora meglio. Nonostante il risultato positivo però, alcuni elementi sono completamente da rivedere e così come alcune valutazioni sui singoli.

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Non saprei se definire inattesa questa vittoria dei Los Angeles Lakers ad Oklahoma City, ma sicuramente sono sorprendenti alcuni risvolti della gara e diverse prestazioni degli uomini di Darvin Ham.

Second Half Wonder

Al termine del primo tempo del match contro gli Oklahoma City Thunder, i losangelini sono sotto di tre punti con una prestazione indecifrabile: un buon inizio ed una chiusura preoccupante. In particolare, non erano stati per niente convincenti Dennis Schröder e Rui Hachimura.

Tuttavia, entrambi sono rientrati in campo con un altro approccio. Il tedesco – dopo tanta confusione iniziale – è riuscito a capire il ritmo della partita, a leggere quando piazzare le sue accelerazioni ma anche quando “fermarsi”.

Nella seconda frazione contro i Thunder, 8 dei sui 11 tentavi dal campo sono stati in pullup.

La squadra di coach Mark Daigneault nel primo tempo ha pesantemente “droppato” su ogni pick-and-roll giocato da Schröder, il quale è stato però troppo titubante ad alzarsi e tirare permettendo al suo difensore di poter sempre disturbare l’esecuzione del tiro.

Oltre alle difficoltà a concludere, certe esitazioni lo hanno spesso portato a trovarsi troppo vicino agli aiuti e fare di conseguenza confusione nella gestione del pallone.

Un arresto a centro area un metro prima avrebbe permesso a Schröder di vedere Bamba sulla linea d fondo con un evidente mismatch.

Al ritorno dagli spogliatoi Dennis è stato più aggressivo nel girare l’angolo e si è fidato del suo jumper. I risultati si sono visti subito:

Saric non ci pensa neanche a salire e farsi bruciare, punirlo con il jumper è la scelta giusta.

In stagione The Menace sta andando maluccio a dire il vero nel fondamentale: 43% al tiro e 43%ile, ma a prescindere dalle percentuali alle volte servono soluzioni differenti per far fare scelte diverse alla difesa.

Nell’ultima metà di gara i Thunder hanno iniziato a dover chiudere la distanza dal palleggiatore del pick-and-roll, creando cosi spazio aggiuntivo negli angoli e sulla linea di fondo. In fiducia e con un jumper carico, Dennis è stato il mattatore dell’ultimo quarto: 12 punti e parecchi liberi importanti segnati.

Hachimura è un giocatore che non ho ancora decifrato: pulito tecnicamente, teoricamente sa fare tutto ma la pratica mi dice che fino ad ora la sua esperienza in maglia gialloviola non è stata per niente esaltante. Tuttavia, il secondo tempo di OKC è stato molto positivo per il giapponese.

Il numero 28 gialloviola è riuscito ad essere consistente in difesa in tutte le situazioni di 1-vs-1, abbassando le gambe e usando la sua stazza per contestare i tentativi di layup dei suoi avversari, mettendo a segno 3 stoppate nei 16 minuti giocati.

Tenere botta contro il toro Dort non è roba da poco. Bravo Rui.

L’effort difensivo è stato notevole, ma anche in attacco le scelte sono state migliori: si è accontentato meno del jumper ed è stato aggressivo sui closeout tutte le volte che ha potuto, facendo canestro e creando per i compagni.

Questa clip rende l’idea della seconda metà di gara di Rui:

Defense to Offense.

Level Up

Mentre scrivo questo articolo è stato appena rilasciato il comunicato ufficiale dei Lakers con la “sentenza” sull’infortunio di LeBron James.

Questa notizia mi ha fatto re-interpretare la partita che gli angeleni hanno giocato ad Oklahoma City. Non deve essere facile ricevere questo genere di notizie e presentarsi in campo per uno scontro diretto senza i due leader principali ed il giocatore che in loro assenza ha probabilmente più’ punti nelle mani, D’Angelo Russell.

La risposta, però, è quella di un team consapevole e che sa che ci saranno partite impossibili da affrontare senza LeBron, ma nel mentre ha portato a casa una W che, vista l’assenza di Shai Gilgeous-Alexander, era alla portata.

Va fatto, per una volta, anche un applauso a Darvin Ham, che è riuscito a tenere la tensione alta ed a portare ad un livello superiore giocatori come Schröder ed Hachimura. I due non potranno giocare 20 partite di questo livello fino al termine della stagione, ma hanno le capacità tecniche per fare la differenza in appuntamenti “abbordabili” come quello di ieri notte.

My Personal MVP

Schröder e Hachimura sono stati ottimi ed hanno chiuso il match alla grande, ma a mio modo di vedere il migliore in campo per i californiani è stato Troy Brown Jr.

Come molti ad inizio anno non consideravo TB una presa particolarmente rilevante, col passare delle partite l’importanza dell’ex Oregon Duck viene fuori.

Contro i Thunder, Brown Jr. ha contribuito con continuità nei 4 quarti portando in ogni momento, anche quando il resto del team non funzionava, mattoncini importanti per la vittoria finale.

In attacco il 4/7 da tre punti è sicuramente il primo elemento che viene fuori, ma una cosa che mi sta impressionando di Troy è la capacità di giocare anche vicino al ferro. In stagione l’ex Wizards e Bulls sta avendo una frequenza di and-one del 33%, che lo piazza nell’83%ile nella lega nel fondamentale. Il volume non è altissimo ma il numero indica la concentrazione con cui il 7 gialloviola affronta ogni elemento del gioco.

Contatto, fischio e continuo a giocare. Well done.

In difesa Brown ha preso in consegna principalmente Luguentz Dort, ma ha fatto diversi passaggi anche su Josh Giddey costringendolo spesso a lavorare più per stesso che per i compagni. Questo elemento è stato fondamentale:

Lettura degli spazi corretti: palla ferma, aiuto vicino: copro lo scarico.

Nella clip i Lakers sono a zona, ma Brown capisce la necessità di accoppiarsi con il numero 3 blue-orange e chiudergli velocemente la linea di penetrazione per poi staccarsi al momento giusto per creare densità e rubare il passaggio verso il cuore dell’area.

❌ Thunder vs Lakers: i Minus

In una bella vittoria ci sono però anche stati degli elementi negativi: certe scelte strategiche ed una selezione di tiro rivedibile dominano questi Minus.

No Zone

La partita tra Lakers è Thunder non è stata una partita che definirei bella e divertente, ma piuttosto una gara a chi eseguiva meno peggio. I californiani, in particolare, hanno giocato una pessima pallacanestro negli ultimi 3 minuti del primo quarto e per tutto il secondo quarto.

Il parziale in questo lasso di tempo è stato 45-33 per i padroni di casa, che hanno tirato il 56% dal campo ed approfittato dei 7 turnover angeleni per ricucire il divario che i gialloviola avevano aperto nel primo periodo di gioco.

Nei Plus ho applaudito Ham per la sua capacità di tenere alta la tensione, ma in questo caso uno scappellotto devo suonarglielo:

Buchi, buchi dovunque.

Per lunghi tratti dello stint in questione, i Lakers i sono schierati a zona. Non devo raccontarvi che l’esecuzione è stata disastrosa.

Nella clip Lonnie Walker IV ed Hachimura contengono la penetrazione inizialmente impedendo lo scarico in angolo forte, ma la posizione del corpo di Skywalker e sbagliata cosi come quella di Max Christie in riferimento alla palla. La virata di Mann apre totalmente un lato del campo dove Austin Reaves è solo contro due.

Sull’uscita del pallone uno dei tanti Williams dei Thunder ha tutto il tempo per guardare il canestro e mettere una tripla che è esattamente dalla stessa posizione dalla quale Isaiah Joe ci aveva punti 40 secondi prima:

Mazzo mischiato, posizioni cambiate ma l’effetto finale è lo stesso.

Se notate, le posizioni nella zona di Walker, Reaves e Christie sono differenti nelle due clip.

In particolare Austin nella prima clip è nei tre in basso e nella seconda è nei tre in alto. La poca consistenza posizionale al netto della necessità di accoppiarsi per la transizione primaria è uno degli elementi che rende la nostra zona estremamente inefficiente.

Rigetto

In momenti diversi di queste prime partite in maglia Lakers Malik Beasley ha contribuito a vittorie ed a bei momenti di pallacanestro ma come ogni nuova introduzione è normale ci sia una fase di rigetto da parte dell’eco-sistema Lakers, per un innesto che ha estrema rilevanza in termini di tempo in campo e task da eseguire.

La selezione di tiro di Beasley è quanto meno sospetta, specie quando non ci sono Russell e James ad essere i gestori primari dell’attacco. Le 9 triple tentate di media di per se non sono un problema, anzi.

La sensazione è che Malik stia forzando la mano per trovare ritmo e le percentuali attuali, 35% circa, non indicano nessun motivo per il quale si debba continuare in questo modo.

Quando lo avevo presentato avevo indicato come non fosse assolutamente nullo nel gioco palla in mano e nella creazione dal pick-and-roll. Considerati questi elementi e l’attuale momento al tiro, la distribuzione delle conclusioni va corretta.

Ad oggi il 71% dei tiri di Beasley sono da tre e solo il 6% al ferro, career low, con solo tre tiri liberi tentati da quando è in gialloviola.

Probabilmente, sarebbe ideale che Malik cominci a cercare di entrare in ritmo con tiri più facili, magari qualche libero, invece di prendere praticamente solo triple che ad oggi vanno dentro con alterne fortune.

📅 Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte (4:00 🇮🇹) tra Venerdì 3 e Sabato 4 Marzo per affrontare i Minnesota Timberwolves alla crypto.com Arena.

Le statistiche citate, se non altrimenti specificato, sono tratte da Synergy Sports, Cleaning The Glass, NBA Advanced Stats e Basketball Reference. Tutte le clip video, salvo diversa indicazione, sono di proprietà della NBA. Sono utilizzate a scopo divulgativo senza intenzione di infrangere copyright. © NBA Media Ventures, LLC.


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Ingegnere, partenopeo disperso tra le Alpi svizzere, world traveler. Ho cominciato con Clyde Drexler per finire ai Lakers. Everything in its right place, no?

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